Grillo, il rischio di partecipare alle elezioni politiche e finire nel tritacarne

di FABRIZIO DAL COL

In coda all’estate scorsa Grillo ha fatto sapere agli italiani della partecipazione del suo movimento M5S alle prossime elezioni politiche e, a tale notizia, i sondaggisti non hanno potuto fare a meno di includerlo nelle varie analisi e preferenze di voto dei loro relativi sondaggi. I dati apparsi nelle varie trasmissioni televisive dell’autunno scorso rilevavano già allora una ascesa molto consistente nelle preferenze di voto e tale ascesa si assestò verso la fine dell’anno intorno al dato del 20 %. Detto questo, non è mia intenzione commentare qui ora il dato relativo al sondaggio che ritengo essere di per sé straordinario, ma ragionare invece sulla dirompente “forza” politica che Grillo è riuscito a dare in così poco tempo al suo movimento. Come sappiamo, da anni invoca un “repulisti” generale di tutta quella classe politica presente da oltre un trentennio nei partiti italiani e lo ha sempre fatto mettendoci la faccia da comico in piazza, senza però rinunciare a trasformarsi in politico quando si trattava di denunciare le malefatte dei partiti e del potere finanziario occulto a loro asservito. Tutto ciò lo ha portato alla decisione  di spendersi in politica consapevole delle sue certezze e del contatto diretto sul territorio, che lo hanno indotto poi a costituire un movimento politico per dar voce e “casa” a tutto il malcontento italiano che di lì a poco egli sapeva si sarebbe manifestato.

Vi è tuttavia da aggiungere un particolare di non poca importanza ovvero quello di aver sempre detto anticipatamente e con assoluta certezza di non volersi mai candidare in nessuna elezione. Davanti a questi fatti mi permetto alcune critiche politiche che, lungi dall’essere dei consigli, vorrebbero invece dimostrare come la partecipazione al voto per le politiche 2013 si potrebbe invece trasformare per Grillo in una scelta improvvida e sbagliata, questo perché se l’idea politica del M5S è quella di eleggere un nutrito gruppo di parlamentari destinati a essere i “vigilantes” degli atti legislativi prodotti da chi sarà chiamato a governare il paese, tale scelta, a legge elettorale immutata, si dimostrerà presto insufficiente a controbattere un sistema di potere nel frattempo già coalizzato e pronto ad utilizzare, per tutta la nuova legislatura, la macchina “tritacarne” capace di presentare il M5S come un partito ribelle e di sola contestazione.

Se invece la nuova legge elettorale, di cui oggi si conosce poco o nulla, sarà approvata, non lo sarà certo per favorire il movimento di Grillo e i “mastini” dei partiti che nel redigerla terranno pure conto del M5S che, complice la sua partecipazione alle elezioni, potrebbe far innalzare quella risicata affluenza alle urne prevista negli ultimi sondaggi. In sostanza accadrebbe che i partiti, con la inedita partecipazione di Grillo alle elezioni, si auto-garantirebbero un “portatore sano” ovvero il Movimento 5 Stelle, in grado di intercettare quei voti indecisi e quelli ormai relegati all’astensione perché necessari ad aumentare l’affluenza alle urne e a dare quella legittimazione oggi necessaria a loro stessi.

Contrariamente a queste ipotesi, ritengo invece che  il M5S si stia dedicando con fermezza alle elezioni politiche convinto di ottenere due probabili obbiettivi: 1) il sussulto di orgoglio degli italiani in grado di portare i voti necessari per ottenere una maggioranza di governo volta a permettere l’approvazione di leggi in grado di garantire un futuro al Paese; 2) conseguire il maggior numero di voti necessari e fungere in parlamento da movimento di “rottura” in grado di destabilizzare le forze politiche e tracciare così una via “Islandese”. Tutto è possibile, ma sarà molto difficile che Grillo si accorga della vera necessità che ha oggi il paese Italia per la sua rinascita, ovvero  lo smantellamento dello stato unitario  e non le modifiche dello stesso con i provvedimenti legislativi in quanto, ingessati da una Costituzione non più in grado di garantire i diritti del Cittadino, non avrebbero vita facile negli iter procedurali e verrebbero ad essere sistematicamente boicottate.

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8 Comments

  1. Giovanni S. says:

    Il Movimento di Grillo e’ una speranza per gli Italiani onesti, che sono la stragrande maggioranza della popolazione della penisola. Le sue proposte più’ importanti, se fossero realizzate, migliorerebbero notevolmente l’etica pubblica. Soprattutto il rapporto denaro-politica (retribuzioni ridimensionate, “rimborsi” eliminati, ecc..) e il rispetto della legalita’(pregiudicati ed indagati fuori dal Parlamento,ecc.).Quanto al decentramento della politica,voluto e realizzato dal veneto Rumor e dalla DC nel 1970,per coinvolgere il PCI, il risultato ottenuto e’ fallimentare. Debiti enormi delle Regioni(Piemonte,Sicilia, ecc..), sperperi e ruberie(i consiglieri veneti e laziali che incassano ,oltre ai lauti stipendi, cospicue “integrazioni” sottobanco, Lusi Penati Maruccio ed il clan Bossi che arraffano milioni , ecc..).io spero che Grillo sia votato dalla maggioranza degli elettori. Altri, in questo sito, auspicano la secessione e la nascita del Quarto Reich..

  2. Alieno says:

    Grillo non puo’ candidarsi secondo le regole M5S, quindi niente da fare. Non è che non vuole, non puo’!!!

    Secondo, lo smantellamento dello stato unitario deve partire principalmente dalla gente delle Regioni, i parlamentari al massimo faranno “cassa di risonanza”.
    Ad esempio obbligando a discutere le iniziative di delibera popolare…

  3. MAURO says:

    WIWA IL MOVIMENTO CINQUESTELLE!!!!L’UNICA ALTERNATIVA A TUTTO IL MARCIUME!!

  4. Albert Nextein says:

    Grillo ha la sua merce da vendere.
    Se si mette sul mercato politico, sa di correre alcuni rischi.
    E sarà affar suo ridurli al minimo.

    Se entra in parlamento,e ci entra di certo, vedremo che fa.
    Certo sarà sbeffeggiato, calunniato, inquisito.
    Ma vedremo sul piano pratico che faranno i suoi eletti.
    Che faranno in confronto alle promesse elettorali.

    A me farebbe piacere che questa gente facesse casino in continuazione.
    Che facessero apparire finalmente i parlamenti per quello che sono da sempre.
    Un circo popolato da buffoni e parassiti.

  5. cristian says:

    caro fabrizio ma credi veramente che questi figuri si porrebbero il problema anche se a votare andasse solo il 45% degli italiani? oppure continuerebbero imperterriti nelle loro schifezze? per me continuerebbero a governare come se non ci fosse nessun problema

    • Fabrizio says:

      Sbagli e lo dovresti sapere. Quello che non accade per troppo tempo, rischia di accadere in un minuto. Al loro posto e nella situazione da te descritta comprensiva della fase 2 della spending review quando la depressione avrà raggiunto il suo punto massimo, avresti il coraggio di farti vedere in giro ? io non credo.

      • cristian says:

        semplice, non si faranno vedere in giro,e quel poco con mega scorte, per i palazzi come sempre militarizzeranno la zona e manganellate a chi si avvicina, un po come gia succede adesso, solo che avranno altri 5 anni per fare le loro porcate.

        • Fabrizio says:

          non si faranno vedere in giro ? si buona notte !! mega scorte ? come no, basta precettare l’esercito. Militalizzare i palazzi ? che tradotto significherebbe procedere come è accaduto col passato fascista ? oppure con il presente Siriano ? o magari a dover fare un uso improprio della TV di stato ? oppure causare volutamente degli attentati per poi addebitarli agli indignados del caso ?. Nel frattempo, sarebbe il caso verificassero prima il grado di resistenza delle famiglie in quanto, potrebbero essere loro stesse a scendere in piazza.

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