Grecia e Catalogna stesso destino, se passa il No voto anticipato in Spagna

di REDAZIONEcatalogna_no_indipendenza

Il destino della Grecia non è ancora pronosticabile, ma dopo la fine delle trattative coi creditori, nei giorni scorsi si è registrato un “importante cambio narrativo”, scrive il quotidiano spagnolo “La Vanguardia”. Se domenica in Grecia vincera’ il “sì” al referendum indetto dal primo ministro Alexis Tsipras, si assisterà ad una “forte riaffermazione dell’ordine esistente”: Alexis Tsipras dovrà tornare a testa bassa al tavolo dei negoziati, se prima non sarà costretto a dimettersi e indire nuove elezioni. Se un voto a favore dei programmi delle istituzioni internazionali dovesse travolgere Tsipras e il suo ministro dell’Economia, Varoufakis, il messaggio di fondo sarà il seguente: nel nuovo impero europeo “non si possono” alzare imponenti barricate con i mattoni delle vecchie sovranità nazionali.

E’ possibile costruire barricate di medie dimensioni ma “mai non allo scopo di far collassare o mettere in discussione in modo unilaterale gli ingranaggi fondamentali” scrive il quotidiano spagnolo. Un messaggio rivolto a tutti gli abitanti dell’impero, senza eccezione. Un messaggio importante anche per i catalani che vogliono cambiare le frontiere interne dell’Unione Europea. Se invece domenica i greci voteranno “no”, i social network grideranno “Yes we can”, le trattative prenderanno una “nuova e incerta direzione” e la “pressione del presidente statunitense Barack Obama a favore di un accordo che allontani Atene da qualsiasi tentazione russa si farà più evidente”.

Con la vittoria del “no”, il partito greco al governo, Syriza, diventerebbe il leader indiscusso del variegato movimento europeo che punta ad abbattere la costruzione comunitaria. In Spagna, ad esempio, Podemos si sentirà chiamato a fare un salto di qualità nelle prossime elezioni (catalane e generali); in Italia si farà sentire con più voce dell’ala di sinistra del Partito democratico.

Se domenica in Grecia vincerà il “no”, prosegue il quotidiano, il premier spagnolo Mariano Rajoy potrebbe essere costretto ad anticipare le elezioni a settembre per “placare la chiamata alle urne della Catalogna“, “estremizzare la polarizzazione tra il Partito popolare (Pp) e Podemos” ed “evitare mali maggiori in un incerto mese di novembre”. Comunque vada, conclude l’editoriale, nulla di quello che accadrà in Grecia sarà estraneo all’immediato futuro della Spagna e della Catalogna.

(fonte Nova)

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2 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Se passa il SI se passa il NO…
    Il popolo e’ ormai veramente disorientato: vota comunista e non che che il comunismo e’ morto perche’ ha FALLITO..!
    Pero’, da bravo camaleonte, il comunismo si trasforma negli slogan e nella pelle o casacca. Quindi IMBROGLIA l’elettorato..!
    Sara’ per questo che l’EUROPA E’ la nuova URSS..??
    Ma anche negli USA ci sono i comunisti che sventolano bandiere arcobaleno… cioe’ saranno mica komuniste..??
    Io le ho viste all’EXPO a Milano nel padiglione USA. Ho avuto la conferma dunque..?
    Quindi..?
    Come fa il popolo greco (gli altri..?) a sapersi destreggiare col voto se e’ in continuo, non solo lui, stato di ignoranza..?
    Per fino gli intellighentis non sanno che kax fare, non sanno cosa sia giusto fare e fanno silenzio… Stanno fermi e in silenzio appunto invece di fare da faro per i meno dotati in -arte della politica-.
    Eppure la civilta’ nostrana, dicono i sapiens, arriva proprio da li’: dove vivevano gli ILOTI..?
    Tutto questo tranbusto che sia un modo per RAPINARE I VARI POPOLI invece di far in modo che abbiano una vita DECENTE..?
    Mah…
    Io mi rimetto ai posteri…

    • luigi bandiera says:

      Mi torna alla mente quel famoso referendum fatto dai sindacati e poi rifatto perche’ vinse il NO, tanto che poi vinse il SI.
      Cosi’ in Grecia che ha vinto il NO ma si comportano (i governanti) come se avesse vinto il SI.
      Quindi..??
      Replichiamola: il popolo non e’ mai stato sovrano, da sempre.
      AUGURI

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