Grande coalizione Pd-Pdl, allo studio la legge elettorale “truffa”

di REDAZIONE

Per Berlusconi la partita è già chiusa in partenza: comunque vadano le elezioni, noi governeremo.
Bisogna solo studiare una “legge elettorale truffa” che possa garantire questo esito e stabilire i rapporti di forza tra i due grandi partiti: una Grande coalizione PD-PDL che permetta alla casta di restare aggrappata alle poltrone di governo.
Non è altro che l’adozione dello schema politico greco, dove il PASOK (centro-sinistra) e Nuova Democrazia (Centro-destra) si presentano alle elezioni divise, fingono di litigare su alcune questioni, ma poi tutti già sanno che governeranno assieme.
Così come infatti è successo appena due settimane fa.
Siamo all’ultima frontiera estrema del teatrino della politica, quella che i politologi definiscono la “cartellizzazione della politica”: in sostanza, il cartel party differisce dai precedenti tipi di partito sia per una maggiore interpenetrazione con lo Stato, sia per la diffusione di un modello di relazioni interpartitiche di tipo collusivo: più in generale, perché alla prospettiva delle relazioni tra partiti e società, caratteristica del partito di massa, sostituisce la prospettiva delle relazioni tra partiti e Stato. Katz e Mair ci dicono che la «cartellizzazione» favorisce la comparsa di un sistema partitico scarsamente competitivo, basato sulla «collusione e cooperazione tra competitori apparenti, e su accordi che richiedono il consenso e la cooperazione di tutti, o quasi tutti, i partecipanti rilevanti».
La riforma della legge elettorale serve appunto a disegnare i confini di questo sistema cartellizzato, in modo da emarginare il più possibile quelli che stanno fuori e favorire i partiti che stanno dentro. Ne vien fuori la discussione in corso in questi giorni tra gli sherpa del PD, PDL e UDC sul sistema cervellotico misto di 50% di collegi uninominali, con ripartizione provinciale, liste bloccate, preferenze triple e premio di maggioranza.
Notiamo l’ assenza dello scorporo, del recupero dei resti e della scheda a scomparsa, ma siamo sulla buona strada.
E intanto la disoccupazione giovanile è al 36,2%, record storico assoluto.

Fonte originale: isegretidellacasta.blogspot.it

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