Gli industriali del Veneto si schierano con Renzi, ultimo pifferaio magico

di REDAZIONE

Gli industriali del Veneto ritengono che il premier Matteo Renzi sia «l’ultima spiaggia contro il nemico che diventa più forte, la burocrazia». L’endorsement verso il presidente del Consiglio e segretario del Pd è del presidente regionale di Confindustria, Roberto Zuccato, che, in un intervista al ‘Corriere del Veneto’, respinge le idee del Movimento 5 Stelle, e confessa anche la propria delusione per quanto fatto dall’ex governo Berlusconi. «Delusione data dal fatto che – afferma Zuccato – che mai prima di lui c’era stata una coalizione che concentrava tanto potere. Ci aspettavamo gradi cose. Abbiamo creduto al progetto federalista che avrebbe dato una spinta ad una regione come la nostra. E invece chi ci ha governato non è riuscito a dare la svolta. La coalizione Lega-Pdl ha buttato via un’occasione straordinaria».

Zuccato assegna grande importanza alle prossime elezioni europee – «i livelli decisionali ormai sono a Bruxelles» – ma lamenta il fatto che nella campagna elettorale non siano arrivate proposte concrete, perchè «non si è focalizzata su quello che l’Europa può fare veramente per l’Italia». Quindi l’apertura di credito verso Renzi: «ha ben presente che questo Paese non può prescindere dal manifatturiero e, sperando che non siano solo promesse elettorali, ha sottolineato l’importanza che ha il Veneto come locomotiva d’Italia. Noi siamo tendenzialmente filogovernativi – sottolinea Zuccato – perchè solo chi governa può mantenere le promesse». Infine, sul tema dell’autonomia della regione, Zuccato osserva che «gli imprenditori che vogliono l’indipendenza sono un numero insignificante. E l’uscita dall’euro non è minimamente percorribile».

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16 Comments

  1. free veneto says:

    che schifo, il vecchio veneto di avidi democristiani, sempre pronti a nascondersi sotto le gonne della politica romana!

  2. Robinhood says:

    Mi stupisco sempre che in questo blog ci si stupisca e ci si incavoli.
    Ragazzi, parliamo degli industriali! Non dei “piccoli” industriali o degli artigiani.
    Questi vogliono statalismo, mano d’opera abbondante e a basso costo, possibilità di giocarsela come vogliono con l’organizzazione della produzione (delocalizzazione, sfruttamento dei morti di fame, anche veneti, subforniture a gogò, etc.).
    Si dice sinistra, sindacato, solidarietà, accoglienza, progressismo, etc., ma tutte queste parole non significano più niente, ma niente di niente.
    Oggi i ricchi votano a “sinistra”, che li serve di barba e capelli, e gli operai votano Lega o M5S.
    I boiardi che non votano PD, votano NCD o Montiani.
    Con FI ci sono solo un po’ di signorotte e i rimasugli dell’ex armata Berlusconiana.
    Il mondo è cambiato e ormai tutti si accapigliano per razziare ciò che è rimasto nel mercato saccheggiato.
    Chi se ne frega di Renzi degli ideali, dei progetti per il futuro etc. Francia o Spagna, purché se magna.

  3. Roberto Porcù says:

    Non ho alcuna fiducia in Renzi in quanto lo considero un uomo di paglia del PD utile per prendere voti. A fare poi le riforme che alle quali lui dà a vedere di illudersi, questa è tutt’altra cosa. Se si sente il bisogno di abolire una camera per rendere più veloce l’approvazione delle leggi, la si abolisce, chi ci lavora rimane a casa con tutti i periodi di mobilità usuali e l’immobile viene venduto. Se si vuole l’alleggerimento della burocrazia, si chiudono enti ed uffici inutili nati solo per accasare amici tra i burocrati. Uffici alienati ed addetti in mobilità. Si chiama riorganizzazione del lavoro per fare quel che va fatto meglio ed ad un costo inferiore.
    Ed il presidente degli industriali del Veneto pensa che l’apparato di Renzi faccia cio’?
    Dico “il presidente degli industriali del Veneto”, non gli undustriali del Veneto ché qui siamo sgobboni, inculturati, figli di servette, italiani di serie C, ma non fessi.

  4. Marcoghin says:

    Questo è impazzito!

  5. Rodolfo Piva says:

    Commento sintetico da lombardo: “Bei pirla”

  6. Albert Nextein says:

    L’opportunismo e la pronazione confindustriali nei confronti dell’oligarchia democratica di potere sono leggendari.
    Ci si potrebbe scommetter su e vincere, sempre.
    Una certezza, come il sole che sorge ogni mattina.

  7. caterina says:

    mi sembra un discorso per cominciare a lisciare il pelo a chi fra qualche mese sarà di turno alla presidenza europea… sicuramente con il peggior atteggiamento del vecchio Veneto che si è sempre accodato al potere, ahimè industriali e stampa!… speriamo che presto la musica cambi, perchè il Veneto vero è quello che da sempre è aperto al mondo intero, e c’è chi lo riconosce, anche altrove, soprattutto se ha approfondito storia e storie delle nazioni occidentali più potenti ancora oggi…
    loro hanno saputo attingere a Venezia, mentre qui con la complicità proprio del potere l’hanno fatta diventare una cartolina…

  8. Max says:

    Basta ascoltare questi PARASSITI dello stato itagliano. BASTA ascoltare la Confindustria veneta: sono dei ladri e servitori del fallito sistema itagliano. VIVA IL VENETO LIBERO ED INDIPENDENTE., SUBITO!

  9. alberto andretta says:

    da presidente regionale della confidustria cosa ci si puo’ aspettare,le aziende che vi aderiscono non sono toccate dal vivo dalla crisi in quanto aprono sedi e filiali fittizzie all’estero,il cio per assumere manovalanza a basso costo e ovviamente per eludere il fisco del regime italiano,va da se che gli stessi sono proprietari e soci di testate giornalistiche del territorio (giornale di vicenza,l’arena ecc) dove indirizzano bene i loro interessi,vista la campagna pro euro di tal zuccato ricordo che prima dell’euro pagavamo in dollari il petrolio ecc,lancio una provocazione ad oggi mai tentata prima:un eventuale uscita dall’euro per passare al dollaro sarebbe catastofista????,presumo che obama sarebbe un nostro fan,ricordo a zuccato che con il giullare renzi esiste il rischio di tornare al ducato o doblone o fiorino,firmato,alberto andretta,cogollo,vicenza

  10. luigi bandiera says:

    Li chiamavo I TRE MOSCHETTIERI E D’ARTAGNAN i quattro dell’Ave Maria.

    E non avevo torto date le prove raccolte e questa l’e’ l’ultima in ordine cronologico.

    Sim sala bim

  11. Franco says:

    Costui, quasi certamente, è uno di quegli industriali “assistiti” che con le loro associazioni e i sindacati hanno generato e continuano a generare disoccupazione..

  12. pippogigi says:

    Non sono veneto ma chissà perché mi è subito venuta in mente una parola …”mona”.

  13. pierin says:

    mandare disdetta all associazione. si f..tano

  14. FrancescoPD says:

    Questo parla a nome degli zerbini dei politici, o a nome di chi può ancora avere qualche beneficio.
    Tutti gli altri il grosso della ciurma, se ne va o chiude, e di questa gente non sa che farsene.

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