Grecia salvata, tanto paghiamo noi

di ALDO MOLTIFIORItsipras

Abbiamo scritto dei crediti vantati dalle banche europee, principalmente tedesche, francese, nei confronti dello Stato Greco, pari a 140 miliardi di euro. Processo che ha richiesto la introduzione di un nuovo strumento di salvataggio: Il Fondo Europeo Salva Stati (F.E.S.S.). Tutti ne hanno parlato e quindi non vi tedierò oltre. Giova solo ricordare che quel debito di 140 miliardi è stato così preso in carico dai governi dell’eurozona, il che significa che l’Italia se ne è accollato qualcosa come circa 40 di miliardi. 19 dei quali erano nella pancia delle banche italiane.

Ovviamente il Fondo ha preso in carico i crediti fornendo la corrispondente liquidità alle Banche Europee che di quei crediti erano le detentrici. Ebbene il moderno Ulisse-Tsipras  sapete cosa ha avuto la sfrontata impudenza  di  affermare di fronte al Parlamento Europeo riunito in seduta plenaria? “ Quei 140 miliardi di euro non sono andati al popolo greco, (che peraltro li aveva già del tutto e allegramente bruciati n.d.a.), ma alle Banche creditrici”.

Capito? Non solo i 140 miliardi di euro non sarebbero mai stati restituiti alle Banche, come peraltro tutto il resto del debito pubblico, di più, se ne sarebbero dovuti sborsare altri 140 al “sofferente” popolo greco. E, Tsipras di nuovo mente  quando sostiene che il popolo greco è stato affamato dalla carenza di liquidità per gli eccessivi interessi pagati sul debito pubblico accumulato dallo Stato Cicala-Greco Non è assolutamente vero!

Fino al settembre  2014, fino cioè al momento in cui la Grecia ha deciso di non accettare i termini richiesti per un secondo salvataggio, i creditori, non hanno in alcun modo drenato soldi dalla Grecia. L’Europa, banche incluse, ha continuato a fornire, alla Grecia,  un flusso di cassa positivo al netto del debito, degli interessi pagati su quel debito e del salvataggio delle banche europee avvenuto per la introduzione del F.E.S.S. Altra cosa che Tsipras si è ben guardato dal dire è che la BCE dal 2012 ha continuamente provveduto a salvare le banche greche fornendo sia liquidità che ricapitalizzazione. Interventi che sono costati alla BCE qualcosa come 135 miliardi di euro. E che tuttora garantisce a quelle stesse banche  una liquidità di 89 miliardi euro. Ancora, come non ricordare che il popolo greco, come ho già rilevato nel capitolo “Lo Stato Greco è fallito”, avendo perso ogni fiducia nello Stato ha prelevato dalle banche nel solo 2015 oltre 140 miliardi di euro.

Infine ricordo, più che al sig. Tsipras che lo sa benissimo, a noi tutti che nella pancia delle banche greche  si trovava il 35.5% del debito pubblico  attraverso la forzata sottoscrizione dei Bond di stato greci. Qualcosa come oltre 100 miliardi di euro, che lo Stato Greco non può e non vuole (più) restituire alla sue banche. In questa disastrosa situazione, resa ancor più terribile per l’economia reale dal blocco totale dei pagamenti alle imprese che vantavano crediti nei confronti dello Stato, era evidente che la maggior parte dei finanziamenti dovesse andare al salvataggio delle maggiori banche greche attraverso una loro sostanziale ricapitalizzazione. In definitiva, gli Stati dell’Eurozona si sono accollati già oggi, e prima ancora del terzo piano di salvataggio in discussione, tutto il peso del debito privato greco e un primo salvataggio di quello pubblico  operato nel 2012. Statene pur certi che di questa realtà nessuno dei soloni italiani che si strappano le vesti in profusione di lacrime secondo i più triti canoni da tregenda greca,   danzando intono al  capezzale della moribonda Grecia e brandendo il totem di guerra all’Europa, vi parleranno affatto. Ma come non mi stancherò mai di affermare: la verità è  amara e la finzione non fa che renderlo ancor di più!

(5- segue)

 

  

 

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