Grecia, moneta di scambio

di MARCELLO RICCIeuro senza stato
La crisi greca ha molteplici risvolti , implicazioni e connessioni che vanno ben oltre il destino di quel paese. In primo piano il dramma del popolo greco che deve sopportare, nonostante l’imperituro sorgere del sole, ristrettezze economiche e disagi di non lieve entità. Tuttavia gli stessi cittadini che oggi si lamentano, si sono affidati a illusionisti che hanno creato un modesto incremento dell’occupazione (0,5%) aumentando i dipendenti pubblici e nulla facendo per rafforzare la debolissima economia ellenica. Certamente con 20 euro al giorno è difficile vivere. Invece di alleggerire il comparto pubblico e sviluppare il settore turistico, vera risorsa e opportunità in un momento che l’islam ha trasformato le spiagge e musei della Tunisia in luoghi di morte. Oggi che la minaccia islamica è concreta in molti paesi concorrenti nel settore turistico, la Grecia con la sua debolissima economia certificata anche dalla progressiva riduzione del contante prelevabile, non è in grado di cogliere l’opportunità.

Tsipras vuole giocare su più tavoli
La Grecia non è industrializzata, ma ha un enorme patrimonio di isole, coste e siti archeologici e un clima estremamente favorevole per lo sviluppo turistico. I popoli devono sfruttare le risorse che hanno e non inseguire i sogni. Non possono i greci esonerare dalla contribuzione fiscale gli armatori e nello stesso elargire pensioni avulse da una congrua base contributiva. Sul piano politico internazionale lo scenario non è esaltante. Sfruttano gli USA che hanno bisogno di basi, strizzano l’occhio alla Russia per lo sbocco al mare, ma Putin dopo l’acquisizione della Crimea ne ha meno bisogno. Tsipras vuole giocare su più tavoli, ma proprio per questo è ritenuto inaffidabile.

Rivedere interamente l’impianto dell’Ue
Più complessa è la partita valutaria e unitaria che riguarda la moneta unica e l’Europa. E’ questo il discorso più complesso e pericoloso e le responsabilità della Grecia sono enormi; per avere l’euro e entrare nell’Ue truccò i conti e tutti i governi che ha avuto, nulla hanno fatto per rimetterli in ordine perché, a mal pensare, avevano il progetto e la speranza che gli altri pagassero i loro debiti e l’allegra finanza. Non tutti i mali vengono per nuocere. La questione greca impone la necessità rivedere interamente l’impianto dell’Ue. Non è concepibile una unione basata esclusivamente sulla moneta. La situazione sarà principalmente valutata dalla Merkel che dopo essersi giovata dell’Ue vuole oggi punire gli inetti governanti ellenici e non solo. La moneta unica deve essere in mano a paesi con ampie convergenze espresse da politica estera, industriale, ecologica e molto altro.

Londra e Washington

Il caso Marò avrebbe avuto un diverso andamento se affrontato come fucilieri dell’Ue. Il disastro libico, culminato con l’uccisione di Gheddafi, non ci sarebbe stato se alla Francia non fosse stata data la possibilità di decidere in piena autonomia. I divergenti interessi tra Eni e Total potrebbero essere armonizzati in una confederazione europea. Lo stesso dicasi per il nucleare, per l’immigrazione. Per realizzare gli Stati Uniti d’Europa ci sono molti ostacoli e principalmente la volontà di Londra e Washington di mantenere un continente frammentato e litigioso; in questo modo conservano il ruolo di guardiani del mondo autonomamente assegnatosi.

 

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