Gli onorevoli del congiuntivo. Quando la grammatica è potere agli asini

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRIcicerone

Avete fatto recentemente mente locale quando parla un politico, invece di mandare il vostro cervello in vacanz , stanco di ascoltare una valanga di parole senza senso?

Fate con pazienza un po’ di ascolto! Vi accorgerete che più chiacchierano e meno producono.

Facciamo una breve analisi dei punti chiave.

Lingua italiana.

Specie se si tratta di politici del Sud,  l’italiano è un optional. Ma anche quelli del Nord si difendono bene per strafalcioni e povertà lessicale. Difficile distinguere tra la banda del congiuntivo e quella dell’imperfetto costante.

E mi riferisco non alla pronuncia, ma esclusivamente alla logica, alla grammatica ed alla sintassi.

Il famoso congiuntivo è addirittura ignorato, mentre la coniugazione dei verbi raggiunge il livello del ridicolo.

L’impostazione del discorso è scesa ormai sul piano di Twitter. Quasi sempre monofrasi: soggetto spesso con difficoltà a capire quale è) , verbo, complemento oggetto e basta!

E le frasi sono spesso scollegate, rimanendo ognuna al livello del flash.

E la logica?

A catafascio con le premesse, dato che queste dovrebbero essere cose certe, assodate, mentre vengono spesso propinate come tali anche se sono quasi sempre costituite da opinioni.

E quindi le conclusioni sono sistematicamente fondate sul nulla.

Abbiamo pescato tre esempi tra i tanti prodotti da autentici campioni nella produzione di aria fritta.

Cominciamo con RENZI, discorso tenuto alla direzione del PD il 9 giugno 2015

http://www.ilpost.it/2015/06/09/video-discorso-renzi-pd/

Se ascoltate attentamente il suo discorso vi accorgete che lancia una serie di semi-slogan, senza un collegamento che porti a conclusioni importanti.

Volete la controprova?

Registrate il discorso, scrivetelo! E poi leggetelo.

Togliendo con la scrittura ogni enfasi del discorso, ogni variazioni del tono vocale ed ogni gestualità, rimarrete sorpresi della scarsità concettuale.

E’ come se io dicessi di seguito: “vorrò vincere al totocalcio” ; “ farò in modo di poter andare in vacanza alle Maldive”; “opererò per comprami una Ferrari”.

E via discorrendo.

Ed ora un altro maestro del vuoto : D’ALEMA

https://www.youtube.com/watch?v=AowTgxkIGv0

A parte il tono di voce di costante meraviglia per l’evidente (solo per lui)  “inferiorità”  degli ascoltatori e che sembra dica, ad ogni passo: “vieni qua bambino che ti libero, almeno in parte della tua ignoranza!” . La lettura (e non più l’ascolto) del discorso evidenzia il vuoto di contenuti.

Ecco ora VENDOLA!

Ricorda molto da vicino le famose “convergenze parallele “ di un suo conterraneo.

Per risparmiare al lettore una noia profonda basta citare  un passo di uno dei tanti discorsi

La sinistra deve fondere l’afflato della democrazia con la carne dell’esperienza, contrastando in utroque iure non solo i sintagmi convalescenziari, ma anche la malvagità contro i corpi condivisi che è connessa con la nullificazione degli eurocrati: è una scarnificazione sistematica del limite del nichilismo, perché dentro il recinto della simultaneità non esiste una risposta quintessenziale.

Sfido l’A. a spiegare il contenuto della frase.

Si evidenziano poche idee, in compenso confuse, espresse con vocaboli scelti a caso da un corredo di termini rimbombanti.

Giunti a questo punto vale la pena di citare, per un confronto, due esempi di persone che, senza rifugiarsi in parole e frasi senza senso parlavano sistematicamente con uno stile assolutamente comprensibile, nonché linguisticamente corretto.

Vogliamo analizzare i discorsi di due persone colte e serie?

E confrontarli con quanto sopra?

CICERONE

Ecco un violento discorso di Cicerone contro Catilina

Dissi io in Senato che avevi deciso di massacrare gli Aristocratici il 28 ottobre, giorno in cui molti dei cittadini principali sono fuggiti da Roma non per cercare scampo ma per fermare i tuoi piani. Puoi forse negare che proprio quel giorno, bloccato dalle misure difensive non hai potuto attentare allo stato ?

Ormai capirai che sono più astuto io nel vegliare sulla sicurezza dello stato che tu sulla sua rovina. Denuncio che l’altra notte ti sei recato in via dei Falari in casa di Marlo Leca dove si erano riuniti molti complici della tua scelleratezza. Osi negarlo? Perchè taci? Te lo dimostrerò se neghi. Vedo infatti che qui ci sono molti uomini che furono con te. O dei immortali! In che città siamo? Che governo abbiamo? Qui sono in mezzo a noi questi, padri conscripti, in questa assemblea che è la più sacra,la più autorevole sulla terra, individui che meditano la morte di tutti noi, la fine di questa città o piuttosto la fine del mondo intero.

Io il console li vedo e chiedo loro parere su questioni politiche: uomini che bisognerebbe fare a pezzi con la spada, non li feriscono nemmeno con la parola.

DE GASPERI

https://seieditrice.com/nella-nostra-societa/files/2012/04/discorso_DeGasperi.pdf

In un momento di estrema drammaticità per l’ Italia il primo Ministro, umilmente, ma con grande dignità, senza vanterie o inutili sfide esprime quello che sente, in lingua, logica e connessione, delle frasi perfette.

Imparino, se ne sono capaci, i vacui ciarlatori di oggi!

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