GRECIA O ITALIA? BOOM DI DISOCCUPATI E PENSIONI A RISCHIO

di FRANCO DE POSSENTIS

Se qualcuno fosse interessato a comprendere cosa potrebbe accadere in Italia in un futuro prossimo venturo – il Belpaese è una delle die I dell’acronimo PIIGS – è sufficiente che non perda di vista le cronache ateniesi.  Le profezie più nere per la Grecia sembra si stiano materializzando una ad una e ogni giorno che passa la situazione peggiora. Oggi è volta della previdenza sociale mentre, sempre oggi, l’Istituto di statistica ellenico (Elstat) ha reso noto che il tasso di disoccupazione ha toccato un altro massimo storico salendo al 22,6% nei primi tre mesi di quest’anno dal 20,7 del trimestre precedente. A lanciare l’allarme sulla disastrosa situazione dei fondi degli istituti di previdenza sociale del settore privato è stato Antonis Roupakiotis, ministro ad interim del Lavoro e della Previdenza Sociale, il quale ha dichiarato senza mezzi termini che i fondi degli istituti di previdenza sociale del settore privato greco «sono al punto di rottura» e che non si sa se gli istituti saranno in grado di pagare le quote dovute questa estate.

Poi, sempre senza giri di parole, ha aggiunto: «Sulla base dei dati di cui dispongo, prevedo che per luglio i pensionati dovranno cominciare a preoccuparsi». «Le finanze di tutti i fondi di previdenza sociale e soprattutto quelli sovvenzionati dal bilancio dello Stato sono in cattive condizioni,» ha detto ancora Roupakiotis precisando che l’Oaed, l’agenzia per l’impiego delle risorse umane (in pratica l’ufficio collocamento) ha bisogno di 260 milioni di euro per pagare i sussidi di disoccupazione. Il ministro ha inoltre definito «umiliante» il sussidio di disoccupazione e ha sottolineato che solo un disoccupato su cinque lo riceve. Roupakiotis, fra l’altro, ha reso noto che circa 500 dipendenti di sindacati sono senza stipendio da mesi e che i programmi di turismo sociale, che forniscono ai lavoratori vacanze sovvenzionate, sono stati sospesi. Ma ci sono brutte notizie in arrivo anche per gli impiegati statali.

Sempre Roupakiotis, infatti, ha proposto una serie di misure che riguardano la limitazione della liquidazione spettante ai dipendenti pubblici da parte dell’Ente erogatore competente, l’Istituto per la Previdenza degli impiegati statali (Tpdy). Secondo la proposta del ministro, d’ora in poi avranno diritto all’importo totale della liquidazione soltanto coloro che avranno superato i 25 anni di servizio. Per gli impiegati che avranno fra i 12 e i 25 anni di servizio il ministro propone il versamento del totale della somma dei contributi versati nel periodo lavorato con l’aggiunta dei relativi interessi ma senza la rivalutazione collegata all’inflazione e ad altri parametri. Gli impiegati che hanno invece fra i 6 e i 12 anni di servizio, riceveranno il 70% dei versamenti effettuati più i relativi interessi. Infine coloro che avranno meno di sei anni di servizio (da uno ai 6 anni) non avranno diritto a nulla. Obiettivo di tale misura, secondo il ministro, è quello di diminuire il numero degli aventi diritto alla liquidazione in modo da riuscire a ridurre il deficit dell’Ente, indebitato per oltre 1,5 miliardi di euro.

La proposta – che naturalmente non mancherà di suscitare aspre polemiche tra governo e parti sociali – sarà esaminata dall’esecutivo che uscirà dalle urne il 17 giugno. Attualmente sono oltre 53.000 gli impiegati statali in attesa di ricevere la liquidazione mentre il tempo medio per riscuotere l’indennità di fine rapporto supera i quattro anni. Sempre nell’ambito dell’assistenza pubblica, questa volta sanitaria, i farmacisti greci hanno fatto sapere che continueranno nella loro agitazione finch‚ l’Ente per la Prestazione di Servizi Sanitari (Eopyy) non provveder… all’estinzione dei debiti nei loro confronti che riguardano il periodo sino alla fine di aprile 2012.

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2 Comments

  1. Domenico says:

    Ecco. Quando lo stato italione dirà una cosa del genere e non farà fronte ai suoi impegni, non avrò più nulla da perdere e imbraccerò le armi. E non sarò solo… Allora per questa classe politica sarà tutto finito davvero e per sempre.

  2. Dan says:

    Il giorno che gli italiani andranno all’ufficio postale e non si vedranno accreditare la pensione (anzi mentre ci sono si vedranno disintegrare i soldi sul libretto di risparmio) si sveglieranno e picchieranno duro…. forse…. (nel dubbio correranno di nuovo a votare altri mangioni)

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