GRECIA E PORTOGALLO, UNA CRISI TIRA L’ALTRA

di VERCINGETORIX

Mentre si devono ancora chiudere i “giochi” sulla Grecia, si rischia di aprirsene di nuovi sul Portogallo, come ricordato di recente qui, sulle pagine de : “L’ Indipendenza” . Il Portogallo è un altro dei tre paesi (assieme all’Irlanda) sotto l’ombrello di aiuti di Ue e del Fondo Monetario InternazionaleSecondo quanto riporta il Dow Jones, il ministro delle Finanze  tedesco Wolfgang Schàuble  ha rassicurato il suo collega Portoghese Vitor Gaspar sul fatto che “se vi fosse la necessità di aggiustare il programma sul Portogallo, ci si attiverebbe per farlo”.

Di fatto appare come la prima ammissione indiretta, da parte di un’esponente dell’area euro, sulla possibilità che l’attuale piano di aiuti assicurato finora al paese iberico potrebbe non essere sufficiente. Gaspar ha risposto che “questo sarebbe molto apprezzato”, tuttavia Schaeuble ha ripetutamente puntualizzato che per qualunque decisione su questa vicenda sarebbe necessario avere prima un accordo sulla Grecia.

Il tutto é emerso durante l’Eurogruppo straordinario dei giorni scorsi, dove si esaminava la questione di nuovi eventuali aiuti alla Grecia. Atene si è presentata dopo aver raggiunto all’ultimo minuto un accordo politico interno sulle misure di austerità extra che le vengono chieste. Ma si tratta ancora solo di una assunzione di impegni, e i ministri delle Finanze dell’area euro hanno preteso che le misure vengano approvate dal parlamento greco in pochi giorni, e che vengano reperite risorse per altri 325 milioni di euro non’ ultimo che il paese si impegni a rispettare questo programma anche dopo le prossime elezioni, attese verso aprile.

Intanto é previsto per mercoledì prossimo l’incontro a Lisbona tra Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea e Banca Centrale Europea che proveranno ad analizzare il nascente caso e di conseguenza le sorti del Portogallo.
Apparentemente la situazione portoghese è migliore di quella greca,  poiché il Portogallo possederebbe alcuni vantaggi rispetto alla Grecia: il suo debito e’ ridotto, un certo consenso politico ha permesso di mettere in atto misure di austerità prima che i mercati le reclamassero e il paese dispone di un accesso privilegiato a certe economie dei paesi in via di sviluppo, come l’Angola e il Brasile.

Mentre la Grecia ha da rimborsare 14 miliardi di Euro, entro il mese di marzo, il Portogallo ne deve 10 entro la fine del 2012. Ma nonostante tutto ciò in Portogallo si sta comunque vivendo quello che si è vissuto in Grecia; stessi sintomi, stesse cause, deficit pubblico finanziato dall’estero: aumento delle tasse, calo dei salari, indebolimento del mercato del lavoro che dovrebbero portare ad un ribasso del Pil del 3% nel 2012 e spingere il tasso di disoccupazione sopra il 13,6% attuale.
Una situazione ugualmente non facile da risolvere e che allontana gli investitori stranieri dalla Grecia come dal Portogallo. 

Intanto sulla Grecia vengono diffusi dati impressionanti. Nonostante le recenti misure adottate dal governo di Atene, nel paese la corruzione è ancora molto diffusa e rappresenta una «seria minaccia per le speranze di risanamento finanziario». È questa l’opinione espressa sulla Grecia da Transparency International, l’agenzia «cane da guardia» contro la corruzione, nel suo ultimo rapporto. Peggio di Atene in Europa c’Š solo la Bulgaria. Nel documento, curato dalla filiale greca dell’organizzazione, si afferma che solo un piccolo miglioramento è stato fatto, nonostante i piani di riforma del settore pubblico del Paese. «I greci vivono in uno stato di ‘legalità corrottà, che significa che spesso la legge tollera o addirittura favorisce le pratiche di corruzione», sostiene il rapporto. «La corruzione è endemica: non è ristretta ad alcun partito o classe sociale, nè al settore pubblico». Il documento afferma inoltre che in Grecia sono in vigore molte leggi per combattere la corruzione, ma non vengono applicate. E porta ad esempio le leggi che consentono di costruire edifici abusivi, che successivamente vengono condonati, o permettono l’esistenza di «fondi speciali» presso i ministeri, ai quali non si applicano regole di trasparenza, «giustificando» in tal modo la corruzione. Nella relazione si esorta il governo di Atene a migliorare le norme per la divulgazione dei conti dei partiti politici, ad attuare leggi più severe per rendere più trasparenti i bilanci delle compagnie private e a unificare in un solo organismo le varie agenzie anti-corruzione già esistenti. Il rapporto rileva inoltre che «nel complesso il sistema anti-corruzione greco ha numerosi difetti fondamentali, il più importante dei quali è una crisi di valori, caratterizzata da una accettazione su vasta scala e dalla partecipazione alla corruzione, anche se essa è condannata». Transparency International pone la Grecia all’80/o posto come «indice di corruzione» in una classifica di 183 nazioni, sotto Paesi come Cina, Arabia Saudita, Tunisia e Cuba. Solo la Bulgaria è al di sotto della Grecia tra i Paesi membri dell’Unione Europea.             

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