Grillo: i media istigano perche’ qualcuno alla fine mi elimini

di REDAZIONE

nei confronti degli appartenenti al Movimento 5 Stelle e dei miei collaboratori sta diventando fragoroso, insopportabile, indecente. Lo scopo è quello, chiaro, di creare dei mostri da abbattere per mantenere lo status quo”. E’ quanto ha scritto sul suo blog Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle. I critici, ha rilevato, “non discutono mai nel merito, ad esempio del Programma del M5S, insultano, fomentano con l’obiettivo di isolare, infamare, distruggere”. “E dopo? Cosa verrà dopo? – si è chiesto Grillo – Dal tiro al bersaglio metaforico, si passerà a quello reale? L’informazione sta sconfinando in molti casi in istigazione a delinquere, come avvenne negli anni di piombo. Li diffami, li isoli e poi qualcuno li elimina. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere”.

Beppe Grillo come Emmanuel Goldstein, il suo destino simile a quello del protagonista del celebre romanzo di George Orwell, ‘1984’. Il parallelo lo traccia direttamente Grillo, per denunciare sul suo blog il trattamento riservato dai media al suo Movimento 5 stelle – e per lanciare l’allarme rispetto a quella che ritiene un’istigazione alla sua eliminazione fisica. Emmanuel Goldstein, ricordiamo, è il personaggio letterario creato da Orwell, il nemico del Partito che governa l’oceano. A causa della sua opposizione al Grande Fratello ogni giorno a partire dalle 11.00 in ogni ufficio e luogo pubblico si tengono manifestazioni di isteria collettiva contro di lui: i ‘Due minuti d’odio’. Secondo alcuni – si legge su Wikipedia – Orwell prese ispirazione per questo personaggio da Lev Trockij. Scrive Grillo: “Il rito dell`Odio era cominciato. Come al solito, la faccia di Beppe Grillo, il Nemico del Popolo, era apparsa sullo schermo. S’udì qualche fischio, qua e là, fra i presenti. La donnetta dai capelli color sabbia diede in una sorta di gemito in cui erano mescolati paura e disgusto. Grillo era il rinnegato. Durante il suo secondo minuto, l’Odio arrivò fino al delirio. La gente si levava e si rimetteva a sedere con gran rimestio, e urlava quanto più poteva nello sforzo di coprire il belato di quella voce maledicente che veniva dallo schermo. La donnetta dai capelli color sabbia era diventata rossa come un peperone e apriva e chiudeva la bocca come un pesce tratto fuor d’acqua”. E ancora: “Una bruna aveva cominciato a strillare: ‘Porco! Porco! Porco!’ ‘Populista! Populista! Populista!’ ‘Fascista! Fascista! Fascista!’ ‘Assassino! Assassino! Assassino!’ ‘Evasore! Evasore! Evasore!’ e tutt’a un tratto afferrò un pesante dizionario di Neolingua della Casta e lo scaraventò sullo schermo. Questo andò a colpir diritto il naso di Grillo e poi ricadde a terra: la voce continuava inesorabile. Tutti strillavano e battevano furiosamente i tacchi contro il piolo della sedia. La cosa più terribile dei Due Minuti d’Odio non consisteva tanto nel fatto che bisognava prendervi parte, ma, al contrario, proprio nel fatto che non si poteva trovar modo di evitare di unirsi al coro delle esecrazioni”.

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2 Comments

  1. Alberto Pento says:

    Me sovien de Ipasia la matematega-filoxofa pagana strasà da li cristiani a Alesandria:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Ipazia

  2. Mauro Cella says:

    Grillo può consolarsi pensando alla frase di Winston Churchill: “Sono sempre stato convinto che un politico vada giudicato in base all’animosità che suscita nei i suoi rivali”.

    D’altronde è ovvio che la grande stampa gli si rivolti contro. Con Berlusconi “il fascista” e Bossi “il razzista” finiti nella spazzatura della storia, con il PD che al massimo produce insipide figure come Renzi (il cui successo dovrebbe dirla assai lunga), con il governo Monti assolutamente off limits anche alle critiche più tiepide, chi resta da incatramare e coprire di piume? Grillo e i suoi “seguaci”, rei di essere gli ultimi arrivati nel panorama politico nazionale, rei di non prostarsi ai piedi di Napolitano e dei poteri che rappresenta, rei di non essere fedelmente allineati al fianco del Che Guevara di Goldman Sachs (se conoscete la carriera politica del rivoluzionario argentino nella Cuba castrista capirete perché uso questo termine), rei di non usare toni soporiferi e di non mentire spudorotamente alla gente per convincerla che tutti i nostri problemi nascano da speculazione ed evasione.

    Una domanda finale su cui meditare: ma Emmanuel Goldstein e la Fratellanza esistono davvero?

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