Grecia, la TV pubblica non chiude. Anche l’Ue la difende

di REDAZIONE

La decisione definitiva sulla sorte della televisione pubblica greca Ert sara’ presa domani durante un nuovo incontro tra i leader dei tre partiti che sostengono il governo. Antonis Samaras, premier e leader di Nea Dimokratia (centro-destra) e i suoi alleati al governo, Evanghelos Venizelos del Pasok (socialista) e Fotis Kouvelis di Sinistra Democratica, dopo il loro incontro di ieri sera durato oltre tre ore, hanno deciso di incontrarsi di nuovo per proseguire la discussione. I tre leader politici che si vedranno nelle prossime ore per decidere del futuro della tv pubblico danno una lettura diversa alla decisione del Consiglio di Stato, la piu’ alta istanza giudiziaria della Grecia, che ieri ha ordinato la sospensione ”temporanea” della chiusura della Ert. Venizelos e Kouvelis, infatti, sostengono che la decisione dell’alta corte impone la riapertura della vecchia Ert cosi’ com’era sinora e riaffermano la propria volonta’ politica di procedere in un secondo tempo alla sua ristrutturazione. Fonti vicine al premier, da parte loro, sostengono che in base a tale decisione la vecchia televisione pubblica e’ morta e deve essere chiusa.

Al suo posto, affermano, deve essere istituita una nuova societa’ pubblica. Il ministro delle Finanze Yannis Stournaras, parlando con i giornalisti alla fine della riunione, ha detto che ”la decisione del Consiglio di Stato ha confermato la chiusura della Ert”. Intanto fonti vicine al Consiglio di Stato, citate dalla televisione privata Skai, hanno asserito che la decisione non riguarda in nessun modo la chiusura della Ert, in quanto la decisione del governo e’ conforme alle leggi e alla Costituzione, ma riguarda la sospensione delle trasmissioni da parte di una televisione pubblica che invece devono essere riprese immediatamente.

“Ho scritto una lettera al primo ministro greco chiedendogli di preservare il ruolo di neutralita’ della televisione pubblica come media indipendente. Spero che il governo arrivi a una soluzione ragionevole perche’ la televisione pubblica va mantenuta. Abbiamo messo la questione al primo punto dell’ordine del giorno della prossima plenaria”. Lo ha detto Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, intervenendo nella puntata speciale di Agora’ (Rai Tre) in diretta dal Parlamento Europeo di Bruxelles.

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5 Comments

  1. Dan says:

    Ma è ovvio che non la chiudevano: ve li immaginate un gruppo di incazzati che si barrica dentro gli studi e comincia a trasmettere messaggi di rivoluzione ?

    La gente accende la tv la sera e direttamente sul primo canale si sente invitata a darci un taglio ?

    • luigi bandiera says:

      MA SE IN OGNI RIVOLUZIONE LA PRIMA MOSSA E’ OCCUPARE LE SEDI DEI GIORNALI E quando poi fu scoperta la radio e TV, LE SEDI DELLE RADIO E TiVi..!!
      (TiVu e’ troppo africano come termine. Inj EU dicono TiVi appunto come lo si diceva noi prima dell’evento delle parlate nordafritalibane).

      LA VOCE LIBERA NON ESISTE NEL PIENO DI UNA RIVOLUZIONE..!! ANZI. DA SUBITO..!

      Pensate se noi tappassimo la bocca ai nostri NEMICI. I mass media talibani.

      Avremmo gia’ tutto pronto..!

      E l’indipendenza e la liberta’.

      Dai, per ora possiamo sognare visto che non e’ ancora reato… e ma tra non molto lo sara’ davvero..!

      An salam

  2. luigi bandiera says:

    SERVE ECCOME SE SERVE IL PULPITO DEL POTERE..!!

    SERVE A DARE ORDINI AI MINOTAURIS EUROPEI..!

    SERVE PER DIR LORO CHE SONO “SOVRANI” E PER NIENTE PONES..!!

    SERVE PER DIR LORO CHE SONO IN “DEMOKRATIA”…

    SERVE E BASTA..!!!

    MA KI LA PAGA..???

    Dai, non fatemi dire sempre le stesse cose. Kax, paghera’: IL SOLITO PEONE..!!

    E in GRACIA e negli altri stati europei. Scusate, intendevo MONDIALI..!!

    Salam

  3. Nazione Toscana says:

    Ma chi ci credeva.
    E’ più facile che ne aprano altre due, come in itaglia.

  4. Albert1 says:

    E ti pareva.

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