Dittatori europei. Rajoy attende che magistratura denunci la Generalitat per il 9N

di REDAZIONEcatalrajoy

Il primo ministro Mariano Rajoy ha constatato che ciò che in Catalogna è accolto positivamente, ovvero la sua tolleranza nei confronti della consultazione alternativa, scatena invece una reazione contraria tra i suoi dirigenti, militanti ed esperti più conservatori, scrive “El Pais”. Il governo di Madrid ha ricevuto dure critiche interne proprio da quell’ala del suo partito, il Partito popolare (Pp), e da formazioni quali Unione, progresso e democrazia (Upyd) e Vox, che lo accusano di aver abbandonato le proprie funzioni dando il via libera al referendum. Il Pp, che ha guardato al referendum come a un successo politico di Artur Mas, si aspetta ora una reazione dal primo ministro. L’Esecutivo è in attesa di un’azione da parte dei pubblici ministeri, che dovrebbero presentare una denuncia contro i responsabili della Generalitat che hanno organizzato la consultazione indipendentista. Sul fronte dell’opposizione, il segretario generale del Partito socialista (Psoe), Pedro Sanchez, ha ribadito la sua offerta ai catalani per una riforma della Costituzione in senso federale.

In un’intervista, il leader dell’opposizione ha constatato che la società catalana e quella spagnola sono “più divise che mai”, aggiungendo che la “responsabilità” da parte dei politici è quella di “trovare soluzioni alternative all’indipendenza e alla stagnazione”. Quanto al piano di riforma federale del Psoe, Sanchez ha esortato Rajoy a sedersi al tavolo delle trattative per finalizzare l’iniziativa e ha dichiarato che, in ogni caso, l’atteggiamento dei socialisti spagnoli non è quello di “uniformare”, ma di “garantire l’uguaglianza di tutti gli spagnoli nel rispetto della diversità” cosa che, ha aggiunto, differenzia la sinistra dalla destra in Spagna.

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