Grecia, va in carcere chi si esprime contro i provvedimenti Ue

di FABRIZIO DAL COL

Un giornale ellenico, il Prin. gr, nonostante non sia ancora possibile verificare l’attendibilità della notizia diffusa anche da altri giornali, ha pubblicato una parte del testo di legge relativo ai reati penali  approvato di recente dal governo greco. In Grecia, nonostante l’impopolarità dei politici al governo sia sempre in crescendo, i relativi partiti Nuova Democrazia e Pasok che sostengono l’esecutivo sono riusciti a far approvare un emendamento definito dalla stampa di sinistra “vergognoso”, in quanto impone dei limiti alla libertà di parola e opinione. Finirà in galera chiunque manifesti disaccordo con la politica estera della Ue.

“No, non è uno scherzo di cattivo gusto”, scrive indignato il settimanale ellenico Prin. Da Giovedi 24 ottobre, nel codice penale greco è stato introdotto l’articolo 458a, intitolato “Violazioni alla normativa UE” in base al quale è punito con la reclusione fino a due anni chi viola le sanzioni contro paesi, organizzazioni o persone dell’UE. Dopo tale approvazioni, lo sdegno dei rappresentanti dei partiti anti europeisti e anti austerità  dell’Opposizione di Syriza (sinistra) e dei Greci indipendenti (destra), entrambi contrari per principio all’emendamento del governo, che hanno deciso di votare contro. Tuttavia, il Prin. gr,  quasi a pensare che possa verificarsi in fretta,  sottolinea che l’articolo del codice penale può essere abrogato immediatamente dal prossimo governo della Grecia.

L’emendamento originale, così come si evince da ciò che hanno riportato i media Greci, recita che “ogni persona che viola intenzionalmente sanzioni o misure restrittive nei confronti di Stati o enti, organismi o persone fisiche o giuridiche con le decisioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite o di regolamenti comunitari è punito con la reclusione per almeno sei mesi, salvo altra disposizione in cui è contenuta una pena più grave”. Il massimo della pena è comunque stabilito non oltre i due anni. “L’obiettivo dell’esecutivo di Samaras e Venizelos – si legge sul sito online di Prin – è quello di criminalizzare qualsiasi tipo di azione politica che con parole o azioni si rifiuta di piegarsi alla linea dell’UE in materia di politica estera”.

In vista dell’ennesima necessità di rimpinguare le casse statali greche, che ancora sono bisognose di ulteriori risorse finanziarie, l’emendamento appena approvato rischia ora di causare il caos in un Paese già fin troppo impoverito dalle misure di rigore e  dove ormai l’insubordinazione e la disobbedienza sono diventate un imperativo dell’opposizione. Ecco che, la Grecia ancora fortemente indebitata, e forse ancora di più quando saranno approvati gli ennesimi provvedimenti di austerity, continuerà  a rimanere sotto la stretta sorveglianza fiscale di Ue e Bce per i prossimi 25 anni.

 

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4 Comments

  1. Pedante says:

    http://www.gadlerner.it/2013/09/28/larresto-del-leader-di-alba-dorata

    “Una buona notizia”. Naturalmente gli internazionalisti insistono che si abolisca ogni forma di nazionalismo o di identità etnica europea. Se ci si deve avvalere di pretesti falsi, pazienza. Divide et impera sembra la logica.

  2. gigi ragagnin says:

    cominciano ad avere paura ?

  3. luigi bandiera says:

    Non gioite,

    arrivera’ anche qua…

    Siamo in ISLAFRITALIA ke e’ unita alla URKA.

    Quindi..??

    Tutto e’ dello stato (il nuovo RE) e guai lederne la maesta’.

    Ma mi posso sbagliare ne’..?

    • Dan says:

      Tranquillo qui non avranno bisogno di mobilitare la ex forza pubblica: ci penseranno i nostri vicini, ignavi, codardi, traditori e 8settembrini a consegnarci direttamente al prete per finire sul rogo.

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