Governo Letta, ecco le cose che dovrebbe fare di corsa

di STEFANO SALVI

E così finalmente oltre due mesi dalle elezioni abbiamo un governo. L’unico governo possibile. Da queste colonne, immediatamente dopo le elezioni avevamo scritto  “la ricreazione è finita”, ora dopo più di 60 giorni è veramente finita. Banali, pietose, assurde le reazioni di alcuni elettori dell’una e dell’altra fazione che, scandalizzati per l’abbraccio “mortale” tra i nemici storici degli ultimi vent’anni, non volendosi rassegnare alla necessità impellente di un accordo, hanno continuato e continuano a protestare facendoci credere che preferirebbero un’Italia allo sfascio, ingovernata, in balia dei mercati internazionali pur di vedere annientato il “nemico”.

Cosa più idiota non potrebbe essere pensata visto e considerato che alle nostre spalle c’è una voragine e che di fronte abbiamo una mandria di bisonti inferociti. Le soluzioni sono due: intestardirsi e fare ognuno per conto proprio e quindi buttarsi dal burrone o unirsi, organizzarsi e far fronte all’imminente pericolo che rapidamente si avvicina. Sembra chiaro a tutti che l’unica soluzione percorribile sia l’ultima e i partiti che fanno parte del nuovo governo si dovranno impegnare allo spasimo per evitare nei modi e nei contenuti di ledere la suscettibilità dei propri alleati con argomenti speciosi, pretestuosi che infiammerebbero gli animi più “caldi” ma che non porterebbero a nessun risultato concreto. Questo matrimonio è stato celebrato e fortemente voluto dal vescovo Napolitano contro la volontà di alcuni “testimoni” ma, una volta fatto i contraenti hanno l’obbligo di attuare quelle 4 o 5 riforme sostanziali che nell’arco di 18-24 mesi ci possano riportare ad una situazione meno drammatica, permettendoci di ritornare al voto e lasciare all’elettorato l’ultima parola.

Le cose più importanti che questo governo deve assolutamente fare sono:

– Una serie di provvedimenti che permettano alle imprese (che chiudono a ritmo di 1000 al giorno) di poter riprendere il ciclo produttivo, il che significa LAVORO. Questa è la vera emergenza, il LAVORO.

Piuttosto che pensare allo slittamento e alla restituzione dell’Imu sarebbe forse il caso di pensare di abolire l’Irap e defiscalizzare il più possibile le piccole e medie imprese che come tutti noi sappiamo sono la vera spina dorsale del Paese.

Solo attraverso una politica economica rivolta allo sviluppo di quest’ultime si potranno recuperare percentuali di occupazione, magari incentivando, con politiche fiscali adeguate, l’arrivo di capitali ed aziende straniere che abbiano interesse ad operare sul nostro territorio.

Nel Canton Ticino, ad esempio, a tutti quelli che vogliono iniziare un’attività imprenditoriale viene garantita la non tassabilità per i primi tre anni, dando agli imprenditori, che accettino di lavorare sul loro territorio, delle essenziali agevolazioni per quello che concerne la spesa per l’energia, per gli affitti, e soprattutto per il costo del lavoro.

Da Enrico Letta è lecito aspettarsi una proposta che vada in questa direzione perché lo slittamento dell’Imu potrà far contento Berlusconi, ma non risolve l’emergenza LAVORO.

Vorrei ricordare che nella Germania nazista in soli sei mesi fu affrontato brillantemente questo problema dando, con leggi speciali, un lavoro a centinaia di migliaia di tedeschi. Bene, se c’è riuscito un criminale come Hitler perché non dovrebbe riuscirci un governo di larghe intese come il nostro??

-Nuova legge elettorale, che permetta di non trovarci mai più in una situazione di stallo come questa, cioè con tre minoranze. La nuova legge elettorale (doppio turno alla francese) dovrà garantire la governabilità a Camera e Senato senza dover ricorrere a strani artifici o sotterfugi.

Prima verrà approvata la nuova legge elettorale, prima i cittadini si sentiranno ancora partecipi della “Cosa” pubblica, in caso contrario il rischio è un aumento a dismisura del partito del non voto.

– Serie e vere riforme sui costi della politica e sui costi della Amministrazione Pubblica. In tal senso dovranno essere attuati tagli nei confronti del costo della Camera, del costo del Senato, la vera abolizione delle Province, il ridimensionamento degli stipendi di quell’esercito di impiegati, commessi, barbieri, addetti all’interno del Parlamento che ricordiamo guadagnano in media 120-130mila euro all’anno.

L’abolizione tassativa dei rimborsi elettorali ai partiti, l’abolizione tassativa dei fondi pubblici dei gruppi Parlamentari dei Partiti, la ricontrattazione delle spese di affitto che noi paghiamo ai partiti  per gli uffici dei loro Parlamentari (35milioni di euro all’anno).

La vera e definitiva abolizione delle auto blu. Da questo giornale e ormai da sei anni in tutti i miei spettacoli teatrali, ho denunciato il reale costo delle auto blu in Italia.

Negli Stati Uniti d’America, territorio con un’estensione 10 volte superiore al nostro e con 300milioni di abitanti le auto blu sono 73mila.

Nel Regno Unito sono 64mila.

In Francia sono 58mila.

In Germania sono 54mila.

In Italia abbiamo 574MILA auto blu e ci costano 18MILIARDI, si avete letto bene, miliardi di euro all’anno.

Noi abbiamo 501mila auto blu in più degli Stati Uniti d’America….è l’unica cosa che abbiamo in più!

Se un vero governo riformatore si mettesse in testa di mettere immediatamente mano ad uno scempio, ad uno scandalo ad uno sperpero di tali dimensioni, la nostra vita pubblica e sociale ne trarrebbe enormi benefici.

Se per esempio ci allineassimo alla Francia, con 58mila auto blu, il tutto ci costerebbe all’incirca 2miliardi di euro, risparmiandone ben 16. Vi rendete conto cosa si potrebbe fare con 16 miliardi in più? 16 miliardi sono una finanziaria. Il fatto è che ogni anno noi paghiamo, a nostra insaputa, una finanziaria e nessuno ve lo ha mai detto.

– Esodati, con i 16miliardi risparmiati con le auto blu si potrebbe risolvere il problema degli esodati altro gravissimo scandalo di questo Stato che ha indotto alcuni dei suoi lavoratori ad andare in pensione promettendogli le dovute coperture economiche salvo rimangiarsi clamorosamente la parola dopo che questi erano rimasti a casa.

– Alienazione immobiliare del patrimonio dello Stato e cessione azionaria delle società a partecipazione statale attraverso la privatizzazione delle società pubbliche più appetibili, il tutto per un valore di 500miliardi di euro.

Pur rendendoci conto che la vendita immobiliare e azionaria non è cosa facile, rapida e semplice è assolutamente necessario che questo governo promulghi una legge che permetta in tempi rapidi e a costi di mercato l’acquisizione da parte dei privati di quanto sopra, incentivando gli stessi con la deburocratizzazione dello Stato che ormai si poggia sempre più su leggi borboniche. Se l’attuale Governo riuscirà a realizzare, almeno in parte, tutto quanto descritto sopra, riuscendo anche a mettere mano a 3-4 articoli della Costituzione potremo finalmente considerarci fuori dal tunnel e non voglio credere che ciò non possa accadere.

*In collaborazione con la rivista BergamoUP

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2 Comments

  1. Dan says:

    Tutto comincia dal taglio delle fonti di spreco dove guarda caso sono proprio i politici e le loro clientele a sguazzarci senza ritegno.
    Quei soldi lì, una volta recuperati, vanno girati a ridurre il costo del lavoro e l’imu.

    Stiamo pur certi che quei parassiti non rinunceranno ai soldi quindi ancora una volta finirà con un buco nell’acqua

  2. Arcadico says:

    Fino a quando Chi si dà da fare (produttore di valore aggiunto) verrà dipinto, descritto, classificato, presentato, tratteggiato come … sporco evasore(per un comodo e facile tornaconto elettorale) mentre l’utilizzo pubblico di ogni euro prodotto (dagli iva-peoples e dai loro collaboratori) … non sarà soggetto alla ‘fustigazione’ etica e morale del suo utilizzo … ben difficilmente … in questo Paese cambierà … ergòtt!!!

    Lotta dura … agli Sprechi & gli Sperperi di danaro pubblico (fatto nel privato)!

    Sapete quante risorse per la … creazione di pil positivo si potrebbero liberare???

    Immaginiamo, immaginate …

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