Grecia: Syriza chiede all’Europa la cancellazione del debito

di REDAZIONE

Alexis Tsipras, leader del partito della sinistra radicale Syriza, all’opposizione in Grecia, ha lanciato un appello per “una conferenza europea che permetta di sbloccare la crisi, così come fu fatto nel 1953, con la cancellazione del debito tedesco” e con il piano Marshall. “Noi – ha spiegato durante una conferenza stampa oggi a Bruxelles – vogliamo una soluzione come quella che fu applicata allora: distrutta dalla guerra, la Germania non poteva rimborsare il suo debito, così fu convocata una conferenza internazionale che, cancellandolo, permise all’economia tedesca di rinascere. E’ un precedente, perché non applicarlo oggi alla Grecia e agli altri paesi sottoposti alla crisi del debito sovrano?” L’Europa, ha affermato Tsipras, deve smetterla di somministrare all’economia greca “una medicina che la sta uccidendo”, con misure di austerità “barbare” e pagate dai più deboli, e con prestiti “che servono solo a salvare le banche” e ad aumentare il fardello del debito e degli interessi da pagare ai creditori. Bisogna, ha sottolineato, “dare il tempo di respirare all’economia, darle ossigeno per farla ripartire, invece di strangolarla”.

“Bisogna dire la verità non solo ai cittadini greci ma tutti gli europei: le misure d’austerità non funzionano, La popolazione greca ha sopportato delle prove durissime senza che in due anni e mezzo la crisi sia stata risolta”, e questo è servito “solo a salvare le banche greche, il cui fallimento avrebbe conseguenze in tutto il sistema bancario europeo”. E oggi, ha osservato Tsipras in riferimento ai negoziati in corso per il terzo pacchetto di aiuti alla Grecia, “stiamo rivedendo lo stesso film: è un circolo vizioso” fra austerità, recessione economica e ulteriore indebitamento del Paese. Il leader di Syriza, che nel pomeriggio ha incontrato il presidente Parlamento europeo, il socialdemocratico tedesco Martin Schulz, ha ricodato che la Grecia “da cinque anni è in recessione”, che “dall’inizio della crisi ha perso il 20% del Pil”, e che “è la prima volta che succede per un paese europeo in tempo di pace”. E ha sottolineato: “Il problema è che l’austerità è una medicina che non cura il paziente, ma lo uccide”.

Tsipras ha poi confermato la posizione del suo partito, che non è antieuropeo e non vuole affatto l’uscita della Grecia dall’euro (sarebbe “un suicidio collettivo”). A coloro che agitano questa possibilità come una minaccia, ha ricordato che “l’Eurozona non è un club di ricchi a cui sono stati inviati alcuni poveri, ma una catena con 17 anelli: se un anello si rompe, si spezza tutta la catena. Forse – ha osservato – è più facile che esca la Germania, che magari ha un piano alternativo”. Il leader di Syriza ha detto di volere, invece, “rifondare l’Eurozona in base ai princìpi della coesione sociale e della democrazia”. Princìpi di cui, ha avvertito, “noi siamo l’ultimo baluardo, mentre in Grecia e negli altri paesi europei si stanno affermando e sono in continua crescita i movimenti populisti e i partiti fascisti”.

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14 Comments

  1. dw says:

    Luchy, ti sbagli, la Grecia ha industrie, (poche meccaniche), ma molte chimiche,petrolchimiche, elettroniche, farmaceutiche, cantieri navali di cui 3 milto grandi, un sottosuolo estremamente ricco, terziario sviluppato nonchè la marina mercantile più garande al mondo, ottimi servizi, tantissimo turismo (forse l’unico paese europeo che riesce ad eguagliare il suo numero di abitanti) e soprattutto il potenziale nell’investire sull’energia pulita.La Grecia ha elevata capacità di produzione,ma mal gestita.Ci vogliono riforme concrete.La differenza con l’Italia?
    Loro sono un piccolo paese 11000000 di persone, noi siamo sei volte tanto.
    La Grecia è stata rovinata dai politici e dalla Germania che non ha MAi onorato il suo debito nei confronti della Grecia.
    Qualche mese fa si diceva che Madrid non avrebbe chiesto soldi, ora?
    Se si continua così la prossima a chiedere finanziamenti sarà l’Italia, schiacciata dal suo devastante debito pubblico, dalla cattiva gestione pubblica, da quei criminali che sono al potere e dalla tantissima speculazione interna ed esterna.

  2. liugi II says:

    Non ha tutti i torti. Tra cancellazione del debito e fallimento meglio la cancellazione del debito. Sarei d’accordo anche io, a patto che lo Stato-sanguisuga greco cambi la sua economia parassitaria. In caso contrario tra 20 anni saremmo al punto di prima.

    Sono sempre più convinto che un giorno arriveremo a un grande “giubileo del debito”, cioè un momento in cui tutti i debiti pubblici e privati saranno cancellati e partirà un’economia basata sui beni reali.

  3. Max says:

    Lo stato Italiano sarà il prossimo a perire, perchè; primo non è mai stato un popolo e mai lo sarà,secondo ci sono solo tre regioni in Italia che tirano il carro e oramai le aziende medio piccole sono allo stremo perchè tassate al 70% e quindi a rischio chiusura o fallimento. Molte famiglie venetenon hanno i soldi per acquistare i testi scolastici ai loro figli, pagare rc auto, quindi ci sono forti segnali che è finita.

  4. Il Lucumone says:

    L’ideologia di Syriza spazia tra comunismo, anticapitalismo e socialismo in un paese che ha storia, tradizioni, tessuto sociale, economico e finanziario molto diversi da quelli del nostro Settentrione.
    “Una faccia, una razza” era una comoda espressione destinata a raffreddare il clima….e riferita all’Italia più mediterranea.
    Informiamoci, analizziamo, commentiamo …. ma non dimentichiamoci che la strada per il nostro rinascimento la possiamo tracciare solo noi:
    le imitazioni….finiscono sui marciapiedi, sui teli degli africani !

  5. Alberto Pento says:

    Io farei pagare il debito greco alle banche e ai comunisti greci.
    E il debito italiano lo farei pagare alle banche, alla casta, agli statali/pubblici e para e ai comunisti/sindacalisti a tempo pieno, con preponderanza percentuale a partire dal Sud verso il Nord.
    Io che son veneto e non sono italiano intravedo la salvezza della terra e delle genti venete lontano dall’Italia e vicino all’Europa germanica.
    Via da Roma e più vicini a Berna, Innsbruck, Monaco, a Francoforte e a Berlino.
    Roma la smantellerei “pria so pria e la vendaria sol marcà del II man e de le robe vecie”, mi no gh’in cronparia gnanca on toketin.

    • Fan di Alberto Pento says:

      E come no, i comunisti greci, quelli che sono stati al governo fino a ieri, no? E certo, il debito italiano è colpa dei sindacalisti e dei comunisti, come no! I famosi comunisti al governo in Italia dal ’46! Stato brutto, privato bello! Avanti con gli slogan da bar dello sport! Sempre intelligente, informato e arguto, il nostro spazzacamino.

      Ferdinand Bardamu

      • Alberto Pento says:

        Probabilmente anche tu sei uno dei parassiti statali o parastatali che non vorrebbe pagare i debiti, dopo aver contribuito alla grande alla creazione del debito stesso.

        • Fan di Alberto Pento says:

          Come no, sono un forestale calabrese. Caro Pento, l’ignoranza è una brutta bestia. Continua a credere che il debito sia colpa dell’insegnante che insegna il latino o l’italiano invece del veneto o dello spazzino assunto perché cugino del vicesindaco.

          Ti lascio solo due indizi, poi sta a te continuare a sbraitare contro i comunisti e i sindacalisti come un Berlusconi qualsiasi (fossi un finanziere o un imprenditore, capirei…) oppure no: divorzio Tesoro-Banca d’Italia e salvataggio delle banche. Lo faccio perché ti voglio tanto bene e tu lo sai benissimo.

          Un bacino

        • Fan di Alberto Pento says:

          Comunque, ti potrei rispondere a tono con questo:

          Probabilmente tu sei uno dei quei piccoli artigiani evasori fiscali parziali o totali che vorrebbe che i debiti li pagassero tutti gli altri, dopo aver contribuito alla grande alla creazione del debito stesso.

          Saresti contento, mon amour? Sarebbe un’argomentazione valida la mia? :-* un bisou

  6. lory says:

    faremo la stessa fine se non cacceremo Monti e la sua banda, meglio sarebbe l’indipendenza del Veneto ma il popolo dorme.

  7. Dan says:

    Il precedente della Germania non si può applicare per una semplicissima ragione storica: dopo la prima guerra mondiale s’era trovata completamente a gambe all’aria a causa del trattato di Versailles.

    L’economia era allo sfascio, la miseria imperava, l’inflazione era completamente fuori controllo, così venne il nazismo, la seconda guerra mondiale, più morti e distruzione della prima volta.

    Fu chiaro a quel punto che ripetere l’errore del trattato di versailles avrebbe fatto scoppiare nel giro di qualche decennio un’altra guerra mondiale e s’è preferito evitare.

    La grecia vuole vedersi cancellato il debito ? Allora deve ripetere questo iter

    • Mercanzin Marco says:

      Ma perché, se la storia insegna, non impariamo da essa ed evitiamo di ripercorrere gli stessi errori a vantaggio sempre dei soliti, con enormi sofferenze per i cittadini?
      Sappiamo già come può finire: economie devastate, povertà, e manodopera a basso costo per i soliti oligopoli che dei popoli d’europa se ne fottono.
      E tsipras non la racconta giusta: il debito non verra mai cancellato, perché come lui stesso ha detto parlando di banche, se i crediti che le banche tedesche e francesi vantano nei confronti della Grecia non fossero più esigibili, esse salterebbero per aria, considerando anche le tonnellate di prodotti finanziari ” tossici” di cui sono farcite.
      E con loro salterebbe l’euro.
      L’unica alternativa e’ l’uscita pilotata dall’euro e il ritorno alla piena sovranità monetaria. Ma anche i sinistrosi greci temono di pronunciare quella frase.

      • Dan says:

        “Ma perché, se la storia insegna, non impariamo da essa ed evitiamo di ripercorrere gli stessi errori a vantaggio sempre dei soliti, con enormi sofferenze per i cittadini?”

        Cosa si dice degli stupidi ? Che ripetono all’infinito le stesse operazioni convinti che il risultato sarà prima o poi diverso.

        “Sappiamo già come può finire: economie devastate, povertà, e manodopera a basso costo per i soliti oligopoli che dei popoli d’europa se ne fottono.”

        La tua, la mia povertà, le nostre economia distrutte saranno la ricchezza e la prosperità di qualcun altro

  8. Luchy says:

    Se la Grecia uscisse dall’Euro sarebbe una tragedia per la popolazione, non gliene fregherebbe nulla delle banche. Loro non hanno capacità di produzione indipendente, ci sarebbe solo turismo per vivere. Se l’Italia uscisse soffriremmo un anno, ma poi diventeremmo competitivi rispetto l’industria manifatturiera tedesca, avremmo un balzo notevole dell’export che ci farebbe resistere dall’aumento delle materie prime in dollari. Se attendiamo ancora un pò faranno morire tutte le nostre aziende e rischieremo la fine greca… la tragedia greca. Per i miei figli non lo voglio !!!

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