GRECIA E CRISI: FORSE ERA MEGLIO LA CATASTROFE

di REDAZIONE

Diciamoci la verità: l’altro giorno quando abbiamo sentito che in Grecia i partiti pro-Euro avevano raggiunto la risicata maggioranza siamo rimasti un po’ delusi. In tutti noi c’è un certo desiderio per l’Apocalisse, per la rivoluzione catartica che possa ripulire il mondo e farlo risorgere dalle ceneri migliore di prima. Fine della sofferenza, fine dell’attesa per la fine del mond… ehm dell’Euro. Tutto crolla, si ricomincia da capo, nonostante questo significhi crollo economia, distruzione di beni pubblici e privati, caos e guerre civili.

Questo pensierino cattivo però non deve fare male alla nostra coscienza perché forse sarebbe stato meglio che la Grecia ci avesse portato giù nell’abisso la scorsa Domenica invece di farci aspettare ancora altri mesi? anni? Chissà.

Come scrive qui Carlo Lottieri, con cui ultimamente sono spesso d’accordo:

[…] Con la vittoria dei conservatori, la Grecia resta attaccata all’Europa, ma di fatto si predispone a interpretare il ruolo di una sorta di colonia interna: un Paese che da un lato è finanziato e assistito, ma dall’altro è commissariato. Quello che accadrà in Grecia, comunque, si riproporrà un po’ ovunque nell’Europa “sbagliata”, che certo – questo è il mio parere – farebbe bene a sbagliare da sola, a proprie spese, e farebbe bene ad apprendere dai propri errori. Per giunta, mantenere in Europa la Grecia (e di conseguenza pure la Spagna, il Portogallo, l’Italia…) spingerà Bruxelles a costruire un potere centrale sempre più forte, tale da sottrarre ogni autonomia di decisione alle classi politiche nazionali. Tutti ormai chiedono di passare agli Stati Uniti d’Europa, senza avvedersi dei rischi connessi a una simile scelta: a un progetto talmente artificioso, nemico della storia (dato che l’Europa ha la sua identità nel pluralismo, e non nell’unità), tendente a deresponsabilizzare sempre più i diversi attori. Invece che far saltare i vecchi Stati grazie a una moltiplicazione delle giurisdizioni, ci si orienta insomma nella direzione opposta. Non si predispone l’Europa dei cantoni svizzeri e delle libertà locali (che permetterebbero bassa tassazione e bassa regolazione), ma ci si incammina quasi senza avvedersene verso l’Unione delle Repubbliche Socialiste d’Europa.

Abbiamo evitato la catastrofe imminente ma ora stiamo entrando, senza accorgercene in un incubo che durerà molto tempo e da cui sarà difficile uscire. Centralizzazione, pochi attori che decidono ai piani alti il destino di centinaia di milioni di persone, colonialismo, assistenzialismo. Di fatto la fine dell’Europa degli stati e l’inizio di un’ Unione Europea economica e politica.

Tratto da: http://libertarianation.org

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

14 Comments

  1. Diego Tagliabue says:

    Sicuramente era meglio la catasrofe. Solo che i creditori della Grecia sono – per la maggior parte – banche francesi, che hanno concesso crediti a uno Stato truffaldino.
    Era meglio la “secessione” dalla Grecia, così come dalla Magna Grecia.

  2. liugi says:

    Sono sempre più convinto che non ci sarà una catastrofe in stile film hollywoodiano. Probabilmente scivoleremo nella miseria molto lentamente. Magari tanto lentamente che non ce ne accorgeremo neanche.
    Per quanto riguarda la ripresa… scordiamocela.

  3. Francesco da Košice says:

    L’Europa é da un bel pezzo nel limbo. La vittoria dei partiti greci pro-euro é il sigillo della decadenza, della crisi economica senza fine. Passeranno anni, anche un decennio prima che questa crisi abbia fine. Ci saranno molte vittime sul campo, ovviamente i piu’ deboli che in gran parte si suicideranno o moriranno di stenti. Questo sia in Grecia che Spagna e Italia. I vari popoli italiani non si renderanno mai conto che la loro unica salvezza e’ il ritorno agli stati preunitari e cosi’ la maggior parte degli italiani vivrà cercando di arrangiarsi e una piccola minoranza sarà destinata a morire. Mentre in Germania e nei paesi del Nord europa, se la godranno con gli introiti sugli interessi del debto italiano, pagati dagli italiani. Non però da me perché io me ne sono andato…

    Francesco da Košice

  4. Ho scritto a novembre che la bancarotta non arriverà mai: essa non conviene al potere.

    Scrivevo “Se invece la situazione restasse sempre ad un filo dalla bancarotta, la propaganda di regime avrebbe sempre modo di dare la colpa agli “speculatori”, facendo distogliere lo sguardo del popolo verso i problemi che hanno generato il debito pubblico.”

  5. marco says:

    non credo che gli stati uniti d’europa siano neccessariamente una male, purchè rispettino le autonomie locali, o al contrario facciano correre tutti allo stesso livello e si lasci libero spazio al mercato, come gli stati uniti d’america hanno fatto in alcuni momenti della loro storia. bisogna riconoscere che l’idea di un’europa unita, per quanto artificiosa, ha tenuto gli stati nazionali tranquilli, mentre prima, diciamocelo, ci ervamo scannati per 2000 anni, e questo non mi piacerebbe proprio che riaccadesse.
    preferisco sentirmi parte della mia regione e europeo che itagliano. apprezzo il poter viaggiare da uno stato all’altro senza confine che mi blocchi, e non credo nemmeno che il problema sia l’euro. tutte questi discorsi (grecia, euro, germania, ecc…) sono un girare intorno al vero problema! ovvero 60 anni di malgoverno itagliano, un’unità fatta con la forza e che la maggior parte della gente non voleva, e soprattutto una spesa pubblica di spreco e vergogna da parte del nostro stato centrale! e ancora peggio: non si vede l’ombra di tagli, ma solo tasse per questa burocrazia del cazzo che governa l’itaglietta ormai fallita e messa in ginocchio dai parassiti.

  6. silvia garbelli says:

    Uhh : è stata scoperta l’acqua calda. La centralizzazione è cominciata ben da molto tempo, ma a livello istituzionale….

  7. antonio says:

    unione delle repubbliche socialiste non credo proprio… al limite repubbliche fasciste.
    il divario tra ricchi e poveri aumenta sempre più e i veri poteri decisionali sono nelle mani delle grandi corporation, anche private, solo a loro conviene l’euro (per delocalizzare), avete sentito squinzi?
    e non mi sembrano aspetti molto socialisti.

    • Leonardo says:

      Già in Unione Sovietica tutti stavano bene… Oppure a Cuba, no?

      • antonio says:

        leo, ho detto che ciò che avviene in europa non ha proprio niente di socialista, soprattutto con l’aumento della disoccupazione e la progressiva rovina delle classi medie, inclusi i piccoli e medi imprenditori. non ho detto che in urss o cuba si stava una favola. e del resto anche in sierra leone si sta maluccio, certamente peggio che a cuba, e non è un paese socialista. anzi, è uno dei paesi con minore tassazione al mondo.
        il grande capitale, gonfiato artificialmente per decreto tramite la sua denominazione “euro”, può delocalizzare, le masse europee impoveriscono mentre i grandi capitalisti prosperano, esattamente il contrario dell’ideale socialista.
        grande capitale + statalismo = fascismo.
        la tua risposta al mio commento c’entra come i cavoli a merenda.

        • toto says:

          Non c’e molta differenza tra fascismo e socialismo;sono due varianti della stessa ideologia (mussolini prima di fondare il partito fascismo era un alto dirigente del partito socialista.
          Per avere una idea di cosa sia il capitalismo di stato (o socialismo che dir si voglia) provate a leggere qui
          http://www.centrosangiorgio.com/piaghe_sociali/comunismo/pagine_articoli/mao_tse_tung_un_discepolo_di_satana.htm

        • toto says:

          A me sembra che l’unione europea sia l’apoteosi del socialismo: centralismo, pianificazione economica centralizzata, una casta di super burocrati ormai onnipotente. Riguardo alla presunta maggiore equità del socialismo, in cina un dirigente comunista prendeva 200 volte lo stipendio di un contadino, mentre nell’occidente, nello stessso periodo, in media il rapporto della retribuzioni capitalista/lavoratore era di 30.

  8. franco says:

    a che serve ancora parlare,invece di continuare a lagnarsi ,armiamoci e passiamo ai fatti, non vi siete stufati di dire sempre lle stesse cose?

Leave a Comment