Grazie a chi ci sostiene e a chi vorrà farlo da qui in avanti

di GIANLUCA MARCHI

Devo ringraziare tutti i lettori che, dopo il mio articolo dell’altro giorno, si sono affrettati a sottoscrivere un contributo a favore di questo giornale. Ciascuno, sulla base delle proprie possibilità, ha voluto dimostrarci che L’Indipendenza svolge un ruolo apprezzabile e che vorrebbe continuasse a svolgerlo. Ringrazio anche coloro che avrebbero voluto offrirci un segnale di vicinanza, ma che sono  impossibilitati a farlo dalla crisi che attanaglia la loro vita quotidiana.

Il segnale che abbiamo ricevuto ci fa immaginare di avere davanti un tempo un po’ più lungo rispetto a quello di cui avevo parlato nell’articolo in questione. Certo, la sopravvivenza di una realtà come questa non può essere affidata alla lunga a fiammate improvvise innescate dall’appello di circostanza: bisognerebbe poter arrivare al traguardo di avere un flusso costante di risorse che ci consentissero di programmare il nostro lavoro con una certa serenità. Cercheremo di impegnarci in questo senso, magari con l’aiuto di qualche amico che si è palesato proprio in questi giorni.

Dopo il mio appello/chiamata ci sono stati elargiti anche alcuni consigli per cercare di superare in altro modo le difficoltà che abbiamo di fronte. C’è chi ci ha consigliato di derubricare L’Indipendenza a un semplice blog indipendentista, una sorta di sfogatoio delle varie anime di questa galassia, dove più o meno tutti siano liberi di scrivere quello che vogliono, senza un impegno lavorativo costante di alcuni giornalisti: dico in tutta sincerità che si tratta di una soluzione che non mi appassiona per nulla e se arriverà il giorno in cui non avremo più forze per andare avanti, preferirò la chiusura del giornale che il suo decadimento in quel senso. L’Indipendenza è nata come una sfida giornalistica, e forse un po’ più che giornalistica: o tale resta oppure non può esistere in qualche maniera solo per sopravvivere a se stessa.

Altri ci hanno suggerito di introdurre una forma, ancorché contenuta nei costi, di abbonamento per consentire la lettura: in effetti è una scelta che i media online, soprattutto negli Usa, hanno cominciato a perseguire con una certa frequenza. Ma oltreoceano stanno avanti almeno dieci anni sulla strada dell’informazione online e inoltre questo è un percorso che possono permettersi solo giornali e siti molto radicati e fidelizzati, quelli che in sostanza sono sicuri di portarsi appresso la gran parte del proprio pubblico anche nel momento in cui introducono la lettura a pagamento. In Italia la situazione è molto più acerba e L’Indipendenza ha solo otto mesi di vita: sarebbe folle affrontare ora un percorso del genere e vorrebbe probabilmente dire la rinuncia a una fetta molto estesa dei nostri lettori. E tuttavia si tratta di un’opzione da considerare in una prospettiva futura, soprattutto quando una tale decisione ci dovesse dare la ragionevole sicurezza che il passaggio a pagamento porterà un incremento degli introiti tale da permetterci anche un miglioramento del prodotto giornalistico che andremo a offrire. In altre parole, se un giorno dovremo far pagare tutti i nostri lettori, lo faremo quando saremo in grado di offrire loro qualcosa di più rispetto a quanto abbiamo dato fino al giorno prima in maniera gratuita. Nel frattempo ci auguriamo di trovare altri lettori disposti a sostenerci volontariamente e magari anche qualche finanziatore un po’ più pesante sulla base di una condivisione di intenti.

Ma il mio editoriale dell’altro giorno non si è fermato solo al nostro quotidiano, bensì ha voluto essere anche una sorta di monito e scossa al mondo indipendentista e autonomista che io, e non solo io, continuo a vedere incartato in tanti dibattiti verbali, in numerose gelosie, dove ciascuno appare  poco propenso a fare un bagno di umiltà e a immaginare quale passo indietro personale potrebbe o dovrebbe compiere per consentire invece un passo avanti dell’intero movimento (è un po’ anomalo parlare di movimento facendo riferimento a una realtà fatta da tanti piccoli partiti, alcuni dei quali senza nessuna prospettiva, ma mi piace immaginare che prima o poi succeda qualcosa non per fondere fra di loro i suddetti partiti, ma per farli muovere su strade e verso obiettivi condivisi). Tocca alle singole persone compiere questo sforzo, ricordando a ciascuno che non succederà mai nulla di buono se si aspetta sempre che siano gli altri a muoversi: questo è solo un alibi che serve per poi criticare chi si è mosso e che finisce per ottenere il risultato opposto, cioè farci rimanere nella cacca in cui siamo piombati. A meno che uno decida di prendere il suo “fagottino” e decida di migrare altrove… Ma questa è tutta un’altra storia.

 

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14 Comments

  1. Bresà öm liber says:

    Questo giornale è l’ unico mezzo che può coordinare seriamente i vari indipendentisti, se mai un giorno arriveremo a qualcosa di concreto sarà proprio grazie a L’ indipendenza.

  2. giovanni says:

    la lega nord e’il “diserbante” del verde e di ogni speranza per il nord. finche’non si accorgera’ di aver bisogno dei nostri voti, non ci ascoltera’ e fara’ sempre il possibile per prenderseli in ogni modo senza coinvolgerci. e’ auspicabile che si sciolga ma questo purtroppo non accadra’. c’e’ da sperare forse che si rifondi per bisogno ma fino ad allora noi dobbiamo evitare di dargli i nostri voti e farle il piu’ male elettorale possibile(mai non andare a votare, piuttosto votare per danneggiarla).

    • massimo valeri says:

      Complimenti per lo spirito d’unità d’intenti, mi chiedo l’indipendenza da roma che voglio io è diversa dalla tua??
      Sembra di si, io sono leghista da sempre, ho 40 anni e sono disoccupato, sebbene abbia chiesto ad amministratori e parlamentari della lega aiuto nella ricerca di un qualsiasi lavoro anche part time,e non abbia avuto nemmeno una segnalazione, ma solo parole di circostanza, dopo tutto quello che ho fatto per il movimento, rimango indipendentista e obtorto collo continuerà a votarla a meno che non vi fosse una coalizione indipendentista con la sua miriade di partitini per uno dei quali voterei ad occhi chiusi.
      Sia in radio che di persona ho sempre auspicato un riavvicinamento con i Marchi gli Oneto & C. per una rivoluzione culturale che non si otterrà mai con lo spirito delle beghe di cui sopra, che tristezza l’astio, solo l’amore per la propria terra dovrebbe trionfare.
      Piemont libert in Padania libera neutrale e sovrana

  3. liugi II says:

    Non avete paura che lo Stato italiano prima o poi metta i bastoni fra le ruote a questa testata? Non voglio fare l’uccellaccio del malaugurio, ma mi chiedo se, considerando costi e rischi di natura ideologica, non sia meglio spostare la testata in uno Stato estero, magari fuori dalla UE e con bassa fiscalità.

  4. Claudio says:

    Si potrebbe chiedere un finanziamento proprio dalla Lega. Chissà che qualche quattrino non lo dispensino. In effetti molti leghisti anche altolocati sono lettori dell’Indipendenza.

    • migotto sandro marco says:

      in effetti qualche pallottola (costo meno di 30 cent di euro) si poterbbe riservare alle persone da Te citate altolocate. La carita’ viene chiesta dagli zingari. I nostri soldi li spendiamo invece che intasse in qualcosa di costruttivo… per il nostro futuro. Los Von Rom.

    • Don Ferrante says:

      Chiedere quattrini ai leghisti, ancorchè altolocati (viaggiano nei palloni-sonda?), mi sembra la più deprecabile manifestazione di impotenza e pochezza: il Trota se li faceva almeno portare dall’autista !

      La prostituzione sacra di fenici ed assiro-babilonesi continua nella Grecia classica, ma lì finisce !

      Ma fa sbellicare dalle risa l’immagine di Gianluca, Leonardo,
      Gilberto ed altri con le brache abbassate …in attesa del bonifico da Dar es Salaam !!!

      Meglio l’accattonaggio !

  5. migotto sandro marco says:

    c’e’ bisogno di sangue.
    nessuna rivoluzione si fa ed e’ mai stata fatta senza sangue… noi veneti non lo vorremmo ma saremo pronti..
    c’e’ bisogno di tanto. Di un Giornale “L’indipendenza”, di persone che antepongono il proprio interesse personale alla causa indipendentista, di storici, giuristi, economisti (Facco assunto..)….. ma sopratutto di uomini che credano in un futuro da persone libere, per loro ed i loro figli, per poter intraprendere, vivere e lavorare in un paese oserei felice… peraltro gia’ citato dalla Costituzione Americana (fatta ad immagine e somiglianza di quanto disposto dalla Serenissima Repubblica..) . Il resto sono balle….blablabla…Partiti…blablabla… Sezioni….blablabla…elezioni…blablabla.
    Los von Rom…. Viva il veneto vivo

  6. Trovato: http://www.keinpfusch.net/2012/05/muttley-fa-qualcosaaaaaaaaaaaaa.html?m=1 piuttosto tecnico, ma credo comprensibile ai più.
    Tenete presente che è scritto da un programmatore del campo telecomunicazioni molto, molto competente che si è trasferisto in Germania stufo degli italici andazzi. Dotato di ego di dimensioni simili alle sue competenze tende a “deificare” le grandi organizzazioni – statali o private che siano ed a disprezzare il pensiero “tradizionalista” (mainstream) e le “vecchie” ideologie, in particolare comunismo e fascismo. È nativo dell’appennino bolognese….

  7. Teresa Micheli UPA says:

    I gesti di coraggio che fanno cambiare la storia passano dal coraggio dei singoli.
    Non si aspetta un eroe, perché gli eroi hanno l’ appoggio dei compagni che condividono con lui la ribellione.
    Non si aspetta un generale,i generali hanno gli eserciti.
    Se vuoi il cambiamento comincia non pagare la tua Imu,non aspettare un eroe,senza il tuo sostegno egli sarà solo un martire!!

  8. Siamo in molti. Molte persone divise in una miriade di gruppuscoli. E perciò deboli. Poi c’è (ancora?) la Lega Nord a cui moltissime persone – diciamo le persone semplici – probabilmente daranno ancora il voto la prossima volta. Molte di più sono però quelle che non andranno a votare.
    E se tutta questa galassia di partiti pulviscolari, di movimenti di persone cominciasse a considerare la Lega Nord non come un nemico – nonostate la filata di cazzate che dirigenti han commesso – ma come una realtà con cui è utile collaborare “obtorto collo”?
    Sò benissimo che i cosidetti dirigenti delle varie Leghe padane, Unioni Padane, alpine, cisalpine inorridiranno.
    Tenete presente che le prossime elezioni che si tengano col Porcellum o con altra legge elettorale faranno piazza pulita di tutti le coalizioni che non siano di milioni di elettori.
    Questo alla LN lo sanno. Sanno anche che rischiano di sparire come fece rifondazione comunista.
    Ora la LN e tutti gli altri partiti e movimenti devono essere un mero strumento per raggiungere l’indipendenza e la riorganizzazione delle nostre comunità.
    Poi ci sono movimenti come quello di Giannino, la nascente Forza Evasori (dove si firma per iscriversi?). Tutte queste realtà dovrebbero a mio modo di vedere, federarsi, confederarsi sotto un’unica coalizione alle prossime elezioni con un’unico programma molto molto sintetico. Ci deve essere, son sicuro che ci sia. Ci son riusciti quelli del movimento cinque stalle infilandoci dentro cose buone e sonore vaccate.
    C’era un interessante articolo sul blog di Fanelli che ora non trovo su come organizzare un partito online. Appena lo trovo riporto qui il link. O meglio sarebbe da rielaborare in salsa cisalpina/padana

    • Don Ferrante says:

      La Lega Nord ha molti parlamentari, molti amministratori locali, molti posti di comando….! Per ora!

      Perderà sicuramente una parta dei vecchi elettori, disgustati dalla sua incapacità e terronità, ma le resteranno sempre tanti voti, probabilmente molti più della somma di quelli raccolti da tutte le liste indipendentiste, autonomiste, federaliste…

      Sicuramente è più logico concentrare tutte le forze in un unico partito che persegua i nostri obiettivi con serietà, onestà ed impegno…!
      Le sembra però che questo possa essere la Lega, con il suo passato ed il suo presente ? Chi ha ancora fiducia nei leghisti di tutti i livelli ?

      Lei forse pensa che sia meglio accasarsi con una ricca bagascia invece che con una modesta fanciulla pudibonda…Io no !

      Innanzitutto nessuno mi obbliga ad andare a p…e, ma se me ne venisse la smania le sceglierei giovani, di bell’aspetto e sane ! Non è proprio quello che Lei propone !

      La libertà è il massimo bene dell’uomo: con che spudoratezza se ne dovrebbe affidare la riconquista a chi non sa neppure cosa sia ?

      Aiutiamo questo giornale nella speranza che non scompaia o, peggio, che finisca nel verde… lupanare !

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