Gli anti-euro si muovono in vista delle Europee. Islanda compresa

di REDAZIONE

La leader dell’estrema destra francese (Fronte Nazionale), Marine Le Pen, ha incontrato il responsabile dell’estrema destra olandese (PVV, Partito per la liberta’) Geert Wilders (nella foto), per parlare delle elezioni europee del 2014 e della loro lotta comune contro l’Unione europea: ”Ho avuto l’occasione di incontrare Wilders tre giorni fa’, tra l’altro, e’ un dirigente che non e’ abituato a stringere contatti con altri movimenti europei”, ha detto la presidente del Fronte Nazionale, che di recente ha lanciato un appello ai popoli d’Europa per chiedere un referendum sull’uscita dall’euro. Nel corso di una conferenza stampa a Parigi, Le Pen ha anche detto che Wilders ha ”il desiderio di organizzare nel quadro di un lavoro approfondito le relazioni tra i nostri due movimenti”.

Gia’ da tempo, la presidente del Fronte Nazionale intrattiene contatti con gli eletti del FPO (Austria) e del Vlaams Belang (Belgio). Nelle scorse settimane, Marine Le Pen aveva anche auspicato un incontro con il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, che pero’ ha respinto l’invito al mittente. ”L’idea di una piattaforma europea non esiste”, non c’e’ un ”logo comune” tra i diversi partiti per le prossime elezioni europee, previste nel 2014, ha precisato all’agenzia France Presse Ludovic de Danne, consigliere per gli Affari europei di Marine Le Pen. In un tweet, Geert Wilders, si e’ rallegrato per il suo incontro con Le Pen e ha sottolineato la sua volonta’ di lavorare insieme.

ELEZIONI IN ISLANDA: FAVORITA L’OPPOSIZIONE ANTI-UE

di ALTRE FONTI

L’Islanda ha retto la crisi. Con un tasso di disoccupazione invidiabile di fronte alla media europea, sotto al 5%, e una crescita nel 2012 dell’1,6%, l’isola é chiamata domani al voto per rinnovare il Parlamento. Ma la campagna elettorale è stata caratterizzata da un forte malcontento, segnato dalle cicatrici di una politica di rigore e austerità che rischia di costare cara alla coalizione di sinistra al potere, i Socialdemocratici e il Movimento dei Verdi, dati dai sondaggi sfavoriti rispetto all’opposizione.

Un’opposizione che, con il partito del Progresso (di centro) e quello dell’Indipendenza, è contraria alla candidatura del Paese all’Unione europea e punta a rimanere fuori con la sua moneta. E che si è giocata la partita della campagna elettorale puntando su misure popolari, come l’alleggerimento del peso dei mutui immobiliari, riportando i parametri di riferimento ai livelli 2008.

Un’idea che piace a molti ma che rischia di creare incertezza nel settore bancario ed economico, è la replica dei contrari. Il cavallo di battaglia del governo uscente è invece quello di aver vinto la lotta alla disoccupazione, riportando il tasso dal 9% del 2010 al 5% del febbraio scorso.

Ma il dato sembra lasciare scettici gli islandesi che secondo i sondaggi non voteranno in maggioranza la coalizione di centrosinistra. Bruciati – è l’opinione dei commentatori – da quel pacchetto di misure fatte di austerità e rigore, dettate dal Fondo Monetario Internazionale che ha prestato a Reykjavik 1,6 miliardi di euro tra il 2008 e il 2011. Ricette che agli islandesi non solo non sono piaciute ma anche hanno innescato una forte insicurezza e insoddisfazione. Con le famiglie sempre più indebitate e le statistiche ufficiali che parlano di un nucleo su dieci in ritardo nei pagamenti dei mutui per la casa o nei rimborsi di prestiti immobiliari. E un terzo degli abitanti dell’isola che ancora afferma di non essere in grado di poter far fronte a spese impreviste, anche di 1.000 euro.

FONTE ORIGINALE: AGENZIA ANSA

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4 Comments

  1. Le Pen è famoso per richiedere forti politiche di rafforzamento della legge, tra cui la reintroduzione della pena di morte , forti restrizioni sull’ immigrazione da paesi extraeuropei, ritiro della Francia , o maggiore indipendenza, dall’ Unione Europea . Ha pronunciato affermazioni considerate razziste e antisemite ma, recentemente, è stato costretto a non esprimersi in modo discutibile nel periodo pre-elettorale.

  2. Gino says:

    Non si tratta più di mettere in discussione l’euro, qui ci vuole un referendum per far decidere alla gente se vuole restare nella Unione Europea oppure no.

    • Albert Nextein says:

      E’ esattamente così.
      La gente si faccia un’opinione saltando a piedi pari l’informazione partitica.
      La gente guardi il proprio interesse personale e la propria libertà, lasciando da parte patriottismi e sovra-patriottismi.
      Sono due grossi impegni per chi vive confidando sul padre-padrone-padrino.
      E’ fatica informarsi, mettersi a valutare, pensare ad un futuro familiare.
      Guardare che succede nel mondo e come vivono altri popoli.

      • caterina says:

        l’Europa dell’euro deve saltare… torni ad essere semmai l’Europa dei popoli, ma li rispetti e non si sogni di sopprimerli perchè sarebbe la fine… cosa che piacerebbe molto ai guerrafondai d’oltreoceano…

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