GRECIA SALVA? 12.000 AZIENDE CHIUDERANNO ENTRO MARZO

di FRANCESCO GALEOTTI

Ieri, gli ospedali pubblici e i centri sanitari di tutta la Grecia hanno funzionato soltanto con il personale di servizio a causa dello sciopero di 24 ore proclamato dai medici ospedalieri che protestano contro una decisione del ministero della Sanità che prevede la riduzione del 17% della retribuzione per il lavoro straordinario.

Sempre ieri, abbiamo appreso che sono almeno 12.000 le imprese elleniche, tra piccole e medie, che dovrebbero cessare l’attività entro il primo trimestre di quest’anno in quanto c’è un elevato numero di compagnie – sia commerciali sia manufatturiere – che chiuderanno i battenti alla fine delle vendite invernali, il 29 febbraio, dopo aver svenduto il più possibile delle loro merci. Inoltre, i posti di lavoro che il settore perderà quest’anno sono stimati intorno ai 240.000 a fronte dei 150.000 già andati persi lo scorso anno. A questo si aggiunga che negli ultimi sei mesi più della metà dei datori di lavoro nel settore (il 53.3%) non ha pagato nei tempi stabiliti i propri dipendenti.

Nonostante l’alzata di bicchieri per il salvataggio greco di tre giorni fa (previo esborso di 130 miliardi di euro), il paese ellenico è tutt’altro che tranquillizzato. E sulla pesante crisi in corso, con 168 voti a favore e 76 contrari, il Parlamento greco ha dato il via libera ad una commissione d’inchiesta parlamentare per capire le origini del deficit del 2009, tempi in cui il governo falsificava i bilanci.

Clima rimane pesante all’ombra del Partenone, eppure il Fondo Monetario Internazionale – che sborserà una parte dei miliardi promessi – è incoraggiato dagli sviluppi della crisi greca, alla luce di un “programma realizzabile e dal significativo impegno politico” registrato ad Atene. Lo ha dichiarato il responsabile delle relazioni esterne dell’Fmi, Gerry Rice, che ha anticipato la previsione di “una recessione che durerà almeno anche nel prossimo anno, ma con un percorso di crescita che è realistico, purchè tutti i pezzi dell’accordo vadano a posto. Per Ryce “le misure di austerità concordate sono un pacchetto difficile per la popolazione”. E ribadisce: “Siamo consapevoli di queste difficoltà, ma dobbiamo continuare a guardare a obiettivi di lungo termine, come il ritorno alla crescita, alla creazione di lavoro”. Ovvie parole di circostanza, come quelle di Mario Draghi, presidente della Bce: “Nella crisi greca il rischio maggiore è la mancata attuazione degli impegni assunti dal governo di Atene, senza i quali non può esserci un ritorno alla crescita, ma solo un’inevitabile contrazione”.

Al di fuori dai circuiti istituzionali, però, più di qualcuno scommette sul default della Grecia, basti pensare che il giorno dopo l’approvazione del piano di salvataggio, l’agenzia di rating Ficht ha declassato il paese da CCC a C, l’ultimo step prima del collasso ufficiale. Sul crack o meno, è intervenuto anche Romano Prodi, che ha tirato per la giacchetta la Merkel per giustificare il suo ottimismo: “La Grecia non può fallire, perchè nessuno ha interesse a farla fallire, soprattutto non hanno interesse i tedeschi, che hanno guadagnato sull’euro”. Una previsione netta, seppur azzardata. Aggiunge l’ex premier italiano: “Oggi abbiamo una Germania che tende ad avere un ruolo solitario e questo è assolutamente pericoloso. Ma io sono fiducioso che quando si arriverà alla decisione ci sarà tutta la comunità degli affari tedeschi che capirà benissimo che non è loro interesse portare le cose fino all’estremo”.

Ieri, però, una certezza l’abbiamo avuta: il parlamento di Atene ha approvato l’accordo per la riduzione del debito concordato con i rappresentanti del settore privato. L’intesa prevede un taglio del 53,5% del valore delle obbligazioni emesse dallo Stato ellenico e lo scambio con titoli a scadenza più lunga con una cedola del 3% fino al 2014, 3,75% fino al 2020 e 4,3% dopo il 2020. Lo swap dei titoli è volontario, e permetterà di abbattere di 107 miliardi l’enorme massa di debito pubblico greco in mano ai privati.

C’è chi è pronto a mettere la mano sul fuoco con la certezza che anche questo accordo non potrà essere rispettato.

 

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One Comment

  1. Maciknight says:

    La Grecia ha falsificato i conti anche per entrare nell’Euro e poi ci ha preso gusto ed ha continuato a falsificare i bilanci ed a vivere troppo al di sopra delle sue possibilità, hanno fatto gli “americani”, solo che questi hanno imposto il dollaro come moneta mondiale e sono una superpotenza ed i loro debiti li paga il mondo intero, i greci invece sono una colonia tedesca ormai in liquidazione, in mano all’elite dei banchieri … la questione che non esistono pasti gratisi temo che sia difficile da comprendere per chi è abituato a vivere di assistenzialismo e parassitismo pubblico

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