Grecia, la crisi fa andare più lenti i traghetti: si risparmia

di REDAZIONE

Circa la meta’ dei 30 traghetti che navigano da e per le isole greche dell’Egeo e Creta partendo dai porti del Pireo, Rafina e Lavrio potrebbe essere messa temporaneamente fuori servizio nei prossimi tre mesi perche’ le compagnie di navigazione non hanno sufficiente denaro per pagare il carburante, il cui prezzo e’ aumentato del 107% in tre anni. Lo riferisce il quotidiano Kathimerini citando fonti delle imprese di navigazione marittima costiera le quali, a causa della crisi economica che ha investito la Grecia, nel triennio 2009-2011 hanno accumulato perdite per oltre un miliardo di euro.

Nel tentativo di contenere i costi, le compagnie hanno inoltre esteso il tempo di navigazione delle navi e ridotto la loro velocita’ di spostamento dai precedenti 26-28 nodi a soli 20-21 nodi, una riduzione che – a seconda della distanza della destinazione – si traduce in ritardi sino a due ore rispetto alle tabelle orarie di sole poche settimane fa. Cosi’ facendo, pero’, le compagnie riescono a ridurre i costi giornalieri di circa il 7-8%.

Il costo del carburante incide per il 60% sui costi operativi giornalieri delle navi e il suo prezzo e’ salito alle stelle negli ultimi tre anni: il tipo di carburante che i traghetti convenzionali utilizzano costava 294 euro a tonnellata nel giugno 2009 ed e’ salito a 598 euro nel giugno 2012. Per questo motivo, in considerazione del calo del 15% nel traffico passeggeri e del 20% in quello dei veicoli registratosi negli ultimi 10 mesi (e con la prospettiva di un calo ulteriore) le compagnie di navigazione stanno gia’ pensando di sostituire i grandi traghetti con navi piu’ piccole per ridurre i costi. In questo periodo tutti gli addetti al settore concordano sul fatto che nei prossimi mesi si vedra’ una diminuzione significativa del numero di navi che operano dai porti dell’Attica verso l’Egeo dal momento che le compagnie di navigazione saranno costrette a tenere all’ancora le loro navi o a darle a noleggio su rotte piu’ redditizie all’estero, come molti hanno gia’ fatto. ”Quando si possiede un traghetto di media grandezza con una capacita’ di 1.800 passeggeri e 250 veicoli, e il traffico quotidiano non raggiunge nemmeno il 20% del carico, non ci si puo’ permettere di farlo navigare perche’ le perdite continuano ad aumentare. O lo lasci in porto e lo noleggi altrove”, ha detto a Kathimerini un portavoce dell’Associazione ellenica delle compagnie di navigazione costiera.

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