Beppe Grillo: “Cambiare il porcellum con un referendum”

di DANIELE V. COMERO

Favorito dal riposo domenicale Beppe Grillo tira un calcetto al tavolino, quello che sostiene il governo Monti, il tavolino a tre gambe PD-PDL-UDC. Nel suo blog scrive che “sono come  i ladri di Pisa, quelli che litigavano di giorno e la notte andavano a rubare insieme” nel dubbio, a scanso di equivoci, chiarisce bene il suo pensiero “sono come dei vecchi bari colti sul fatto. L’obiettivo non è migliorare il Porcellum che fu da loro voluto e applicato nelle elezioni del 2006 e del 2008 ma far quadrare i conti senza l’oste, senza il Movimento 5 Stelle“.

In ossequio alla par condicio ne ha anche per Napolitano: “E’ in pressing per una nuova legge elettorale” e “i partiti di governo eseguono i suoi ordini”, non capisce  “il motivo di questa fretta improvvisa dopo sette anni di letargo al Quirinale”. Poi propone di risolvere il problema della nuova legge elettorale in un modo originale “Cambiare il Porcellum attraverso un referendum”.

Il leader del Movimento 5 Stelle è certamente impegnato da diversi anni nell’estendere la democrazia diretta in Italia, però dovrebbe sapere che non è possibile percorrere questa strada, semplicemente perché non esiste, nel nostro sistema non c’è la possibilità di referendum propositivi, solo abrogativi. Anche qui strada sbarrata, non  è possibile sostenere ancora una volta un referendum  abrogativo sulla materia elettorale, perché sarebbe fuori tempo massimo visto che le elezioni sono il prossimo anno e la legge vieta questa possibilità. Pazienza, sarà per la prossima volta. Questa scivolata, forse, è dovuta alla complessità della materia che lui stesso dichiara essere più complicata della teoria del Bosone di Higgs. Rimane il colorito giudizio sul quadro politico, che andrebbe riconsiderato almeno nella parte che riguarda il Presidente della Repubblica: se dopo sei anni si “sveglia”, in se non è un difetto, se è in buona fede, si vede che cerca di fare il possibile per concludere il settennato con dignità.

E’ anche vero che gli esponenti del tavolino, Alfano, Bersani e Casini, non sono poi così solerti e attenti ai richiami, anzi, sembrano quei bambini che fanno esattamente il contrario rispetto ai consigli dei genitori. Infatti, passano i mesi senza un risultato concreto, ma con una miriade di voci e indiscrezioni che rendono il clima avvelenato. Venerdì scorso Berlusconi ha radunato i suoi a palazzo Grazioli, risultato: il PDL tenta la fuga sulla riforma della legge elettorale e annuncia per martedì 31 luglio una propria proposta, e qui c’è veramente da segnarsi con i gomiti, si parla di “Modello Greco”.

Subito al Pd gli viene l’ansia da complotto. Bersani rilascia interviste dove dice di temere che  “Con un colpo di mano da parte del Pdl, la rottura è irrimediabile“, minacciando di interrompere le trattative. Si vedrà qualcosa martedì 31 luglio, alla nuova riunione del Comitato ristretto al Senato. Da Bersani al PDL, forse, hanno solo voglia di tenersi il porcellum.

Qualcuno dice che Berlusconi vuole tentare di andare al voto con questo sistema, perché ora che gli hanno spiegato bene tutte le magagne del Porcellum potrebbe approfittarne, per volgere a sua favore i difetti e inquinare la probabile vittoria (mutilata) del PD e di Bersani per riproporre un qualcosa del genere  “Sistema Sesto” (per chiarimenti il rimando è qui).

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