Samaras: “La Grecia rischia di fare la fine di Weimar”

di REDAZIONE

La Grecia rischia ancora di sprofondare in una marea nera. L’allarme, l’ennesimo ad arrivare da Atene, è drammatico: abbiamo fondi “solo fino a novembre, poi le casse sono vuote”, ha chiarito inequivocabilmente il primo ministro greco Antonis Samaras. E senza aiuti dalla comunità internazionale il Paese, già gravemente minacciato dall’ascesa dei neonazisti di Alba Dorata, rischia di fare “la fine della Repubblica di Weimar”, l’anticamera del nazismo.

Il drammatico appello lanciato da Samaras dalle pagine del quotidiano economico Handelsblatt arriva proprio nel giorno in cui il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, ha annunciato la visita della Bundeskanzlerin ad Atene, martedì prossimo. È la prima volta dall’inizio della crisi. Con il rapporto della troika Ue-Bce-Fmi ancora sospeso, proprio mentre da Bruxelles indiscrezioni parlano di un ulteriore allungamento dei tempi per le decisioni, Merkel raccoglie così l’invito che Samaras le aveva rivolto ad agosto. Ad attenderla troverà, oltre al premier, le vigorose proteste dei cittadini greci e dei sindacati. Ancora nulla si sa, ha precisato Seibert, di incontri con la “società civile”. Improbabili, viene da pensare.

Merkel potrà vedere con i propri occhi un paese prostrato da tagli e risparmi, che in cinque anni ha perso oltre un terzo della propria ricchezza, come ha ricordato Samaras. “La democrazia greca si trova probabilmente di fronte alla sua sfida più grande”, ha spiegato il premier all’ Handelsblatt: se il mio governo fallisce “ci attende il caos”.

Per il premier ellenico la tenuta della società “è messa in pericolo dalla disoccupazione crescente, come è successo in Germania alla fine della Repubblica di Weimar”. La Grecia è minacciata dai “populisti dell’estrema sinistra” e “da qualcosa che non si era mai visto prima nel nostro Paese: la crescita di un partito dell’estrema destra, si potrebbe dire fascista, neonazista”, Alba dorata, che nei sondaggi “è già la terza forza politica in Grecia, tendenzialmente in crescita”.

In soccorso dei greci potrebbe intervenire la Bce, suggerisce Samaras. Ma Francoforte ha già detto ‘nò, stavolta per bocca di Draghi. È più probabile che invece ad Atene arrivi la querela dei piccoli risparmiatori tedeschi costretti a subire l’hair-cut, cioè la riduzione del debito sovrano concordato con i rappresentanti della grande finanza, spiega un’associazione in difesa dei risparmiatori da Berlino.

Cosa pensi il governo tedesco delle richieste greche è noto. Non ci sarà nessuna decisione prima del rapporto della troika, che a quanto pare slitterà oltre il prossimo Consiglio europeo del 18 e 19 ottobre. E comunque non è opportuno consentire una dilazione delle scadenze fissate nei memorandum, perchè si darebbe un’impressione sbagliata ai mercati, ha spiegato in più occasioni Merkel: già troppe volte, per la cancelliera, non abbiamo mantenuto le promesse fatte. Ritrovare la fiducia degli investitori è ora la priorità. A costo di far affondare Atene? “Vogliamo aiutare la Grecia – ha spiegato il portavoce di Merkel – a stabilizzarsi nell’eurozona. E lo facciamo partecipando in maniera significativa ai due programmi di salvataggio che aiutano Atene a uscire dalla crisi. Ma questo potrà essere possibile solo con un grande sforzo da parte dei greci”. Come potranno conciliarsi i “grandi sforzi” chiesti da Berlino con il limite di sopportazione già raggiunto dai greci secondo Samaras, resta da vedere. Nell’intervista all’ Handelsblatt il premier si è speso in elogi per la cancelliera, mentre altri politici tedeschi, come il ministro dell’Economia, Philipp Roesler, “non è certo tra i nostri migliori alleati”. Secondo Samaras, Merkel “ha saputo trovare il tono giusto, quando ha detto che ‘le sanguina il cuorè per i destini” della popolazione greca. Ma Samaras probabilmente si aspetta qualcosa di più.

FONTE: http://www.tio.ch

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3 Comments

  1. A parte il fatto che da mangiare i greci ne hanno, galline e uova…
    Adesso agitano la paura dei nazisti per continuare nelle loro solite prassi stataliste.
    Comodo dare la colpa a quei cattivoni dei tedeschi.

    • Dan says:

      Intanto loro un movimento neo nazista ce l’hanno e non sono quattro scemi, ma al momento il terzo partito per importanza a livello nazionale in costante e forte ascesa.
      Se è un bluff è fatto veramente molto bene, sicuramente meglio dei nostri dove ci riempiamo tutti la bocca di paroloni ma teniamo il culo ben inchiodato alla poltrona.

  2. Dan says:

    Prepariamoci.. In grecia sull’albero di natale, invece della stella della natività ci finirà la simil svastica di alba dorata e si tornerà a cantare “bianco” natale

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