Grillo morde ai polpacci il Bersani presunto sbranatore

di DANIELE VITTORIO COMERO

La campagna elettorale si sta infiammando. Sabato scorso a Genova, davanti ai suoi candidati, Bersani l’ha fatta fuori dal vaso. Dal palco arringa: “Sento dire che c’è qualcuno che lascia intendere qualcosa di men che corretto da parte nostra su Mps…”. Si ferma un secondo, poi lancia l’avvertimento: “Parlino chiaro che li sbraniamo”.

Proprio così,  Pierluigi Bersani ha usato il verbo sbranare, cioè “fare a pezzi, divorare”, in senso figurato “tentare di distruggere”. Poi, il segretario Pd avverte Lega Nord e centrodestra: “Niente più accuse o insinuazioni. Il Partito Democratico, sul caso Monte Paschi,  non si farà tenere sotto schiaffo” e prosegue: “Non accettiamo lezioni da chi ha avuto cose come il credito Euronord e il Credito cooperativo fiorentino. Non si azzardino ad aprire bocca”.

Domenica 27, le reazioni sono state più di stupore che di indignazione, subito coperte dall’azione diversiva lanciata in grande stile sulle  parole di Berlusconi in parziale difesa della figura storica di Mussolini, perchè gravato da un pesante patto di alleanza con la Germania.

Tocca la Germania e apriti cielo. La grande stampa di regime subito si sfoga, lanciando una  campagna di falsa indignazione sulle modeste parole utilizzate dal Cavaliere. Risultato del can can mediatico è controproducente, perché ha fornito un palco bene in vista in tutti i TG al Caimano, in cerca di voti a destra e tra i mussoliniani. I tanti “mussoliniani” di destra e sinistra, vecchi e giovani, ora sanno che  c’è ancora lui, l’eterno sorridente, ad allungare loro la mano. Non Storace o La Russa, confinati in piccoli ghetti partitici.

Certo è che ogni giorno che passa Silvio raccoglie voti come fosse vendemmia, da ieri anche gli elettori milanisti sono stati arpionati, dall’operazione Balottelli. Il calciatore in forza ad una squadra inglese acquisito dal Milan con un gran schiamazzo, pagato milioni di euro, emettendo dei “Pagherete“, da esibire dopo il voto. Poco importa se giocherà e se servirà alla squadra, l’importante è occupare la scena e togliere spazio agli altri concorrenti per le Politiche.

Questo inizio del 2013 non sta portando bene alla sinistra, che pare voler celebrare in grande stile il ventennale della sconfitta occhettiana, con una riedizione della gioiosa macchina da guerra.

La dimostrazione è nel contro attacco di domenica al Caimano, un’altra operazione mediatica condotta in perdita dal PD, sotto stress per la vicenda della banca del Monte dei Paschi di Siena. Però, come si sa, le disgrazie non arrivano mai da sole: al Caimano in forte recupero si aggiungono Ingroia e Beppe Grillo.

Questo del MPS pare proprio un fronte di guerra fatto apposta per Grillo, che sulla Parmalat si è guadagnato i galloni di capopopolo. Il suo attacco è frontale: “Bersani-Gargamella, deve andarsene, deve dare le dimissioni e non deve sbranare nessuno. Con le gengive si può solo succhiare“. Per Grillo lo scandalo è tale da far impallidire i casi Parmalat o Ambrosiano: “Dietro a questo colossale saccheggio ci può essere di tutto. Craxi, in confronto, rubava le caramelle ai bambini

Martedì 29 gennaio, Alfano arriva a paragonarlo a quello della Banca Romana di fine ’800. Subito Bersani rispedisce al mittente la richiesta di dimissione dal partito avanzata da Beppe Grillo: “Chi dice cose fuori dal segno ne risponde. Aggiungo che vorrei capire da che pulpito democratico Grillo parla di dimissioni, io ce l’avrei un partito che potrebbe chiedermele. A Grillo chi può chiederle? Ecco, allora lezioni non ne dia per favore che da quel lato non ne prendo, da autocrati da strapazzo non ne prendo“.

Quest’ultimo termine è nuovo nel panorama politico. Qui bisogna mettere mano ad un dizionario. Così si scopre che autocrate vuol dire “despota, prepotente, sovrano assoluto”.

Domandone: se Grillo è un autocrate, come può essere definito il futuro capo di governo italiano Pierluigi Bersani? Visto che è della stessa terra, emiliano-romagnola, si potrebbe dire socialista-mussoliniano, ma è troppo poco.

 

 

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2 Comments

  1. ENRICO says:

    Tra un po’ si scoperchiera’ la pentola del monte dei paschi… caro bersani…i magistrati ancora stanno indagando 🙂

  2. Albert Nextein says:

    Bersani, il ruggito del topo.

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