Gli indipendentisti scozzesi: dentro l’Ue ma fuori da Londra

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“La Scozia vuole restare nell’Unione ed e’ pronta a un altro referendum per staccarsi da Londra. Se Edimburgo votera’ per l’adesione all’Ue e il resto del Regno Unito scegliera’ l’addio all’Unione europea, entro due anni sara’ organizzato un nuovo referendum per l’indipendenza scozzese”. Cosi’ Alex Salmond, leader storico dello Scottish national party (Snp), in un’intervista al Sole 24 Ore. “Se tre nazioni decidono di rimanere legate all’Ue e una sola, la piu’ grande, l’Inghilterra, conferma di volersi staccare si creera’ un quadro obiettivamente complesso”, osserva Salmond. “Snp aveva proposto che per Brexit fosse necessaria la maggioranza referendaria anche in ogni singolo Paese.

E’ stato deciso diversamente perche’ ci sarebbe stato il rischio di trattenere l’Inghilterra dall’esprimere il proprio destino. La verita’ e’ che non si puo’ fare un referendum in uno stato multinazionale senza considerare che lo e’ stato e’ multinazionale”. Sull’eventuale referendum scozzese sull’indipendenza, “il margine temporale coincide con quello dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona che segna il limite entro cui Londra dovra’ negoziare l’uscita dall’Ue. Il nostro referendum dovra’ avvenire prima per evitare di uscire formalmente dall’Ue per poi rientrare”, spiega Salmond, che ricorda un precedente: “quando la Groenlandia lascio’ l’allora Comunita’ europea la Danimarca non dovette andarsene per poi essere riammessa. In questo caso lascerebbe il resto del Regno Unito, non la Scozia”.

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