ECCO LE “GOOGLE MAPS” PER INDIPENDENTISTI

di ANDREA LUNARDON

Spettabile Indipendenza, vi propongo una novità per il sito: il planisfero politico online delle nazioni europee.

Penso che questa mappa possa essere ben accolta dai lettori del giornale. L’ho prodotta io negli ultimi 4 anni di ricerche su internet a tempo perso e i confini non sono dettagliati, però gli utenti possono partecipare semplicemente e migliorarla grazie alle funzionalità di google maps.

CLICCATE QUI PER ACCEDERE ALLA PRIMA PAGINA DELLA MAPPA DELLE VERE NAZIONI: http://maps.google.it/maps/ms?msid=203370595585390697087.0004ab699a246637bde51&msa=0&ll=42.147114,17.841797&spn=10.991938,23.269043

Per scoprire le altre nazioni, in basso a sinistra sotto il logo di Google, cliccate le pagine a seguire, la 2, poi la 3 e così, in modo da scoprire le altre mappature.

Buona visione.

 

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47 Comments

  1. David says:

    E CREDI CHE NOI ISTRIANI LASCEREMO TAGLIARE L’ISTRIA DI QUESTA MANIERA? NO GRAZIE SIAMO INDIPENDENTI !!! W L’ISTRIA SEMPRE UNITA !!!!!!!!!

  2. Gino says:

    Siamo tutti d’accordo credo che lo stato italiano non sarebbe dovuto nascere, e invece ci ritroviamo tutti insieme anche se tra di noi non abbiamo niente a che fare, specialmente come è ovvio tra nord e sud.
    Non sta scritto da nessuna parte che gli italiani del nord, ottenuta la libertà, debbano essere cittadini di uno stesso stato.
    Quando sarà il momento deciderà la gente con chi vuole stare assieme.
    Però in questi anni in cui c’è da lottare per non farci trascinare nel baratro dobbiamo essere tutti uniti per farla finita con l’Italia.
    Una volta raggiunto l’obiettivo, ripeto, si vedrà che aggregazioni nasceranno.
    Solo una cosa per il Tirolo: è un peccato che una terra così bella sia divisa in due, bisogna considerare che il Trentino è il vero Sud Tirolo e che molti tirolesi di lingua italiana se potessero decidere sceglierebbero di seguire i tirolesi tedeschi e ladini tornando con l’Austria.

  3. Sandi Stark says:

    “Se non ci fossero stati problemi difensivi, i montanari germanofoni e quelli latini non avrebbero mai deciso di creare uno stato comune…”

    contesto vivamente, si tratta di una speculazione intellettuale con gli strumenti nazionalistici creati appena a fine del 1700.

    Da che mondo è mondo, nelle valli alpine convivono gruppi linguistici diversi, valle a valle. E tutti conoscevano le lingue degli altri. Come cavolo facevano i montanari bellunesi e friulani ad andare a fare una stagione in Baviera ed una in Lombardia se non conoscevano le lingue?

    Come facevano i contrabbandieri ed i commercianti friulani, veneti, della Carniola, del Tirolo, della Carinzia, della Stiria, dell’Istria… a percorrere rotte di centinaia di chilometri attraverso valli e passi di altri popoli, senza conoscere le lingue, o almeno quanto bastava per sopravvivere e scambiare le merci?

    Come facevano i mercanti walser a passare le alpi, attraversare la Francia ed arrivare nei Paesi Bassi o in Inghilterra ed in Galles senza conoscere le lingue?

    Come potevano coesistere in Istria, 11-12 gruppi linguistici senza comunicare tra di loro?

    Solo i nobili conoscevano il latino, gli altri dovevano per forza di cose, conoscere le lingue quanto bastava per fare quei viaggi e commerciare con i vicini.

    • Scusa Sandi, ma io non ho mai scritto che tali soggetti e gruppi non conoscessero altre lingue oltre alla propria!

      Il mio ragionamento si centrava sul fatto che fino al 1945, durante tutta la storia dell’uomo, popoli di lingua differente si sono uniti politicamente insieme solo per motivi difensivi o per conquistare terre o mercati.

      Credo quindi che in un mondo di pace e diritti (obiettivo delle attuali leggi internazionali) i popoli di lingua differente non abbiano necessità di unificarsi politicamente visto che ogni tipo di scambio e rapporto migliora per entrambi se ognuno ha la propria indipendenza.

      Se oggi gli Svizzeri, gli Arpitani e i Lombardi non fossero uniti da 800 anni nella Svizzera e dovessero scegliere OGGI se costituire o no una unione tra loro, io credo proprio che ad ogni popolo converrebbe rimanere indipendente e che si punterebbe solo ad aumentare gli scambi e la collaborazione.

  4. Heinrich says:

    Mi spiace ma il commento di Sandi Stark è più che giusto e fondato, chi ha tracciato questa cartina ha commesso degli errori terrificanti, alcuni dei quali viziati da un errore di principio tipicamente “italiano”.
    Prima di fare queste cose dovreste farvi consigliare da uno storico professionista, ed in quanto tale vi posso dire che avete fatto delle castronate madornali.

    • Leonardo says:

      Ma non la volte proprio capire… NON HA VALENZA SCIENTIFICA QUESTA CARTINA!!! Continuate a dividervi sui particolari, l’ITAGLIA godrà un mondo nel tenerci tutti sotto il calcagno.

      • Sandi Stark says:

        “Dividervi sui particolari”? Subire un’altro etnocidio secondo te sono dei “particolari”? Assistere all’ennesimo imperialismo di importazione che pretende di imporci un’identità pensata a tavolino, sono dei “particolari”?

        Noi siamo arcistufi di vedere queste cartine geografiche, in alcune, la “Padania” arriverebbe fino ad oltre l’Isonzo.

        Smettetela voi di partorire confini di fantasia piuttosto, e proponete una Federazione Indipendentista, e caso mai, sulle nostre terre mettete due simboli con il punto di domanda: Territorio Libero di Trieste o Austria e scrivete che decideremo con un referendum, magari con quelli mancanti del 1918, del 1946 e del 1954.

        Perchè non vogliamo più saperne degli italiani, indifferente che siano del Nord o del Sud o dell’Ovest.

        • Sì proprio DURI! 🙂

          Sandi e Heinrich, sta cartina xe OPEN SOURCE, APERTA ALLE MODIFICHE DEGLI UTENTI SEMPRE E COMUNQUE.

          E’ uno strumento che serve solamente a DARE UN IDEA della realtà nazionale dell’europa GRAZIE ALL’AIUTO DI TUTTI QUELLI COME VOI CHE VORRANNO AIUTARE MODIFICANDOLO!

          Sta cartina no imporrà gnente a nesuno, no la xe e no la sarà mai na version definitiva, nesuni la dopararà par canbiarve la vita 🙂

          AIUTATE A MIGLIORARLA!

      • Heinrich says:

        Voi fate le cose fatte bene fin dall’inizio e nessuno si lamenterà, non vogliamo liberarci dall’oppressione di Roma per scambiarla con l’oppressione di Venezia, Milano o altri.
        O capite questo o noi continueremo per la nostra strada da soli, contro l’italia e contro di voi e chiunque altro voglia negare la nostra identità e sottometterci.

  5. Trieste sotto il veneto é un colonialismo al pari di quello italiano.

    Curioso, il fatto che pochi in italia (ed evidentemente in Veneto) sanno che il Territorio Libero di Trieste é ancora perfettamente in vigore, solamente amministrato (male, e illecitamente) dall’Italia.

    http://www.triestelibera.org

    PRINCIPALI AZIONI GIA’ AVVIATE PER IL RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI DEL TLT DA APPARTENTENTI AL MOVIMENTO TRIESTE LIBERA

    Denuncia alla Commissione Europea sulla devastazione ambientale della provincia di Trieste – zona A del Territorio Libero di Trieste, sulla violazione del regime di porto franco del Porto Libero di Trieste, e sulla violazione dei diritti fondamentali (diritti civili, cittadinanza), commessi dalle autorità italiane.
    Presentata l’11 luglio 2011 alla Commissione Europea da Roberto Giurastante socio fondatore di “Trieste Libera”. Il procedimento avviato dalla Commissione Europea è il: CHAP(2011)02184.

    Contestazione della sovranità italiana e sulla mancanza di giurisdizione su Trieste e sulla zona A del Territorio Libero di Trieste, presentata il 14 dicembre del 2011 al Tribunale di Trieste nel corso di processo pubblico da parte di Roberto Giurastante socio fondatore di “Trieste Libera”. Dopo il rigetto dell’eccezione senza motivazioni da parte del Tribunale di Trieste (giudice di primo grado e Corte d’appello) Giurastante ha impugnato i provvedimenti in Cassazione. Giurastante si è dichiarato davanti al giudice italiano “cittadino del Territorio Libero di Trieste” (primo caso).

    Contestazione e opposizione alla società Equitalia riscossore per conto dell’Italia delle tasse, imposte, crediti nella provincia di Trieste zona A del Territorio Libero di Trieste, presentata il 29 dicembre 2011 da Roberto Giurastante, socio fondatore di “Trieste Libera”. In base al trattato di pace del 1947 il Territorio Libero di Trieste è esentato dal pagamento del debito pubblico italiano.

    Petizione al Parlamento Europeo per denunciare che l’annessione del Territorio Libero di Trieste da parte dell’Italia costituisce violazione del Trattato UE. Nella petizione vengono evidenziate le violazioni dei diritti civili subite dai cittadini del TLT (a partire dalla privazione della loro cittadinanza). La petizione è stata presentata da Roberto Giurastante socio fondatore di “Trieste Libera”, il 31 dicembre 2011.

    Contestazione del difetto di giurisdizione italiana su Trieste e sul Territorio Libero zona A presentata il 2 gennaio 2012 dall’avvocato Livio Bernot di Gorizia davanti al giudice di pace di Trieste.

  6. Sandi Stark says:

    Non si persegue l’indipendenza usando i metodi imperialisti degli invasori. E non si tenta di “conquistare” terre e popoli sfruttando le aree di influenza linguistica.

    In questa delirante cartina si vede sparire il Tirolo italofono. Si tratta di una terra che ha una storia ed una cultura completamente diversa da quelle dei territori circostanti, dove ci sono oltre 22 compagnie schuetzen italofone fondate ultimamente, per riaffermare la propria storia e cultura. Si ricorda Andreas Hofer, non Garibaldi o Alberto da Giussano. Sono posti dove in ogni casa di abitanti originali c’è la foto di Franz Josef e quella del nonno in divisa da Kaiserjaeger.

    Si vede il “Grande Veneto” che mette le mani sui territori della Contea di Gorizia ed il resto del Litorale Austriaco. Venezia era la nemica storica di queste terre. Ci si ricorda ancora la sua dominazione e ci sono ancora modi di dire ed esclamazioni particolari, come “Orcotron” e “chi ga fato sto disastro, i veneziani?” Nel 1382 il LIbero Comune di Trieste chiese l’annessione all’Austria per proteggersi dalle angherie veneziane. Ne conseguirono quasi 6 secoli di prosperità. Sappiamo bene con chi allearci, e non certo con i concorrenti delle nostre vie commerciali.

    Si assiste al Grande Veneto che mette le zampe su Trieste, dove le influenze venete (o meglio padovane)della lingua parlata da una parte della popolazione, sono relative, circoscritte e non certo culturali, semmai frutto di scambi commerciali e derivanti dalla lingua franca dei commerci, che dopo il veneziano diventò il triestino.

    I nostri nonni parlavano un triestino che adoperava anche il 65% di parole di origine tedesca, slovena, greca, armena, francese eccetera. Se vi scrivo in triestino antico, non c’è un veneto in grado di comprendermi. La nostra lingua è una koinè di altre lingue, dopo l’etnocidio italiano e qualche tentativo slavo, dovremmo accettare il tentativo di penetrazione veneta con un nuovo etnocidio culturale ed identitario? Giammai.

    Per non parlare della colorazione “veneta” su una parte dell’Istria, territori che appartengono addirittura a due altre Repubbliche, LIBERI Stati facenti parte della UE.

    Il nazionalismo linguistico dovrebbe essere abolito. Il nazionalismo statale ha già usato questo strumento, vedi le follie di Isaia Ascoli ancora utilizzate ed in auge, come le parolacce “Venezia-Giulia”, “Venezia Tridentina” eccetera.

    Il nazionalismo linguistico è stato uno degli strumenti dell’imperialismo italiano, che a seconda dei casi rivendicava:

    – i confini naturali
    – le aree di passate dominazioni veneziane e romane
    – le aree di influenza linguistica

    Non si può imporre il concetto di nazione in base alle influenze linguistiche.

    Nelle zone miste ci sono tante identità personali e collettive, quante sono le lingue madri.

    In una stessa famiglia possono essere presenti diverse lingue madri e diverse identità.

    Esiste anche un’identità internazionale, cosmopolita, a-nazionale che rifiuta il nazionalismo linguistico.

    Il nazionalismo linguistico è un cancro che dovrebbe essere estirpato dall’umanità.

    Non è per niente vero che la lingua definisce la nazione. La definizione corretta di Nazione è “Insieme di persone che condividono lingua, storia, usi e costumi particolari e che ne sono coscienti”. Gli elementi di “nazione” sono quindi almeno quattro.

    Non è per niente vero che la Nazione debba coincidere con uno Stato o con una Regione o Provincia di riferimento con confini politici. Dio ce ne scampi, una parte dell’umanità non ha ancora imparato niente dalla Storia.

    Sarebbe l’ennesima ingiustizia per i popoli e per le minoranze.

    Il concetto di Europa dei Popoli che sta alla base della fondazione della UE e che proviene dall’evoluzione del pensiero asburgico e mitteleruopeo è completamente diverso da questo delirio etno linguistico.

    Le zone miste dovrebbero invece avere il multilinguismo scolastico e la parificazione tra le lingue.

    In questa cartina vengono assorbite diverse altre minoranze, ossia popolazioni con varie lingue madri di ceppo slavo e tedesco.

    Ci sono dentro dei territori colonizzati ed occupati illegalmente, come la Kanalthal, dove è già stato commesso il reato di etnocidio. Si vede la “friulanizzazione” dei carnici, popolo con storia diversa e con lingua di ceppo ladino, diversa dal friulano.

    Contesto fortemente questa visione nazionalista, imperialista e di destra, dell’indipendentismo veneto e lombardo.

    Non passerete, lotteremo fino all’ultimo. Per noi terre di confine, essere dominati politicamente e culturalmente da Roma, da Varese o da Venezia, è la stessa identica cosa.

    Siamo stufi ed arcistufi, che periodicamente arrivi qualcuno da fuori per dirci quale dovrebbe essere la nostra identità nazionale.

    Se c’è qualcosa che potremmo gradire, è di tornare a far parte di uno Stato sovrannazionale che rispetta tutte le minoranze, non ad un “qualcosa” che produce cartine geografice errate ed aberranti, immaginando un futuro Stato revanscista di confini, del dominio di terre e popoli ai quali dovrebbe essere affibbiato un nuovo etnocidio culturale e delle identità.

    Dovete continuare gli studi, avreste potuto frequentare i corsi estivi dell’università di Peks dove si sono riuniti i maggiori studiosi di multilinguismo del mondo, per studiare la mutlicuturalità della mitteleuropa nell’Impero Asbrugico e le sue evoluzioni. Cioè appunto l’Europa dei Popoli. Che è una cosa avulsa dalla forma mentis di chi anela all’indipendenza ma usa gli stessi strumenti di dominio cultutrale e di Kulturkampf tipiche dei regimi totalitari.

    Questo imperialismo culturale che contraddistingue gran parte dell’indipendentismo veneto, lo farà fallire. Nessuno Stato al mondo riconoscerà mai uno Stato che pretende di mettere le mani sui territori di 4 altri stati e che usa le stesse argomantazioni revansciste dell’Italietta del 1900, dell’Italia fascista e dell’Italia nazionalista post fascista.

    Nessuno ha il diritto di disegnare cartine geografiche a tavolino senza andare dai popoli e dalle persone che stanno sotto quelle colorazioni e chiedere loro se per caso hanno un’identità nazionale, se ne hanno una sola o se ne hanno diverse e quali sarebbero. Per non dire, di chiedere loro a quale eventuale evoluzione statale futura, vorrebbero far parte.

    L’imperialismo ed il nazionalismo sono finiti, combatteremo i loro rigurgiti in qualsiasi forma si manifesteranno.

    Un triestino multilingue, multiculturale, cosmopolita.

    • Leonardo says:

      Non la metta giù così dura, non è un’imposizione è un progetto che una persona ha lanciato, tutto da discutere… 🙂

      • Sandi Stark says:

        Presa singolarmente è una cosa a se stante. Se messa assieme a tante altre cartine che proliferano su Internet e la chiara rivendicazione dell’Istria “Veneta”, della “Dalmazia”, di “Perasto” e delle Isole greche, ed in certi casi anche all’occupazione del Friuli (ex confini della Serenissima) è invece sintomo di una pericolosissima deriva revanscista e di destra.

        Ma dimostra secondo me, che i figli d’Italia che anelano all’indipendenza, pensano sempre come mamma gli ha insegnato. Salvo le solite rarissime eccezioni.

  7. Ah vorrei far notare a tutti che i confini linguistici dei popoli “italici” non confinano quasi mai con i confini delle regioni dello stato italiano……

    ….come se le regioni fossero state create appositamente per non seguire questo confine linguistico……

    Fa tutto parte del piano “fare gli italiani”….che però dal punto di vista de diritto internazionale si chiama “etnocidio tramite assimilazione forzata”

  8. valter bay says:

    ottimo lavoro…ma manca la Lunezia…la mitica regione Apuana che fu sancita, ma “sospesa” nel ’47. trattasi delle province di La Spezia, Massa Carrara, Garfagnana di Lucca, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Mantova, Cremonese e Casalasco di Cremona…cfr http://www.lunezia.com
    ciao
    grazie
    vb

    • Mi ero informato su questa storia della Lunezia, ma non ho trovato alcuna motivazione storico-linguistica per separarla dall’emilia. Credo esista un popolo emiliano ma non un popolo luneziano né un popolo padano 🙂

    • Sandrone says:

      Lascia perdere…la Lunezia è un invenzione anni 50′ di qualche ” bagolone” parmigiano che sognava di riproporre il Ducato di Parma e di dargli uno sbocco al mare…

      Figurati se Reggio Emilia ( che già è storica rivale di Parma) oppure Mantova e Piacenza lascerebbero regioni ricche e ben amministrate per mettersi assieme a quei morti di fame di massesi e spezzini…

  9. Piantel says:

    Le città “venete” di Lombardia sono Bergamo, Brescia e Crema, non Cremona.

  10. Leonardo says:

    Cari lettori, vorrei solo fare una raccomandazione: questa cartina, di cui Lunardon è l’ideatore, deve servire come spunto per dibattere, costruire insieme, ragionare e unire le forze degli indipendentisti. Non per litigare e dividersi, come vorrebbe ogni nemico dell’INDIPENDENTISMO.

    • viarisio says:

      In puna di piedi osservo che ha ragione Leonardo sul fatto che dibattiti di questo tipo rischiano di creare insanabili divisione…teoriche. Tuttavia c’è da osservare quante persone si sono butttae a commentare questa cosa, tantissimew in pochissimo tempo. L’interesse della materia è grande, quindi. Ma signori siamo alla teroria, prima occorre radunare le forze per il bene comune sennò si fa come la Lega, nata stalinista per dividere e governare gli indipendentisti sciocchi, particolaristi e rissosi….Cerchiamo di avere prima una visione sovranazinale e poi discuteremo dei dettagli…..

      • Leonardo says:

        La prima visione da avere è rendersi indipendenti dall’Italia unendo le forze, POI SI DISCUTE IL RESTO, particolari compresi. Grazie Varisio.

        • viarisio says:

          Viarisio…grazie a voi.

        • Grazie Viarisio e Leonardo,

          come avete sottolineato anche voi l’interesse è grande e sono certo che le discussioni che possono scaturire ci aiuteranno a conoscere meglio i nostri popoli.

          Ricordo che è possibile collaborare alla modifica della mappa conil pulsante “Collabora” in alto a sinistra della pagina della mappa.

          Grazie a tutti per l’interesse e per elogi e improperi che vorrete rivolgermi!

          W San Marco 🙂

  11. @le says:

    E’ da apprezzare l’intento, ma questan cartina è inesatta, analizzando solo la parte della penisola italiana:

    – la Lombardia propriamente detta comprende anche “l’Emilia” (creazione italiana, in quanto prima dell’annessione al Piemonte non esisteva nessuna entità emiliana, basti pensare a Reggio Emilia che si chiamava Reggio di Lombardia). Bene il resto delle altre nazioni del gruppo gallo”italico”.

    – l’Italia vera e propria è ben piu grande e va dalla Toscana (il vero Nord italia) fino al meridione, alcuni considerano invece il Salento e la Calabria nell’orbita siciliana.

    • Grazie @le per l’intervento.

      Io mi sono basato in primis sulle lingue riconosciute dall’unesco per creare questa mappa, e quindi sono certo dell’esistenza di una lingua emiliana e di una lingua toscana.

      Il grande problema identitario nasce nei territori dell’ex stato pontificio, dove le identità prima differenti di Latini, Umbri, Sabini, Marchigiani nei secoli si sono affievolite sempre piu.

      Stesso discorso per i territori dell’ex regno borbonico: a parte la sicilia, le uniche identità ancora riconoscibili sono quella calabrese e quella salentina (“vocalità siciliana” è un sistema per dire che questi dialetti-lingue sono un po’ piu differenti del bareseal napolitano). L’influenza linguistica napolitana nei secoli ha affievolito le identità proprie degli abruzzi, puglie, lucania, ciociaria.

      Noi al “nord” abbiamo confini fisici naturali più marcati…dovremmo riconoscerci facilmente per quello che siamo e rispettarci in quanto tali invece di parlare di padanie varie………..

  12. Giacomo says:

    Autodeterminazione dei Popoli. Punto e basta. Non può essere la storia per quanto millenaria a dettare il futuro. Lo so che è dura da accettare, ma è così, grazie a Dio. “ci sono molti indipendentisti veneti che sostengono la “veneticità” delle terre a est dell’Adda….”. Tough luck. A decidere devono essere le popolazioni della Lombardia orientale, non gli indipendentisti veneti…

    • Giacomo says:

      Loro e soltanto loro, a maggioranza, dal basso. Senza pressioni da nessun punto cardinale. Se no iniziamo davvero col piede sbagliato.

    • sciadurel says:

      condivido tutto … decidono le popolazioni

    • Ragazzi, è ovvio che lo decideranno le popolazioni!

      Ma se vogliamo che scelgano in modo consapevole, noi per primi dobbiamo esserci fatti un idea no?…siamo qui per discutere….ognuno di noi ha una sua propria cartina del mondo….la mia è questa. Questo è il territorio che credo spetti al mio popolo. 🙂

      Tanto per cominciare, padanie non ce ne sono, e quella bossi non l’ha fatta votare ai cittadini prima di urlarne al mondo l’indipendenza….. 🙂

  13. Alessio Bevilacqua says:

    Tutto bello… Peccato solo che la Lombardia, così come inteso normalmente, non sia mai storicamente esistita. Ci si scorda sempre di una piccola patria con una grande storia: l’Insubria.

    • Marc says:

      be, che la Lombardia non sia mai esistita non è affatto vero. I testi che – a partire dal medio evo – parlano di persone “lombarde” e di “lingua lombarda” sono molti, e non si possono ignorare, così come il cognome “Lombardo/i”.
      Certo che se per “come inteso normalmente” ti riferisci alla Regione Lombardia allora è una verità lapalissiana.

      • @le says:

        Esattamente, la Lombardia esiste sia dal punto di vista etnolinguistico (la lingua lombarda e la comuna radice gallica e longobarda) e culturale (la civiltà comunale lombarda: dal Ticino a Bologna).

        L’Insubria esiste certamente, ma non è altro che una parte di Lombardia occidentale.

    • La lingua lombarda si parla in Insubria ed in Orobia. La storia di queste due anime è sempre stata divisa: le città di Bergamo e Brescia sono entrate a far parte dello stato veneto nello stesso periodo di padova e treviso e si sono trovate benissimo rispetto a Milano…

      Però se potessimo finalmente riunire ogni popolo in un suo stato, crediche l’Insubria dovrebbe stare divisa dall’Orobia? Bergamo, Brescia e Cremona dovrebbero essere uno stato a se? O sono venete?

      Personalmente credo che le due lombardie debbano essere unite, ma ci sono molti indipendentisti veneti che sostengono la “veneticità” delle terre a sinistra dell’Adda….

      • @le says:

        La “veneticità” lombarda orientale viene sostenuta sulla base di che cosa? Lingua? Cultura? Comune ereditarietà antica magari celtica?

        • Personalmente, sono certo del fatto che bergamo, brescia e crema siano lombarde.

          I molti venetisti che sostengono il contrario offrono le seguenti motivazioni (tra parentesi le mie obiezioni):
          1-bergamo e brescia sono entrate a far parte della serenissima negli stessi anni in cui entravano padova e treviso (non tutte le città parte della serenissima erano venete, e con il tempo la lingua veneta non è mai stata imposta a nessun livello)
          2-bergamo e brescia hanno sempre dimostrato lealtà alla serenissima (come molte altre città, visto che potevano mantenere i propri statuti, i propri amministratori e la propria lingua)
          3-le terre orobiche erano venete prima dell’arrivo dei celti, oltre che durante la serenissima (probabile, ma le culture celtica e venetica ora sono solo un sostrato delle culture attuali. attualmente quelle terre sono di lingua lombarda)

      • Marco says:

        Da bresciano che conosce il popolo veneto e abita quasi sul confine con la provincia di Verona devo dire che è ridicolo affermare che i bresciani o i bergamaschi siano “veneti”.

  14. m says:

    Beh direi che Liguria e Piemont non siano Lombardia!
    Ed i romagnoli non sono Emiliano-Lombardi!

    • Liguria, Piemont, Emilia, Rumagna e Lombardia sono stati differenti, hanno lo stesso colore perchè hanno tutte una lingua gallo-italica!

      • valter bay says:

        non si tratta di “gallo italica”, ma di “gallo-celtica”…la linea fonetica Seravezza-Senigallia (linea frastagliata che ricorda vagamente la linea Gotica) fa da spartiacque tra le parlate di influenza fonetica “Gallo-Celtica” e quelle di influenza “neolatina”…per italico si intende il territorio a sud di detta linea fonetica..ciao
        grazie
        vb

        • Ciao valter, mi sembra tu abbia un po di confusione riguardo i termini:

          “gallo-celtico” non significa nulla, perchè i galli ERANO celti!

          Per “neo-latine” si intendono tutte le lingue che si sono sviluppate dal latino, A PRESCINDERE dal sostrato. Sono neolatine il lombardo, rumeno, portoghese, siciliano…..

          Per “gallo-italiche” si intendono le parlate neolatine con sostrato celtico che si trovano al di qua dell’arco alpino. So che geograficamente “italico” puo voler dire molte cose, in questo caso linguistico significa dall’arco alpino.

          La linea fonetica (e non solo) Seravezza-Senigallia esiste praticamente da prima dei romani: al tempo divideva i celti dagli altri popoli italici, ora, invece, anche 🙂

  15. Giacomo says:

    Le mappe le devono produrre i popoli sovrani, dal basso.

    • Giacomo says:

      Prova a far vedere quella mappa a uno Svizzero, e senti che cose carine che ti dice. No ai nazionalismi. Autodeterminazione dei popoli.

      • La Svizzera è una confederazione DIFENSIVA di popoli diversi che ad oggi mantengono le loro culture e lingue differenti.

        La loro organizzazione ha portato tranquillità e prosperità a tutti per centinaia di anni, ma questo non significa che gli svizzeri siano una “nazione o popolo” nel senso culturale!

        Certamente i cittadini svizzeri (germanofoni o francofoni) non fanno fatica ad identificarsi in un “popolo svizzero” comune visto che il lloro stato esiste da 700 anni…ciò non toglie che per “svizzero” si intende culturalmente un “parlante lingua svizzera”, e la lingua svizzera è solo quella dei germanofoni…

        Quando esisterà un europa dei popoli, anche la svizzera odierna potrebbe cambiare e lasciar posto agli stati Arpitaine (franco-provenzale), Grishun (romancio) e Switzerland (svizzero).

        • Giacomo says:

          La Svizzera è nazione per propria scelta dal 1291. Ahi ahi, Lunardon…

        • sciadurel says:

          ma cosa stai dicendo … la fortuna della Svizzera è proprio quella di essere unita nella diversità dei vari popoli (che la compongono e che restano sempre sovrani) e di non aver partecipato allo scempio dei nazionalismi ottocenteschi che hanno provocato solo cataste di morti

          • Giacomo, la Svizzera è una CONFEDERAZIONE per propria scelta dal 1291.
            Se oggi vogliono considerarsi una nazione pur parlando lingue differenti hanno tutte le carte in regola per farlo, ma io credo che nel momento in cui l’intera europa si rimodella in base al diritto dei popoli (e la linguà è sempre il primo fattore da guardare per riconoscere un popolo) credo che anche i popoli che fanno parte della svizzera attuale vorranno ripensare la loro posizione.

            Sciadurel, sono pienamente d’accordo con te! La svizzera è uno dei pochi luoghi al mondo dove c’è stata civiltà nell’ultimo mezzo millennio. Ciò non toglie che la svizzera è una struttura nata nel 1291 in funzione difensiva…..Se non ci fossero stati problemi difensivi, i montanari germanofoni e quelli latini non avrebbero mai deciso di creare uno stato comune. capisci cosa voglio dire?

            Nel 2012 in teoria la svizzera non deve temere attacchi dai paesi vicini……per ora rimane unita vista la sua lucrosissima posizione sullo scacchiere mondiale…..ma in futuro chissà!

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