BEPPE GRILLO NON E’ ANTIPOLITICO: E’ TROPPO STATALISTA

di STEFANO MAGNI

L’antipolitica è una cosa seria, non può essere lasciata nelle mani dei politicanti. E’ assolutamente comprensibile che gli italiani si siano stancati della classe dirigente. I politici di professione ci hanno spremuto di tasse, ci hanno lasciato in eredità un debito pubblico insostenibile (che pagheremo per generazioni) e ci costringono a comprare servizi che mai e poi mai vorremmo acquistare da una qualsiasi azienda privata. Solo un masochista o una persona accecata dall’ideologia può amare un sistema come quello in cui viviamo. Ma la risposta deve essere necessariamente Beppe Grillo?

Ammettiamo che la gente che vota il comico-politico lo faccia per un gran desiderio di libertà. Essi non sanno quello che fanno, perché Grillo darebbe molto più potere ai politici di professione per entrare nelle nostre vite, spremerci ancor di più per restituirci debiti e servizi scadenti. Esagero? Nemmeno per sogno. E’ il programma del Movimento Cinque Stelle a darmi conferma di questa paura. Vediamo di analizzarlo, capitolo per capitolo, senza pregiudizi.

Gli elettori di Grillo sono mossi da un gran desiderio di far piazza pulita dei politici. Per lo meno desiderano mettere i politicanti sotto controllo. E’ dunque più comprensibile che, nel primo capitolo, si trovi l’abrogazione del Lodo Alfano (obiettivo già raggiunto), l’abolizione delle Authority (e l’introduzione della class action), la trasparenza delle istituzioni, una riduzione dello stipendio dei parlamentari, l’approvazione di ogni legge subordinata alla copertura finanziaria, l’eliminazione dei privilegi particolari, specie sulle pensioni. Ma a questo punto risulta incomprensibile e contraddittoria la proposta di vietare ai politici di svolgere un’altra professione. Se vogliamo veramente ridurre i costi della politica dobbiamo giungere a un totale autofinanziamento dei partiti e di chi ci lavora dentro: ognuno si mantenga con le proprie risorse. E’ comprensibile la volontà di far piazza pulita delle burocrazie provinciali, costose e pressoché inutili. Ma perché passare attraverso l’abolizione delle province? Questa riforma, caldeggiata anche da molti sedicenti “liberisti”, ha sempre un piglio autoritario. Un vero amante della libertà dovrebbe, semmai, mirare alla piena autonomia delle province, anche sul piano finanziario. Anche l’accorpamento dei comuni sotto i 5000 abitanti è un provvedimento che sta a cuore di tutti coloro che vogliono risparmiare la spesa pubblica. Ma anche qui è un metodo autoritario di risoluzione del problema: meglio, molto meglio, lasciare che i comuni raccolgano e amministrino le loro risorse. Coloro che sopravvivono con bilanci all’attivo, anche se hanno meno di 5000 abitanti, non meritano di essere fusi con altri comuni, anche contro la volontà della loro popolazione. Infine, ma non da ultimo, non si capisce come possa cambiare la testa dei politici “l’insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico”. Se siamo nella situazione meschina in cui ci troviamo lo dobbiamo anche, in gran parte, proprio a questa vecchia Costituzione. E’ una carta che, lungi dal proteggere i cittadini dal potere arbitrario dello Stato (come avveniva con le costituzioni classiche della tradizione liberale) ha regalato pieni poteri alla classe politica, permettendole di devastare il nostro Paese.

Nel suo capitolo sull’Energia, il Movimento Cinque Stelle contraddice in pieno la volontà di limitare i danni dei politici, introducendo una miriade di nuovi controlli. In sintesi: si chiede di obbligare i cittadini a risparmiare energia. E si concedono incentivi fiscali solo alle energie “rinnovabili”, considerate più pulite. Si dà ciecamente fiducia al Protocollo di Kyoto (per la limitazione delle emissioni di Co2) e alle sue premesse “scientifiche”. La comunità scientifica, in realtà, non ha ancora raggiunto un accordo sul fatto che sia l’uomo a produrre il riscaldamento globale. E nemmeno sul fatto che il riscaldamento globale, in quanto tale, sia un danno o non piuttosto un vantaggio. Grillo lo dà per certo, evidentemente, l’una e l’altra cosa: che il riscaldamento globale sia prodotto dall’uomo e risulti in un danno per l’umanità. Così facendo, si accoda alla vulgata politica di coloro che vogliono imporre maggiori controlli (acquisendo maggiori poteri) sul comportamento dei cittadini.

Sull’informazione si tocca con mano quanto il Movimento Cinque Stelle sia contraddittorio. Perché da un lato è ben visibile l’anelito di libertà dell’informazione: si vuole abolire l’Ordine dei Giornalisti (retaggio del fascismo), abrogare il finanziamento pubblico ai giornali, privatizzare almeno 2 dei 3 canali Rai, abolizione delle leggi più liberticide sul copyright. Ma dall’altro lato si introducono concetti assurdi, come la “cittadinanza digitale per nascita” (accesso per tutti a Internet… a spese di chi?) che sanno di utopia. Lo Stato, che si vorrebbe far arretrare dall’informazione, torna protagonista quando si chiede la “Statalizzazione della dorsale telefonica”, o un suo intervento a gamba tesa quando si prescrive: “Nessun canale televisivo con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l’azionariato deve essere diffuso con proprietà massima del 10%”. E anche: “Nessun quotidiano con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l’azionariato diffuso con proprietà massima del 10%. Che senso ha creare un mercato dell’informazione e impedire ai soggetti privati di conquistare quote maggioritarie? Qualcuno vuole fare impresa senza aspirare ad aumentare i suoi profitti?

La volontà dirigista e l’illusione utopista di questo programma saltano fuori maggiormente nei suoi capitoli che riguardano l’economia, la sanità e l’istruzione. Cosa dobbiamo pensare quando leggiamo la proposta di “abolire la Legge Biagi”? Tornare ai contratti collettivi nazionali con assunzione a tempo indeterminato per tutti? E chi è quell’imprenditore che se lo può permettere, oggi come oggi? “Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale”. E come impedirlo? Mettendo un guardiano politico alle calcagna di ogni azionista? “Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate”. Anche qui: ficcando il naso dei politici negli affari privati dei cittadini che fanno impresa. “Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato”. Sono o non sono affari degli azionisti? “Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, Eni, Enel, Mediaset, Ferrovie dello Stato”. Solo abolendo il monopolio di Stato possiamo combattere i monopoli. Perché Grillo non nomina la ricetta giusta contro i monopoli: privatizzazione e deregulation? E perché nomina aziende puramente private, come Mediaset, al fianco di altre puramente statali, come Eni? Perché, evidentemente, non comprende che l’unico vero monopolista (di fronte al quale tutti gli altri si sgretolano) è lo Stato. Che lui vorrebbe addirittura espandere. E’ solo lo Stato che detiene il monopolio della violenza: l’unico in grado di imporre il suo potere a soggetti non consenzienti.

L’utopia rispunta nel capitolo sui trasporti: no alla Tav, no al Ponte (e potremmo anche andar d’accordo), ma perché prescrivere, in un programma di un partito nazionale cose puramente locali, che dovrebbero essere lasciate alla volontà di comuni e privati, come le piste ciclabili, l’incentivo a usare mezzi puliti, o il disincentivo a usare l’auto, il divieto a costruire nuovi parcheggi, o “collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici”?

Peggio che andar di notte, quando, nel capitolo sulla sanità, leggiamo che: “Due fatti però stanno minando alle basi l’universalità e l’omogeneità del Servizio Sanitario Nazionale: la devolution, che affida alle Regioni l’assistenza sanitaria e il suo finanziamento e accentua le differenze territoriali, e la sanità privata che sottrae risorse e talenti al pubblico”. No Grillo, no! La nostra disgrazia è proprio nell’assenza di devolution: è lo Stato che continua a coprire i buchi delle Regioni, spingendole ad un comportamento fiscalmente irresponsabile. Lasciamo che ogni Regione sia finanziariamente indipendente e vedremo ridurre tutti gli sperperi sanitari di cui ti lamenti. Compresi i rimborsi a pioggia su esami inutili e interventi chirurgici mortali. La sanità privata sottrarrebbe risorse e talenti al pubblico? Ma quando mai! E’ il pubblico che ci tassa per restituirci una sanità da Terzo Mondo. In Italia non c’è competizione fra cliniche. Senza competizione nessuno è incentivato a puntare all’eccellenza. Vuoi tutto nelle mani nel pubblico? Teniamoci, allora, dei medici-burocrati, disincentivati, demotivati, immorali, pronti a lasciar morire i pazienti perché l’unica cosa che interessa loro è arrivare a prendere lo stipendio. Questo è il pubblico, niente altro.

Si leggono meno assurdità nel capitolo sull’istruzione. “Risorse finanziarie dello Stato erogate solo alla scuola pubblica”… ci mancherebbe altro! Quel che manca è il nocciolo del problema. Lo Stato educatore ha fallito. Prova ne è un Paese in crisi, con una classe politica e dirigenziale da rottamare: è il prodotto dell’istruzione pubblica. Solo una competizione fra istituti liberi e privati può sanare alla radice la nostra decadenza culturale. E liberarci da un’oppressione politica dalla culla alla tomba. Privatizzare e liberalizzare: questa è l’unica, vera e necessaria antipolitica.

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46 Commenti

  1. gigi ragagnin says:

    si brucerà in un tempo molto minore dell’allega d’abbozzi.

  2. Nereo says:

    Il grillo parlante in molte cose dice il vero. Anche se il grillo parlante in molte cose dice il vero non voterò mai più (anche Bossi in molte cose diceva il vero con la stessa veemenza). Perché mai dovrei ancora da pirla credere al fuori di me? Se non volete cannibali, non votate. Punto e basta!

  3. luigi bandiera says:

    E me ne vien inamente naltra.

    Avete presente il film UOMINI CONTRO..??

    Ecco, siamo proprio a quel tempo la’. Non passa mai il tempo, vero..??

    Beh, io affermo che NON C’E’ NE SPAZIO E NE TEMPO..!

    TUTTAVIA, I NEMICI NON SONO GLI AUSTRIACI MA I GENERALI TALIBANI..!!
    Diceva il bravissimo Gian Maria Volonte’..! Riposi in pace.

    KAX, TOXATI: PARE LO STESSO FILM DEL DI’ DE UNKUO’… DE ADESSO.

    Siamo veramente in uno stato fognario..!

    Salam

  4. luigi bandiera says:

    E adesso provo a fare il diskolo o l’HDiskolon. (Da Hard_Disk_olon di kui diskolo duro e magari anche puro).

    Da 150 anni ci dicono che abbiamo ottenuto l’unita’ e la sovranita’.
    Che le decisioni sono in esclusiva del popolo (la massa di gente che e’ rinchiusa nello stato italia).
    Che siamo uno stato libero e indipendente.
    Che sono rispettati tutti i diritti dell’uomo.
    Che abbiamo la carta piu’ bella del mondo. (igienika).
    Che siamo in uno stato di diritto (a volte e’ stato e a volte e’ paese… non sanno nemmeno loro che kax e’ sta merrrddd) e che il tutto si basa (fonda) sul lavoro. DEGLI ALTRI aggiungo io che sono un HDiskolon. Infatti UNO LAORA E QUARANTA GHE MAGNA SORA..! E sono per difetto.

    Ebbene, avete presente la presa per il KULO..??
    Si e’ partiti con le guerre d’indipendenza (non si sa da ki) e poi con le ANNESSIONI…
    Si e’ proseguito con le politiche kattokomuniste…
    Si persevera, ieri e oggi, con i REFERENDUM che non kontano un bel kax.

    Pero’ oggi temono l’assenteismo di massa.

    Lo chiamano l’antipolitika. (Nemmeno loro sanno cosa vuol dire sto kax di termine)…

    Ma senza fare il giro dell’oka e non dell’italia, qua ultimamente non si era votato un GOVERNO..??

    Come mai di punto in bianco (trikoglion veramente) i votati si mettono dapparte e si presentano altri scelti non si sa da chi..??

    Forse gli E.T. sono gia’ tra noi..??

    Avranno scelto loro i nuovi musi INCERATI..?? Che come le statuine della Madonna (mi pordoni) CHIAGNONO CON LACRIME DI “SANGUE”..?

    Ma KAX, non ho visto nessun DISKOVIOLANTE… sarebbe disko volante ma per fare l’HDiskolon devo modificare no..? E’ per dimostrare in che stato e o paese siamo. Ma io che sono di Paexe quando sento dire il paexe vuole questo e quello mi inkazzo davvero.
    Noi qua nativi e residenti in Paexe che kax c’entriamo mo con la CONFUSIONE IDDALIODDAs..??

    E per non farla troppo lunga sta ironia domando ai vari lettori qua nell’INDIPENDENZA: a che serve votare, tra non molto, se poi e’ senz’altro un’altra PRESA PER IL KULO..??

    Va ben, un gay puo’ anche godere ma gli etero no. O si..?

    L’ANTIPOLITIKA SONO I PARTITI (che non sono mai partiti. Eh te credo mi: varda ben e palanche che ricevono..?)…

    QUINDI da HDiskolon propongo:

    BASTA ESSERE PRESI PER IL RAME (CU) E QUINDI
    BASTA ANDARE A VOTARE..!!!!

    Si andra’ quando i partiti saranno, finalmente, PARTITI o ANDATI VIA..!!!!!!!!!

    BASTA DEMAGOGHI..!!!!!!! Disse o scrisse o altro il COLLE piu’ alto, ma di PAGA..!

    BASTA ITALIA..!!!!!!!

    ITALIA..!!!!!!!!!!
    B A S T A a a a a..!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Ci hai derubato abbastanzaaaa…!!!!!!!!!!!!!

    SIM SALA BIM

    (il mago Silvan pronuncia questa formula magica per far sparire il coniglio nel cappello.
    Io per far sparire l’italia, forse.)

  5. Giorgio Milanta says:

    Beppe Grillo è un italiano. Punto.

  6. Daniele says:

    Che goduria vedere tanta partecipazione contro una mentalità così vecchia, e piena di arroganza. Il programma di Grillo non l’ho neanche voluto conoscere. BASTA SCARDINARE L’ATTUALE SISTEMA di politici da tre generazioni. Che non hanno mai lavorato e …. danno dell’Evasore a me.
    MEGLIO UNA CAZZATA DA GRILLO CHE GOVERNATO DA QUESTI LADRI. …. Mi prudono le mani: se mi togliete la Lega e
    Grillo vado a prendere il fucile. Ce l’ho vicino.

    • luigi bandiera says:

      In effetti e’ cosi’.
      Questa sera su la7 Piazzapilita rutelli e allemanno e qualche altro a dire le solite menate del KAX.

      Il problema e’ reale ma fin che la barca andava anche senza vento tutti erano bravi…
      Ma adesso che soffia nessuno di loro sa governarla.

      E’ il contrario in effetti il problema.

      Appunto quando il vento della disperazione, dei disoccupati e ecc. soffia che ci vuole MANICO..!

      IGNORANTI LI HO VISTI MA ANCORA ARROGANTI..!

      SECESSIONE O MORTE..!!

  7. luigi bandiera says:

    Il titolo mi fa scrivere quanto segue…

    Ocio al disk che gira a 33giri.
    Voglio dire che i partiti (che non sono mai partiti) hanno paura dello STANZIALE del NON VOTO..!
    Lo scrivevo, se tutti non andassimo a votare sarebbe veramente COMIKA, altro ke GRILLO e le sue stelle bunga bunga.

    Ma il SONNO PERSISTE E QUINDI..??

    SOCCOMBEREMO ANCORA E PERSEVERIREMO…

    LA SOLUZIONE E’ NEL POLLAIO:
    MENO GALLI NEL POLLAME E PIU’ UOVA FECONDATE CI SARANNO..!!

    QUESTA E’ LA TROVATA DEL KOLOMBO..!

    A CASA I PROFF IGNORANTI..!!!!!!!!!!!

    E cosi’ sia.

  8. LuKK says:

    Io avrei una domanda da fare ai vari libertari/liberisti come Facco e Magni. Secondo voi il problema è lo stato e tutto va privatizzato, ma mi spiegate perchè in stati come la Svezia, dove lo stato è molto presente, le cose funzionano e anche bene?

    • Leonardo says:

      Tutto privatizzato è una formula semplicistica, bisogna conoscere cos’è il libertarismo e cosa è la teoria economica austriaca. detto questo, la Svezia tanto blasonata), negli ultimi anni ha ridotto del 10% il peso del welfare, ha ridotto di 5 punti le tasse e ha già introdotto una parte di sistema pensionistico alla cilena. Inoltre, in Svezia ci sono 5 milioni di persone solo, CHE SONO svedesi, non ITALIANI!!!!!!!!!!!!!!!!!

      • Lucafly says:

        Grande Facco e aggiungerei: non ITALIANI !!!!!!!!!!
        MA SPRATTUTTO NON CI SONO I POLITICI ITALIANI E I TERRONI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
        AMEN.

  9. gil sans says:

    il programma del M5S è un programma ultra statalista, condito di proposte demagogiche. Secondo il movimento di Grillo i problemi di questo paese deriverebbero dalla troppa libertà dei loro cittadini, che lo Stato dovrebbe comprimere con leggi che “vietano” di decidere del loro futuro. Vietato eleggere rappresentanti per oltre 2 mandati, vietato costituire comuni inferiori a 5.000 abitanti, vietato nominare quale proprio rappresentante un cittadino che svolge già una professione (come se mancassero i “politici di professione”), vietato votare un politico che abbia subito una qualche condanna, vietato possedere il 51% di una testata giornalistica, vietato ricoprire più cariche anche negli enti privati (?!). E poi giù una serie di provvedimenti statalisti come “vietato” costruire parcheggi in centri urbani (tutti? indistintamente?), assegno di disoccupazione per tutti (e chi lo paga?) e poi, questa è bella, riduzione del debito pubblico riducendo gli sprechi… roba, per l’appunto, da far ridere.

  10. giospel says:

    Quelle di Grillo sono proposte che vanno discusse, migliorate, emendate e poi votate a maggioranza, non da rappresentanti eletti in parlamento, ma dai cittadini con la democrazia diretta che si può attuare attraversi internet.
    Se la proposta di legge non convince la maggioranza degli Italiani, non diventa legge. la democrazia diretta è il punto principale delle proposte di Grillo.

  11. Alessandro Oglialoro says:

    Ringrazio il giornalista che ha scritto questo articolo perchè ero ancora indeciso se dare il voto ai candidati del Movimento 5 Stelle o non votare affatto, il suo articolo mi ha chiarito ulteriormente diversi punti programma del Movimento 5 Stelle e devo dire che il programma di questo movimento, a differenza di chi ha scritto l’articolo, lo condivido pienamente, quindi ho deciso di votare per i candidati del Movimento 5 Stelle che oltretutto propone l’uscita dall’Euro affinchè lo Stato abbia piena sovranità sulla moneta e non sia più costretto a chiedere soldi in prestito alle banche private con le quali l’Italia ha un debito che non avrebbe mai dovuto avere e che noi cittadini continuiamo a pagare, la moneta unica che noi chiamiamo Euro è una truffa per fare arricchire le banche a nostre spese e uscire dall’Euro è indispensabile per risolvere il problema dell’economia interna, dell’occupazione e dell’eccessiva tassazione. Non credo a coloro che dicono che uscire dall’Euro sarebbe un totale disastro per la nostra economia, io credo a quello che vedo, e quello che vedo è che l’Euro è un totale disastro per la nostra economia e questo non lo può smentire nessuno, inoltre credo che chi ha interesse a non uscire dall’Euro ha interessi personali che nulla hanno a che vedere con gli interessi dei cittadini. Io non mi preoccuperei tanto di un comico-politico del resto abbiamo anche visto l’imprenditore-politico, l’avvocato-politico ecc… piuttosto dovremmo preoccuparci dei tanti politici-comici che sono stati eletti, hanno contribuito a ridurci in questo stato ed hanno ancora la faccia tosta di ricandidarsi magari cambiando anche il nome del loro partito convinti che la maggioranza degli Italiani resteranno per sempre delle stupide pecore, io credo invece che queste pecore stiano imparando e che non sono poi così stupide come alcuni pensano, e credetemi, sono in tanti a pensarlo, ho vissuto all’estero per alcuni anni e vi assicuro che anche molti stranieri, riferendosi agli Italiani, pensano che soltanto un popolo di stupide pecore può eleggere e rieleggere sempre gli stessi politici dei quali non facciamo altro che lamentarci.

  12. velieroblu says:

    come per tutti i movimenti/partiti a noi puo’ piacere 1 parte di cio’ ke dicono. A me a volte piace la lega, a volte Grillo, a volte di pietro ecc. Gianfranco Miglio nelle “Lezioni di politica” spiega perke’ agli uomini piace la politica e fare il politico. leggetevelo! Se pero’ cercate di cambiare l’italietta e le sue istituzioni occorre avere la maggioranza in quella skifezza d parlamento a roma e magari realizzare il decalogo di Assaago di Miglio del ’94 oppure combattere x strada come hanno fatti i partigiani contro i tedeski nel 43/45!!!

  13. Arturo says:

    “Essi non sanno quello che fanno, perché Grillo darebbe molto più potere ai politici di professione per entrare nelle nostre vite, spremerci ancor di più per restituirci debiti e servizi scadenti. ”

    I politici di professione sarebbero aboliti per la limitazione a due mandati e alla impossibilita’ di ricoprire piu’ incarichi contemporaneamente.

    Il livello di scadimento dei servizi pubblici e’ dovuto principalmente al fatto che la dirigenza pubblica e’ marcia e corrotta fino al midollo, non perche’ i servizi sono pubblici: guardate all’estero se le cose funzionano solo dove i servizi sono pubblici o privati; funzionano dove c’e’ la volonta’ di farli funzionare.
    Quasi certamente, una volta tolto il marcio i servizi funzionano anche in Italia, pubblici o privati che siano.

    Consiglio a tutti quelli che hanno letto questo articolo di scaricarsi il programma del movimento 5 stelle (e’ facile, google programma movimento 5 stelle), leggerselo (e’ breve e comprensibile) e farsi un’idea, quale che sia, con la propria testa.

  14. Roberto Porcù says:

    Tanto per cominciare non chiamiamolo comico-politico ché un’attore-politico ha dato ottimi servigi agli Usa.
    Elencare tutte le cose che non mi vanno del suo programma sarebbe troppo lungo, ma mia moglie vuole astenersi dal voto ed io sto meditando di votare per lui.
    A favore c’è la sua presa di posizione non solo contro il finanziamento ai partiti, ma “facciamoci dare indietro i soldi presi”.
    Sarà antipolitica la mia, poi sono convinto che me ne pentirò, ma il mercato non offre nulla di meglio a chi, come me, li vorrebbe tutti sulla forca (o ghigliottina, possiamo metterci d’accordo, sono accomodante).

  15. Mauro Cella says:

    Ottima analisi, che coincide appieno con l’impressione che mi sono già formato da tempo.
    L’idea che ho è che, però, questo programma non derivi da una “voglia statalista” ma semplicemente dall’ignoranza politico-economica di tanta gente (completamente in buona fede) che si può riassumere in una frase: usare il potere coercitivo dello Stato per obbligare il prossimo a fare ciò che io ritengo giusto. Una tentazione fortissima a cui è difficile sfuggire e le cui conseguenze sono spesso negative e talvolta tragiche.

    Inoltre nel programma del movimento non ho trovato parola riguardo a tendere una mano alle piccole imprese, ai commercianti ed agli artigiani, categorie che sono da sempre trattate come le ultime ruote del carro. Forse si tratta solo di una svista, ma è significativo che nessun partito o movimento ne facciano una priorità, dal momento che le difficoltà in cui versa l’intero sistema sono un dramma che nessuno vuole vedere.

  16. Trasea Peto says:

    E’ da un po di tempo che la Lega Nord è in declino e serviva assolutamente un altro partito che prendesse il loro posto per rincoglionire tanta gente a diventare servi dello Stato, adoratori dello Stato come la nuova religione e per così coronare il sogno imposto, ma mai messo in pratica, dei “padri della patria”: fare gli italiani.

  17. Franco says:

    Ritengo corretta l’analisi del giornalista sul programma del Movimento 5 stelle, concordo su quasi tutti i suoi punti, soprattutto per quanto riguarda la Costituzione. Per bocciare il programma di Grillo, anche se dice talvolta delle cose sensate, basta dire che non parla di federalismo, l’unico rimedio che arginerebbe il malaffare politico instaurato negli anni ’70 da chi oggi si erge a censore. Il Paese che ci ritroviamo è quello voluto da quei signori. Anche perché la Lega ha turlupinato i Padani.

  18. Malphy says:

    Caro Magni, inizia a cercarti un altro lavoro, è finita la pacchia per i poveri di intelletto come te.

    Malphy

  19. stefano says:

    l apologia della desertificazione da sola basta per dare un giudizio sul relatore.

  20. Ivan says:

    L’articolo e’ pacchiano, non si riesce ad arrivare al termine.
    Credo che Stefano Magni abbia un po’ di problemi o problemi seri se non ha capito che Beppe Grillo non si candida e non si candidera’ mai. Stefano, poverino, stai tranquillo, calmati, fatti un bel sonno, bevi latte caldo e zuccherato, vedrai che quando ti svegli starai meglio.

    • Lucafly says:

      .Sig Ivan.
      Beppe Grillo nei suoi farneticanti comizi politicalcomici ha più volte affermato di non voler entrare in politica e di non candidarsi mai a parlamentare,ora noi dimentichiamo che il soggetto è di origine genovese,avete mai visto un genovese lasciare il proprio lavoro che gli remde 3/4 Milioni di €uro annui per fare il parlamentare a 150 mila.€uro annui…sigori questo è Umberto Magno 2°.
      la prego venga giù dal Pero che è ora.
      Amen

      • valente spirito says:

        ha fatto bene a dire che grillo è genovese
        altrimenti ci sarebbe l’esempio di berlusconi
        che sbuguarderebbe la teoria stessa
        invece così “non fa una grinza”!
        il classico cerchio che và a quadrare all’uopo !
        lei parla di altri ma probabilmente pensa a se stesso !

  21. Ferdinando says:

    Ti è sfuggito il concetto generale del moVimento. Ognuno vale uno, se il programma non ti sta bene, discutilo, non è a scatola chiusa, non è una dittatura, invece che dirle a noi ste cose, dille al moVimento, almeno loro ti ascolteranno ;)

    • Leonardo says:

      Scusi, solo una precisazione. L’articolo, dettagliato e motivato, di Magni è proprio stato postato per discutere su principi di politica di cui Magni è profondo conoscitore. Il problema è che anche voi del M5S (il che per certi aspetti lo comprendo), non appena qualcuno vi critica in maniera serrata lo insultate, benché nessun insulto sia stato mosso né a Grillo, nè a voi. Un comportamento tutto italiano direi, un comportamento che risponde alla regola secondo cui ciò che scrivono i giornali è giusto solo se corrisponde alla mia ideologia. I fatti non contano nulla? E l’Italia è nelle condizioni in cui è per il fatto che è CENTRALISTA E STATALISTA.

      • valente spirito says:

        credevo che l’italia fosse nelle condizioni che è perche
        i politici non preferiscono fare i propri interessi e/o quelli di pochi invece che di occuparsi della cosa pubblica.

        se invece per “condizioni in cui è” ti riferisci al debito “pubblico” sappi che tale debito è stato fatto dai “privati”
        in quanto il debito statale era gestibile
        e solo dopo “nazionalizzato” dallo stato per forza di cose

  22. Julio05 says:

    STEVEN HAI RAGIONE, PROBABILMENTE ANCHE IL SIG. MAGNI SENTE CHE LA POLTRONCINA CHE HA SOTTO DI SE INIZIA A MUOVERSI E SUSSULTARE….
    CIOPPIACERE CIOPPIA….

    • Stefano Magni says:

      Non avendo mai avuto alcuna poltroncina sotto il sedere, non saprei proprio cosa debba sentire. Normalmente non rispondo a questo tipo di commento, ma questo mi faceva veramente ridere :-D

  23. luca says:

    Magni, ma sparati sui coglioni…è finita la pacchia pure per te. Ti do un consiglio: privatizza e nazionalizza sta fava!!!

  24. Domenico says:

    Non concordo affatto con la definizione di immorali per i Medici degli ospedali pubblici. …burocrati, disincentivati, demotivati, certamente sì. Ma quelli pronti a far morire il paziente e quelli che moltiplicano le spese con esami inutili ed interventi inutili sono quasi tutti nel privato: mai sentito parlare di S. Rita? Certamente io parlo della Lombardia perchè in altre regioni la situazione è diversa, anche molto. Ma un medico che lavora male in un ospedale pubblico è automaticamente colpito nella libera professione perchè i pazienti non si rivolgeranno mai a lui. E la libera professione oggi è l’unica possibilità di guadagno decente, perchè con 2600 € al mese non si paga neanche un decimo delle responsabilità in capo ad un Medico.

    • Stefano Magni says:

      I medici del Santa Rita prendono rimborsi PUBBLICI, dunque il problema è nel sistema sanitario pubblico, pagato coi soldi dei contribuenti. Il medico che lavora male, nel pubblico, non è sanzionato. Viene colpito nella libera professione? Sì, perché è, guarda caso, solo il libero mercato dà incentivi ai migliori e punisce i peggiori. Dunque è quello il sistema che funziona.

      • Domenico says:

        Peccato che i maggiori costi per la sanità lombarda vengano dalle strutture private. Questo non vuol dire che il publico vada bene, perche anni di clientelismo hanno portato fin troppi primari incapaci, ma con tessera, e addirittura internisti promossi a primari chirurghi grazie ad alte amicizie regioanali

  25. liugi says:

    Insomma, con Beppe Grillo si accelera il processo di decadenza per eccesso di statalismo. Potremmo anche leggerlo come una buona notizia sul fronte dell’indipendenza se passa il messaggio “dall’Italia c’è da aspettarsi sempre la stessa minestra”. Peccato che il popolo sia masochista.

    Mi piacerebbe che in un futuro articolo venga approfondita questa affermazione: “Se siamo nella situazione meschina in cui ci troviamo lo dobbiamo anche, in gran parte, proprio a questa vecchia Costituzione. E’ una carta che, lungi dal proteggere i cittadini dal potere arbitrario dello Stato (come avveniva con le costituzioni classiche della tradizione liberale) ha regalato pieni poteri alla classe politica, permettendole di devastare il nostro Paese.”

  26. Steven says:

    Caro Stefano Magni, il tuo articolo che da un’opinione al quanto negativa del programma del Movimento 5 Stelle non poteva che trovare spiegazioni nel tuo Curriculum. Lavori per un giornale che si chiama L’Occidente il cui direttore Giancarlo Loquenzi è il fondatore del Foglio di Giuliano Ferrara WOW!!! che prende 4milioni di euro l’anno di soldi pubblici, poi ha lavorato per il Sole 24hr che prende 24milioni di euro l’anno di soldi pubblici. Queste info sono state sufficienti per capire che tipo di giornalista sei.

    • Stefano Magni says:

      Scrivo anche per L’Indipendenza (che non piglia soldi pubblici) e per L’Opinione (che li piglia). Come vede sono trasversale. E quindi? Cosa vorrebbe dimostrare? Se va a leggersi i miei pezzi, comunque, vedrà che ovunque scrivo sempre le stesse cose, dunque non mi sento affatto condizionato dai miei datori di lavoro.

  27. Daniele Roscia says:

    L’antipolitica e’ la pratica degli irresponsabili nichilisti che non sanno fare niente, oltre che criticare. Non li vedrete mai assumere iniziative per la collettività, solo interessi personali magari richiedendo favori proprio alla classe politica, tanto criticata. La politica deve essere assunta, pro tempore, da professionisti, retribuiti adeguatamente secondo le funzioni e le responsabilità assunte, puniti quando non assolvono i loro compiti istituzionali. Purtroppo il discredito viscerale dell’antipolitica, non disinteressata, produce l’allontanamento di persone capaci e responsabili che potrebbero ricoprire molti incarichi politici, restano tanti buffoni blasonati, vedi Grillo, Berlusconi e Bossi, che stanno turlupinando le menti della gente. Solo approfondimento e la pratica politica puo’ far comprendere l’essenza della funzione politica, che non può essere lasciata ai soli commentatori d’antan.

    • Leonardo says:

      Lei scrive: “L’antipolitica e’ la pratica degli irresponsabili nichilisti che non sanno fare niente, oltre che criticare”. Un’idiozia del genere, detta da uno che ha vissuto di parassitismo pubblico fa semplicemente ridere e non ha alcun fondamento teorico!

  28. ETIENNE says:

    SIGNOR MAGNI FORSE E’ QUESTO MODO DI RAGIONARE CHE HA LEI DA SERVO CHE CI HA PORTATO IN QUESTA SITUAZIONE.BUUUUUUUUUUUUUUU

  29. Lucafly says:

    Sig. Magni ma lei cosa si aspettava da un comico???
    io semplicemente un programma da Comico e nulla più.
    Beppe Grillo nei suoi farneticanti comizi politicalcomici ha più volte affermato di non voler entrare in politica e di non candidarsi mai a parlamentare,ora noi dimentichiamo che il soggetto è di origini genovese,avete mai visto un genovese lasciare il proprio lavoro che gli remde 3/4 Milioni di €uro annui per fare il parlamentare a 150 mila.€uro annui…sigori questo è Umberto Magno 2°.
    vi prego venite giù dal Pero che è ora.
    Amen

    • Stefano Magni says:

      Io, personalmente, non mi aspetto nulla. Ma purtroppo circa il 7% degli italiani (e quasi tutti quelli che hanno scritto commenti su questo forum) si aspettano molto da lui. Quindi ce lo troveremo sopra le nostre teste, in Parlamento, a far danni.

  30. RENATO says:

    QUELLO CHE SONO DACCORDO CON GRILLO E’ L’USCITA DALL’EURO , ANCHE SE FOSSE IL PARTITO FASCISTA MA L’USCITA DALL’EURO CHE CI STA MASSACRANDO IL RESTO SI PUO’ RISOLVERE , GRILLO HA MESSO IL DITO NELLA PIAGA.

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