La strana storia di Beppe Grillo, Google e il Tibet censurato

di http://www.frontedelblog.it

Abbiamo già raccontato di come il programma elettorale del M5S proponga una cosa e il suo leader, Beppe Grillo, ne faccia una esattamente opposta, all’insegna delle migliori “coerenze” della Seconda Repubblica. Oggi passiamo ad un altro aspetto, per nulla secondario, che fa sorgere ancora una volta, la domanda: ma Grillo crede a quello che dice? Parliamo cioè di soldi.

Di questi tempi tutti fanno i conti in tasca ai parlamentari 5stelle, chiedendosi a quanto effettivamente rinunceranno dei loro stipendi. Ci sono stime diverse. Beppe Grillo si rifà al codice di comportamento sottoscritto dai suoi candidati e taccia tutti di raccontare balle, sostenendo che gli eletti incasseranno esattamente la metà dell’indennità, cioè 2500 euro. Vedremo ai primi stipendi. Ma a noi, della coerenza di eletti ed elettori del 5stelle interessa al momento poco. Interessa di più capire i comportamenti del leader e conoscere chi gli sta intorno. E oggi parliamo appunto di soldi.

Nei giorni scorsi il Sole24Ore ha fatto i conti in tasca al blog di Beppe Grillo, stimandone i possibili introiti provenienti da Google Adsense, il meccanismo pubblicitario del più noto motore di ricerca. Il quotidiano di Confindustria ha calcolato per il blog una rendita tra i 5 e i 10 milioni di euro all’anno, ipotizzando una resa di 5 euro ogni mille pagine visitate. Difficile dare una valutazione precisa nel merito a questi conti, sia perché Adsense non comunica pubblicamente gli importi che versa ai publisher, sia perché tali importi variano con un particolare sistema “intelligente” di calcolo fatto da Google.

A queste entrate dovrebbero essere tuttavia aggiunte le campagne pubblicitarie del blog beppegrillo.it fatte dalla concessionaria Adsolutions, che propone sponsorizzazioni in tre fasce: sotto i 5000 euro, tra i 5000 e i 10000 euro e sopra i 10000 euro. Il tutto spalmato sull’intera rete di Grillo: “blog, La Rete del Grillo, La settimana, Social Network (YouTube, Facebook, Twitter)” e addirittura con “promozioni per diversi profili di utenti”. Almeno in teoria, perchè la pagina Adversiting in cui compare la concessionaria Adsolutions non si trova curiosamente sulla homepage, ma, per scovarla, bisogna entrare nella sezione “battaglie” del blog e andare in fondo alla pagina, dove finalmente, di fianco ai credits, c’è la voce “pubblicità”.

Dunque, la pubblicità è l’anima del commercio di Grillo. Prima però di arrivare al punto, e cioè a Google, serve una piccola premessa. Come forse i ventenni di oggi non sanno, la pubblicità è stata un cavallo di battaglia di Grillo per ben 11 anni. Nel senso che, dopo aver incassato i soldi per essere stato testimonial dello yogurt Yomo, dal 1993 al 2004 Grillo imbastì vere e proprie “crociate” contro la pubblicità sia all’interno dei suoi spettacoli, dove rappresentava un tema fondamentale verso cui scagliarsi, sia nelle interviste rilasciate ai giornali. Arrivò perfino a proporre gratis alla Rai un suo show purché non andasse in onda, né prima né dopo lo show, la pubblicità. La risposta della Rai, ovvia, fu un secco no.

Chi vuole controllare l’astio di Grillo verso gli sponsor può andare a cercarsi su youtube i diversi filmati degli spettacoli, dal Beppe Grillo Show a tutto ciò che fece fino appunto al 2004. Oppure può leggersi questo brevissimo campionario di dichiarazioni al vetriolo di Grillo contro la pubblicità che abbiamoraccolto qui. La crociata andò avanti fino al 2004. Perché poi, nel 2005, Grillo aprì il blog. Il suo business cambiò e di conseguenza anche il suo atteggiamento nei confronti degli sponsor. La più emblematica delle sue dichiarazioni, quando diede il fuoco alle polveri, Grillo la rilasciò al Corriere della Sera il 4 ottobre 1993. E questa vale la pena leggerla:

Lei oltre che con i consumi se la prende anche con il più efficace veicolo dei consumi: la pubblicità. Vorrebbe abolirla?

«Assolutamente no. Io però la vorrei fare in maniera più logica, più onesta. Prenda per esempio la campagna che i pubblicitari fanno a se stessi su tutti i quotidiani, anche sul suo. E uno slogan che dice: “Pubblicità , siete liberi di vederla”. Ma scherziamo? La infilate dappertutto, voi maledetti giornalisti, sotto gli articoli, di fianco ai titoli. Uno è lì che si legge un pezzo di Biagi, e si trova l’inserzione di una hot line che gli dice “Telefonami, brutto porco, che ti faccio impazzire”. È libertà questa?»

Ora guardate il blog di Grillo. Di pubblicità, sotto “gli articoli e di fianco ai titoli” è pieno così. I tempi sono decisamente cambiati. E siccome la pubblicità di Adsense è a rotazione, trovi la ricerca di “nuovi talenti”, le immobiliari, il dentista che costa meno. E via dicendo.

Fin qui la premessa, che denota come la morale del comico va bene purché sia fatta agli altri. Meno quando tocca a lui, che in un baleno “dimentica” 11 anni di battaglie. Battaglie sue, non nostre. E incassa i soldi proprio della pubblicità. Però, stavolta, c’è qualcosa di più curioso. Quasi grottesco. Perché appunto Adsense, quella che oggi porta spot e camionate di soldi sul blog di Grillo, è la concessionaria di Google.

«Questa è democrazia diretta. Io scambio con te un’informazione, la mandiamo a un terzo, non ci deve entrare nessuno. Se ci entra qualcuno è regime. E tentano…siamo pericolosi…diventiamo pericolosi…ecco perché i governi si stanno muovendo. Se io prendo il motore di ricerca Google e ci metto sopra “Tibet”, mi escono 1milione 250mila pagine sul Tibet, io lo posso fare. Se lo fa un cinese e mette su Google “Tibet” gli esce una mano…e non gli esce nulla perché? Perché il governo cinese ha pagato Google. Google… erano due ragazzi di 17 anni che hanno scoperto una delle meraviglie del mondo…un motore di ricerca. A 17 anni. Ora hanno la mia età, sono stramiliardari e sono quotati in borsa. E si fanno comperare…Questo è spiacevole. Però mi tira su il morale una cosa: che ci saranno sempre due ragazzi di 17 anni in un garage che inventeranno qualcosa per fargli un culo così a quelli di Google».

Applausi, risate, rabbia, riflessioni amare. Il solito schema degli spettacoli di Grillo.

Solo una piccola considerazione: naturalmente Google non si era mai fatto “comperare”. Ha tentato di aggirare i diktat cinesi spostando i server ad Hong Kong. Una battaglia lunga contro la censura che recentemente, secondo quanto riportato da Il Fatto quotidiano, Google ha perso.

Di fatto, in Cina, la censura sul Tibet è ancora in vigore, anche sul più noto dei motori di ricerca. All’epoca Grillo sembrava tenerci così tanto a quest’ennesima battaglia. Sua, non nostra. Ma la morale che ci propina non vale per tutte le stagioni.

A “fare il culo” a Google ci penserà un’altra volta. E ora che da Adsense-Google incassa denaro, sono tutti pronti ad applaudirne le prossime paternali.

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8 Comments

  1. Miki says:

    Anch’io vorrei un governo serio che fa uscire una mano (ma forse sarebbe meglio un sonaglino) quando uno digita Wikipedia. Così non dovrei sorbirmi le balle che scrive l’enciclopedia “libera”.

  2. diego says:

    Trovo questo articolo piuttosto insulso. la domanda da farsi è: Grillo i soldi che guadagna li ruba o cosa? Grillo è responsabile anche in minima parte dell’attuale disastro italiano? La risposta a tutte e due le domande è no, assolutamente no.
    E allora piantatela di infangare e denigrare per partito preso.

  3. Dan says:

    Grillo può guadagnare i soldi come preferisce, fin tanto che non commette reati e non lo fa a spese delle nostre tasse. La cosa che conta adesso è che tenga fede alle promesse fatte alla piazza. Basta perdere tempo e moralizzazioni da quattro soldi: dia un ultimatum agli altri partiti e mobiliti la gente per ottenere nei fatti e prima che ci siamo impiccati tutti, il cambiamento promesso.

    • luigi bandiera says:

      Caro DAN,

      in questo stato detto, per farci ridere probabilmente, demokratiko, ogni volta nasce un partito o movimento diverso da quelli che hanno fatto l’italia (veramente loro l’hanno ereditata e non fatta perché non hanno mica fato un kax) vanno giu’ in picchiata come tanti condor…

      E’ successo con tutti i movimenti del tipo lega nord. E’ successo con gli OTTO SERENISSIMI. E succede con i M5S. E succedera’ con altri.
      Basta fare una piccola analisi per capirla e magari meglio.

      Siamo in uno stato KOMUNISTA e funziona cosi’.

      Se da domani tu fai un partito komunista di DX o di SX o di CENTRO non ti diranno nulla, anzi, ti daranno il benvenuto come neonato.

      Prova a fare un partito (meglio un RIMASTO) e chiamarlo, non so: partito o rimasto komunista per l’indipendenza delle terre dei veneti..!

      Prova…

      E scoprirai che non dico kazzate.

      La volonta’ popolare in italia, ma anche nell’URKA (EU) , NON ESISTE per cui di che stiamo parlando..? Di demokrazia..?? Ma quale kax..!
      Le PECORE NON HANNO VOLONTA’..!

      Ecco perché si scagliano contro tizio e contro kaio, perché questi portano via consensi e soprattutto POTERE che e’ uguale a GRANO… piu’ o meno padano.

      Come tutti i marroni NON VOGLIONO IL DISSENSO e cercano di espellere il corpo estraneo…

      At salüt

      • Dan says:

        Hai ragione ma come ho detto spetta a grillo dare il giro alla cosa.
        La gente l’ha votato in massa non perchè piazzasse qualche giovincello a recitare la costituzione o a fare occupazioni “scolastiche” ad orario tiro sciopero dei tram ma perchè risolvesse i problemi in maniera rapida e definitiva.
        Qui si ride e si sfotte la lega che, lo sappiamo già, non farà niente entro la fine dell’anno ma la realtà è che se entro quella data il m5s non avrà concretizzato niente e si sarà continuato a fallire, a vedere aumentata la disoccupazione, suicidi ecc., vedrai che quella gran massa o una generosa parte di essa si organizzerà in qualcos’altro e lì, nel cesso, non ci finiranno solo i vecchi partiti ma pure il movimento 5 stelle, grillo, casaleggio ed i principi generali di democrazia perchè se il nostro destino è di finire comandati da commissioni di stampo dittatoriale è molto meglio che questa commissione sia roba nostra che non di bruxelles.

  4. luigi bandiera says:

    iO SONO PIUTTOSTO IGNORANTE ANCHE PERCHE’ NON STUDIO L’ECONOMIA, LA PRATICO E DA POVERO.
    TUTTAVIA, SO CHE SE IL COMMERCIO NON FUNZIONA, NON TIRA COME IL SESSO, E’ INUTILE PRODURRE..!
    SI, NON SO TANTO ANZI NULLA DI ECONOMIA, MA HO PROVATO SULLA MIA PELLE COSA VUOL DIRE DARSI TANTO DA FARE PER PRODURRE SENZA VENDERE. SMERCIARE.

    La pubblicita’ spesse volte e’ invadente, ci urta, ci fa spegnere tutto, ma NON CI IMPOVERISCE.

    Sia usata CON UN GRANO DI SALE IN TESTA IN MODO CHE NON SIA UN TORMENTONE CHE TI FA IMPAZZIRE CHE TI DA FASTIDIOSO.

    NON DEVE ESSERE COME UN COLPO DI CANNONE SPARATO VICINO ALLE ORECCHIE… ALTRIMENTI LA SI IGNORA PER NATURALE AUTODIFESA CHE QUALSIASI ORGANO VITALE HA. SI DIVENTA SORDI..! o CIECHI SE SI TRATTA DI IMMAGINI TROPPO LUMINOSE. VIOLENTE.

    DETTO CIO’, I TEMPI CAMBIANO CONTINUAMENTE E OGGI UNO PUO’ DIRE A E DOPO TRE SECONDI DIRE Z. E’ NELLA NATURA DELLE COSE. PER ESEMPIO, IL TEMPO NON E’ MAI SEMPRE COERENTE E QUINDI UGUALE.

    MA LA POLITICA FA DI QUESTI SKERZI.

    IMPONE CHE UNO SIA O COSI’ O COLA’.

    SE UNO SI SVEGLIA CRISTIANO DEVE MORIRE TALE.
    SE UNO E’ KOMUNISTA DEVE MORIRE KOMUNISTA.

    BEH, L’AVETE CAPITA NO?

    IN TANTI CASI LA PUBBLICITA’ DA’ DA VIVERE… DIREI A MOLTI. BASTA CHE RENDA SE NO ALLORA SI VA ELIMINATA.
    BISOGNA VENDERE, COMMERCIARE I PRODOTTI, ANCHE I SERVIZI SE SONO INDISPENSABILI.

    SU, SCAMBIAMOCI UN SEGNO DI PACE.

    AMEN

    PS:
    vi ha scritto un ignorante quindi… continuate pure.
    Si, alla via cosi’… tanto a presto saremo oltre le colonne d’Ercole e li’ piu’ avanti finisce il mondo.

    • luigi bandiera says:

      E nel nordest detto ricco per tenerlo fermo, quattro si sono suicidati.

      Bel colpo dira’ qualcuno che magari guadagna (modo di dire) milioni all’anno da dipendente sdaddale.
      Altro che l’incoerenza…

      BASTA ITALIAaaaaaaaaa…….!!!!!!!!

      ITALIA BASTAaaaaaaaaaa……!!!1!!!!!!!

  5. insomma ci dici ke Grillo si fa gli affaracci suoi in barba ai kreduloni ke kredono di lottare kontro l’immoralità … loro in parlamento a 2.500 €uro mese e lui ke s’intaska vagonate di milioni…

    kuanto gli kosterà mantenere tutta la barakka !? …

    certo ke kon una fava si prende due piccioni…
    i komizi sono spettakolo di piazza kon i suoi monologhi e kontemporaneamente sono la base dottrinaria dei suoi politici, nominati dai blogghisti…

    a ciaskuno il suo in xfetto ordine ,,, 😀

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