Gli otto “pisquani” che hanno contestato Bossi a nome dei Forconi

di REDAZIONE

Nessuno ci può accusare di essere bossiani o di aver passato del tempo a consumare le nostre lingue su mucose belleriane. Abbiamo sempre detto quello che pensavamo da tempi non sospetti ed abbiamo duramente pagato di persona la nostra libertà. Eravamo ferocemente critici nei confronti del Bossi quando la più parte dei suoi odierni denigratori facevano gli zerbini alle cene a base di pizza e Coca-cola. Tutta questa premessa non serve per i pochi che ci conoscono da tempo ma per tutti quelli che magari ci apprezzano su queste pagine e non sanno nulla del nostro passato. Serve per bloccare in anticipo qualche guascone da tastiera che magari vorrà accusarci di essere servi della Lega, di Bossi o di altri personaggi a causa di quello che vogliamo dire.

L’altro giorno otto (otto davvero di numero) pisquani  (di cui uno agghindato con la bandiera di una squadra di calcio) sono andati a Gemonio a manifestare sotto la casa dei Bossi ricicciando vecchie trotate e storie che le persone dabbene avevano tirato fuori quando era scomodo farlo e che i pirla urlano al vento oggi che sono diventate “verità di regime”. Questi otto tristi buontemponi hanno  raccontato ai giornalisti (che erano molto più numerosi di loro) di far parte del movimento dei  “forconi”. La mossa è stata abile: si sono guadagnati le pagine di tutti i giornali e hanno messo in evidente imbarazzo la dirigenza del movimento “9 dicembre” che a questo punto passa per leghista se si dissocia,  fa una figura piuttosto meschinella se tace. Noi e molti dei nostri lettori abbiamo sempre mostrato interesse e simpatia per la parte “buona” di questo movimento (e per questo non creeremo imbarazzo chiedendo spiegazioni) ma abbiamo anche sempre stigmatizzato che certe ambiguità e frequentazioni non avrebbero portato nulla di buono. Forse è un po’ tardi, ma almeno una precisazione “ufficiale” la dovrebbero fare: che nelle loro manifestazioni possono esserci solo bandiere di comunità locali, storiche e identitarie e che è severamente bandito ogni simbolo dello Stato ladro e mafioso contro cui si sta lottando.

Forse non servirà a evitare tutti i problemi ma sicuramente il peggio dell’italionismo se ne starà alla larga. È già un bel vantaggio ecologico.

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12 Comments

  1. Ra-Barbaro says:

    Questi sono sicuramente delle MERDE ITALICHE IGNORANTI COME LE KAPRE!!! Non faccio di tutta l’erba un fascio, ma chi sventola quella BANDIERA DI MERDA, è giusto che ci anneghi nella MERDA!!!
    Bossi s’è spento nel 2004…..ormai dieci anni fa….

  2. som mb says:

    Che andassero a protestare sotto casa del nuovo (si fa per dire) segretario a Milano in piazza Cadorna.
    Come tutti i comunisti anche quelli padani vivono nei palazzi di lusso del centro cittadino.

  3. Bandiera di una squadra di calcio? Che squadra è? La statale allenata dal bresciano Prandelli?

  4. Deciomerdio says:

    Poveracci : dopo aver detto per settimane “….devono andare TUTTI a casa ! ” adesso cercano di darsi degli obbiettivi meno indeterminati e non trovano niente di meglio che andare a pascolare a Gemonio magari ripetendo vecchi storie come lo Yacht di Riccardo Bossi comprato coi soldi pubblici, che si è rivelata l’ ennesima falsità pubblicata dal Corriere della Sera prima delle Elezioni amministrative del 2013.

  5. LUIGI says:

    Concordo: I SUDDITI NON SANNO DI ESSERE SCHIAVI.
    Ma di sicuro sanno di stare con gli italioti/italioschi: cittadini di uno stato illegale , illegittimo , immorale : uno stato canaglia , uno stato con la taglia e che tra poco non esisterà più.

  6. Giuseppe d'Aritmaticea says:

    D’accordo con la redazione

  7. lory says:

    poi quello con il tricolore sulle spalle,un’itagliota vero !

  8. Perfetto.
    Quelli del 9 dicembre ormai li ho classificati come i fratelli più duri e coraggiosi dei 5 stelle.
    Ambedue cercano PIÙ STATO ITALIANO con tutte le conseguenze che dovrebbero essere loro note, ma si sa, i SUDDITI non sanno di essere SCHIAVI.

  9. jesse james says:

    poveri coglioni

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