Ad un passo dal default i “descamisados” grillini giocano al Monopoli

di CLAUDIO ROMITI

Al di là dell’evidente strumentalità politica di tale iniziativa, la protesta dei deputati grillini, sfociata in un sit-in all’ingresso di Montecitorio, nei riguardi della sospensione dei lavori parlamentari chiesta dal Pdl corrisponde in pieno alla visione totalmente costruttivistica del M5S.  Così come ha ribadito il loro capo Beppe Grillo nel corso di una quasi contemporanea conferenza stampa, questa gente crede in maniera religiosa nelle proprietà taumaturgiche delle massime assemblee elettive.

L’idea sarebbe quella di far coincidere il benessere dei cittadini e della collettività con la quantità e la qualità di leggi sfornate dal Parlamento. Ed a riprova che gli uomini di Grillo e Casaleggio nutrono un simile dogma c’è, tra le altre cose, la presentazione di alcune mozioni e proposte di legge per introdurre il famigerato reddito di cittadinanza. Quasi come se si giocasse a monopoli, ad un passo dal default, i grillini ritengono per l’appunto che con una “buona” norma approvata dal Parlamento si possa realizzare qualunque obiettivo desiderabile, dai pasti gratis alla quadratura del cerchio, dal ritrovamento dell’Araba fenice alla trasformazione del piombo in oro.

Al pari dei bolscevichi della prima ora, i quali pensavano di cambiare il mondo fino all’ultimo bottone, gli esponenti del M5S immaginano di elaborare pianificazioni democratiche a colpi di leggi e decreti in nome e per conto della felicità del popolo. Proprio come se si trovassero all’interno di una colossale quanto perfetta stanza dei bottoni, in grado di plasmare a proprio piacimento la triste realtà del Paese di Pulcinella, i grillini hanno voluto manifestare rabbia e disappunto nei confronti di chi ha osato bloccare per mezza giornata la paradisiaca macchina parlamentare. Una macchina la quale in verità, per quel che consta a noi “ultra-liberisti”, sembra funzionare al massimo regime solo quando deve inventarsi nuove spese pubbliche e nuove tasse. Una macchina assolutamente rodata per espropriare l’atrui proprietà a tutto vantaggio di quella crescente platea di mantenuti e di parassiti da cui, guarda caso, normalmente provengono i più irruenti e chiassosi demagoghi della politica italiota. E francamente, egregi signori pentastellati, se avessi potuto organizzare una protesta di fronte a Montecitorio, l’avrei fatto per chiedere una moratoria di almeno un anno dei lavori parlamentari. Difatti, sventare per mezza giornata il rischio di trovarsi sul groppone altri carichi fiscali, democraticamente approvati dal Parlamento sovrano, mi sembra francamente poco.

Siamo sempre più falliti!

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2 Comments

  1. Garbin says:

    meno lavorano meglio è.

  2. Dan says:

    Probabilmente neanche Dio è onnipotente ma ha “solo” il merito di aver posto le basi della matematica e della logica le quali hanno finito per vivere di vita propria fuori dal controllo del loro stesso creatore e arrivano questi con il parlamento…

    Bah… quand’è che la piantiamo di stare a fare gli spettatori e andiamo a trasformare veramente il parlamento in parco della vittoria (ergo lo spianiamo per bene) ?

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