Il governo gongola: “Gli italiani han pagato più tasse del 2011”

di REDAZIONE

L’Imu e le misure correttive varate dalla fine del 2011 sostengono le entrate. Nonostante ”una congiuntura fortemente negativa” nei primi sette mesi dell’anno lo Stato ha messo fieno in cascina: 232 miliardi di euro, il 4,7% in più di quanto incassato nello stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato che compensa anche il calo del gettito Iva (-1,5%, -880 milioni di euro), imposta maggiormente legata alla congiuntura economica.

E’ il ministero dell’Economia a rendere noti i dati ed è lo stesso Tesoro a far sapere che il regolamento per applicare l’Imu anche sui beni degli enti non commerciali, e dunque anche su quelli della Chiesa, è praticamente pronto, benchè ad oggi nessuno ne sappia nulla. ieri sarebbe stato inviato per il parere al Consiglio di Stato, e una documentazione sarebbe stata trasmessa anche a Bruxelles, e dunque ”si conferma che tutti gli adempimenti previsti per il 2013, segnatamente con riferimento al primo versamento Imu fissato per il 16 giugno, non subiranno alcun ritardo”, chiarisce il ministero dell’Economia.

Sempre in materia fiscale il governo ha oggi garantito alle parti sociali che non ci sarà un ulteriore aumento dell’Iva e che le risorse necessarie per non far scattare l’aumento verranno da tagli alla spesa. Sui blocchi di partenza anche la riforma fiscale: varata dal consiglio dei ministri ad aprile e ancora non esaminata dal Parlamento, potrebbe vedere il via dell’iter delle Camere a metà settembre. In ogni caso dovrebbe essere approvata dal Parlamento ”entro la fine dell’anno”, dice fiducioso il sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani. I decreti delegati arriveranno in un secondo tempo, e dunque nel 2013, ma in questo caso l’iter parlamentare è rapido, perché alle Commissioni sarà chiesto solo di esprimere il parere. La delega fiscale sarà solo l’ultima, in ordine di arrivo, tra le riforme già messe in campo e per le quali il governo si appresta a fare un attento e puntuale monitoraggio. Un lavoro, questo, che camminerà parallelamente con le nuove misure che il governo si appresta a varare nei prossimi mesi.

Il programma dei lavori è stato discusso ieri dal consiglio dei ministri. E’ atteso a breve il terzo decreto sulla crescita ma in autunno si focalizzerà l’attenzione soprattutto sui conti pubblici, a partire dalla revisione delle stime macroeconomiche, fino alla legge di stabilita’ attesa per meta’ ottobre. In questa sede potrebbe esserci una nuova stretta in termini di spending review e probabilmente un anticipo della delega fiscale per la parte relativa allo sfoltimento degli sconti. Da questo capitolo potrebbero arrivare un paio di miliardi di euro. Tornando alle entrate, Imu e imposta di bollo garantiscono una crescita; tengono anche le imposte dirette. Rallenta invece il gettito della lotta all’evasione. Il calo comunque era atteso per l’allentamento delle norme sulla riscossione, deciso nei mesi scorsi per andare incontro – sostiene il governo – ai contribuenti in difficoltà.

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2 Comments

  1. Klaus says:

    Io mi sono fermato. Stop. Da me questi infami non vedranno più nulla.

    Vogliamo spazzarli via?
    Fermiamoci tutti.

    Eh ma però…. tengo famiglia… e magari si potesse.. e bla bla bla.

    Fuori le palle. All in. Thread erased.

  2. Albert Nextein says:

    In valore assoluto si tratta di poco.
    E’ la tendenza che preoccupa.
    I sudditi impauriti pagano.
    Mi chiedo a quali livelli di degrado e disfacimento si debba arrivare affinché la gente apra gli occhi.
    Evidentemente c’è ancora risparmio privato da rubare.
    Non il mio,però.

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