Governati da un “manico” di politici preparati…

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRIpartiti soldi

Si parla tanto di “saper fare politica” e si dice (spesso sbagliando ) “il tale sì che è un politico “ e ancora “per fare politica ci vuole esperienza”. Scusatemi, ma io non ho ancora capito il significato, in Italia del concetto “saper fare politica”.

Vediamo le possibili interpretazioni.

Vuol dire?

-saper scrivere le Leggi.

Credo proprio di no, perché Leggi e Regolamenti vengono scritti dai burocrati e , perfino eventuali spiegazioni per superare determinate incertezze (preventive e consuntive) vengono date dai burocrati.

 

Vuol dire ?

-realizzare quello che desiderano i propri elettori?

No perché si sono premurati di scrivere, nella “Costituzione  più bella del mondo”, che il mandato parlamentare non è impegnativo e quindi possono promettere bianco e realizzare nero.

E quindi quello che riescono a fare è tutto di guadagnato.

Ebbe a dirmi, la buonanima di Giulio Andreotti, che : “il mandato parlamentare non è una cambiale che  vai a far scontare in banca…..”.

 

Vuol dire?

-patteggiare per realizzare almeno in parte il desiderio dei propri elettori ?

Manco per sogno perché tutte le varie manfrine, compreso quella finale per l’elezione del Presidente della Repubblica, salvo i politici , non hanno interessato nessuno degli elettori.

E poi, scusatemi, proprio in quest’ultima occasione abbiamo assistito a manovre di cui non si è capito il significato (o se ne è capito fin troppo).

La schiera dei candidati era nota, strameditata da tempo, scartata in massa dalla grande maggioranza del popolo.

E allora? Che avevano da meditare?

E poi le sceneggiate tipo “io voto così , ma tu intendi cosà…” con i tipici voti dati a Magalli (con  il massimo rispetto per Magalli il quale, per lo meno, è una persona seria)…

Quindi le trattative quasi certamente consistono in : “io do un voto a te se tu dai un posto a me”.

All’improvviso spunta fuori un vecchio arnese democristiano, vituperato per anni in egual misura dalla destra e dalla sinistra, autore soltanto, dopo una vita di meditazioni, di un sistema elettorale “il matTarellum” di cui tutti hanno detto peste e corna.

La soddisfazione del popolo è stata solo quella di non vedersi capitare tra capo e collo odiati personaggi come Prodi (dopo che ha fatto solo disastri partendo dall’IRI) ad Amato (specialista nel mettere le mani nelle tasche degli italiani) a Veltroni (pessimo sindaco di Roma, distruttore dell’Unità, autore del ritornello “me ne vado in Africa”), la Finocchiaro (che ha sempre considerato le scorte al livello di una fantesca).

Che significato ha avuto per tutti noi il pescaggio di Mattarella? Solo quello che ha cercato di far intendere al popolo il concetto:  “guarda ragazzo che ti poteva capitare di peggio“?

Perfino la frase di apertura del suo settennato : “penso ai guai degli italiani “ che poteva tenersela nei precordi poiché la risposta di ogni italiano è stata “già perché tu con tre stipendi i guai non sai neanche che cosa siano “.

Che conclusioni si devono trarre?

Semplici ! Che questo sistema, retto  esclusivamente da burocrati e da intrallazzi, serve solo a distruggere uno Stato, facendo guadagnare per dritto o per rovescio una “eletta” quanto ridotta schiera di personaggi.

Per inciso. Mi auguro che questo Stato vada totalmente r rapidamente all’aria questo sì per il bene del popolo.

A mio modesto avviso, dopo questa auspicabile rivoluzione sarebbe indispensabile varare, come punti cardine i seguenti (come aperitivo ):

-le cariche politiche, tutte, dovrebbero, senza eccezioni durare al massimo una o due legislature.

-gli eletti dovrebbero fungere quasi completamente da portaparola tra gruppi di VERI esperti operanti nelle Regioni e il governo, trasmettendo al Parlamento proposte di Legge totalmente regolamentate senza permettere che i burocrati emettano le cosiddette circolari esplicative che , spesso, spiegano così bene che il bianco è nero e viceversa.

A mio molto modesto avviso alcuni passaggi dovrebbero precedere la riorganizzazione totale.

-togliere ai parlamentari ogni  responsabilità decisionale riservandola solo ai gestori dei partiti

-obbligare tassativamente che, se un parlamentare cambia idea, smetta di fare il parlamentare

-trattare i guadagni dei parlamentari, agli effetti pensionistici, come le normali trattenute INPS

-varare una Legge Costituzionale che permetta i referendum  abrogativi anche per le Leggi Fiscali e di Politica estera con la precisa proibizione di produrre , successivamente, leggi che aggiustino il risultato del referendum.

 

 

Print Friendly

Articoli Collegati

Lascia un Commento