La Troika ai greci: “Licenziamenti facili e tagli alle liquidazioni”

di LUCIANA RIVENTI

La Toika ha sentenziato: è finita la pacchia! Settimana di lavoro più lunga, liquidazione ridotta della metà in caso di altra pensione, licenziamenti più facili: queste le richieste della troika ad Atene. Ue-Bce-Fmi vogliono che il governo modifichi la normativa del lavoro prima della prossima tranche di aiuti da 31,5 miliardi.

Secondo quanto riferisce il quotidiano Athens News citando il contenuto di una e-mail inviata dalla troika al ministero delle Finanze greco, i dipendenti del settore privato greco potrebbero ritrovarsi presto a lavorare sei giorni a settimana invece dei cinque lavorati sino ad oggi. Nel messaggio sono inoltre richieste parecchie modifiche alla normativa del lavoro da applicare prima che Atene possa ricevere dai creditori internazionali la prossima tranche di aiuti da 31,5 miliardi. In particolare, la troika avrebbe chiesto la riduzione dei costi relativi all’assunzione e al licenziamento dei lavoratori ed una maggiore flessibilita’ negli orari di lavoro.

Nel messaggio, come riferisce il giornale, la troika suggerisce che i datori di lavoro dovrebbero poter licenziare i dipendenti più facilmente e, a tale scopo, propone di ridurre della metà – da 4-6 mesi a 2-3 mesi – la durata del periodo previsto per inviare al lavoratore l’avviso di licenziamento. Sulla stessa linea, la troika propone inoltre che la liquidazione, ovvero la somma di denaro che i dipendenti ricevono alla fine del rapporto di lavoro, venga ridotta del 50% se essi ricevono una seconda pensione. In termini di flessibilità di lavoro, invece, la troika sostiene la necessità di una normativa meno rigida riguardo gli orari di lavoro in modo che i dipendenti possano lavorare per sei giorni a settimana con un periodo di riposo minimo di sole 11 ore fra un turno e l’altro. Come pure propone di abolire le restrizioni che impediscono di spostare un lavoratore dal turno di giorno a quello di notte. Le richieste della troika, come fanno notare osservatori locali, non mancheranno di esacerbare la conflittualità esistente nelle già tesissime relazioni fra il governo e la Confederazione generale ellenica del lavoro (Gsee), la maggiore centrale sindacale del Paese.

Nemmeno i tedeschi, tra i quali è acceso il dibattito sul salvare o meno la Grecia, sono previsti sconti: ”Resta centrale che la Grecia tenga fede in maniera completa ai propri impegni”.  Lo ha detto, secondo un comunicato diffuso dal ministero Finanze tedesco, il ministro Wolfgang Schaeuble al collega greco delle Finanze, Ioannis Stournaras, durante un incontro avvenuto stamani a Berlino. Su ulteriori aiuti finanziari per Atene ”si deciderà dopo la presentazione del rapporto completo della troika”, ha ribadito il ministero delle Finanze tedesco. Attualmente, specifica il comunicato, lo stato delle riforme è in corso di verifica da parte della troika di Ue, Bce e Fondo monetario internazionale. Stando ai piani attuali, il rapporto della troika ”potrà essere consegnato ad ottobre”. Nell’incontro di oggi, si legge ancora nel comunicato, Stournaras ha aggiornato il collega tedesco Schaeuble sui progressi della Grecia nell’applicazione delle riforme concordate in occasione del secondo pacchetto di aiuti ”in un’atmosfera amichevole e cooperativa”. Un po’ di diplomazia non guasta, anche se c’è chi da sempre sostiene che bisogna guardare alla Grecia per capire quel che succederà in Italia.

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3 Comments

  1. mario says:

    In pratica nel privato dovranno lavorare di più e prendere di meno al fine di mettere agli statali di continuare la loro vita agita e serena!

  2. Fabio says:

    tale e quale sta cazzo d’italia !!

  3. Diego Tagliabue says:

    Ci voleva la Troika, per capire che la Grecia è uno statalismo unico da tagliare pesantemente?

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