Gli sfollati del ponte Morandi in piazza contro il governo: Rispetto! Veniamo prima noi…

genova1Dal Governo arrivano le prime risposte per gli sfollati di Genova dopo la protesta di oggi.  La regione Liguria e il comune di Genova hanno chiesto una legge speciale per Genova che snellisca le procedure per l’affidamento dei lavori di progettazione e di esecuzione delle opere per ricostruire ponte Morandi, verificando se ci sono le condizioni per prevedere, per il periodo dell’emergenza, la sospensione del pagamento di mutui, tributi, contributi e premi. “Stiamo mettendo a punto un decreto urgente che, oltre al problema di tante persone abbandonate in Italia come i terremotati di Ischia e del Centro Italia, affronti anche il tema di Genova e soprattutto di coloro che sono sfollati e hanno diritto ad una casa”. Lo annuncia a Napoli il vice premier Luigi Di Maio. “Quindi – aggiunge – è una questione di settimane, ma forse di alcuni giorni e metteremo fuori questo decreto”. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro dei trasporti Danilo Toninelli, che annuncia. “Autostrade non ricostruirà il Ponte”, e assicura: “Il Governo metterà in campo forme di aiuto in ordine alle rate dei mutui che molte famiglie sono costrette a pagare su immobili che non possono più abitare”.

SCONTRO TOTI-DI MAIO. “Non si può lasciare la gente in Italia in balia delle elemosine di Autostrade” ha detto il vicepremier da Napoli sucitando le ire del governatore della Liguria Toti. “Caro Luigi Di Maio, ma a Genova ci sei pure venuto, come fai a dire queste cose? Le famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro case stanno tutte avendo un alloggio pubblico. E a tempo di record, grazie a Comune e Regione. I soldi che ricevono sono quelli decisi dal Governo, quindi da Di Maio stesso. Se pensa che siano pochi…li aumenti subito, noi siamo più che d’accordo” rimbrotta il presidente della Liguria.  “Ad oggi gli sfollati del ponte Morandi sono in balia dell’elemosina di Di Maio, prendono i soldi della Protezione civile stabiliti dalle leggi nazionali, se Di Maio che è al Governo pensa che i piani di autonoma sistemazione siano sotto dimensionati, sono d’accordo con lui, ne parli con i colleghi di Governo e cambi la legge”. Lo dichiara il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti oggi pomeriggio a Genova. “Gli sfollati di cui parliamo fino adesso hanno avuto case dal Comune e dalla Regione grazie al contributo ricevuto dal Consiglio dei Ministri – aggiunge -. Se Di Maio ritiene il contributo del Governo troppo basso, ha perfettamente ragione, aumentiamolo. E’ un dibattito che Di Maio dovrebbe fare prima con se stesso, con il Governo. Un tweet per la stampa non modificherà la sorte di quelle povere persone”.

LA PROTESTA DEGLI SFOLLATI. Nella mattinata si era svolta la protesta degli sfollati al grido di “rispetto-rispetto” dalle tribune del Consiglio regionale. Una cinquantina i manifestanti. Al termine dell’intervento del commissario per l’emergenza Giovanni Toti hanno manifestato la loro rabbia gridando “Veniamo prima noi delle imprese, veniamo prima noi della viabilità, ci siamo prima noi, vogliamo la casa!”. “Abbiate la stessa considerazione che avete avuto per Ansaldo Energia”, ha gridato una donna. La rabbia degli sfollati è stata placata dall’intervento del sindaco Marco Bucci: “Vi capisco, ma dobbiamo cercare di lavorare insieme. Dal 14 agosto dormo quattro ore per notte per affrontare l’emergenza. Genova non si è mai fermata, non ha mai dimostrato di essere in ginocchio, una cosa di cui dobbiamo essere tutti orgogliosi, nessuno è stato lasciato solo dalle istituzioni”, sottolinea. E sulle case precisa: “Pensavamo di dare una casa agli sfollati di ponte Morandi entro novembre, invece probabilmente ci riusciremo entro fine settembre. La città ha dimostrato che non si scherza, ne sono orgoglioso”, commenta Bucci ricordando che oltre alle case alternative messe a disposizione dalle istituzioni pubbliche sono stati 98 quelli di privati.“Entro cinque giorni Società Autostrade ci presenterà il piano definitivo per la demolizione del ponte Morandi”. Lo dice il presidente della Regione e commissario per l’emergenza Giovanni Toti. “Il piano verrà illustrato alle commissioni tecniche e prima fra tutti alla Procura della Repubblica a cui spetta la decisione di dissequestrare le aree e di arrivare alla verità sulle cause della tragedia”, aggiunge.

IN 13 CONOSCEVANO LA PERICOLOSITA’ DEL PONTE. La Guardia di Finanza ha consegnato alla procura un elenco di persone che potrebbero avere avuto responsabilità per il crollo di ponte Morandi a Genova avvenuto il 14 agosto che ha provocato 43 morti. Sono 13 nomi di coloro che si sono occupati del progetto di ristrutturazione del viadotto dal 2015, ma potrebbero diventare 25 se i magistrati decidessero di andare indietro nel tempo. Lo scrivono vari quotidiani. Intanto i periti dei pm hanno consegnato una prima relazione sulle probabili cause del crollo attribuendole a un “cedimento strutturale all’antenna del pilone 9, il punto in cui i tiranti si congiungono all’estremità del sostegno. E studiando i carteggi tra le varie diramazioni del ministero delle Infrastrutture, gli investigatori hanno individuato come almeno in un’occasione i dirigenti del Mit avessero palesato la certezza che sul restyling del Morandi i tempi si stessero dilatando oltremisura.

Riflessione sull’Autonomia

 

Sono passati dieci anni dall’istituzione della “Giornata dell’autonomia” che, grazie ad apposita legge provinciale intende ricordare, l’accordo De Gasperi-Gruber (il 5 settembre di ogni anno) dal quale trae origine -almeno formalmente- la nostra Autonomia.

Mi rendo conto che porre una riflessione sull’Autonomia, all’indomani delle prossime elezioni provinciali, è rischioso perché potrebbe dare l’impressione che si voglia utilizzare questa giornata per scopi propagandistico-elettorali.

Tuttavia sono convinto che la gente sia consapevole della grande possibilità offerta da questo importante strumento che consente (e ha consentito in passato) a questa terra di affrontare adeguatamente le oggettive difficoltà che l’oggi ci pone davanti.

L’Autonomia risponde a un bisogno primario. Vale a dire un autogoverno responsabile di una Comunità di fronte a sfide sociali, ambientali e tecnologiche in un mondo sempre più aperto e interdipendente. Trame complesse su cui si gioca il futuro dell’economia della nostra Provincia e della nostra Regione.

Ma l’autonomia è anche la risposta concreta per la creazione di una nuova Europa intesa come spazio politico e culturale, oltre che economico. Dove sono riconosciuti i valori di pace, libertà e centralità della persona. Un’Europa in cui le istituzioni si impegnano a promuovere lo sviluppo di Comunità sostenibili all’interno di un sistema di interdipendenze globali.

Ridisegnare questi rapporti e paradigmi però è impresa impossibile senza il pieno coinvolgimento e la piena responsabilizzazione dei territori.

In tal senso, l’Autonomia speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, ha già dato prova di volersi muovere nella direzione dell’innovazione e della responsabilità dei territori e lo ha fatto in occasione dell’Accordo di Milano così come con il Patto di Roma del 2014.

Queste intese hanno dato dimostrazione dell’attitudine della nostra Autonomia alla collaborazione e all’evoluzione.  Non siamo un territorio che si chiude o che si arrocca di fronte al cambiamento ma, al contrario, cerchiamo di governarlo con responsabilità.

Tutto questo è possibile grazie all’Autonomia di cui godiamo e che ci consente di anticipare i tempi, trovare soluzioni “cucite su misura” per il nostro territorio e sperimentare soluzioni innovative.

Al di là dello Statuto, delle Leggi, delle risorse finanziarie e strumentali, c’è un fattore essenziale che caratterizza l’Autonomia e che la rende viva: l’elemento identitario.

L’identità è quel senso di appartenenza forte che va coltivato e nutrito, perché architrave del nostro sistema autonomistico: solo con una cultura collettiva condivisa, forte e partecipata è garanzia di sopravvivenza della nostra Autonomia.

Ma la storia dell’autonomia è legata indissolubilmente anche all’obiettivo della convivenza e della costruzione delle condizioni di convivenza tra le due aree, Trentino e Alto Adige/Südtirol, e tra le minoranze che queste terre abitano. Non va altresì dimenticato che la storia delle due Province è una storia unitaria e c’è da augurarsi che lo rimanga anche in futuro. La collaborazione con tra Trento e Bolzano è condizione irrinunciabile per consolidare e rilanciare l’autonomia. Unità che va perseguita a livello politico e quindi codificata attraverso un ridisegno della Regione, il cui valore va rilanciato in termini di affinità di soluzione alle problematiche comuni, condivisione di esigenze e di comune rappresentanza.

Si tratta di dimostrare assieme con chiarezza ed incisività che autonomia significa esercizio di competenze, servizi con risorse raccolte dalla popolazione locale ma anche solidarietà con il resto del Paese e partecipazione al processo di risanamento dello Stato così come aiuto nei momenti di difficoltà (terremoti o altri tragici eventi).

Per concludere Autonomia equivale a libertà, flessibilità e autorealizzazione ma significa anche assumersi la responsabilità per l’oggi e il domani. Significa poter progettare e programmare il proprio destino con la consapevolezza del proprio passato ma con l’occhio attento al futuro.

Fermarsi una giornata a riflettere su questo patrimonio è fondamentale per ogni trentino perché l’autonomia non arriva per caso ma è un percorso faticoso, da affrontare giorno dopo giorno con l’obiettivo di organizzare al meglio gli strumenti con cui vincere le sfide del futuro. Conoscere questo strumento, le sue origini e suoi riflessi sulla nostra società  significa aumentare la consapevolezza di ciò che siamo e alimentare il senso di appartenenza a una terra speciale e responsabile.

L’auspicio è quindi che il 5 settembre non si limiti ad essere una cerimonia istituzionale ma che diventi sempre più festa dei trentini e occasione di autentica riscoperta della nostra identità autonomista.



NICOLA FIORETTI

Presidente OSAR (Osservatorio Studi Autonomistici Regionali ed Europei)

 

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