PERINO: MONTI DEI VALSUSINI NON HA CAPITO UNA MAZZA

di REDAZIONE

Il governo non promuoverà un referendum in val di Susa sulla Tav. Lo ha chiarito il sottosegratario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, intervistato da Maria Latella, su Sky tg24. Il progetto, ha affermato, «ha riconsiderato completamente il progetto, lo abbiamo riesaminato dal punto di vista giuridico, sociale e ambientale. Non ci sono punti oscuri. Abbiamo il dovere morale, politico e civico per non essere allontanati dall’Europa, da una credibilità che abbiamo riconquistato con estrema difficoltà». «Non credo che faremo un referendum su una vicenda cosi evidente e di importanza nazionale. È chiaro che il confronto con le istituzioni, a ogni livello, proseguirà. Forse – ha concluso – quello che noi dobbiamo migliorare è la comunicazione sull’importanza di questa opera, che è importante e prioritaria per la nostra economia».  «Non so se si è partiti con il piede sbagliato» sulla Tav, «ma abbiamo riconsiderato completamente il progetto, facendo ridisegnare tutti i passaggi e abbiamo anche fatto riesaminare dal ministero dell’Ambiente la valutazione di impatto ambientale e possiamo assicurare che non ci sono punti oscuri o vuoti in questa valutazione», ha premesso Catricalà, dopo aver sottolineato che in Francia il progetto è stato condiviso dai cittadini. «Noi abbiamo il dovere morale, politico e civico di portare avanti» il progetto della Tav, ha proseguito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, «per non essere allontanati dall’Europa e dalla credibilità che abbiamo riconquistato con estrema difficolta». Alla domanda se il governo possa, come suggerito da qualcuno, convocare un referendum sulla Tav, Catricalà ha risposto: «Credo che non faremo un referendum su una vicenda di così evidente importanza nazionale, ma è chiaro che continueremo il confronto con le istituzioni, continueremo a confrontarci e a convincerli. Forse quello che dobbiamo migliorare è solo la comunicazione sull’importanza di questa opera che per noi resta prioritaria per lo sviluppo dell’economia e per la credibilità della Nazione».

«Caro Monti dei valsusini non hai capito nulla: il popolo della Val di Susa è duro come dei martelli, anzi io dico duro come delle mazze». Lo ha detto Alberto Perino, leader dei No Tav da palco di Giaglione poco prima che partisse la passeggiata No Tav verso il cantiere della Torino-Lione. «Siamo qui – ha detto Perino – anche per dimostrare che la Valle è nostra: andremo nei nostri boschi. L’ordinanza prefettizia scadeva ieri – ha sottolineato – e oggi i new jersey che troveremo sulla strada sono illegali. Oggi non andremo a battagliare – ha precisato – andremo a ficcare il naso, a vedere cos’hanno combinato alla Valle. Sarà una giornata tranquilla – ha assicurato – ma torneremo a fare altre cose». «Noi nn ci facciamo spaventare». «Andremo in là tranquillamente, colorati e allegri dimostrando che popolo No Tav sa comportarsi bene». Il corteo è partito diretto verso la baita Clarea, che oggi si trova all’interno delle nuove recinzioni del cantiere.

Diverse centinaia di persone sono partite dal campo sportivo di Giaglione (Torino) per «una passeggiata» verso la baita Clarea, che oggi si trova all’interno delle nuove recinzioni del cantiere della Torino-Lione. Militanti provenienti dalla Valle e da Torino, famiglie, bambini, si sono incamminati con bandiere e fazzoletti No Tav al collo cantando e scandendo slogan per quella che assicurano sarà una gita «tranquilla». Il corteo è aperto da uno striscione: «Giu le mani dalla Val Susa».

Il corteo è arrivato a un new jersey posto dalle forze dell’ordine sul sentiero che porta verso l’area di cantiere e scandiscono slogan contro l’opera e a sostegno di Luca Abbà, il manifestante ricoverato dopo essere caduto da un traliccio su cui si era arrampicato lunedì per protesta. Alcuni di loro hanno simbolicamente tagliato con delle tronchesine il filo spinato davanti alla barriera. A presidiare lo sbarramento ci so alcuni uomini delle forze dell’ordine.

Sul posto c’è anche Turi Vaccaro, un pacifista molto conosciuto dal movimento, che a piedi scalzi, nel folto del bosco, ha compiuto una applauditissima passeggiata accanto allo schieramento di polizia.

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7 Comments

  1. luigi bandiera says:

    OCCHIO, mai DISTRARSI.
    ABBIAMO A CHE FARE CON BRIGANTI, RAPINATORI E MANTENUTI..!!!

    La TAV e’ come l’UNITA’ D’ITALIA. TALE QUALE. Dimostratemi il contrario..!

    La voleva (l’italia) e la vogliono (la tav) solo i pochi noti. I grandi gnam gnam…

    Sia l’itaglia e sia la tav non la volevano e la vuole la maggioranza. Direi nessuno.

    Ma noi non capiamo che tutto e’ di proprieta’, DI PROPRIETA’, dello stato… un astratto ma magnone PADRONE che DISPONE, e il bello e il kattivo tempo.

    ALTRO KE PARONI A KASA nostra..!!

    Siamo senza kasa da un bel pezzo..! CI HANNO DERUBATO PIAN PIANINO, o Dio bonino, e ce l’hanno messo per bene in tel rame o CU. Sti BUHAIOLI.

    Strano che nessuno, dei super sapiens, lo dica, lo segnali, si indigni e ecc. ecc. ecc…!!! Saranno della famigliuola..? Penso di si sebbene a pensar male si va all’INFERNO..!

    Dovrebbero essere i primi, a dircelo, per esempio i professori… o i colonnelli… CAMPA CAVALLO che i GNAM GNAM lo dicano al mondo.

    Il nostro mondo sta per SPROFONDARE E NOI LI’ A PENSARE AGLI ARTISTI… AI JOLLY DI KORTE..!!!

    Ho una sensazione: IL BARATRO A BREVE E’ MOLTO PRESENTE..!
    SOTTO I NOSTRI PIEDI C’E’ GIA’..!! BASTA UN NIENTE E’ GIU’ TUTTI PER TERRA o meglio NEL BARATRO..!

    Ma se avessi la paga dei super strapagati direi: ma chi se ne frega..!!!

    AN SALAM

  2. Dan says:

    Qualcuno che conosce da vicino il mondo notav e non solo attraverso giornali più o meno di regime, sarebbe così gentile da spiegare se tutta sta cosa del treno è in grado di portare dei vantaggi concreti e materiali ai valsusini in quanto tali e non solo in quanto italiani e quindi parte di un fumoso “interesse generale” ?
    Oggi proprio su un giornaletto di regime (la stampa) leggevo che a Lione sono tutti contenti della tav e non vedono l’ora che arrivi, ma grazie al cavolo ho pensato: loro saranno il punto di arrivo di infinite merci quindi otterranno un potente vantaggio economico e lavorativo da tutto questo, ma i valsusini oltre ad essere utilizzati come zerbino non mi sembra che avranno l’onore di ottenere qualcosa.

    • luigi bandiera says:

      L’unita’ si fa e si rende indivisibile anche con la ferrovia o comunque con certe opere. Pensiamoci al ponte sullo stretto…

      E l’europa unita no..??

      Ci stanno lavorando a ritmo serrato..!!

      E pagano sempre i PEONES…

      Amen

  3. dario catti says:

    Alberto Perino? Anche se non ha molti anni più di me, è un papà, per me, per noi…si muove, sorride, pensa, ragiona, indica, come anche mio papà sapeva fare.
    Lo ringrazio, anche da queste pagine di indipendenza.
    Dario Catti

  4. gian luigi lombari-cerri says:

    Padania libera a qualunque costo !

  5. Giacomo says:

    solita mentalità ausonica. Popolo schiavo, stato padrone sbracato, tracotante, impunito. Dobbiamo liberarci di loro per liberarci della loro mentalità, che ci ha già in parte contagiati, e che in parte ci arriva anche da nord ovest, dalla succursale italiana dello stato napoleonico.

    CITTADINI SOVRANI.

  6. luigi bandiera says:

    Non faranno il refernum perche’ perderebbe il governo. MIKA SCEMI I GOVERNANTI..!!

    …ed il popolo NON e’ mai stato sovrano e mai lo sara’ visto l’andazzo..!!

    Amen

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