Grecia al tracollo e alla fame! E non stiamo parlando di balle!

DI REDAZIONE

In effetti non ci si capisce piu’ nulla, vai in rete e le ultime notizie che trovi della Grecia risalgono a Novembre del 2012. Non e’ successo piu’ nulla dopo ? Difficile crederci. Da  qualche giorno questo blog ha iniziato a diffondere notizie su quanto accade in Grecia, notizie raccolte in rete, quasi di straforo, prese per buone perche’ conoscevamo le fonti. Persone serie. Qualcuno in Italia non l’ha presa bene, non e’ piaciuto loro quanto andavamo dicendo, secondo questi tipi la Grecia e’ tranquilla, quasi fosse  soddisfatta della sua condizione miserabile o addirittura contenta di morire. Con qualcuno di questi tizi ho avuto anche da dire, un confronto aspro, di quelli che piacciono a me. A muso duro. sono volate parole grosse. Assai. E sono rimasto della mia idea,   credo piu’ alle fonti dove ho attinto le notizie che a gente come quella, che parla cosi’, tanto per aprire bocca  ma ho deciso comunque  di andare a fondo a questa storia. Per noi italiani e per i greci. Un mio collega del Giornale d’Italia, Federico Campoli,   e’ andato la’, a vedere di persona, ed e’ ad Atene in questo momento per conto del nostro quotidiano.  Lo sento per telefono e mi racconta con la voce incrinata per la rabbia e  quel che mi racconta e’ quello che ha verificato, che  sta vedendo adesso con i suoi occhi e quello che ode con le sue orecchie. Non sono voci riportate, non e’ sentito dire, non sono “boatos” del Web, tipo il mandato di cattura per il Papa che ci ha deliziato tutto ieri, a riprova che non sanno piu’ cosa inventare per distrarci. E’ dolorosa  cronaca sul campo, dalla quale emerge lo spaccato di  una societa’ in totale disfacimento,  ferita a morte nei suoi punti vitali. In molte delle cose descritte si  vede chiaramente un pezzo dell’Italia di oggi ed in altri si intravede un pezzo dell’Italia di domani, di quella che verra’. Di quella in preparazione da parte del benemerito Partito Unico dell’Euro e dei suoi seguaci in Italia. Se qualcuno intende smentire  e minimizzare per non guastare la kermesse elettorale in corso da noi,  che prenda un aereo e vada giu’ a verificare prima di aprire bocca. Altrimenti taccia.

Ed ecco il racconto di Campoli e spero di avere reso al meglio il suo pensiero con la mia prosa. E’ difficile tradurre in parole le emozioni di un’altra persona e vorrete perdonarmi se non ci saro’ riuscito perfettamente.

“Non siamo in Uganda o nel Darfur. Siamo in Grecia, più precisamente nella capitale, Atene, e una roba così non si vedeva dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Un camion si ferma in una delle tante strade della capitale. Apre i portelloni. Le persone a bordo cominciano a tirare fuori frutta e verdura. La distribuiscono gratuitamente alle decine di persone che si sono raccolte attorno al mezzo. Tra loro ci sono persone anziane, donne con bambini in braccio, ma anche giovani, ragazzi dal viso pulito non più grandi di 30 anni. Insomma, tutta gente che ha grosse  difficoltà ad arrivare a fine giornata. Dopo pochi minuti la calca comincia a farsi sempre più pressante. Volano spintoni, qualche insulto, poi parte la scazzottata per chi arriva primo a prendere il cibo. Il giornalista della Bbc, che sta riprendendo la scena, viene colpito nella ressa. A distribuire frutta e verdura sono  i ragazzi di “Alba Dorata” che girano incessantemente per i quartieri piu’ poveri tentando di portare un minimo di conforto ai propri concittadini che ormai vivono di stenti. Una persona su quattro in Grecia è disoccupata.  Molti di quelli che riescono a mantenere il proprio posto di lavoro non riescono comunque ad arrivare a fine mese. I  lavoratori hanno assistito impotenti ad una riduzione del salario del 22% solo nell’ultimo anno. Il salario  medio ora arriva a 586 Euro al mese. Ben al di sotto della soglia di poverta’. Da Bruxelles continuano ad arrivare i cosiddetti “aiuti europei”, ma ogni volta che viene sbloccata una nuova tranche le cose vanno peggio di prima. Adesso, i signori dell’Ue non possono più mentire. La Grecia è praticamente fallita. La penisola ellenica è a un passo dal crollo definitivo, a causa del peso dei debiti contratti per salvarsi.  Hanno preso cento miliardi e sono peggiorati di centotrenta. E’ la ricetta dell’FMI. Qualcuno se ne e’ accorto anche  al Consiglio d’Europa e alla Bce e sta timidamente suggerendo l’ uscita della grecia dall’euro, con una conseguente svalutazione della dracma del 20-30%. Ma  sono in pochi ad avere sale in zucca o ad essere in buonafede. La maggior parte ragiona come Jeroen Dijsselbloem, nuovo presidente dell’eurogruppo, l’alfiere del “cauto ottimismo” che ha avuto la faccia di bronzo di affermare in una recente intervista di essere favorevole all’austerity e ai “conti in pareggio” e di compiacersi della “stretta collaborazione tra il Governo ellenico e la troika” per concludere poi affermando di aver individuato “alcuni segnali tali da giustificare un certo ottimismo”. Mi guardo intorno per coglierne i segnali, se si compiace dovrebbe essere facile individuarli, ma le uniche differenze visibili rispetto alla Grecia allegra e solare che ricordavo sono i reparti antisommossa che presidiano  gli incroci ed una cappa  asfissiante di fumi misti a cenere che avvolge la capitale, dalla collina del Ligabetto giu’ fino al Pireo. Ormai da qualche mese Atene vive coperta da una  fitta coltre  di smog puzzolente,  prodotto dal fumo dei camini e delle stufe a legna. I suoi miasmi impregnano persone e cose. Niente piu’ odore di mare, di spiedini arrostiti, di mousaka, di salse allo yogurth con aglio. Solo questa puzza terribile che ti entra nella bocca e non va piu’ via. La puzza della morte stessa, la morte di un popolo. Non è un fenomeno  solo ateniese, ma di tutta la Grecia le città sono avvolte da un odore acre dei  fumi della  legna e della cenere, mischiati a tutti i tipi di sostanze tossiche bruciate. Questa è una delle piaghe sociali arrivate con il “salvataggio”, è il risultato diretto dell’austerità selvaggia imposta dalla troika e dal governo greco che non è mai stato capace di proteggere i suoi cittadini. La troika ha chiesto,  e il governo greco ha eseguito, aumentando le tasse sul gasolio da riscaldamento, quello che usano in quasi tutti gli edifici greci, portandolo allo stesso prezzo del  gasolio-auto. Già il prezzo di un litro di benzina alla pompa in Grecia era il più alto d’Europa, nel rispetto degli ordini ricevuti dalla troika. In Grecia il prezzo del gasolio è salito di oltre il 50% dal 2009, soprattutto per l’aumento delle accise. Questo fatto, combinato con un calo del reddito medio reale del  40-50%, ha determinato una diminuzione delle entrate fiscali  sul gasolio per un miliardo e mezzo di euro, visto che adesso il combustibile per riscaldamento è diventato un lusso che la maggior parte della gente non può piu’ permettersi,  il  crollo dei consumi è sceso fino all’80%.  Quindi quasi tutti hanno dovuto trovare alternative al riscaldamento centrale e  molti hanno preso  stufette  elettriche, griglie a benzina o altre soluzioni pasticciate che costano meno del gasolio anche se, bruciando qualsiasi cosa nei camini o nella vecchie stufe a legna, si produce un degrado ambientale incredibile ed  a volte  anche tragiche conseguenze per le persone.  Fa male,  malissimo, alla lunga e nemmeno tanto, uccide,ma la gente, quando ha veramente freddo, brucia mobili, plastica, materiali da costruzione e persino le scarpe vecchie  pur di riscaldarsi,  e tutto questo rende ancora più micidiale e dannoso per la salute il mix tossico dei fumi che avvolgono le maggiori città. Dovreste vedere a cosa e’ ridotta l’atmosfera qui. Sky TV   ieri sera ha  ammonito: “Un gruppo di scienziati di sette centri di ricerca entro il 20 febbraio dovranno analizzare lo smog in diverse città per valutare l’impatto ambientale di un maggior uso di camini e stufe a legna.  Gli scienziati, insieme al Centro per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione, hanno verificato che bruciare legna in casa provoca un inquinamento dell’aria 30 volte maggiore rispetto all’utilizzo di combustibili bruciati in caldaie con manutenzione controllata.  Hanno scoperto  anche che le concentrazioni di particolato di fumo da legna nell’atmosfera è aumentato del 200% da dicembre 2010 a dicembre 2012, e di notte ancora di più. Il Centro di Controllo è preoccupato perché l’aumento dell’inquinamento dell’aria può provocare problemi respiratori e allergie che aggravandosi arrecano danni al sistema neurologico e riproduttivo.” Il prezzo della legna da ardere,  naturalmente, è raddoppiato rispetto all’anno scorso e l’incentivo ad abbattere gli alberi di foreste e parchi è grande, tanto che sia i parchi che le riserve naturali hanno già subito gravi perdite.  Per effetto delle rigide temperature invernali, questa tendenza si sta assestando un duro colpo all’ambiente e le colline diventano sempre più spoglie mentre nuvole di smog si sprigionano dagli incendi che avvelenano l’aria di Atene e delle altre città con tutti i rischi che possono provocare sulla salute pubblica. Il Ministero dell’Ambiente ha dichiarato che il numero di casi di disboscamento illegale è aumentato a dismisura nel 2012, come documentano le oltre 3.000 denunce e il sequestro di  13 mila tonnellate di alberi tagliati illegalmente. Un disboscamento così esteso in Grecia avvenne solo durante la brutale occupazione nazista del 1940, a questo punto hanno portato i cinque anni di recessione e le drastiche misure di austerità messe in atto.I distributori di carburante protestano per  un calo delle vendite del 75-80% nell’ultimo trimestre 2012, rispetto al 2011,  e come logica conseguenza c’è stato anche un crollo delle entrate fiscali per  400 milioni di euro solo per le mancate vendite di gasolio per riscaldamento. Il Ministro delle Finanze, Yiannis Stournaras, professore di economia e banchiere, tanto per cambiare, ed ex capo della IOBE, l’Associazione Economica degli industriali greci , è stato comunque irremovibile, pur avendo un quadro della situazione economica  greca molto chiaro, continua a negare l’agghiacciante evidenza che appare  ormai evidente  a qualsiasi cittadino del paese:  rifiuta ancora qualsiasi aiuto anche per le famiglie più povere, ma consiglia di “essere pazienti per un altro anno” e di aspettare che il freddo passi. Aspettare che il freddo passi….. geniale davvero! Ma poi ha anche detto che il crollo delle entrate sui carburanti per riscaldamento è dovuto all’”accumulo fatto lo scorso anno”, senza dare importanza al calo delle vendite dell’ 80%. Ovviamente il culto del suo credo economico, che lo fa tanto rassomigliare a Mario Monti ed ai suoi stolti discepoli, non gli consente di prendere atto di alcuni effetti collaterali, ad esempio sulla salute, sui rischi di incendio e sul taglio illegale dei boschi. La troika sembra comunque soddisfatta dei risultati che ha ottenuto, quindi , come si permettono le vittime delle sue scelte politiche di non essere d’accordo e protestare ?  Gia’—-perche’ bisogna anche soffrire in silenzio ed anche morire tacendo se occorre. Poveri carabinieri d’Europa. Per le persone che adesso consumano più energia elettrica per il riscaldamento, c’è in ogni caso anche la possibilità di godersi  pure  un pizzico dell’effetto della “liberalizzazione del settore dell’energia”, ( in Italia lo stiamo attendendo come il decantato salvatore ) tanto che la spesa sta diventando insostenibile, e le bollette hanno subito un aumento del 9%  (di più per i piccoli consumi, di meno per i consumi maggiori, secondo la vecchia regola del togliere di piu’ a chi ha di meno che ben conosciamo anche da noi ), in attesa dell’aumento del 20%, che dovrebbe essere approvato entro quest’anno. Intanto le società che forniscono l’energia pubblica, ogni mese stanno tagliando  gas e luce a 30.000  utenti  che non possono pagare le bollette! Mille famiglie al giorno….In pratica in Grecia  da 300 a 500 mila famiglie vivono  già letteralmente al buio. Saranno questi i segnali incoraggianti di Jeroen Dijsselbloem ? Di contro  il prof. Hans Werner Sinn, consigliere personale di Angela Merkel,  insieme ad altri 50 nomi del mondo dell’economia e sostenuto da Moorald Choudry, vice-presidente della Royal Bank of Scotland (la quartabanca del mondo) ha presentato un rapportourgente al Consiglio d’Europa  ealla Bce sostenendo la tesi della fuoriuscita, almeno temporanea. Non solo, ma nel rapporto si legge testualmente che “l’economia (greca) è arrivata ad un punto di tale degrado da poter essere considerata come tragedia umanitaria e quindi si può cominciare aventilare l’ipotesi di chiedere l’intervento dell’Onu”.Intanto, è iniziato il diciassettesimo giorno di protesta per gli agricoltori, incredibile ma e’ cosi’, stanno veramente protestando ed anche veementemente  ed oltre a distribuire cibo al popolo  chiedono la riduzione del prezzodel gasolio per i mezzi agricoli, un abbassamento dell’Iva e, soprattutto, chiedono che le banche rilascinocredito. Ma non sono solo gli agricoltori che regalano i propri prodotti. Molte aziende alimentari distribuiscono gratis in piazza, tramite Alba Dorata, quello che non sono riusciti a vendere. In teoria, la cosa sarebbe illegale  ma arrivati a questo punto sono in molti ad operare una netta  distinzione tra ciò che è legale e ciò che è giusto. La situazione si fa sempre più disperata. La sensazione che ho e’ molto nitida, mai come ora la Grecia  rischia la guerra civile. E i numeri confermano l’inarrestabile crescita del disagio sociale ed economico. Le rapine,negli ultimi mesi, sono aumentate del 600%. In parecchi inoltre si danno al saccheggio di metallo, da rivendere per qualche spicciolo. La gente e ridotta alla fame e si vede ed ormai farebbe qualsiasi cosa per mettere in tavola qualcosa di caldo da mangiare. Ammesso che si abbia ancora una tavola o un tetto sotto il quale stare.  Anche il numero dei senzatetto è aumentato in maniera spropositata. Le ultime stime parlano di 40mila persone costrette a vivere nei cartoni agli angoli delle strade. Ne ho visti tanti passeggiando per le vie di una Atene spettrale, fredda ed avvolta da una cappa fetida. Una delle immagini più significative ritrae un antico anfiteatro greco, sulle cui scalinate dormono decine di senzatetto, avvolti da scatoloni di cartone. Anche Amnesty International ha stilato il suo rapporto, in cui denuncia le condizioni di estrema povertà della gente e degli abusi ricorrenti di una polizia male attrezzata, che tenta di mantenere il controllo  di una nazione ormai alla deriva e ben avviata verso la guerra civile. Insomma, nè le strabilianti cifre di denaro elargite del trio Fmi-Bce-Ue, né le varie direttive della  razza padrona che ci tiranneggia da Bruxelles sono riuscite a ristabilire le sorti del popolo greco, né tanto meno, dello Stato. Ma non era questo che volevano, infatti.  Ovviamente, i soldi sono finiti nelle mani delle banche e da lì non sembra si siano mai mossi. La scusa è sempre la stessa ed è quella abusata che usano anche da noi. Salvare le banche per salvare il popolo. Viene veramente da piangere a guardarsi intorno, i risultati dell’ideologia della ricapitalizzazione bancaria sono devastanti ed insopportabili allo sguardo. Ma oltre ai soliti istituti di credito ci sono anche altri che sono riusciti a trarre un profitto da questa situazione. La crisi ha portato infatti ad una netta riduzione del costo del lavoro, nonché ad una liquidazione coatta  dei diritti dei lavoratori.  Tra i vari tagli operati dal governo rientrano quelli per l’indennità di fine rapporto dei lavoratori, la malattia e gli straordinari.  Insomma, le multinazionali nord europee stanno realizzando una piccola Cina, nel cuore dell’Europa, governata direttamente da loro. Ecco il fine ultimo del lavorio frenetico della Troika, tornare ai tempi della “Compagnia delle Indie” e farlo in Europa. Proprio dove e’ nata la civilta’ occidentale: Atene e Roma. Distruggere la nostra cultura ed anche il ricordo di cio’ che fummo. Questi lavoratori vengono  pagati una miseria, senza che siano assicurati  loro nemmeno i diritti fondamentali. Come se non bastasse, il 95% dei prodotti di queste società finiscono all’estero. In pratica, la penisola diventa semplicemente una base di produzione a basso costo da cui far partire le proprie merci verso i mercati che ancora sono in condizione di consumare “.

Il racconto di Campoli finisce qui ma proseguira’ nei prossimi giorni, nel frattempo su internet è esplosa la contesa sulla veridicità di alcune notizie (come quella degli assalti ai supermercati) e sul fatto che i media ufficiali in Europa stiano tacendo sulla drammatica situazione ellenica. C’è chi grida ad una manovra studiata ad hoc. Ninete di piu’ facile.  In Italia siamo in campagna elettorale e non farebbe comodo a nessuno dei grandi partiti il fatto che le misure europee abbiano condotto un paese allo sfacelo. E non farebbe comodo nemmeno ad Hollande principale fautore delle politiche comunitarie. Senza parlare della Merkel, dato che in Germania il principale motivo di protesta riguarda la questione dei soldi dei “paesi ricchi” che finiscono nelle banche di “quelli poveri”. Insomma, effettivamente la questione greca non fa comodo a nessuno. Che muoiano dunque in silenzio, senza disturbare le prossime vittime. Non ci credete che e’ cosi’ ? Venite a vedere.

di Gianni Fraschetti

FONTE ORIGINALE: http://informare.over-blog.it

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28 Comments

  1. Gianmaria says:

    Per il simpatico Castagno12:

    a Roma te direbbero: A’ Casta’, staccate!

    Se vuoi lascia mail che ci confrontiamo direttamente.

    Ja soù, kalinikta. Che in Greco vorrebbe dire, salute a te, buonanotte.

    • Nicola says:

      Ho letto con piacere questo articolo che avete scritto sulla situazione del paese in cui risiedo da oltre 5 anni ed il racconto del giornalista sulle giornate di Atene, città dove risiedo da oltre 5 anni.
      Non conoscevo i dati esatti della crisi anche se devo dire che me li aspettavo più o meno come li avete dati. Me li aspettavo così perché vedo quotidianamente i consumi diminuiti, il disagio aumentato e le tasse colpire da ogni lato.
      Mi permetto solo di aggiungere, perché mi piace la verità completa delle cose, che Atene è sempre stata una città in cui il degrado era visibile. Purtroppo anche prima della crisi alcune parti del centro erano invase da disagiati, drogati ed extracomunitari: se foste andati a visitare il Museo Archeologico Nazionale 2 anni fa, avreste avuto anche il piacere di visitare il più grosso centro di spaccio di droghe del centro. Un grosso agglomerato di drogati, disperati, che ramazzano ed elemosinano tutto il possibile a 20 metri da uno dei Musei più visitati della Grecia.
      La povertà ed il degrado di Atene comunque sono sempre andati a braccetto con il lusso ed il divertimento: i quartieri di Psirri, Gazi, Syntagma, Kolonaki, solo per citarne alcuni, sono sempre stati pieni di gente a divertirsi. Se andaste in questi giorni a farci un giro notereste che ancora sono pieni di gente che consuma a 8,9,10 euro al bicchiere.
      L’ultima considerazione riguarda la paga minima che secondo l’articolo si attesta intorno ai 586 euro al mese. Non contesto la cifra perché, ahimè, è impossibile stabilire con assoluta certezza quale sia il salario medio in Grecia. Vi faccio solo presente, come testimonianza, che quasi tutti i miei amici dichiarano 600 e prendono 1200, 1300, 1400 ed alcuni anche 1700 euro. Nessuno di loro è un lavoratore autonomo. Sono tutti dipendenti di società private.
      In conclusione quello che mi premeva puntualizzare è che Atene (e la Grecia in genere) è sempre stata, purtroppo, un “controsenso”: ricchezza/povertà, bellezza/bruttezza, facilità/difficoltà, democrazia/anarchia, legalità/illegalità. La crisi non ha fatto altro che aumentare la forbice tra gli opposti. Per questo non sono stupito dalle parole dell’articolo ma solo rattristato per una situazione che si è complicata ma che ahimè era già presente.

  2. Castagno12 says:

    Per Gianmaria (ed altri disinformati.)

    Lei ha scritto a Leonardo che ” … le mie fonti sono numerosi parenti residenti in Grecia …. e mie frequenti visite … “.
    Quindi ad integrazione del mio ultimo commento, mi limito ad aggiungere alcune informazioni che evidentemente le Sue fonti familiari non Le hanno fornito e che Lei non è riuscito a cogliere, malgrado le Sue frequenti visite in Grecia.

    Potrà così constatare che essere presenti in un paese non è sufficiente per conoscere tutte le realtà economiche e finanziarie che lo possono distruggere.
    Bisogna documentarsi, e qui incominciano i problemi, compreso il riconoscimento di realtà disgustose e umilianti. Circa il dover poi reagire … lasciamo perdere !

    1) Dal 14 al 16 Maggio 2009 a Vouliagmeni (20 km. a sud di Atene) presso il lussuosissimo Nafsika Astir Palace Hotel e con un enorme impiego di forze dell’Ordine, si è tenuto il raduno (a porte chiuse) del Bilderberg Group.
    Erano presenti anche molti rappresentanti italiani, imprenditori, giornalisti, banchieri, Destra, Sinistra, Centro, tutti simpaticamente uniti per decidere delle nostre sorti, di problemi che ci rguardano.
    Senza poi farci sapere NIENTE, naturalmente. Alla faccia della Democrazia.
    Nessun parente l’ha mai informata al riguardo ?

    Vedi anche il Sito “Peace Reporter” – articolo del 14 Maggio 2009 “In Grecia il conclave dei potenti”.

    2) Dal 9 al 17 Novembre 2012, si è tenuto a Roma il “Festival Internazionale del Film”.
    In concomitanza, per non dare nell’occhio, si sono riuniti a Roma 80 membri del Bilderberg Group.
    L’Ordine del giorno pare fosse incentrato sul destino dei Paesi dell’Ue quali italia, Spagna e Grecia.
    Dato il momento, è scontato l’oggetto dei loro interessi.
    Solita riunione a porte chiuse.

    Lei, insieme ai Suoi parenti, è riuscito a sapere cosa hanno deciso riguardo alla nostra sorte ?

    Vedi il sito “Aurora” – Bollettino di Informazione Internazionalista.
    Articolo del 19 Novembre 2012 “Il Bilderberg Group s’incontra tranquillamente in Italia, a Roma, in concomitanza con il Festival di Roma”

    Chi non è veramente informato, non può neanche tentare di difendersi.
    Anzi, va ad approvare Lorsignori.

    Solo le informazioni vere (che i media non ci forniscono) possono essere utili alla nostra causa, speriamo NON PERSA !

  3. Castagno12 says:

    Rispondo a Gianmaria – 16.2.2013 at 7:43 pm.

    Lei, nel Suo commento del 15.2.2013 at 11:57 pm aveva scritto: ” … Questa situazione è dovuta soprattutto all’inciviltà dei greci che non hanno mai pagato le tasse … “.

    Lei ora, nella replica del 16.2.2013 at 7:43 pm scrive: “… Non ho detto che la responsabilità è esclusivamente dei greci, popolo che ammiro … “.

    1) Se non ricordava più quello che aveva scritto, Le bastava rileggere il Suo commento.
    “Soprattutto” significa, in questo caso, responsabilità maggiore, anche se non esclusiva. Quindi Lei tenta di negare ciò che aveva scritto

    2) Ora salta fuori che ammira quelli che Lei aveva definito incivili.

    3) Contesta la validità del libretto di Nexus, che Le ho segnalato, senza averlo letto.
    Questa pubblicazione informa cira la crisi greca, e questo è quello che conta.
    La stragrande maggioranza degli italiani, anche se sono sempre vissuti in italia, non si sono documentati da fonti sicure, quindi non riescono a capire l’attuale crisi e le sue vere cause.
    Lei ha mancato di rispetto verso la Nexus Edizioni, che svolge da anni un encomiabile lavoro di informazione utile e fondamentale, che i media italiani ovviamente ci negano.

    4) Consulti Internet e troverà molte notizie che evidenziano l’ingerenza di Goldman Sachs nei confronti della crisi finanziaria della Grecia e dell’Europa.
    Quindi, le responsabilità maggiori non possono essere attribuite all’evasione fiscale dei greci, come Lei ha affermato.
    I Suoi trenta anni di frequentazione di quel Paese non sono stati sufficienti per farLe capire le vere ragioni ed il motivo principale dell’attuale tonfo.

    Mi dispiace, ma mi rifiuto di continuare un dialogo con una persona disinformata e priva di logica.
    Lei spara giudizi a capocchia e poi tenta anche dii rimangiarsi ciò che ha scritto.
    Non ci siamo !

  4. Gianmaria says:

    Buonasera Leonardo, rispondo volentieri alla sua richiesta. Le notizie sulla povertà che date riguardo alla Grecia, o meglio a una sua consistente parte della popolazione sono esatte. Le mie fonti sono numerosi parenti residenti in Grecia e appartenenti a vari strati della popolazione e mie frequenti visite. La situazione è un po’ a macchia di leopardo. Stanno soffrendo molto nelle grandi città dove i tagli alla spesa pubblica si fanno sentire. Ovviamente ne risente anche il mercato privato perchè tutto ciò si riflette anche sui consumi. Nelle isole le cose vanno molto meglio per svariati motivi. Ma nel complesso il quadro drammatico della situazione che Voi date rispecchia la realtà. Vi è sbigottimento da parte della popolazione per il brusco risveglio da un sonno ventennale di vacche grasse imputabile sicuramente alla qualità scadente della classe governante di ogni colore politico e un po’ all’indolenza della popolazione che ha accettato di buon grado di non guardare in faccia la realtà quando era ora. Vi sono però anche motivi storici e geografici, la Grecia è collegata al resto dell’Unione solo via mare attraverso l’Italia o via ex Jugoslavia, che hanno portato a questo stato di cose. Evito ragionamenti sulle responsabilità dell’euro perchè mi avventurerei solo in congetture economico-finanziarie di cui non sarei in grado di dare dimostrazione oggettiva. Il popolo greco è un popolo sano, in Grecia la malavita di stampo mafioso, camorristico, etc, è pressochè sconosciuta. Diciamo che più semplicemente erano abituati ad arrotondare tenendosi le tasse. Poi con l’euro i nodi sono venuti al pettine. grazie alla moneta forte i greci hanno iniziato ad acquistare merci straniere in grande quantità senza che a ciò corrispondessero esportazioni tranne il turismo. A ciò si aggiunga un’evasione record e una corruzione dilagante. I politici per garantirsi il consenso hanno iniziato a far assumere da parte dello stato a dismisura, un milione di dipendenti pubblici su 10 milioni di abitanti è una follia insostenibile. A ciò si aggiunga la botta delle olimpiadi. Nel 2008 prima della crisi la Grecia sembrava diventata la Svizzera per il tenore di vita dei suoi abitanti, o meglio della parte che poteva godere del bengodi. Una parte minoritaria ma non tanto piccola ha sempre vissuto nella miseria. Ora in 5 anni sono tornati indietro di 20. Sono d’acordo con gli altri lettori che la Grecia è stata presa per il collo dai creditori internazionali.
    Da quello che mi dicono i greci, gli stipendi sono stati fortemente ridotti e vengono pagati con ritardo, mancano medicine fondamentali e l’economia và a rotoli. I poveri greci non hanno la fortuna degli italiani del sud Italia che, appartenendo ad uno stato molto più grande della Grecia e con una parte della nazione, il nord, in grado di sostenerli, sono meno attaccabili direttamente dalla speculazione internazionale. Le “mie fonti” mi dicono che tutti stanno dando fondo ai risparmi e che molti cittadini che si erano inurbati stanno tornando in provincia. Comunque nella sostanza la situazione per ormai molte famiglie è di indigenza pura e di forte preoccupazione per il futuro. Non saprei dire se sarebbe meglio l’uscita dall’euro o il rimanervi. Credo però che la prima cosa che auguro a quel popolo, a cui sono anche legato, è di prendere coscienza che possiede un patrimonio culturale, ambientale, turistico ed energetico (il sole) unico al mondo e che se i greci sapranno rimboccarsi le maniche il disastro attuale resterà solo un brutto ricordo. In fondo perchè mai tutto il mondo dovrebbe avercela con la Grecia e desiderarne il fallimento?
    Da ultimo, un buon quotidiano greco accettabilmente indipendente, mi dicono sempre i cittadini di quel paese è KATIMERINI’.
    Buona serata a tutti.

  5. Gianmaria says:

    Gentile Castagno 12 non ho la pretesa di avere la verità in tasca, credo che una nazione si possa conoscere molto meglio frequentandola 30 anni e non per turismo piuttosto che pretendere di conoscerla leggendo dei libretti. Non ho detto che la responsabilità è esclusivamente dei Greci, popolo che ammiro perchè è, insieme agli Egiziani, uno dei pochi che conserva lo stesso nome da millenni.
    Tuttavia dare sempre la colpa alla Spectre di quello che accade nel mondo è un po’ limitativo. Ho semplicemente voluto dare la mia testimonianza su una vcenda complessa come quella greca. Potrei scrivere un libro su quella nazione ma non intendo infliggere questo supplizio ai lettori di questo giornale. Ho inviato questo commento perchè ho scoperto questo quotidiano online e dagli articoli che pubblica mi pare di cogliere lo sforzo di dare notizie basate anche sull’osservazione diretta della realtà. In questo caso l’articolo testimoniava che molti greci patiscono la fame e le assicuro che anche a me risulta da informazioni dirette. Io normalmente non giudico un giornale dal fatto che quello che scrive coincida con le mie idee ma dallo sforzo che il giornale fa affinchè chi legge possa formarsi un’opinione avendo a disposizione più informazioni possibile, qualunque essa sia. Nel caso della Grecia conoscendola molto bene, e non attraverso i libretti, ho voluto dare il mio contributo. Anche il suo articolo è un contributo, è il confronto che arricchisce, non la demolizione delle idee altrui.

  6. marco tarquini says:

    Questo è il futuro roseo pure dell’Italia , se non lascia l’euro e se ne ritorna alla moneta sovrana.

    • Castagno12 says:

      La Sua analisi è esatta. Non esiste altra soluzione.

      Se sta facendo qualcosa di personale, utile per ottenere quello che ha indicato, per favore, ci faccia sapere. Grazie
      Io ho già fornito indicazioni al riguardo.
      Comunque se si può aggiungere altro alle nostre possibili azioni, meglio: ” Più facciamo (noi cittadini), più contiamo”.

      Lei pensa che qualche “politico” o tecnico, o qualcuno fra i “Nuovi” possa prendere in considerazione la Sua, la nostra legittima richiesta ?
      Io penso di NO.
      Quindi, sono tutti da ignorare !

  7. Castagno12 says:

    Replico a Gianmaria – 15.2.2013 at 11:57 pm.

    Le segnalo un libretto della collana “I tascabili Nexus”:
    di Monia Benini “LA GUERRA DELL’EUROPA” – Nexus Edizioni – pagine 137 – € 8,50.- stampato nel Maggio 2012

    Le cito il titolo di alcuni capitoli:
    – Vivere in Grecia, oggi
    – La crisi in Grecia
    – Non vogliamo essere salvati
    – Una nuova guerra mondiale, ecc.

    La crisi della Grecia è dovuta, soprattutto a chi l’ha voluta procurare, in Grecia e nell’area €uro.
    Inevitabilmente gli organizzatori hanno utilizzato, per il loro progetto, anche situazioni negative preesistenti nel Paese.
    Quindi l’evasione fiscale dei greci, da Lei citata, ha dato solo un aiutino al tonfo. Ma le cause principali, che Lei ignora, sono di altra natura.

    Guardi che la realizzazione dell’Ue è stata imposta dagli USA quale contropartita agli aiuti del Piano Marshall.

    Se un cittadino greco frequentasse l’italia da trent’anni, come ha fatto Lei in Grecia, direbbe più o meno le stesse cose, sbagliando.
    Come trasgressori gl’italiani sono bravissimi, ma sarebbe impossibile attribuire al popolo l’organizzazione capillare, “raffinata” e perfida dell’attuale crisi che viene da lontano e che ci sta distruggendo.

    Per fare un esempio: la crisi della scuola del 1968 è stata assecondata con tanta dabbenaggine da quelli che facevano parte del settore, ma era stata progettata altrove.

    S legga e si rilegga il libretto che Le ho segnalato.
    Potrà capire che i suoi continui soggiorni in Grecia Le hanno consentito di capire poco, proprio poco.
    “Mai fidarsi solo di quello che luccica” vale anche per Lei.
    E’ fondamentale documentarsi, per capire e per difendersi.

    Sia gentile, spieghi a tutti noi come mai la situazione economica in Grecia è degenerata dopo l’imposizione dell’€uro. Grazie.

    • Dan says:

      Ma come ? La crisi greca non era dovuta alle piscine non dichiarate sui tetti ?

      • Castagno12 says:

        Ha sbagliato a replicare al mio scritto, anche considerando tutti gli altri miei commenti.

        Io non ho mai trattato il problema piscine sui tetti, in Grecia.

        Ha sbagliato a fare riferimento a me.
        Un po di attenzione quando si legge, prego.

  8. Gianmaria says:

    Apprezzo il tentativo di questo quotidiano di dare notizie vere, originali e non filtrate da secondi fini. Tuttavia mi sembra un po’ azzardato pretendere di conoscere la situazione di una nazione attraverso un giornalista che si aggira e commenta solo quello che vede. Ho frequentato e frequento la Grecia da trent’anni. Questa situazione è dovuta soprattutto all’inciviltà dei Greci che non hanno mai pagato le tasse, vivevano alle spalle dello stato senza lavorare e lo stato per pagare aveva una sola via: indebitarsi. Ora il giochino si è rotto e i Greci poco abituati a fare economia e a spendere bene i loro soldi si trovano a pagare il conto delle loro stesse mancanze. Per capire la Grecia di oggi bisogna conoscere la Grecia degli ultimi 20 anni a partire dal premier Simitis in poi. Mai fidarsi solo di quello che luccica….

    • Leonardo says:

      Spettabile Gianmaria, sulla Grecia non si reperiscono facilmente informazioni. Il nostro quotidiano non può permettersi un inviato per ora, quindi ben ben vengano i contributi altrui. Se ha consigli e fonti da segnalarci siamo qui. Grazie.

    • Dan says:

      Sono d’accordo sul fatto che la Grecia debba pagare i propri debiti ma il primo passo per poterci riuscire non passa di certo dal provocare una miseria di massa perchè l’unico risultato che si otterrà sarà l’esatto opposto.
      Quando alba dorata prenderà il potere, presto, la prima cosa che farà sarà sfanculare l’europa e tutti i debiti, altro che pagarli.
      Qui si sta ripetendo la storia della germania prima dell’avvento del nazismo: montagne di debiti e miseria a non finire. Com’è finita lo sappiamo tutti ma si vede che qualcuno vuole far ripetere gli eventi

      • liugi says:

        Ma almeno la Germania ha provato a inflazionare la propria moneta, tra l’altro con esiti disastrosi. In Grecia non gli lasciano fare neanche quello.

    • Giacomo says:

      Che buono lo stato. Tutti che lavorano alle sue spalle. Mi dica, Gianmaria, cosa ha mai prodotto lo stato oltre che compravendita del consenso clientelare? Come è possibile vivere alle sue spalle visti che non produce nulla?

    • Roberto says:

      Mi perdoni la domanda, Gianmaria. Ma se i Greci sono così incivili, perché frequenta la Grecia da 30 anni? Se è per lavoro, ha lavorato per 30 anni tra persone che considera disoneste e incivili?

  9. Dan says:

    E’ fatta. La Grecia diventerà nazista a breve, anzi no, brevissimo.
    Se i picchiatori di alba dorata sono gli unici che si preoccupano ancora di dare da mangiare alla gente, presto dal Peloponneso fino alla Tracia ci sarà un solo passo, quello dell’oca.

  10. Castagno12 says:

    Un grazie alla Redazione di questo quotidiano che ci tiene informati circa la drammatica realtà di un popolo che subisce più degli altri, e per primo, i danni dell’Ue, dell’Euro, del Mondialismo e di una gestione Paese “Agli Ordini”.

    Bell’italia è sulla stessa pista della Grecia. Ma per i beoti è molto meglio credere che si realizzerà l’annunciata ripresa nella seconda metà di quest’anno.
    E i più “intelligenti” penseranno di poter individuare il Partito o il Movimento che riuscirà a realizzarla al meglio.
    Quindi, corsa ai seggi, così il Mondialismo potrà comunque sventolare il consenso di una larga maggioranza di elettori. Sarà ininfluente il risultato elettorale. Tanto decidono sempre gli stessi, a porte chiuse: vedi anche Bilderberg Group, Aspen Italia e Trilaterale.

    A questo proposito, i media hanno anticipato l’oggetto dell’imminente incontro Obama / Napolitano.
    Anche un tonto arriva a capire che per scambiarsi quelle banalità, bastava una telefonata.
    Quindi Napolitano si è spostato per altri motivi che non verrano comunicati al popolo sonnolento che non deve sapere: basta che ubbidisca e paghi le tasse.

    Ricordo che un recente sondaggio fatto nel Nord italia, circa il gradimento dell’Ue, aveva fornito una percentuale di favorevoli del 62%.
    Tonti che neppure si erano accorti che con l’Euro si era dimezzato il potere di acquisto.

    Mi auguro, ma non ci faccio conto, che le notizie sulla situazione greca possano essere utilizzate dal popolo italiano che continua a dare segni di vitalità, ma per le cose inutili e dannose.
    Riguardo a ciò che serve: NON PERVENUTO !
    I più hanno ancora fiducia di questi “Senza Vergogna” che ci nascondono anche la realtà greca !

  11. Vulka says:

    Forza gente che mandiamo politici e giornalisti AFF***O!
    Rimarranno solo pochissimi di loro, ma perché corretti e sempre stati contro quella forma di trasformismo per convenienza!

    La verità è sempre e solo una, sia che sei in Asia o che sei in Europa!

    E se vorranno fare nuove elezioni perché il MoVimento ha vinto o è in testa, gliele daremo a bastonate! Non siamo violenti, ma neppure scemi!!! Hanno finito di comprare e vendere voti e candidati. Ora si fa sul serio, ora che arriva il MoVimento 5 stelle, anche loro devono abbassare le orecchie o gliele tagliamo!!! Sanno bene dove loro infileremo le loro associazioni a delinquere reiterate…e faranno male, molto male!!! 🙂

  12. FrancescoPD says:

    Stasera su radio24, +/- verso le 18.00 si sono sgolati per dire che quello che circola in rete sulla grecia è tutto falso,.. chissà come mai si sono impuntati proprio su questo…

    Dopo la montagna di quattrini che i giornali hanno ricevuto di recente, .. cosa ci si deve aspettare,… che dicano la verità forse.

  13. San Marco says:

    Chi è quello stronzo che ha detto che il successo più grande dell’euro è la Grecia?….

  14. fracatz says:

    grecia
    taja
    2 nazioni 1 solo bobbolo

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