Gli stipendi delle banche. I premi ai poveri manager

LA CICALAbanche-italiane

Vorrei richiamare l’attenzione su uno studio che pone una questione nelle Banche italiane. C’è il problema dei  “dipendenti che hanno oltre i 50 anni di età”. Infatti la platea degli over 50 come vengono definiti da uno studio del FBA – Fondo banche e Assicurazioni – che si occupa di finanziare la formazione del personale delle aziende consociate, conta  il 28 % del personale bancario . Sono circa 90.000 persone  mentre di questa cifra  è del 10 %  la quota degli over 55, circa 32.000 persone.
E qui le banche iniziano a interrogarsi su come gestire questi dipendenti. Ma come!?  Ma se un giovane promettente a 30 anni inizia la carriera come direttore di una piccola agenzia è colpa sua se dopo 20 anni è direttore di una agenzia con magari 30 dipendenti da coordinare?? che stupidaggine !! Il Sindacato invece ritiene che la mancata valorizzazione delle COMPETENZE e della RELAZIONE siano gli aspetti demotivanti. Va da sé che la progressione temporale della permanenza nel ruolo sia di stimolo e rappresenti una sfida sia per le maggiori responsabilità sia per obiettivi maggiori per chi dirige un’agenzia sempre più grande e importante , e non possa essere visto quindi come una staticità che crea scarsa motivazione nel ruolo.
Un bancario in Italia costa mediamente 56.800 all’anno alle banche,  mentre in Europa la cifra lievita a 70.500 euro. Avranno ragione i colletti bianchi a lamentarsi se costando il 20% in meno rispetto alla media europea, mentre le banche italiane sono sempre al top dei guadagni.
Vedi Intesasanpaolo: nel primi sei mesi oltre 2 miliardi di euro  di utile , Unicredit sempre in sei mesi oltre 1 miliardo, e il Monte dei Paschi di Siena dell’ex presidente Profumo ha chiuso con un risultato positivo di 194 milioni.
Ricapitolando… Rendono molto i dipendenti, costano molto meno dei colleghi oltre confine, ma i riconoscimenti? Scarsi! Il contratto di lavoro è stato firmato dopo alcuni scioperi generali e avrà vita sino al 2018, stessa cosa per il contratto dei Dirigenti, per il quale l’ABI e il sindacato FIRST CISL avevano provato ad introdurre la clausola del 5% di rappresentanza sindacale per poter trattare…nei contratti aziendali … Ideona subito cassata dal SINFUB che appoggiato dalla Fabi e altre sigle hanno stralciato questa ipotesi che avrebbe creato un pericoloso precedente.
In questi giorni stanno martellando sui mega stipendi dei sindacalisti e sicuramente cifre da capogiro come quelle lette e denunciate all’opinione pubblica sono scandalose visto il periodo dei 7 anni di vacche magre…, ma la stragrande maggioranza dei sindacalisti lavorando a “cedole” è retribuito con il normale stipendio aziendale, mentre ha un rimborso delle spese sostenute (che deve documentare al sindacato) per i viaggi o i panini che consuma quando è in missione o in trattativa con l’azienda o si occupa di non far perdere il posto di lavoro al dipendente).
Discorso diverso sui rimborsi dei chilometri per l’utilizzo della propria auto e dove sarebbe opportuno che i sindacati facessero un AUDIT interno, reintroducendo schede carburante come per il liberi professionisti, così facendo magari qualche furbetto invece di giocare a carte in un angusto ufficio di direzione e dichiarare di essere stato a Canicattì sarebbe in difficoltà nel falsificare il timbro del benzinaio…..ma questa è un’altra storia che affronterò più avanti.
Meglio poveri ma onesti.

 

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