GLI STRANIERI FUGGONO DAI BOND DI ITALIA E SPAGNA

FONTE ORIGINALE: www.milanofinanza.it  di Francesca Gerosa

 

E’ ancora fuga, secondo Fitch, dai titoli di Stato italiani e spagnoli. La quota di debito pubblico italiano e spagnolo in mano a investitori non residenti ha continuato a scendere nel primo trimestre di quest’anno. Le banche locali, che si sono finanziate a buon mercato con il p/t Bce, hanno sostituito gli investitori internazionali.

Per l’agenzia di rating questa tendenza continuerà nei prossimi trimestri. In particolare, la quota di debito italiano in mano agli investitori esteri è scesa al 32% dal 50% del 2008 e continua a calare anche se a ritmo più lento. Questa fuga, iniziata nel terzo trimestre del 2011, e che a ritmo ridotto prosegue e coinvolge anche la Spagna, è stata compensata dalle iniezioni di liquidità della Bce.

Il deflusso più rapido ha riguardato, comunque, la Spagna dove la quota degli investitori esteri che detengono titoli di Stato iberici è calata nel primo trimestre di quest’anno al 34% dal 60% nel 2008 (40% a fine 2011). Fitch si aspetta che questa tendenza continui nei prossimi mesi fino a quando non emergerà una base di investitori stranieri con una maggiore propensione al rischio o le prospettive economiche di Spagna e Italia non miglioreranno.

In questo scenario, spiega l’agenzia, la Bce e il fondo salva-Stati, Esm, potrebbero fornire ulteriore liquidità per dare ossigeno ai Paesi e permettere loro di portare avanti il consolidamento di bilancio e le riforme strutturali. Azioni, queste, che dovrebbero incoraggiare il ritorno degli investitori internazionali, conclude Fitch.

Al momento, comunque, per l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, non è necessario un nuovo rifinanziamento a lungo termine (Ltro) delle banche da parte della Bce. “Se poi ci si riferisce alla potenziale tensione in arrivo dalla Grecia, credo si debba aspettare il risultato delle elezioni: dopo dovrà essere presa la decisione appropriata a livello europeo”. Ma per il momento, ha aggiunto, la liquidità fornita “è sufficiente”.

In scia ai timori per il vertice Ue e per la Grecia lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti si attesta ora a 421 punti. Il rendimento è al 5,62%. Il differenziale calcolato sui Bonos spagnoli è a 469 punti con il tasso del decennale al 6,1%. “Sembrano sempre più deboli le speranze che nel vertice europeo previsto per questa sera a Bruxelles si possa giungere a un accordo, almeno a giudicare dall’andamento delle borse”, afferma un trader. Milano cala del 2,56%, mentre Londra perde l’1,69%. A
Francoforte il Dax arretra dell’1,48% e a Parigi il Cac 40 scende dell’1,94% con Madrid a -2,14%.

Dalla Germania, intanto, c’è chi ribadisce la contrarietà agli eurobond. Pesano sui mercati anche le parole di Lucas Papademos: “non si può escludere”, ha detto, “un piano che preveda l’uscita della Grecia dall’euro”. L’ex premier ha definito “catastrofica” una simile eventualità. Secondo Papademos i costi di un’uscita della Grecia dall’euro oscillerebbero tra i 500 milioni e un miliardo di euro, incluso l’effetto contagio. Alle parole di Papademos è seguita la repentina risposta dell’Unione europea. Il portavoce della Commissione Ue, Olivier Bailly, ha escluso qualsiasi scenario alternativo alla permanenza della Grecia nell’eurozona.

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