Grande Nord presenta il suo Manifesto politico

MANIFESTO GRANDE NORD

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13 Comments

  1. Padano says:

    Colono Padano, come sempre, è un gigante.
    Purtroppo non posso far altro che aggrapparmi ad ogni speranza.

  2. Colono Padano says:

    Leggo che voi siete per il vostro Paese. Potete specificare cortesemente quale?

    In attesa di risposta e con una punta di presunzione, anticipo il mio giudizio nel caso, come temo, per vostro Paese (maiuscolo, non sia mai che si leda il buon nome e la sovranitá di Fallitalia…) intendiate l’italia.
    Se cosí fosse, come appare, tutto quello che segue nel vostro manifesto diventa triste, superfluo, illusorio, ma anche un bel pó ridicolo.

    Mi chiedo se chi ancora dice di credere all’illusione del federalismo che sboccia nel paese dei balocchi piú parassita del mondo civile, sia piú in malafede, disonesto e complice egli sfruttatori oppure semplicemente piú stolto di quanto non lo siamo stati tutti noi coloni padani sino ad oggi.
    D’altra parte come si puó non credere che gli italiani, soprattutto dalla linea gotica in giú, siano ansiosi di cambiare mentalità, modo di vivere, e siano pronti a sacrificarsi rinunciando all’assistenzialismo piú vergognoso del mondo civilizzato per guadagnarsi da vivere con il sudore della fronte e pagando di tasca propria anche ció che oggi lo stato regala loro.
    Sembra quasi un’idea per un nuovo show comico immaginare i pelasgici della Magna Grecia italica che concedono ai padani di trasformare Fallitalia in confederazione, che si immolano nel nome del federalismo per il bene dei coloni di Padania.

    Peró, ora che ci penso questa cosa del tentare la via federalista in Fallitalia mi sembra vagamente familiare, si mi sembra che qualcuno per venticinque anni ci abbia provato a raccontare la favola che l’italia si cambia dall’interno. D’altronde per chi raccontava e racconta questa vaccata nelle piazze, la vita è cambiata sicuramente in meglio grazie alla rapacità dello stato italiano ed alla dabbenaggine dei coloni padani che continuano ad immolarsi al tricolore.

    Francamente avreste potuto risparmiarvi la “fatica” di aprire l’ennesimo negozio politico italiano, per di piú con l’insegna che sembra quella di un’agenzia di viaggi. Grande Nord : ogni identitá è spazzata via da un punto cardinale, tanto valeva chiamarvi Grande italia, considerando che il manifesto sprizza amore patriottico da tutti i pori per l’italia tanto che si propone di migliorala in ogni settore.

    Ritengo superfluo commentare il resto del vostro manifesto, che mi sembra piú una letterina a Santa Claus del tipo : “Caro Santa, quest’anno sono stato tanto buono e vorrei che portassi in italia il federalismo, una nuova scuola, un nuovo fisco, una nuova giustizia, vorrei una nuova Europa e che in italia si privilegiasse chi lavora e produce e che si superasse il perenne clima di scontro politico. E mi piacerebbe tanto che ci tenessimo sempre tutti per mano intorno al mondo cantando sotto l’arcobaleno, mentre piovono donuts di ogni colore e farcitura (ndr)”. Verrebbe da dire : che sballo! Dove si firma?

    Tanto per dire, dove è finito l’indipendentismo padano, l’orgoglio padano, il disperato bisogno di libertá dallo stato italiano stupratore e colonizzatore della Padania?
    Mi dispiace, ma, salvo errori, siete comici e tristi allo stesso tempo, un pó come i clown tristi di via Bellerio.

    Sembra palese che si tratti dell’ennesima caccia a qualche cadreghina italica che siete costretti a fare in solitaria dato che non una riconciliazione con i vostri compatrioti di via Bellerio era chiaramente fuori discussione. Sappiamo come siano vendicativi, non avrebbero mai riaperto le porte del loro fortino di cartone agli ex, soprattutto a quelli che, fino a ieri, li hanno criticati per la loro deriva italiota.
    Anche il culto salviniano, come da tradizione belleriana, non ammette perdono per gli avversari che hanno criticato il leader.
    Anche se il caro leader tradisce l’ideale o si mette in testa un cappello di stagnola, va sempre e comunque elogiato e riverito, soprattutto poi se il tradimento dell’ideale o il cappello di stagnola portano cadreghe e privilegi ai dirigenti e spediscono una bella truppa della nomenklatura del partito nella fantasmagorica roma, capitale del paese dei balocchi e delle zecche.
    I militoni di bassa manovalanza sono tenuti ad applaudire, dedicare buona parte del proprio tempo libero, montare e smontare gazebo, preparare manifesti, pagare le quote, dimenticare lo statuto e tutti sono felici.

    Il vostro manifesto è l’ennesima prova che gli italiani sono storicamente ed internazionalmente dei voltagabbana e non mi meraviglia che anche voi oggi definiate l’italia il vostro paese; è solo tristemente comico.

    Questa accettazione dell’espressione geografica italia come stato (si dovrebbe scrivere minuscolo quando si parla dell’italia) e nazione, insieme alla vendita dell’illusione che tale stato accetti di divenire un paese (anche questo andrebbe scritto minuscolo quando si riferisce all’italia) civile, sono filastrocche giá sentite, strade gia percorse, sono la storia degli ultimi trent’anni, sono concetti odiosi e fallimentari che non fanno altro che spingere altri coloni padani, a cercare – e trovare – la libertá altrove.

    L’esodo continua e ad un certo punto, senza coloni padani, le loro imprese, il loro lavoro, il loro sacrificio, non c’e futuro, né presente ormai, per i parassiti colonizzatori con il tricolore.

    Visto il panorama indipendentista lombardo-veneto, non resta che pregare Dio affinché l’ingiustizia incarnata dallo stato italiano non si protragga per altre generazioni a venire, non resta che pregare Dio che il tricolore incombente anche sulla vita dei nostri figli e nipoti, diventi presto solo il simbolo ed il terribile ricordo di un lager, di un gulag sociale, culturale e fiscale, l’esempio storico di ció che piú deve temere di essere una comunità che vuole essere libera, prospera e civile.

    Non resta che pregare Dio che l’italia unita imploda al piú presto.

    Sognare per sognare, questo si che è un sogno come si deve, altro che il vostro manifesto alla amatriciana. Che dite? Buona fortuna.

    Sprofondi l’italia.
    Padania libera.
    GOD BLESS AMERICA.

    • Free Padania says:

      Grazie Colono Padano. Grandioso, di una efficiacia micidiale.

      Padania Libera

    • Irmin says:

      Che spettacolo di commento. Colono Padano il tuo sogno é anche il mio.
      Sprofondi roma.

    • Malgher says:

      Toc. . . Toc. . . .
      Riflessione: “Autodeterminazione e identità, per non dimenticare”.

      Ho letto con accuratezza quanto da Lei postato.
      Mi permetto di manifestare, ad integrazione, il mio pensiero.
      Innanzi tutto leggendo il “manifesto programmatico” si evidenziano talune affermazioni pseudo filosofiche che, pur comprensibili, se non ricondotte, in modo pragmatico e puntuale, nell’alveo della realtà rischiano di essere solo meri esercizi filologici roboanti e ridicoli.
      Soprattutto, a proposito del nome “grande nord”, vorrei chiarire una cosa, a mio avviso, molto importante: «NON mi identifico in un punto cardinale.»
      Poi . . . . ritengo che alcune puntualizzazioni siano doverose per non perdersi nei meandri del nulla.

      Sinteticamente è importante sapere che:
      _ Per quanto riguarda l’autodeterminazione va detto che la materia, in sede internazionale, se da un lato è precisa dall’altro, purtroppo, non è riconducibile e/o applicabile alla situazione che viviamo.
      _ A livello internazionale (ONU) il punto in questione fa riferimento e RICONOSCE solo la cosiddetta “autodeterminazione esterna”, nel mentre NON RICONOSCE:
      . . sia la “retroattività” (ciò a partire dalla fine della seconda guerra mondiale per accordi internazionali);
      . . sia “l’autodeterminazione interna” (intesa come scelta di popolo all’interno di una determinata nazione).
      Si devono trovare altre strade!
      Il dato del contendere, ovviamente, non può essere affrontato in quattro righe.

      Detto ciò per precisione va specificato che:
      _ La nascita della nazione “Italia” è stata voluta da interessi massonici internazionali (in particolare dalla massoneria inglese) che ne hanno condizionato sia l’aggregazione, come la vediamo oggi, sia il suo sviluppo.
      _ I problemi che stiamo affrontando oggi non sono altro che il replicarsi dei problemi che da subito (fin dal 1861) si sono palesati.
      _ Falsi profeti e intellettualoidi prezzolati, al servizio del potere per convenienza, hanno manipolato la storia, predicato e cantato un’identità omogenea che nella realtà non è mai esistita anzi, più passa il tempo e più forti le dicotomie del territorio si acuiscono evidenziando i limiti di uno stato centralista che amministra e vessa il cittadino solo per i propri interessi di casta e dei poteri finanziari forti.
      _ Negare la nostra storia, quella delle identità-diversità comunali (quelle che volgarmente, dai predicatori venduti, sono chiamati campanilismi), è un’operazione bieca di “regime” che serve da un lato a salvaguardare lo status quo e dall’altro a salvaguardare i privilegi di pochi: dai boiardi di stato, i cosiddetti dirigenti (quelli strapagati ma inefficienti), ai politicanti nullafacenti e incapaci di fare gli interessi del cittadino.
      _ La contraddizione più lampante è che coloro che ci negano l’autodeterminazione sono gli stessi che: da un lato propugnano più Europa, meno nazione “italia” e sostengono a spada tratta la “globalizzazione” e dall’altro sono i paladini dell’unità d’italia con tutte le banalità che ne conseguono.

      Io credo, invece, che un popolo abbia il DIRITTO di poter decidere del proprio destino, per cui:
      _ L’IDENTITA’ è l’elemento coagulante e fondamentale perché un “gruppo” possa decidere del proprio futuro.
      _ L’IDENTITA’ consiste nel modo d’essere di un popolo e le sue affinità, ovvero nel prodotto delle sue tradizioni, dei suoi costumi, della sua storia, della sua religione, della sua cultura, della sua lingua.
      _ L’IDENTITA’ è quando un gruppo di esseri umani decidono di “stare” insieme riconoscendosi attorno ad interessi omogenei.
      _ Avere un’IDENTITA’ significa ASSIMILARSI con e su un territorio che ciascuno di noi chiamerà “patria”, “radici” o qualsivoglia altro termine.
      _ L’IDENTITA’ NON è un concetto espresso da estemporanei e faziosi intellettualoidi schierati con i poteri forti (per comodo e/o interesse) e che hanno la necessità di identificarla (pro domo loro) con “lo stato” e/o “una nazione”.

      Ci si salva salvaguardando, in primis, la nostra identità di popolo sapendo che identificarsi con un preciso e apparentemente delimitato territorio non è un discorso di lana caprina.
      Scardinare il CENTRALISMO, battersi contro la GLOBALIZZAZIONE, cambiare l’Europa delle nazioni in Europa dei popoli, significa avere una visione concreta delle cose che ci permetterebbe, poi, di proporre delle soluzioni valide adatte a rispondere alle nostre esigenze.
      Un “grande nord” fatto da “piccoli uomini”.
      Quegli stessi uomini che “fondarono”, “manipolarono” e “adeguarono” ai propri interessi un movimento chiamato “Lega” e che oggi si meravigliano della sua metamorfosi.

      Un popolo che deve giustificare la propria cultura e la propria religione a casa propria è un popolo che ha perso la propria identità, . . . è un popolo senza futuro.

      P.S. Se Vi interessa = http://www.liberacompagniadellealpi.com/

  3. Orazio says:

    E’ possibile avere il programma elettorale del partito…
    Se me lo potete inviare, ve ne sarei grato.
    Distintamente.

  4. Paolo says:

    Vent’anni fa la stessa cosa, poi si perdono per strada sopratutto quando si siedono alla prima poltrona utile che trovano per strada. Il cambiamento ci sarà ma verrà da un’altro continente. Ma noi non ci saremo!

  5. Padano says:

    Iscritto!

  6. Giorgio Milanta says:

    Il logo ricorda quello di AN.

  7. andrea launo says:

    Aderisco si torna alle origini!

    • Free Padania says:

      Ma di cosa parli? Alle origini di che? All’origine c’era l’indipendenza della Padania! Poveri noi.
      Leggi il commento di Colono Padano che ti schiarisci le idee.

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