Grande Nord lancia la sfida ai governatori del Nord

Schermata 2019-08-29 alle 16.20.02di Max Rigano – “Noi lanciamo una sfida ai governatori del Nord. Devono bloccare i trasferimenti, ma non lo faranno mai perché non hanno il coraggio”.
“Non hanno il coraggio che è nei fatti e nelle azioni e non nelle parole e quindi noi li incalzeremo comunque; procederemo in quella che è la nostra strada, che è molto chiara e che è emersa durante il comizio qui a Venezia.”
Cosi Roberto Bernardelli pochi minuti dopo aver concluso dal palco il suo intervento nel 23.mo anniversario della dichiarazione d’indipendenza della Padania voluta e realizzata da Bossi il 15 settembre 1996.
“Noi vogliamo garantire ai nostri giovani, e ai nostri anziani, e alle nostre aziende, e ai nostri operai un futuro migliore. Rispetto ad una a classe politica che, credetemi, ha una caratteristica comune, i partiti, i partiti sono come la mafia, i partiti sono omertosi. E ne avete avuto una dimostrazione in quello che è successo con la Lega. Savoini? Chi lo conosceva?? Un classico sistema omertoso e mafioso, perché i partiti di Roma sono coalizioni di mafiosi” – dice Roberto Bernardelli dal palco
Molto duro anche il Generale Antonio Papalardo del movimento Liberazione Italia. Lo Stato unitario deve morire – ha detto Pappalardo – proponendo tra l’altro la stampa di una nuova moneta in territorio umbro dov’è candidato Governatore. Se noi non iniziamo ad uccidere questo Stato unitario, non andremo nessuna parte. Noi, tre mesi fa con questi gillet arancioni abbiano fatto un discorso chiaro a Grande Nord: Se voi andate da soli pensando di diventare indipendenti, non andate da nessuna parte. C’abbiamo già noi nel 1943 e l’abbiamo presa in saccoccia.”
Un discorso particolarmente accalorato che dice molto anche della forza lavoro in Italia. E del futuro del nostro Paese.

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2 Comments

  1. Liberi Imprenditori Federalisti Europei says:

    Cosa volete Anarchia assembleare o dittaturo ?
    Noi abbiamo da molti anni un tiranno senza corona,al servizio della Partitocrazia imperante e oppressiva sia fiscalmente che burocraticamente e Voi cosa pensate di fare?
    Una diga fra il Nord e il Sud,realizzare un nuovo confine?
    Noi perseguiamo una strada diversa molto importante, un Federalismo solidale basato su regioni autonome,punto e basta!
    Ferruccio Bracci L I F E FEDERALE

  2. giancarlo RODEGHER says:

    Sono d’accordo in linea di principio. Infatti la solidarietà, la coesione, l’unità etc…et…et… sono diventate parole vuote nel senso che non si possono intendere come parole eterne!!!!!!!!
    I governatori oltre a trattenere i soldi del territorio, dovrebbero ” per solidarietà” … poter individuare essi stessi dove investire nel Sud Italia e poter controllare dove e come vengono spesi i nostri soldi.
    Se ciò fosse iniziato almeno 30 anni or sono adesso il Sud Italia starebbe meglio di come sta adesso.
    Il centralismo romano è il vero bubbone da cui derivano tutti i problemi.
    La burocrazia..( vedi mancate programmazioni nella scuola e nella sanità) intralcia tutto e tutti e crea problemi a non finire. Perché la sopportiamo ancora? Perché non viene snellita la macchina statale?
    Perché il Veneto non può trattenersi almeno il 50% del suo residuo fiscale e reinvestirlo sul proprio territorio? DOVE STA SCRITTO che dobbiamo farci derubare in questa maniera^!^!^??
    Le parole maggggiche quali solidarietà, coesione, unità nazionale etc… sono le parole che vengono usate per giustificare la continua depredazione del Nord a favore del Sud il quale con la classe politica che si ritrova non va da nessuna parte, nemmeno con i ” navigators ” che impiegheranno almeno 2 anni per diventare veramente operativi. Come fanno dei disoccupati se non vengono istruiti a dovere ad essere capaci ed in grado di trovare lavoro ad altri disoccupati ? E la riqualificazione professionale dei disoccupati o detentori della famoso reddito di cittadinanza chi la farà e chi riuscirà ad incrociare i dati e farli combaciare anche nei termini temporali giusti ??????
    Questo Stato di cose deve finire. Ha ragione il generale Pappalardo. Il debito pubblico continua ad aumentare, siamo già a 2.404 miliardi di euro…e non finirà mai, mai, continuarà ad aumentare.
    WSM

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