Gli avvocati dell’Eternit alla procura: voi violate i nostri diritti umani

Udienza preliminare ieri  a Torino per il processo Eternit bis davanti al giudice Federica Bompieri. L’accusa per il magnate svizzero Ste Il processo Eternit bis contro Stephan Schmidheiny “viola i diritti umani”.eternit

Lo dice l’entourage dell’imprenditore svizzero della causa cominciata in tribunale a Torino. L’accusa di omicidio volontario viene definita “assurda”. E la procura di Torino, nel promuoverla, starebbe “ignorando doppiamente il principio ‘ne bis in idem'”.

L’accusa a Schmidheiny è di omicidio volontario per 258 decessi, tra cui 68 ex lavoratori dell’Eternit, in Italia, nei luoghi in cui la multinazionale dell’amianto aveva i propri stabilimenti: Cavagnolo (Torino), Casale Monferrato (Alessandria), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Secondo i pm che sostengono l’accusa, Raffaele Guariniello e Gianfranco Colace, il magnate svizzero era a conoscenza della pericolosità dell’amianto, ma proprio per non perdere lauti guadagni mise in atto una campagna di disinformazione. In tribunale a Torino si sono costituiti come parte civile quattro comuni del Monferrato: oltre a Casale, Rosignano, Ponzano e Ozzano, tre associazioni di familiari vittime dell’amianto, tra cui L’Afeva e Cgil, Cisl e Uil Piemonte. Ma non le Regioni né lo Stato.

Per Carlo Alleva, legale della difesa “l’accusa di omicidio volontario è eccessiva”. Un’accusa per cui Schmidheiny rischia l’ergastolo. Il legale del magnate svizzero Astolfo Di Amato, ha ricordato che anche nel primo processo Eternit “avevamo sostenuto che il reato di disastro ambientale doloso era prescritto e la Cassazione (che si è pronunciata lo scorso novembre, ndr) ci ha dato ragione”. Ora la linea della difesa mirerà a dimostrare che sebbene l’ipotesi di reato sia diversa rispetto al primo processo Eternit “non si può mettere la stessa condotta sotto processo due volte” ha spiegato Astolfo Di Amato.b chiuso il procedimento”. E’ l’auspicio formulato alla prima udienza preliminare del processo Eternit Bis dall’avvocato Astolfo Di Amato, legale di Stephan Schmidheiny, accuisato di omicidio volontario, aggravato da motivi abbietti, per la morte di 258 persone, di cui 68 ex lavoratori della multinazionale dell’amianto. Per l’accusa, sostenuta dal pm Raffaele Guariniello e da Gianfranco Colace, ha spiegato il legale del magnate svizzero “in qualità di ‘«responsabile effettivo’ della società italiana Eternit S.p.A. tra il 1976 e il 1986, Stephan Schmidheiny avrebbe consapevolmente accettato la morte di 68 lavoratori della società italiana Eternit S.p.A. e di 190 abitanti delle zone vicine agli stabilimenti Eternit“. “A detta della Procura, Stephan Schmidheiny conosceva appieno i pericoli della lavorazione dell’amianto e avrebbe mantenuto operativi gli stabilimenti, non avrebbe vietato l’utilizzo privato dei rifiuti di cemento-amianto né adottato misure efficaci per migliorare la situazione, unicamente in nome del profitto” ha ricordato Di Amato, che ha bollato l’accusa “come assurda” perché gli svizzeri fecero “massicci investimenti nel miglioramento della sicurezza sul posto di lavoro” oltre a non aver mai ricavato profitti dall’Eternit spa italiana nel periodo preso in esame dalla procura di Torino.

“Con ‘Eternit bis’ la Procura di Torino ignora doppiamente il principio ‘ne bis in idem’: in primo luogo accusa Stephan Schmidheiny dello stesso comportamento di cui è stato accusato già nel primo processo Eternit. In secondo luogo, il 70% delle vittime elencate coincide con quelle su cui si era già formato un giudicato nei primi processi Eternit” ha sostenuto Di Astolfo. Lo scorso novembre la Cassazione ha giudicato prescritto il reato di disastro ambientale di cui era stato accusato, Dchmidheiny, cancellando la condanna a 18 anni per il patron dell’Eternit. “L’Italia è l’unico paese che vuole risolvere la catastrofe dell’amianto attraverso processi penali contro singole persone. Nella maggior parte dei paesi industrializzati, in cui vige il divieto di uso dell’amianto, lo Stato e l’Industria hanno trovato insieme delle soluzioni per mitigare la tragedia sociale” ha sostenuto il legale del magnate svizzero, osservando che “la nuova iniziativa penale contro Stephan Schmideiny indica che in Piemonte è in corso una caccia alle streghe suscettibile di essere strumentalizzata in chiave politica”. L’udienza preliminare del processo che si è aperta oggi è stata aggiornata al 14 maggio.

 

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2 Commenti

  1. Dan says:

    E i diritti di quelli che si sono beccati il cancro grazie al eternit sotto quale categoria li archiviamo ? Diritti animali ?

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