Gli strumenti dell’indipendenza e della libertà, prima che sia tardi

di PAOLO L. BERNARDINI

Dal mio osservatorio dell’Asia Centrale, sono da un lato costernato, dall’altro sollevato nel vedere che costruzioni del tutto artificiali, come l’Ucraina, stanno andando a pezzi, complice quella costruzione immensamente e sterilmente artificiale che e’ l’Unione Europea (assai piu’ artificiale, a mio modo di vedere, e altrettanto liberticida della Federazione Russa).  Sono lieto di sapere che la Lega ha raccolto 100.000 firme, che Indipendenza Veneta procede, che Plebiscito2013 sta per far votare elettronicamente milioni di veneti. che Color44 e Diritto di Voto spingono sull’acceleratore. Sono tutte, escludendo la disgrazia del sangue ucraino, belle notizie.

Eppure, vorrei sottolineare ancora una volta una cosa. Occorre, prima possibile, che tutti coloro a cui sta a cuore il futuro del Veneto e della Lombardia, approntino un “libro bianco” particolareggiato di come sara’ questo futuro, sul modello (come dimensioni) di quello scozzese, oltre 600 pagine la versione completa, 48 la versione breve, che andrebbe quanto prima tradotta in italiano. Ed invito i bravi traduttori de “L’indipendenza” a farlo quanto prima. Non sempre anglica leguntur.

Nel mio piccolo, entro il 31 marzo avra’ pronta una costituzione in 240 articoli divisi in diversi paragrafi, che si ispira molto a quella svizzera, ma non solo a quella. Ricordiamoci le miriadi di progetti costituzionali dell’epoca napoleonica. Siamo in eta’ napoleonica novella, nel 1797, quando viene lanciato, in Lombardia, il celebre concorso “Quale dei governi liberi meglio convenga all’Italia”, giudice nientemeno che Pietro Verri, ormai anziano. Ora, vennero fuori progetti tutti interessantissimi, mi piace ricordare quello di un bellunese morto nell’assedio di Genova, la mia citta’, nel 1800, Giuseppe Fantuzzi, che non vinse, ma ebbe gli onori della stampa: Discorso filosofico-politico sopra il quesito proposto dall’amministrazione generale della Lombardia quale dei governi liberi meglio convenga alla felicità dell’Italia, presentato all’amministrazione li 15. dicembre 1796, Milano, Veladini, anno I della libertà italiana [1797]. Era un progetto di Italia federata, ovviamente mai realizzato, dal 1797, ad oggi.

Ora, la Regione Veneto o la Regione Lombardia o quella sarda o qualcuno dovrebbe indire un concorso simile, senza aspettare che arrivi un Napoleone a metter loro il fuoco al culo (mi si perdoni il francesismo). Non basta ribadire il principio di autodeterminazione dei popoli, che e’ come ribadire quello di autodeterminazione (ovvero di liberta’) degli individui. Qualcuno a favore della schiavitu’? Bene la premessa, abbiamo il diritto di autodeterminarci. E come lo facciano? Dubito che i partecipanti, eccellenti, al concorso del 1797 siano menti superiori a quelle che si possono trovare qui ed ora, con rispetto parlando.

Miglio lo fece. Quanti altri dopo di lui? Occorre entrare in una dimensione di progettualita’ articolata, e sostanziale. Che l’indipendenza sia l’unica via ormai e’ accertato. Mi spiace che anche questo giornale dedichi troppo spazio alle vicende italiane, sembrano quelle famiglie in cui tutti sono d’accordo che il nonno pedofilo deve smetterla di abusare del nipotino, e che magari dovrebbe essere garbatamente curato con una dose di cianuro, il miglior strumento rieducativo, ma poi a tavola continuano a parlare appunto del nonnetto, che ha fatto questo e quest’altro, ha fatto merenda con questo e quest’altro amicone, nella speranza magari di trovare qualcosa di buono anche in lui. Della santa semplicita’ sono piene le fosse, e se non sono del tutto piene lo spazio che ancora hanno e’ tutto e solo per noi.

Ribadisco, io sto scrivendo, con grande riluttanza, ma animato dalla volonta’ di passare all’azione, una costituzione per il Veneto tutto sommato applicabile anche a Lombardia e Sardegna. Non ne vedo molte altre in giro, ma mi pare che qualcuno ne abbia proposte. Diamoci da fare. I giuristi non mancano? Cosa fanno? Uno storico non dovrebbe scrivere una Costituzione, anche se tra i 75 Costituenti italiani c’erano molti letterati.

In ultimo, una anticipazione. Prevedo un Veneto con una totale sovranita’ monetaria, privo di banca centrale, e con un sistema di convertibilita’ aurea. Ma come si fa a scrivere una Costituzione per uno Stato, se proprio dobbiamo omaggiare questi vecchi riti, se proprio non ne possiamo fare a meno, prevedendo la rinuncia alla propria sovranita’ monetaria. Sarebbe come mettere al mondo un bimbo senza arti, guarda, bambino mio, le mani te le fornisce un altro, da ora e per sempre. Le creature, anche quelle abominevoli che si chiamano “stati” vanno progettate complete e indipendenti, in tutto e per tutto. Se no che progetto si fa? Inoltre, se si batte cosi’ tanto sull’autodeterminazione, si puo’ poi veramente concepire un Veneto nell’Eurozona? Ma anche soltanto in Schengen, mirabile zona di libero commercio di ispirazione protezionistica e non autenticamente liberistica, sulla cui coscienza gravano, e’ bene dirlo subito, anche i morti e gli affamati ucraini?

Nella speranza di non esser lasciato solo in questa progettualità, vi saluto e mi rimetto al lavoro.

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28 Comments

  1. Carlo De Paoli says:

    Gentile professore Bernardini,

    come non essere d’accordo con il suo scritto specie la dove auspica la fuoriuscita dall’€uro fonte dei guai e della recessione dell’Italia e di altri Stati del Continente.
    Infatti Lei suggerisce:
    – “Prevedo un Veneto con una totale sovranità monetaria, privo di banca centrale, e con un sistema di convertibilità aurea” – .
    Ma poi io mi chiedo: “Privo di banca centrale; ma la moneta dello Stato chi la produrrà?”.
    “I privati, immagino mi dirà, ma, privati come quelli che già ce la forniscono?, e dov’è la novità: come si sono dimostrati avidi e famelici costoro sicuramente lo saranno i prossimi.
    Il fatto che si possano non chiamare Rothschild, Goldman & Saks, Morgan & Stanley, Montgomery, o altri, “usurai”, tutti, della medesima “razza” che garanzia si può avere della loro onestà?:
    “Il valore del denaro stampato in realtà dovrebbe venire attribuito direttamente alla collettività senza alcuna voce di debito (”Euroschiavi“, di Antonio Miclavez e Marco Della Luna, Macroedizioni) mentre la sua produzione avrebbe dovuto essere stata rigidamente vincolata alla effettiva copertura di beni reali quali forza lavoro e risorse. In tal modo la tecnica del signoraggio potrebbe essere finalmente sfruttata dallo stato esclusivamente per perseguire scopi pubblici e sociali a tutto vantaggio delle nazioni”.

    E ancora, pensiero attribuito ad un Rothschild:

    “Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo fare spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un’azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo.”

    “Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti. Essi hanno già messo in piedi un’aristocrazia facoltosa che ha attaccato il Governo con disprezzo. Il potere di emissione deve essere tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente.”
    Thomas Jefferson

    “datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi”
    Mayer Amschel Rothschild (attualmente la sua discendenza controlla la FED)
    The Jewish Encyclopedia Volume X, 1905 (P. 494)

    “La storia testimonia che i cambiavalute hanno usato ogni sorta di inganno, macchinazione, frode e violenza possibile al fine di mantenere il controllo sui governi per gestire il denaro e la sua emissione.”
    Il Presidente USA James Madison (Port Comway, 16 marzo 1751 – Port Comway, 28 giugno 1836)

    Citazioni tratte da:

    http://www.altrainformazione.it/wp/la-fonte-del-potere-2/

    Se queste notizie tratte da Altra Informazione sono vere allora ai Presidenti: Lincoln e J.F. Kennedy, vittime dei banchieri, bisogna aggiungere:

    http://www.altrainformazione.it/wp/la-fonte-del-potere-2/signoraggio-la-linfa-vitale-dei-poteri-forti/hitler-imito-il-sistema-monetario-di-lincoln/

  2. Jhonny says:

    C’è un detto che recita ” chi sa fa e chi non sa insegna”.
    Non ho dubbi che il prof. Bernardini appartenga alla prima categoria mentre alcuni di quelli che commentano appartengono, a mio avviso, alla seconda.
    Io ringrazio il Professore per il lavoro che sta facendo e credo che ogni Veneto lo dovrebbe fare.

  3. Max dall'Emilia says:

    ..E’ ORA DI CORRERE….. PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI..
    CI STANNO FACENDO FALLIRE UNO AD UNO..
    ..
    ACCHIAPPIAMO L’INDIPENDENZA DALL’ITALIA.. SUBITO!
    ogni regione si autogovernerà..
    RICONQUISTIAMO quello che hanno costruito i nostri genitori ed i nostri avi..
    .. Via da roma subito!
    ..
    SOSTENIAMO I CUGINI VENETI che per primi si STANNO MUOVENDO!

  4. nik says:

    Professore, non se la prenda, gente che scrive in un veneto così fantasioso come il signor Pento potrebbe essere anche kazaco… purtroppo di troll è pieno il mondo.
    E tra i commentatori di questa testata ce ne sono diversi…

  5. Allora, per chiarire: io sto scrivendo un progetto di Costituzione, non ambisco a che questa diventi quella ufficiale del Veneto libero. Lo faccio perche’, come il Dr. Trentin ha capito bene, e lo ringrazio, anche altri lo stanno facendo (per fortuna) e potrebbero porsi delle svolte rapide della Storia (il collasso totale italiano, ma non lo vedete che e’ gia’ in atto, che la soluzione finale dell’Italia e’ in corso?) per cui e’ meglio avere zattere di salvataggio provviste di tutto. Lo faccio senza che me l’abbia chiesto nessuno, che non sia la mia coscienza. Lo faccio mentre sono ospite di un’universita’ straniera e forse vorrebbero che mi dedicassi piu’ ad essa…Lo faccio mentre continuo a seguire i miei laureandi e dottorandi in Italia, mentre sto scrivendo due libri, e ne sto curando tre, e mi aspetterei solo un pochino di rispetto. Potrei anche passare i weekend a girare per il Kazakhstan in buona compagnia no? Potrai anche mettermi in pensione, no? O rimanere qui per sempre.
    Per cui sarei lieto di ricevere critiche costruttive. Se ho frainteso l’ironia del bel veneto del signor Pento, mi dispiace. Saluti cari.
    Paolo

    • caterina says:

      no, Professore, non si lasci abbattere…c’è gente che vive di presunzione e chiacchiere… continui a lavorare per noi, anche da lontano La sentiamo come sempre vicino, e contiamo sull’apporto della Sua intelligenza, della Sua vastissima cultura e soprattutto della Sua grande sensibilità!

  6. Noi abbiamo il dirito di scegliere chi ci guidi!

    http://www.lindipendenzanuova.com/wp-content/uploads/2012/03/FILOSOFIA-LIBERTA-300×192.jpg

    Sta kì lè na granda ensemensa!
    Naltri a ghemo el dirito de gowarnarse e no de farse goernar.
    Coeli ke vol goernar el prosimo li ga da esar ciapà a scarpà entel cul!

  7. Paolo says:

    Le costituzioni le scrive un’assemblea costituente i cui deputati devono essere eletti dal popolo. Una volta steso il testo della carta costituzionale esso va sottoposto ad approvazione da parte dei cittadini.
    Mi sembra che i giacobini del ’97 non siano un buon esempio da seguire. Quelli, privi di qualsiasi consenso da parte delle popolazioni, lo Stato veneto l’hanno distrutto.

    • caterina says:

      si discutono in un’assemblea, ma prima qualcuno, o più di uno, capace, deve essersi applicato a pensare ed organizzare i principi fondanti ed esprimerli in un testo che diventi la base e la traccia di approfondimento e discussione… è il necessario punto di partenza…il punto di arrivo sarà l’approvazione del popolo.
      E comunque fondamentale sarà anche che si preveda una periodica revisione, perchè col tempo non diventi un totem paralizzante ed anacronistico.

  8. Sbiro de Campagna says:

    L’adattamento del diritto internazionale e le competenze delle regioni

    Il problema delle regioni sorge quando il diritto internazionale tocca le materie che la Costituzione riserva alla competenza regionale. Si ritiene che ad immettere il diritto internazionale nel nostro ordinamento sia il potere centrale. Tuttavia questo comporta dei problemi, visto che la Costituzione riserva determinate materie alla competenza esclusiva delle regioni con conseguente impossibilità di interferenza da parte dell’ordinamento centrale.
    Innanzitutto si può dire che, in linea di principio, se la legge regionale è in contrasto con una norma del diritto internazionale di qualsiasi tipo, vincolante per il nostro ordinamento, è costituzionalmente illegittima. Le regioni, pur essendo dotate di una sorta di autonomia, non sono soggetti del diritto internazionale, perché è sempre lo Stato centrale (che ha poteri sovrani) che decide se assumere o meno obblighi internazionali.
    All’inizio, il legislatore e la Corte Costituzionale sostenevano che tutto ciò che era del diritto internazionale rientrava nella materia degli “affari esteri” ed era di competenza esclusiva dello Stato centrale. Tuttavia nelle materie riservate alla competenza delle regioni, in caso di inerzia di queste ultime, lo Stato non poteva sostituirsi, rischiando quindi di essere chiamato a rispondere per carenze od omissioni non sue. Succesivamente si mutò orientamento: le regioni venivano “delegate” dal potere centrale a partecipare all’attuazione e specificazione dei diritto internazionale. Dopo molteplici critiche, la tesi oggi sostenuta è che la Corte riconosce la competenza autonoma ed originaria delle Regioni nelle loro materie di competenza. Lo Stato centrale può sostituirsi non solo in caso di inerzia, ma anche di urgenza o esigenze di uniformità sorrette dall’interesse nazionale, oppure quando una sua disposizione risulti direttamente attuativa della norma comunitaria e necessaria al proseguimento della finalità attuativa.

  9. Grazie ancora Bernardini.
    Senza progetto non si va da nessuna parte, qualche morto per l’indipendenza sarà un prezzo comunque troppo alto in mancanza di un vero progetto di indipendenza.
    Ottima idea “copiare” la costituzione scozzese, un punto di partenza.
    Chi ne procura copia digitale?

  10. pippogigi says:

    Tutti gli Stati artificiali sono destinati a frantumarsi.
    Non dimentichiamo che lo Stato nazionale è un invenzione di Bonaparte, prima le realtà come il Ducato di Savoia (piemontese, savoiardo, valdostano, vallese, nizzardo, provenzale, ligure, walser) o la Svizzera erano la norma.
    Con Bonaparte nacque la malsana idea che uno Stato dovesse avere “confini naturali”, una sola lingua, un solo governo.
    Gli Stati artificiali sono iniziati a declinare con l’indipendenza dell’Irlanda. Abbiamo dei recenti esempi, tutti nell’est europeo, la Jugoslavia, la Cecoslovacchia, l’Unione Sovietica, la cui fine è coincisa con la fine della guerra fredda e del comunismo.
    Ora anche l’occidente europeo ricomincia a muoversi, Catalogna, Scozia, forse il Belgio, ma anche Bretagna, Corsica ed infine la Padania.
    Come già detto non è questione di se ci sarà l’indipendenza della padania o non ci sarà ma solo di quando.
    Abbiamo visto le preoccupazioni spagnole per una possibile divisione dell’Ucraina (che ci sarà) o dell’indipendenza scozzese (che ci sarà), a quel punto inevitabile sarà l’indipendenza catalana. Dopo questa fase nell’occidente europeo avverrà lo stesso che in oriente, ogni richiesta indipendentista non potrà più essere negata o ignorata.
    Ovviamente l’unica a rimetterci dall’indipendenza padana sarà l’italia, avendo un economia basata sullo sfruttamento sistematico della Padania, se e ripeto se l’italia fosse governata da persone sagge inizierebbero fin da ora a preparare il passaggio, che invece sarà un trauma improvviso per loro, preparato da tempo per noi.

  11. giuliano says:

    (costituzione)non so se siete molto ottimisti, o pure pazzi, non avrete mai l’indipendenza, l’Italia e una e indivisibile. Per avere l’indipendenza occorrono soldi ,esercito polizia e carabinieri per il controllo del territorio, un apparato diplomatico da mandare per il mondo, banche e riserve auree. Voi non avete nulla, siete capaci solo a criticare andare contro corrente,e sognare una serenissima che non c’e’piu rassegnatevi, e guardate la batosta che prenderanno la scozia e la catalunia che vi serva di esempio.

    • Maurizio Bedin says:

      Uno come te NON merita risposta. Cosa ci fai in un sito come questo se non ti interessa l’indipendenza (=libertà, sai cosa significa?)??? Hai tanto tempo da perdere per fare il troll su questo sito? Anche molto vuoto a perdere, visto le tue affermazioni e convincimenti. Ho pena della tua convinzione di avere la verità e la conoscenza dalla tua parte. Almeno, e lo spero per te, chiediti se sei nel giusto. Anche della sola maniera in cui “ragioni”. O forse ti conviene che restiamo agganciati a questo schifo di Stato per mantenere te e quelli come te? Spero di fare presto”ciao-ciao” a te ed a quell’ Itaglia che tanto ammiri. Serenissimi saluti.

    • pierino says:

      l italia é divisa dal residuo ficale.
      dalle regioni
      dai dialetti che si sentono in tv
      da usi e costumi locali

      non siamo MAI stati uniti

      • Pierin

        wara ke te dixi robe ke no le gà tanto senso:


        l italia é divisa dal residuo fiscale.
        dalle regioni
        dai dialetti che si sentono in tv
        da usi e costumi locali

        non siamo MAI stati uniti

        pensaghe a coel ca te ghè scrito!

        Ogni atomo lè n’entetà par conto suo, divixa ma ognia a tuto l’ogneverso.
        No s etrata de dialeti o de rejon ma de popoli, de lengoe, de comounedà nasionali, …

        A ghe mancaria ca fusimo tuti conpafgni cofà makenete!

        Pensaghe a le robe pierin!

        • pierino says:

          pensaci te, che multietnici e mixati come siamo ormai veneto è solo chi veneto fa. non piu chi ha avi veneti, il popolo come l intendi te non esiste.
          (avi che magari so ndati in romania australia o brasile dove cè proprio una ValVeneto…)|

  12. Albert Nextein says:

    Molto bene.
    Io direi che i veneti, nel frattempo e in caso di insuccesso, si possano dotare di spranghe, mazze, catene, bastoni vari.
    E si decidano a tenersi i loro soldi in tasca.
    La costituzione è un’ottima cosa.
    E’ materia su cui elaborare un futuro di indipendenza e libertà.
    Intanto occorre salvarsi il culo, però.

  13. Enzo Trentin says:

    Bravo professore!

    Anche altri stanno lavorando nella stessa direzione, e sarà mia cura darne notizia a breve.

  14. Giorgio da Casteo says:

    Prof. Bernardini stenda in sintesi una “magna Carta” e per i dettagli rimandi a degli appositi Statuti. Sappia che in anticamera c’è un “infame” sempre piu’ in attesa di entrare in azione
    Del resto una Delegazione di venetisti (veri veneti doc) ,e per la 2^ volta, e’ attesa il 29.03’14 a Chiasso per incontrare una pari rappresentanza del Canton Ticino ed affermare la totale condivisione del risultato-referendario elvetico sull’immigrazione e condannare i pareri UE e italiani.E’ una missione che distingue la nazionalita’ Veneta’ in Europa. Veda di approfondire il quadro normativo e gli ambiti degli Enti- locali che operano sul territorio in presenza di citta’-stato e di aree-metropolitane che sempre di piu’ si stanno affermando nel continente. Grazie per il suo lavoro. Giorgio

  15. nik says:

    Vorrei essere più lucida e più ferrata in legge di quello che sono per contribuire, anche perché ho il terrore delle carte costituzionali avendo visto che sia quella americana, che non era male, che quella italiana, che è penosa, hanno spianato la strada all’attuale disastro.
    Però mi piace quello che lei sta facendo!
    Ma come potrebbero, persone di buona volontà, coordinarsi, contattarsi, confrontarsi? Non si può buttare tutto addosso alla redazione di questo giornale…
    p.s. Sarebbe interessante se contribuissero persone che risiedono fuori dal paese, uno dei grandi problemi è sempre stato un certo provincialismo…

  16. Giacomo says:

    secondo me l’unione europea come area comune in cui i cittadini si possono muovere, lavorare, studiare liberamente, magari con una cittadinanza comune non è affatto una cattiva cosa a mio avviso. E in tale realtà, uno stato veneto, federato agli altri stati, ci starebbe bene. Sono solo da rivedere i meccanismi decisionali sia a livello politico che monetario.

  17. pierino says:

    purtroppo di oro non ghe ne ghe più.
    la germania ha parecchi problemi ad riavere il suo legittimo dagli usa (che non c e l hanno !) …
    come si fa approntare una riserva aurea ?

    e a parte una costituente/costituzione … se l italia ci taglia gas,elettricità,acqua,blocca le comunicazioni come i russi in ucraina
    http://punto-informatico.it/4004487/PI/News/russia-ucraina-gia-guerra-nel-cyberspazio.aspx
    ok che il Veneto ha la riserva di GAS per tutt italia e su questo punto dobbiamo tenerli per le p.lle … però …

  18. Grazie signor Pento, Lei e’ veramente incoraggiante. Perche’ non ne scrive una anche Lei di costituzione? Saremo sempre schiavi, glielo assicuro, ma per colpa di gente come Lei, non perche’ l’Italia (che conta appunto su gente come Lei, nel senso che fa poca fatica a tenerci schiavi, non deve mandare i carriarmati) ci voglia tenere tali. Continuo a pensare che questo giornale dovrebbe impedire i commenti. A dire cose acide sono tutti capaci. A fare, no. Pieta’.

    • Warda Sior Bernardini ke te si màsa ciapà da ti memo, ka te scanvi de łe parołe skersoxe par cativeria e axéo.

      Xmonta dal scragno par caretà e fate omo-çitadin come tuti, te sovegno ke anca se te si on profasor no te ghe el mondo łe to spałe.

      Mi no te vojo mal e coel ke go scrito da na parte lè na fraderna batùa e da staltra na xonta a l’oro come riserva e garansia, mi a ghe go xontà anca l’oro e l’arxento come skei da doparar e par far on fià de storia ghe go meso anca i cauri ke łi xe stà doparà par secołi da miłioni de omani so mexo continente afregan.

      Ma ti, se ga capiò, ke no te piaxe ła łengoa veneta e ke te ła xdegni, come ca te xdegni tuti coełi ke łi ła parla, come omani de seconda clàse e mi a recanbio tuti coełi ke xdegna ła łengoa veneta e łi omani ke łi ła parla, łi recanvio come ke łi se mereta.

      Sta pur çerto ke se no ghe fuse i comenti, gran parte dei xornałi łi garia tanto manco letori.
      El pì de łe olte xe pì boni e istrutivi i comenti ke el toco scrito ke vien comentà.

      Co i cauri a se garia manco problemi de “toxadura de łi skei”
      http://it.wikipedia.org/wiki/Tosatura#T

      E no sta ciapartela se te go sovegnesto, da naltra parte, ke ła Repiovega Veneta (come Repiovega) no ła gà 1100 ani ma 650, co ła xe devegnesta comoun.

      Mi łi boni łaori łi aprèso tuti ke łi sipia scriti en veneto, en tałian, en angrexe, en latin o en arabo. E no considero bon on laoro parkè lè scrito ente na łengoa pitosto ke ente n’altra.
      Però, entro de mi, apreso de pì łi laori scriti ente la me łengoa veneta a coełi scriti en tałian, en łatin o en angrexe.

  19. ???
    In ultimo, una anticipazione. Prevedo un Veneto con una totale sovranita’ monetaria, privo di banca centrale, e con un sistema di convertibilita’ aurea. Ma come si fa a scrivere una Costituzione per uno Stato, se proprio dobbiamo omaggiare questi vecchi riti, se proprio non ne possiamo fare a meno, prevedendo la rinuncia alla propria sovranita’ monetaria. Sarebbe come mettere al mondo un bimbo senza arti, guarda, bambino mio, le mani te le fornisce un altro, da ora e per sempre. Le creature, anche quelle abominevoli che si chiamano “stati” vanno progettate complete e indipendenti, in tutto e per tutto. Se no che progetto si fa? Inoltre, se si batte cosi’ tanto sull’autodeterminazione, si puo’ poi veramente concepire un Veneto nell’Eurozona? Ma anche soltanto in Schengen, mirabile zona di libero commercio di ispirazione protezionistica e non autenticamente liberistica, sulla cui coscienza gravano, e’ bene dirlo subito, anche i morti e gli affamati ucraini?
    ???

    Mi diria oro, arxento e cauri (anca i cauri no li xe mal):
    http://4.bp.blogspot.com/-4je6U1Y_7Mk/UT4NbQGqVvI/AAAAAAAARTc/oY7Y1wN5mfM/s1600/CSC_0155.JPG

  20. Mi dispiace per i vari refusi ma l’ho scritto di getto in un aereporto al gelo.

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