Grecia, da ieri via ad una settimana di scioperi. Autunno caldissimo

di DEMETRIO MANOLITSAKIS

Con un discorso che potrebbe essere definito ottimista, il premier conservatore greco Antonis Samaras ha inaugurato domenica scorsa 8 settembre la 78.ma Fiera Internazionale di Salonicco in un clima del tutto diverso da quello degli anni precedenti quando i leader di governo della Grecia approfittavano della Fiera per promettere tutto a tutti. Samaras non ha fatto promesse ma ha provato a sollevare il morale di chi lo ascoltava preannunciando, tra l’altro, la fine dei Memorandum una volta raggiunto l’avanzo primario nel bilancio dello Stato, obiettivo strategico del suo governo. E, soprattutto, ha rassicurato i greci che non ci saranno nuove misure di austerità prevedendo che il 2014 sarà l’anno della ripresa economica. Presto si saprà se il suo ottimismo era fondato, visto che da qualche giorno ad Atene si sono reinsediati nei ministeri e nella Ragioneria Generale dello Stato gli esperti della troika (Fmi, Ue e Bce) per valutare i progressi registrati dal governo greco nel rispetto degli impegni assunti nei confronti dei creditori internazionali e preparare l’agenda delle trattative tra l’esecutivo e i funzionari della troika – i tedeschi Matthias Mors (Ue) e Claus Masuch (Bce) e il danese Paul Tomsen (Fmi) – attesi nella capitale greca il 23 settembre.

Indubbiamente si tratterà di una visita molto difficile che, secondo fonti a Bruxelles citate dal sito Web Real.gr, potrebbe andare per le lunghe sempre che non venga interrotta prima. I tecnici della troika dovranno tra l’altro constatare come procedono le riforme strutturali tra cui le privatizzazioni e il risanamento di tre grandi imprese a partecipazione statale: la Elvo (autoveicoli), l’Eas (sistemi difesa) e la Larco (miniere).

Dovranno anche capire a che punto si trova la riforma del Codice Fiscale e del nuovo sistema di tassazione degli immobili e come procede la ricapitalizzazione delle banche. In sostanza le questioni ancora in sospeso non sono poche e, finché non saranno risolte tutte, il controllo non sarà considerato terminato e non ci sarà il rapporto della troika ai ministri delle Finanze sulla sostenibilità del debito pubblico necessario per l’assegnazione della tranche di ottobre da un miliardo di euro. Questioni che potrebbero diventare causa di una nuova instabilità politica. Anche sul fronte della politica le cose sono abbastanza complesse per il governo. Proprio ieri infatti comincia una nuova ondata di scioperi che coinvolge l’intero settore pubblico contro la misura che prevede la messa in mobilità (che costituisce il primo passo verso il licenziamento) di 25.000 dipendenti statali entro la fine dell’anno, mentre da giorni è già in corso uno scontro durissimo tra il governo e l’opposizione, principalmente con Syriza (sinistra radicale e maggiore partito d’opposizione). Syriza è accusata di fomentare le agitazioni per provocare la caduta del governo. ”Syriza – ha detto il ministro dell’Istruzione Constantinos Arvanitopoulos – persegue una politica che ha come pretesto l’istruzione, ma in realtà vuole un confronto generalizzato che punta a far cadere il governo. Quello che in sostanza fa l’opposizione – ha aggiunto – è di creare tensione in un settore nel quale per eccellenza devono prevalere la temperanza, il consenso e le convergenze”. Syriza, da parte sua, ribatte che ”non siamo noi a fomentare le agitazioni, ma la politica del governo dei memorandum”.

Intanto, sulla scia degli statali, anche gli insegnanti delle scuole private hanno annunciato uno sciopero di 48 ore per il 16 e 17 settembre, mentre aumenta la preoccupazione nel settore della sanità a causa della decisione governativa di procedere al cambiamento di destinazione di alcuni ospedali. E, in segno di protesta, i medici ospedalieri hanno deciso di astenersi dal lavoro per tre giorni a partire da domani martedì 17 settembre.

Insomma, come molti avevano previsto, per il governo greco è cominciato un autunno molto caldo, anzi d’un caldo infernale. (Ansamed)

 

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