Tra Grillo e Bersani c’è il voto di Budrio ad aizzare gli animi

di FABIO CINTOLESI

Tutti abbiamo ascoltato fino alla noia le parole che Beppe Grillo e Pierluigi Bersani si scambiate negli ultimi giorni. Da “fascista” a “fallito”, questo tenero scambio d’amorosi sensi ha animato pagine di quotidiani e talk show televisivi in questi ultimi scampoli di un torrido agosto. Bersani ha detto che Grillo usa un “linguaggio fascista”. Premesso che io non amo certi toni o termini usati da Beppe Grillo (ma se il problema dell’Italia fosse questo, saremmo il paese messo meglio al mondo), mi sembra che il termine “fascista” sia stato usato bellamente a sproposito. Ma son mie opinioni personali.

Ascoltando Bersani, mi sono chiesto su quale satellite di Saturno abbia abitato fino ad ora. Grillo parla e scrive così oramai da anni; se ne è accorto adesso? Che è successo negli ultimi mesi per suscitare cotanta reazione? Si parla di sondaggi segreti, di elezioni politiche e di lotta per il potere. Vero, ma pochi hanno focalizzato un po’ di più la questione. Tutti sanno di Parma e della vittoria di Pizzarotti sul candidato della sinistra; non molti si ricordano che a maggio in Emilia ci sono svolti altri due ballottaggi tra il PD e i suoi alleati da un parte e il Movimento 5 Stelle dall’altra. A Comacchio il M5S ha prevalso con  il 69,2%, mentre a Budrio, la coalizione PD-SEL-IdV-Verdi ha mantenuto il comune con un risultato risicato, il 51,4%. Tralasciando Comacchio, che ha un’altra storia, miriamo l’attenzione su Budrio.

Solo chi non conosce bene la (un tempo) rossa Emilia, e la ancora più rossa (un tempo) “cintura rossa” di Bologna può non essere consapevole di quanto il solo ballottaggio in un comune come Budrio è già di per sé qualcosa di straordinario. Qualcuno in grado di spiegare a Bersani motivazioni e implicazioni di questo evento, nel PD c’è ancora. Pochi, ma ci sono. Questo risultato è stato possibile perché al secondo turno, il M5S è riuscito ad intercettare i voti di molti elettori della sinistra “critica”, insofferenti verso il sistema social-municipalizzato-democratico del PD e quelli di tanti elettori di centro e di destra, molto più semplicemente allergici alla sinistra. Il calo della percentuale dei votanti non ha fatto altro che amplificarne l’effetto.

Questa saldatura è quasi del tutto inedita nel cuore dell’Emilia (un tempo) rossa. A questo punto, il nervosismo del segretario PD Bersani diventa comprensibile. A saldare anime così diverse di elettori non c’era riuscita la DC, né Craxi, Bossi o Berlusconi. Se lo schema Budrio si ripetesse in molti comuni alle prossime elezioni amministrative, per il PD sarebbero guai seri. Un partito come il PD, infatti, può tranquillamente sopravvivere alle sconfitte politiche, alle faide interne, agli scandali ed alle inchieste. Ad un osservatore attento, seppur esterno, il Partito Democratico appare sempre meno una forza politica che attrae consenso attraverso la proposta politica o il carisma dei suoi leader, e sempre più come una stazione appaltante ed un ufficio di collocamento.

Per una forza politica con queste caratteristiche, il controllo del territorio e della sua economia appare vitale. I comuni, in questo meccanismo sono fondamentali: sia direttamente come centri di spesa, ma ancor di più come controllori di un fitto reticolo di società ed enti partecipati e, in alcuni casi, di fondazioni bancarie. Togliere o ridurre questa base di potere (basata sulla possibilità di spesa discrezionale per creare e mantenere consenso) al PD è un vero e proprio attacco alla giugulare del sistema. Molto di più della polemica politica e delle azioni di opposizione classica. Bersani sembra essersene improvvisamente accorto e poichè Emilia Romagna e Toscana in questo schema rappresentano le casseforti irrinunciabili, visti i sondaggi e gli umori dell’elettorato, fa bene ad essere molto preoccupato.

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4 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Poveri sinistri o disastri… hanno fallito come paladini dei lavoratori, hanno fallito come rivoluzionari, hanno fallito come intellighentis e ancora altro.

    Dopo sti fallimenti non hanno ancora il buon senso di andarsene e magari a nascondere..?

    Le loro sparate sono a salve… forse a loro interessa sentire solo il colpo..?

    Calza bene quella degli Equipe 84:

    Avevamo cinque anni,
    correvamo sui cavalli
    io e lei contro agli indiani,
    eravamo due cow boy

    Bang bang, di colpo lei,
    Bang bang, lei si voltò
    Bang bang, di colpo lei,
    Bang bang, a terra mi gettò.

    Non si può fermare il tempo,
    non si può mutare il vento
    quindici anni aveva lei,
    ricordo quando mi baciò

    Bang bang, di colpo lei,
    Bang bang, lei si voltò
    Bang bang, lei mi baciò,
    Bang bang, e a terra mi lasciò…

    Kari KOMPAGNEROS e’ finita la packia delle VACKE GRASSE..!

    Kome COW BOYs vi e’ andata molto bene e per troppo tempo… Non eravate nemmeno forti… solo molto FORTUNATI.

    Kissa’ se tra non molto kambierete il nickname… magari da PDmenoL a PC+I.

    Tornare bambini a volte giova… almeno si gioka senza essere sgridati dalla mamma.

    Importante e’ saper di ke gioko giokare..!

    Sara’ il kaso di inventarne un altro..? NUOVO FIAMMANTE alla MS+I..?

    Kax ke disastro sta kax di politika.

    At salüt

  2. Ferruccio says:

    Oggi su canale 5 ho ascoltato l’intervento dell’EBETINO di Firenze…

    Ho avuto la percezione che dicesse tutto quello che il movimento5 STELLE sta dicendo da anni..

  3. nirananda says:

    Pare che tutti i tipi sinistri ultimamente non ci sentino bene: BOOUUMMMM!!!

  4. Pietro says:

    Perchè come al solito “vanno lunghi alla staccata” e adesso parlano perchè si sentono il fiato sul collo.
    Dov’erano prima?
    Cosa li occupava di così importante?
    Cosa li teneva così al sicuro?
    Ad andare lunghi si rischia il fuoristrada ed è quello che stanno facendo.
    Manica di idioti con un leader che non sa più a chi dire “si deve dimettere” .
    Poi si lamentano che gli danno delle cariatidi e morti ambulanti

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