Gli italiani comprano case… ma all’estero. Preparano la fuga

di GIORGIO CALABRESI

La compravendita di case ristagna nell’ex Bel Paese sgangherato e super-tassatore e così gli italiani comprano case ma all’estero. Mentre è sempre debole il mercato immobiliare nazionale sono aumentati infatti gli acquisti di case oltre confine: negli ultimi 5 anni le compravendite in Italia sono calate di un quarto mentre quelle all’estero sono aumentate di oltre il venti per cento. È quanto emerge da uno studio di Scenari Immobiliari che prevede per quest’anno 42 mila acquisti di case all’estero da parte di famiglie italiane: un aumento del 5,5% rispetto al 2012. Dopo un lieve calo nella prima parte del 2012, il trend di acquisti esteri, rileva lo studio, è diventato sempre più intenso e con prospettive di crescita ulteriore. Nel primo semestre 2013 le famiglie italiane hanno acquistato quasi 19mila appartamenti oltrefrontiera, che rappresenta un aumento del 26,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il flusso di acquisti dovrebbe registrare un’ulteriore crescita nei prossimi mesi, sia per l’aumento fisiologico degli investimenti nel periodo estivo che per le aspettative di una lieve ripresa economica ed immobiliare. Rispetto al 2012 è in lieve calo la quota di famiglie che acquistano un immobile per investimento, che rappresenta circa il 46%. L’interesse di questa fascia di domanda continua ad essere concentrata sugli immobili di alto livello nelle zone centrali delle grandi città europee e, in misura minore, nelle zone turistiche di pregio o nelle piazze extraeuropee più importanti. Circa un terzo delle famiglie, invece, è alla ricerca di una seconda casa al mare. Si rivolge soprattutto alle località turistiche sul Mediterraneo, caratterizzate da prezzi in calo, un contesto ambientale gradevole e collegamenti aerei low cost. La spesa media è in lieve calo, intorno a 130mila euro: tuttavia l’oscillazione è ampia, da 70mila euro ad investimenti milionari.

Beh, verrebbe da dire che molti si preparano alla fuga, per quando avverrà il precipizio…

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2 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Quando vedo interviste in Tv a gente giuliva spaparanzata in ferie, queste sono sempre latenti di richieste da dove provenga il reddito che le permetta loro.
    Incognita che si ripete ora con l’acquisto di immobili all’estero.
    Mi chiedo “se” sia possibile che tanti politici e burocrati, rendendosi ben conto da dati non falsati in loro possesso che il risanamento non è in via di attuazione nè attuabile e che l’ira della gente verso di loro stia montando non sapendo dove porti, pianifichino una loro possibile fuga.
    A Poggiolini scopersero un caveau di preziosi, ma la sanità non è cambiata e ci sarebbe da chiedersi quanti altri caveao esistono. Che la politica e l’amministrazione in Italia siano profondamente corrotte se ne sono accorte persino le statistiche internazionali!

  2. Albert Nextein says:

    In effetti , pur nelle attuali ristrettezze, anche io penso di andarmene, una volta liquidato quanto possiedo in italia.
    Occorre contemperare tre esigenze.
    Che il clima sia favorevole e non umido.
    Che non esistano patrimoniali immobiliari.
    Che il crimine sia ai minimi termini.

    Attendo lumi.

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