Gli incarichi in Italia li danno alla “cordata vincente”, non ai migliori. E’ per questo che sprofondiamo

italia verace

di CASSANDRA – Dovete spiegarmi perché ci si fa operare da un medico con curriculum certo e qualificato invece in politica dicono: proviamo anche questi. Gli incarichi in Italia si conferiscono a quelli che fanno parte “della cordata vincente”. La politica come professione dovrebbe essere ormai un’onta . Come se si fosse marchiati invece che essere portatori di un’esperienza ed una visione strategica straordinaria. Poi ci si ritrova dei ministri che sbagliano i congiuntivi. Altri che  per aver avuto una agenzia viaggi fanno il ministro del turismo, chi vendeva assicurazioni ai camion fa il ministro dei trasporti, di è ministro del lavoro faceva il valletto allo stadio…. Poi ci sono ministri che non hanno mai lavorato, ma è un altro discorso.

 

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3 Comments

  1. Walter Binelli says:

    Mi sembra una proposta interessante perché l’antipolitica ha svuotato quasi completamente i valori della libertà e della democrazia.

  2. giancarlo says:

    Ritengo e lo scriverò all’infinito che coloro che vogliono fare politica o mettersi al servizio……ripeto : AL SERVIZIO DEL PAESE DOVREBBERO AVERE I REQUISITI NECESSARI.
    requisito NR. 1 = laurea
    NR.2 = Età non superiore ai 68 anni e non inferiore ai 30 anni
    NR.3 = Almeno 5 anni di esperienze lavorative con mansioni direttive
    NR.4 = Fedina penale pulita
    NR.5 = Esami psicologici e psichiatrici che attestino l’idoneità alla politica
    NR.6 = Conoscenza della Filosofia, in particolare di Platone e Aristotele e di ciò che riguarda l’assoluta conoscenza dell’Etica necessaria a candidarsi come politico.
    NR.7 = Essere sottoposto ad un esame approfondito da parte di un gruppo di persone ben
    identificate ( commissione come per l’università) circa l’idoneità del candidato alla politica e delle sue visioni future sia della società che sul come governare un paese come l’Italia.
    Altre ed eventuali non da escludere.
    Certo non mi illudo di aver elencato i comandamenti o il Vangelo, ma rendo sicuramente l’idea di come si dovrebbe prevenire e magari bloccare gente che crede di poter fare il politico come un normale mestiere, anziché ritenerla una missione, un servizio da fare con passione e dedizione verso i cittadini.
    Già da queste poche parole si capisce quanto lontano siamo dalla realtà.
    Forse tra qualche decennio ciò risulterà non solo attuabile ma obbligatorio per il bene comune e forse in tutti i paesi democratici.
    WSM

  3. Rodolfo Piva says:

    E’ da parecchio tempo che mi domando se il suffragio universale ha ancora il significato positivo che aveva alle origini. Ci fu un tempo in cui il diritto di voto era riservato solo ad una frazione della popolazione e ciò portò, attraverso lotte di popolo, ad estendere a tutti i cittadini tale diritto. Il problema è che con cittadini che per circa il 70 % (dato ISTAT) sono da considerarsi analfabeti di ritorno i risultati del suffragio universale non possono che essere preoccupanti. Se a ciò aggiungiamo la narcosi mediatica praticata largamente nelle reti televisive;: campionato di calcio, il grande fratello (scemo), il festival di Sanremo, amici della signora De Filippi insieme ad una sequela di trasmissioni che veicolano l’imbecillità assoluta, il gioco è fatto ed il risultato non può che essere quello che possiamo vedere. Una testa = un voto ed il gioco è fatto.
    Propenderei quindi per un cambiamento. Un voto a tutti e la possibilità di un secondo voto dopo un esame, tipo patente e dai contenuti asettici basato sulla conoscenza di informazioni di base riguardanti la storia, l’organizzazione dello stato, le leggi ecc. Con questa soluzione chi preferisce il rimbecillimento mediatico continuerà, se lo vuole, a disporre di un voto.

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