GRECIA: STORIA DI SPERPERI, CLIENTELE E OVVIA AUSTERITA’

di CLAUDIO ROMITI

Sul caso greco l’Italia spicca per avere buona parte dell’opinione pubblica schierata contro le misure d’austerità imposte dall’Europa, identificata come una sorta di mostro mitologico chiamato Merkozy. Ed a guidare questo fronte si nota la solita avanguardia di politici, opinionisti e telegiornalisti – in maggioranza di area progressista – che si comportano come dei perfetti ignoranti economici colti, racchiudendo in questa sostanziale antinomia le loro enormi distorsioni nella visione.

Così come in molte altre analoghe situazioni, anche nei confronti della crisi ellenica questi propalatori di teorie strampalate vorrebbero convincerci che le misure richieste dall’Europa alla Grecia sono misure fondamentalmente controproducenti e quindi sbagliate, accusando chi le avanza di voler attentare alla sovranità di questo Paese. Ed il nocciolo duro di tale critica è lo stesso che ascoltiamo da una vita anche rivolte all’ Italia, ogniqualvolta si accenni a qualche timido contenimento della spesa pubblica.

In parole povere, si considera che l’inasprimento delle tasse e gli eventuali tagli della medesima spesa pubblica siano sostanzialmente la stessa cosa e che, pertanto, producano analogo effetto sul piano economico e finanziario. Inoltre, ed è questo l’elemento più grave, in una macedonia composta da statalismo e mal digerite teorie keynesiane, si cerca di far passare l’idea che la ricchezza di un sistema dipenda in molta parte dal quantum di risorse che la mano pubblica redistribuisce nella società. Ergo, si continua a ripetere come un mantra, se la Grecia si trova obbligata a tagliare migliaia di posti di lavoro pubblici ed a decurtare stipendi e pensioni è inevitabile che si aggravi in modo disastroso la recessione in atto.

Ora, il problema di questi ignoranti economici colti è che essi non hanno mai compreso che per ogni salario regalato dallo Stato, con l’intento di sostenere la domanda, ci deve essere qualcuno che ne produca l’equivalente monetario, altrimenti per non squilibrare irrimediabilmente il sistema è necessario ricorrere all’indebitamento. Ossia, ciò che esattamente è accaduto al piccolo Paese mediterraneo. Soltanto che, a forza di mandare i barbieri e i suonatori di tromba in pensione a 50 anni, a regalare vitalizi alle figlie nubili dei dipendenti pubblici (attualmente per questa voce la Grecia spende 550 milioni di euro all’anno) ed a mantenere in piedi carrozzoni mangiasoldi come quello per la salvaguardia del lago Kopais -lago prosciugato nel 1930- anche la via dei prestiti mostra il suo limite. Prima o poi anche i soldi degli altri che ti fanno credito finiscono, secondo un famoso motto della signora Thatcher.

Ciononostante, pur avendo accettato di ristrutturare il debito greco con una perdita sul facciale dei titoli comprati che può arrivare al 70% , dunque uno sconto fortissimo fatto a questo irresponsabile membro dell’Ue, secondo i nostri ignoranti economici colti gli Stati più solidi dovrebbero continuare a finanziare in eterno le spese pazze dei politici ellenici senza pretendere un qualche impegno in termini di riequilibrio strutturale dei conti pubblici. Una tesi, quest’ultima che cozza con i più elementari criteri di buon senso. Ma si sa, per i nostri commentatori “politically correct”, ma ignoranti economici colti” la matematica  è sempre più un fatto interpretativo, almeno fino al fallimento.

 

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12 Comments

  1. Diego Tagliabue says:

    Da tempo la Lega Nord (s)parla della “regina Merkel” e di quanto sia dannosa la “rigidità della moneta”. Bossi nutre simpatia per la “povera Grecia”.

    Faccio presente che la Grecia è in tutto e per tutto unguale alla Magna Grecia, contro la quale Bossi ha sempre inveito, per poi mettersi insieme con il mafioso di Arcore e con i suoi scagnozzi.

    La Grecia aveva ridotto la propria valuta (Dracma) a livello di carta igienica usata, peggio ancora della Lira, e ha falsificato i conti per vent’anni, per rimanere nell’Euro.

    Strano che Bossi non sia in grado di fare paralleli: quello che vediamo in Europa, cioé Austria, Germania, Olanda ecc. che pagano per Grecia, Portogallo ecc., esiste in Italia da 151 anni.

    È da malati mentali mettersi davanti lavoratori di Monza, Bergamo, Brescia, Treviso, Udine ecc. e dire loro che devono tirare la cinghia, perché sotto una certa latitudine mancano i controlli e si prende il vaglia, ma – alla fine – pagherà la signora Merkel.
    Angela non pagherà un emerito. Il disastro andrà a colpire i cittadini austriaci e bavaresi, che hanno la stessa cultura del lavoro e della discipolina di quelli di Lombardia e Veneto.

    Passando al tema “rigidità della moneta”. Questa non è un vezzo, bensì ha il fine di mantenere stabile il potere d’acquisto dei cittadini.
    Stampando soldi a iosa, come fa la FED, significa creare inflazione galoppante e avere in tasca carta senza valore (vedi crisi del 1929).
    L’Euro sarebbe la soluzione? No, per due motivi.
    1) Troppi Stati cicala e, guardando più attentamente, troppe regioni cicala, dalle quali è necessaria una scissione.
    2) Una valuta seria è realisticamente stabile. L’Euro (= il doppio del vecchio Marco) è il proverbiale passo più lungo della gamba. Tedeschi e Francesi non rispettarono il criterio deficit/PIL nel 2004 e 2005. Com’è possibile pretendere che ci riescano altri Stati, pieni di regioni-parassita?

  2. Rosanna says:

    Egregio Signor Romiti legga anche qualcosa riguardo al
    progetto del nuovo ordine mondiale….mica siamo tanto
    lontani.
    E’ solo questione di tempo ma la stessa sorte toccherà
    anche all’Italia
    La crisi serve perchè i popoli siano disponibili a cedere
    sovranità….chieda conferma al signor Rockfeller

  3. ModenaLibera says:

    La grecia è in tutto e per tutto simile al sud italia.
    Diciamo che la grossa sfortuna della grecia è stata quella di non avere un Nord dal quale farsi mantenere.

  4. zorro says:

    quest’articolo è scritto col culo. di mettere in mezzo goldman sachs che ha falsificato i bilanci non si può? a privatizzare tutto ed azzerare il potere di acquisto della gente si risolleva un paese ?

    complimenti a quest’imbecille , che definisce gli altri in questi termini.
    la grecia ha avuto una classe politica irresponsabile, ma non ne può fare le spese un intero popolo!

  5. Pietro says:

    L’ignoranza impera, soprattutto in economia e direi da entrambe i lati…se sa leggere in inglese si legga questo saggio è di un economista, magari chissa’ potrebbe anche riuscire a capirlo, mia figli ci riesce benissimo a 13 anni…dubito ci possa riuscire lei…quello che piu’ fa incazzare e’ l’arroganza che avete, quella tira proprio gli schiaffi…

    http://moslereconomics.com/wp-content/powerpoints/7DIF.pdf

    • Leonardo says:

      Non si faccia il sangue amaro, continui con le sue convinzioni, ma si prepari al peggio (economicamente parlando). Consiglio per consiglio, gliene do uno gratis anch’io: legga LA GRANDE DEPRESSIONE, di Murray N. Rothbard, editore Rubbettino. Così siam pari e… occhio con gli schiaffi 🙂

  6. Maciknight says:

    Se uno stato fosse trattato alla pari di un’azienda, nel caso greco si tratterebbe di bancarotta fraudolenta e protratta, e quindi si dovrebbe promuovere un’azione di responsabilità verso i suoi governanti politici con effetto cronologicamente regressivo (a partire almeno dall’adesione all’euro), confiscare i loro patrimoni personali e famigliari come risarcimento danni, e poi agire nei confronti di tutti i burocrati complici e cittadini collusi che ne hanno beneficiato, applicando loro gli stessi criteri, se hanno ricevuto prebende, privilegi, pensioni, ecc. ingiusti ed illegittimi, si procede al risarcimento dei danni, restituzione del malloppo e maltolto … lo so che è pura utopia, ma almeno poterlo scrivere!

    • Domenico says:

      Perchè in itaglia no? Non mi paiono meno responsabili i politicanti ed i burosauri italioti! Dal 1970 ad oggi tutti i sopravvissuti e gli eredi di quelli deceduti dovrebbero rispondere del disastro provocato. Però, a quale magistratura potremmo rivolgerci?

  7. Andrea says:

    Non sono d’accordo con il contenuto dell’articolo. Criticare la posizione neuropea sulla Grecia non vuol dire automaticamente non riconoscere le responsabilità della Grecia stessa. La domanda che bisogna porsi, secondo me, è se sia giusto ed “europamente corretto” affamare un popolo intero per 30 anni solo per sostituire un debito con un altro debito, altrettanto grande e quindi impossibile da saldare. In questo senso sono un attentato molto grave alla sovranità allenica.

    • Giacomo says:

      Bella lì, Andrea. Pensiamo che le motivazioni dell’FMI siano ispirate a mecenatismo? E le banche tedesche che hanno continuato a investire sui titoli greci quando tutti sapevano che erano spazzatura e che il conto lo avrebbero pagato i contribuenti europei? Voi oggi comprereste titoli di stato ITALIANI per il futuro dei vostri figli? E allora come hanno potuto i tedeschi continuare fino a sei mesi fa a sostenere la propria economia con gli interessi sui junk bonds GRECI che sono 3 volte peggio? La classe dirigente greca è da corte marziale, ma l’abbraccio mortale di FMI e banca europea fa schifo la sua parte. Che sprofondino, mangino tuberi quanto basta e che risalgano con le loro forze e con uno stato minimo.

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