Grecia: evasione fiscale oltre il 50% nelle isole

di REDAZIONE

Nonostante tutti gli sforzi del premier greco Antonis Samaras per dimostrare ai creditori internazionali che il suo governo si sta accingendo a varare misure credibili per risanare i dissestati conti statali, sono in tanti a remargli contro nel suo stesso Paese. Si tratta soprattutto dei ristoratori e degli albergatori delle più popolari mete turistiche sulle isole greche che, incuranti della profonda crisi economica in cui versa in Paese continuano imperterriti ad evadere allegramente le tasse non solo a danno dell’economia nazionale ma – quel che forse e’ peggio – dell’immagine e della credibilita’ della Grecia all’estero.

La situazione e’ stata fotografata dall’ultimo rapporto della Guardia di Finanza ellenica (Sdoe) al termine di una serie di ispezioni condotte dal 6 luglio al 19 agosto in varie località del Paese. Nel documento si precisa che nel corso dei controlli sono state ispezionate 4.067 attività commerciali ed è stato riscontrato che il 55,7% di esse operava in violazione della normativa fiscale: gli ispettori dello Sdoe hanno elevato in tutto 2.266 contravvenzioni tra cui la più diffusa è stata la mancata emissione della ricevuta fiscale. Nel corso di altri 2,864 controlli effettuati nello stesso periodo, lo Sdoe ha riscontrato che poco meno del 53% degli esercizi commerciali ispezionati aveva evaso le tasse. Di questi, il maggior numero di evasori totali sono stati “pizzicati” sulle isole di Naxos (73.9%), Santorini (68.4%), Myconos (64.5%) e Paros e Antiparos (63.7%). Ma che i commercianti delle isole greche siano senza alcun dubbio i piu’ “incorreggibili” di tutto il Paese e’ dimostrato dal raffronto fra i dati del controllo effettuato dallo Sdoe tra il 6 luglio e il 19 agosto con i dati emersi da un’ispezione effettuata nelle settimane immediatamente precedenti nelle stesse localita’ e diffusi dal ministero delle Finanze. Nel corso di quei controlli venne accertato che quasi sei esercizi commerciali su 10 (il 57%) avevano evaso le tasse. Tassi di evasione fino a 100% sono stati registrati in varie localita’ turistiche sulle isole di Zante (Zacinto) e Lefkada, a Rethymno (Creta) e a Kastoria. Anche in altre localita’ di Creta sono stati registrati livelli molto elevati di evasione fiscale che hanno raggiunto l’87% a Chania e il 78% ad Iraklio, seguite – come al solito – dalle isole di Santorini (83%), Corfu’ (75%), Naxos (73%) e Mykonos (68,5%).

In Grecia, a fronte di un totale di evasione fiscale valutato intorno ai 42 miliardi di euro, solo circa 5.000 contribuenti dichiarano un reddito superiore ai 100.000 euro all’anno. Tra i piccoli evasori c’e’ pure un 43% dei pensionati greci che svolge un’attivita’ lavorativa sul cui compenso non paga le tasse. E’ dal 2009 che il governo di Atene ha dichiarato guerra all’evasione fiscale ma, nonostante il forte rialzo delle aliquote dell’Iva, le entrate fiscali continuano a diminuire in seguito al persistere della recessione arrivata ormai al quinto anno consecutivo.

FONTE ORIGINALE: Ansa

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11 Comments

  1. leopardo says:

    Il rimprovero neanche tanto velato dell´articolista nei confronti degli evasori greci non mi piace affatto. Se la redazione non ha capito che i greci fanno bene ad evadere ogni tipo di tassazione ed a salvare il salvabile prima del disastro ormai imminente, allora é meglio che si dedichi ad altro. Se gli italiani anziché miserabili pecorelle avessero i coglioni, farebbero tutti sciopero fiscale in modo da non alimentare piú quella pletora di pagliacci alla Monti ed aguzzini alla Befera, con tutto il seguito di criminali politici schiavi dei potentati esteri che ci hanno rovinato .

  2. Lorenzo says:

    Fanno bene, il debito pubblico lo devono pagare i politici e i dipendenti pubblici che hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità!
    E se non sono in grado di ripagarlo, a rimetterci devono essere i creditori: sapevano benissimo di prestar soldi ad un paese che non poteva permettersi di restituirli.

  3. Pippo Gigi says:

    Lo Stato, qualunque Stato, esiste solo per la politica estera, la difesa e la giustizia. Queste sono le uniche funzioni per cui esiste uno Stato perché non possono essere svolte da privati. Solo per questo uno Stato può chiedere il pagamento delle tasse. Tutto il resto, la Sanità, l’istruzione, la previdenza sociale, ecc possono benissimo essere svolte da organismi privati. Se si decide che debba essere lo Stato ad occuparsene questo deve accadere solo con consenso dei cittadini e perché i costi sono inferiori a quelli dei privati (che inevitabilmente perseguono la massimizzazione del profitto). Il compenso per queste attività statali devono essere ovviamente le tasse purché ragionevoli altrimenti si deve affidare tutto ai privati.
    Ora se in Grecia avviene come in Italia ovvero:
    – non è possibile fare referendum su argomenti fiscali
    – lo Stato usa la spesa pubblica non per il bene collettivo ma per il bene dei politici e per aumentare il loro consenso, facendo assunzioni inutili, strapagando gli impiegati statali, sprecando e rubando
    allora la tassazione è ingiusta ed giusto anzi doveroso ribellarsi fino a che ogni singolo centesimo di tassazione sia speso con oculatezza, senza sprechi e con una tassazione bassa e sopportabile.
    Il debito pubblico greco è stato causato dai politici a loro uso e consumo e tocca a loro pagarlo, non ai cittadini.

  4. alberto says:

    è vero, l’anno scorso e quest’anno abbiamo visto ben pochi scontrini in grecia, ma per ombrellone e due lettini si pagano 5 (cinque) euro, acqua minerale in spiaggia ( 1 litro) 1 euro (dico uno), pranzi e cene a mai più di 10 euro a testa. Magari la Grecia si salva proprio con l’evasione, proprio come si salvano tanti piccoli lavoratori in Italia

  5. chicco says:

    Fanno benissimo i tartassati cittadini greci a evadere le tasse. Tanto quei soldi finirebbero nelle tasche dei ricchi banchieri che controllano le banche centrali e non nelle infrastrutture del paese.Prendiamo esempio anche noi in Italia.

  6. Nicola says:

    la “ricchezza” deve stare nelle tasche di chi la produce o la fa circolare non nei forzieri delle banche o dei governi!

  7. hughich says:

    Se la maggioranza dei cittadini non paga una tassa vuole chiaramente significare che la tassa è ingiusta…in democrazia ovviamente.
    In fondo è come un voto, la maggioranza vince e se la maggioranza non paga una tassa questa tassa va abolita.
    Non è sulle decisioni della maggioranza del popolo che si fonda la democrazia? O mi sbaglio?

  8. Albert Nextein says:

    Mi pare che la volontà dei cittadini che si tengono i soldi in tasca sia chiara.
    Lo stato greco può schiattare anche domani stesso.
    E ,secondo me, hanno ragione in pieno.
    Alla faccia di euro,eurozona,altri stati.
    Mi risulta , però, che una grossa fetta della popolazione totale sia invece stato-dipendente, e felice del sistema collettivista in uso.
    E’ un bel problema se anche il popolo è diviso.
    Un problema per la gente,naturalmente.
    Lo stato , su queste divisioni, ci campa alla grande.

  9. carlitos says:

    forza evasori!!!!! 😀

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