ADDIO GRECIA, I GRANDI GRUPPI FRANCESI VENDONO E SCAPPANO

di REDAZIONE

Meglio una piccola perdita oggi che un possibile disastro domani. È quello che devono aver pensato i dirigenti del gigante francese dei supermercati Carrefour, che ha annunciato oggi l’addio alle sue attività in Grecia. Un gesto dalle scarse conseguenze finanziarie – il Paese ha rappresentato nel 2011 solo il 2,7% del fatturato del gruppo transalpino – ma dall’indiscutibile significato simbolico, a due giorni dalle elezioni che potrebbero cambiare il futuro di Atene e dell’Unione europea. E che potrebbero spingere altri grandi gruppi internazionali a seguire la stessa strada: abbandonare la Grecia al suo destino, con conseguenze devastanti per un Paese già alle corde. Con una nota diffusa in mattinata, Carrefour ha spiegato che cederà «la totalità della propria partecipazione» nella joint venture tramite cui è presente in Grecia e a Cipro, ma anche in Albania e Bulgaria, vendendola all’altro azionista, la famiglia Marinopoulous, che diventerà così unica titolare del franchising del marchio in questi Paesi.

La cifra di vendita non viene svelata, ma si precisa che il passaggio di mano comporterà per i conti della società francese un onere non ricorrente di 220 milioni di euro. Mossa inattesa, dato che i supermercati Carrefour-Marinopoulos sono leader di mercato in Grecia e presenti in tutti i principali quartieri delle grandi città elleniche e cipriote, ma accolta positivamente sia dai mercati che dagli analisti. «Sarebbe stata una palla al piede, hanno già abbastanza cantieri aperti, meglio si concentrino nel salvare la Francia», commenta per esempio un operatore, che vuole restare anonimo, al quotidiano Les Echos, facendo riferimento alle attuali difficoltà del gruppo, i cui introiti non smettono di calare dall’inizio della crisi.

Ancora più drastico un altro analista nella banca d’affari Citi, secondo cui si tratta di una «decisione ragionevole», dato che «ogni speranza di ripresa è scomparsa in Grecia». La questione della crisi ellenica non inquieta però solo Carrefour: sono numerose le imprese transalpine con filiali, partecipazioni o grossi interessi in Grecia, soprattutto nel settore agroalimentare e in quello dei servizi. Secondo le ultime cifre del governo di Parigi, gli scambi commerciali tra i due Paesi sono di circa 3 miliardi di euro all’anno, ma con flussi totalmente sbilanciati a favore della Francia. Dal colosso di formaggi e yogurt Danone allo specialista delle bevande alcoliche Pernod Ricard, tutti i grandi marchi francesi si sono ritagliati uno spazio importante in Grecia, al punto che, rivelava qualche tempo fa il magazine Challenges, una buona parte della feta venduta nei supermercati di Atene è prodotta in Normandia. Senza dimenticare la big pharma Sanofi Aventis, che vanta milioni di euro di crediti con il sistema sanitario greco, le aziende automobilistiche e quelle della cosmetica. Ma chi trema più di tutti è il gruppo bancario Credit Agricole, che nel 2005 acquisì, con scarsa preveggenza secondo alcuni, l’istituto greco Emporiki, i cui conti sono inesorabilmente in rosso da almeno tre anni.

Finora, la casa madre francese ha sostenuto la filiale ellenica, ma il vento potrebbe presto cambiare: secondo indiscrezioni di stampa, infatti, Agricole starebbe preparando un piano per abbandonare la filiale ellenica, incamerando magari qualche perdita ma evitando di finire coinvolta in un possibile crack.

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3 Comments

  1. Guest says:

    Carrefour? Che se lo riportino a casa!!!

    Qui mandano solo la schifezza, anche surgelati che facilmente si erano sgelati, roba senza sapore o con sapori strani… forse di plastica?

    Se la magnino loro! La Grecia ci guadagnerà in produzione propria.
    Provate una cìfetta di FETA Greca fatta da Carrefour e una fatta da un greco, poi capirete la differenza… neppure lontanamente si aqssomigliano.

  2. Fabio unico says:

    Che opportunità che hanno i greci….liberarsi degli invasori, e proclamare il distacco dall’europa. Ma purtroppo i soliti banchieri trascineranno la Grecia ed il resto dell’Europa in una SCHIAVITU’ senza precedenti.

  3. Diego Tagliabue says:

    Senza la secessione, il Nord (produttivo come Austria e Baviera) affonderà con la Magna Grecia di capitan Schettino.
    La Grecia è solo l’escalation della Magna Grecia.

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