Gli alchimisti e la “Gabbia” di Paragone. Paracelso era un dilettante

di CLAUDIO ROMITI

Gianluigi Paragone è riuscito in una impresa apparentemente impossibile: far passare il vetero keynesiano Barisoni, giornalista economico di Radio24, per un sommo pensatore. Infatti, di fronte all’impalcatura teorica preparata dal conduttore de La Gabbia nell’ultima puntata, invitando una serie di ospiti affetti da evidente delirio, le espressioni di elementare buon senso del Barisoni, in risposta al cumulo di sciocchezze finanziarie che venivano proposte, sembravano intuizioni da premio Nobel.  Ma la cosa che mi ha offerto l’occasione per scrivere questo breve commento ha francamente dell’incredibile.

Alcuni giovinastri di una sedicente organizzazione italiana che si rifà direttamante alla famigerata MMT -Money Modern Theory- hanno finalmente spiegato, con tanto di grafico, il mistero di Paracelso.  Quest’ultimo alchimista cinquecentesco  che si dice fosse riuscito, dopo anni di esperimenti, a trasformare il piombo in oro. Così almeno  sosteneva decenni addietro una fonte televisiva molto attendibile: lo sceneggiato francese, molto famoso anche in Italia, Belfagor-Il fantasma del Louvre .  D’altro canto il fondamento teorico di Paragone e dei suoi italici pupilli dell’MMT non sembra godere di maggiore solidità di un qualsiasi racconto fantastico. Al pari di Paracelso costoro hanno trovato il modo di accrescere la ricchezza attraverso una semplice formula. Ma invece di tramutare il piombo in oro essi si propongono di far diventare preziosa la cartaccia dei titoli di credito che chiamiamo banconote. Come? Semplice, stamparle all’occorrenza, prescindendo da qualunque corrispettivo di natura economica. Ed il presupposto per questo miracolo è risultato, nel corso del citato programma, di una genialità tale da sfuggire persino alla comprensione dello stesso Barisoni, rimasto attonito di fronte ad una così incredibile rivelazione.

In breve sembrerebbe che ogni banconota a corso forzoso costituisce un debito per lo Stato ma un credito per il popolo quando quest’ultimo ne venga in possesso. Ma dal momento che il primo non può fallire, aumentando semplicemente il circolante non può che aumentare la ricchezza, di cartastraccia però aggiungo io. Grafici o meno, queste demenziali teorie continuano a non tener conto che è solo il lavoro e l’organizzazione economica nel complesso che genera il benessere che ancora esiste. Pensare di sostituire gli scambi di beni e servizi reali con quelli di cartacce di una qualunque banca centrale è semplicemente folle. Così come appare sempre più imbarazzante il circo delle sciocchezze messo in piedi dal già-leghista Paragone.

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39 Comments

  1. eridanio says:

    Molesto oggi Mercanzin? Cattiva digestione?
    E’ inutile qualsiasi spiegazione a chi non vuol capire nonostante sia 13 anni che studia.
    Vede, la scuola austriaca di economia ha una teoria del capitale in grado persino di dimostrare come l’esuberanza monetaria unita alla politica dei tassi bassi le abbia consentito di sprecare parecchie delle sue risorse, almeno quelle che in parte dei suoi ultimi 13 anni ha impiegato studiando (senza giudicare le buone intenzioni e nemmeno la buona fede, appunto ingannate) SOLUZIONI SCIENTIFICAMENTE INFANTILI.IMHO
    Il risveglio provoca un tormento e lei desidererebbe essere risvegliato, ma ha una paura estrema di scoprire che quel che sopra io intendo come opinione umilmente supposta alla luce della teoria sia realtà. Le toccherebbe liquidare le costruzioni mentali fallaci per sostituirle con costruzioni logiche sostenibili nella suo quotidiano apporto alla cooperazione sociale spontanea.
    La buona novella è che la depressione conseguente è già un segnale che il suo organismo sta reagendo ed è quindi il segnale di inizio del recupero, sempre che non indugi in consolatorie ricadute nelle stupidaggini economiche giusto per smettere anche solo un po’ di soffrire.

    I testi ed i luoghi per accedere a qualcosa di austriaco so che li conosce bene e pertanto chi fa da se fa per tre.

    Ecchepaleeeeeee !! lo dico io perché lei pare abbia smesso di studiare e pretende in un delirio di arroganza cognitiva provocare villanamente il prossimo che manifestamente non la pensa legittimamente come lei. Questo le doveva essere preventivamente chiaro e noto per aver già avuto approcci simili al dialogo. Approcci che pertanto non meritano di essere ulteriormente assecondati.

    Agli austriaci dico che ogni reazione a questo post è interessante per dimostrare quanto la vicinanza a concetti austriaci sia difficile da cogliere anche quando vengono messi davanti agli occhi.
    Quanto lo studio sistematico della scienza dell’azione umana sia una attività che comporta una diligenza adeguata.

    • Claudio Romiti says:

      Ottima la replica dell’amico Eridanio. Aggiungo che senza conoscere le basi elementari dell’umana esistenza, inscindibili dal nesso causa-effetto, non è possibile conoscere l’economia. Quanto all’amico Mercanzin, dopo tanti articoli da egli commentati, mi arrendo. L’ illusione della manna valutaria -altrimenti in nostro hal si arrabbia- non si estirperà mai dalla sua mente. Tutta gente che sogna di ripercorrere le strade del grande Paracelso. Nel frattempo corrono dietro ad un paracesso di conduttore televisivo.

    • Marco Mercanzin says:

      Veda, caro figliuolo, lei pone degli assunti, che come la scuola austriaca, non dimostra. Ergo essi di entano dogmi, su cui costruire tutta una teoria di conclusioni.
      Sia per quanto riguarda me, sia per il discorso economico.
      Una volta tanto, aldilà delle sue legittime opinioni, corrobori ciò che sostiene con dati e fatti, altrimenti ciò che scrive, mi permetta, resta fuffa.
      Con stima, attendo.

  2. Marco Mercanzin says:

    Lo dimostri….. intanto vado a prendere i pop corn e mi metto comodo … 🙂

  3. halnovemila says:

    La “moneta” è per definizione “bene di scambio”.
    La massa monetaria è la somma dei “beni” (merci) esistenti (deve esistere il bene per potersi realizzare lo scambio) che sono “legati” in un rapporto di “credito” verso gli istituti che emettono la “valuta” (le banco-note… le “note del banco”).
    Il rapporto tra massa monetaria (quantità di beni-moneta) e la massa “valutaria” (il numero complessivo di unità di valuta in circolazione) determina il potere di scambio/acquisto unitario della VALUTA.
    La massa monetaria non è costante (dipende dalla velocità di produzione e di consumo dei beni e dalla quantità di beni non consumati legati alla valuta), e la massa valutaria nemmeno (dipende dalla quantità unitaria di valuta emessa o ritirata)
    Per avere un potere di acquisto (potere di scambio) costante dell’unità valutaria, è necessario mantenere costante il rapporto tra la massa monetaria e la massa valutaria.
    L’incapacità di distinguere le due cose e di ragionarci correttamente al riguardo dipende dal fatto che la parola “moneta” viene costantemente usata per indicare la “valuta” (che è rappresentazione della moneta), rendendo impossibile quindi distinguere il concetto di valuta da quello di moneta in ogni ragionamento che usa lo stesso termine per entrambe i due distinti oggetti.

    • halnovemila says:

      L’espressione “stampare moneta”, per esempio, è tanto comunemente usato quanto è concettualmente sbagliata.
      La moneta, in quanto bene di scambio, non si stampa… si stampa la valuta (la banconota, la nota del banco).
      L’espressione “Svalutare la moneta”, è anch’essa tanto comunque quanto scorretta.
      Non è la “moneta che si Svaluta”, ma, la VALUTA, ovvero l’unità valutaria.
      Per inciso, la “massa monetaria” ha un “valore” (che determina il potere di scambio della valuta) che non dipende solo dalla quantità dei beni-moneta, ma dal loro valore sul mercato, che può, come tutti i beni, aumentare o diminuire.
      Così, per esempio, se ho una massa monetaria costituita da 100 scatolette di tonno, a qui faccio corrispondere 100 banconote del valore di una scatoletta di tonno, se sul mercato all’inizio dell’emissione avevo un rapporto di valore che potevo scambiare una banconota con una scatoletta di sardine, ma poi le sardine non le vuole più nessuno e tutti vogliono il tonno, finisce che con la banconota di una scatoletta di tonno ci compro due scatolette di sardine, per cui ho avuto deflazione senza aumentare la “massa valutaria”.

      • L'incensurato says:

        Mi stai dicendo che dire “moneta” oggi è come dire “oro” quando ancora la riserva aurea era il parametro di riferimento (Bretton Woods)? Bene ma slittando i termini il concetto rimane uguale: non posso accettare che qualcuno definisca “merce” (cioè con un valore intrinseco,seppur fluttuante) la valuta. Perchè no:nemmeno nel caso di acquisto di valuta sul mercato azionario si può definire “acquisto di merce” quell’operazione finanziaria (che so compro dollari pagandoli in euro,per dire). Nemmeno in quel caso sto comprando merce,imho.

  4. Matteo Berta says:

    Mi sa che l’autore di questo articolo deve studiare un po di macroeconomia e di leggere un po di dati reali, primo fra tutti il documento stilato dalla Ragioneria Generale dello Stato con nome “La spesa pubblica dall’Unità d’Italia a oggi (2010)” dove appare chiaro ad esempio come lo stato italiano non è mai stato spendaccione come ci viene sempre raccontato. Poi scriva pure questo minestrone di inesattezze.

    • Marco Mercanzin says:

      E utilizza pure le castronerie dette da Barisoni per supportare le sue tesi. Palesi castronerie, non ancora economiche, ma sopratutto di matematica delle medie.
      Tra l’altro critica Barnard in una trasmissione in cui nn ha fatto altro che elencate i trattati europei e i vincoli che ci pongono. Niente, a Romiti neppure quello va bene.
      Come se i trattati se li fosse inventato Barnard.

  5. Giorgio Fidenat says:

    Mercanzin, facciamo così: con te e con quelli come te è inutile parlare di moneta e teoria monetaria. Voi avete le vostre convinzioni piantate nella testa con il martello.
    Viste le inconciliabili posizioni facciamo un accordo: mettiamo in concorrenza le monete. Da domani noi costituiamo la nostra moneta merce, finita, legata all’oro, niente riserva frazionaria e usiamo quella. Voi vi fate la vostra moneta proporzionata alla vostra economia. Le mettiamo in competizione, cioè ognuno sceglierà la moneta che crede più valida. Ci stai? Dai facciamolo insieme, così combatteremo insieme questo stato di cose che ad entrambi non ci sta bene, poi ognuno per la sua strada. Ci stai?

    • Marco Mercanzin says:

      Dove devo firmare ?

      PS : non nulla piantato nel cervello. Io ho cominciato ad interessarmi di economia 13 anni fa proprio con le pubblicazioni dell’Istituto Bruno Leoni. Non ho preclusioni ideologico/moralistiche, ma ritenere la moneta una merce, fa capire che nn sapete nemmeno cos’è una merce.
      Per intanto, se vuol vedere la MMT che smonta la scuola austriaca in un pubblico dibattito ….

      http://caffedifrontiera.blogspot.it/2013/07/il-dibattito-post-mortem-mmt-vs.html?m=1

      • eridanio says:

        ha ragione Huerta:
        anche per mmt e compagnia brunoleonica
        “Mismos perror con distintos collares”

        • Marco Mercanzin says:

          Ecchepaleeeeeee !! Ma voi per voi esistono solo De Soto, Hayek, Mises e compagnia austriacando ???
          Mai provato a leggere Godley, Lerner, Knapp, oppure Cipolla…..
          Niente, esiste solo la scuola austriaca, tutto il resto del mondo, dei deficenti.
          E dire che il Gold Standard ha avuto modo di dimostrare il suo fallimento più volte, niente, ancora insistono….. Mah…

    • L'incensurato says:

      Sa qual’è il rischio (temo)? Che vada a finire come la Glass-Steagall tanto amata dalla Lega (inspiegabilmente): la nostra moneta legata ai tempi lunghi della realtà commerciale crescerà di x; la loro moneta stabile e “reale” come l’aria fritta crescerà di “exp (x)” nello stesso tempo: un immenso Britannia in cui la loro economia (leggasi econofuffa) si papperà TUTTO quello che è l’economia reale. Se poi collasserà su se stessa o meno per noi europei, che saremo i nuovi bengalesi del mondo,euroschiavi di Usa e Cindia, cambierà ben poco.

      ( P.s. mi illumini: ma dire “moneta finita” e dire “proporzionata all’economia di quello stato” l’è nen istess,come dicono i C(aronno pertusella) Boys? )

  6. Ci rendiamo conto che c’è gente che ancora non collega la stampa della moneta con l’inflazione e che l’inflazione di fatto ANNULLA il valore della moneta? Ma secondo voi se i soldi basta stamparli perché restano tutti nella merda anche se hanno le zecche di stato? (quelle che stampano, non quelle sedute sulle poltrone, che il nome non sia a caso?). Perché in Argentina non sono tutti ricchi sfondati?! Ma ci sono o ci fanno?

    • Leonardo says:

      🙂

    • Marco Mercanzin says:

      Tutti nella merda? Certo Giappone, usa, UK, etc etc , tutti messi peggio di Europa, tutti a mendicare, tutti a prendere il pane con le carriole di banconote.
      Inflazione e’ eccesso di domanda o scarsità di offerta. La massa monetaria deve essere solo equilibrata.

  7. renato says:

    Perché non riproporre, a questo punto, la libera stampa di moneta come fecero molti istituti di credito negli anni ottanta, i famosi mini-assegni di svariate pezzature che invasero ogni settore del commercio ? Allora la motivazione era la mancanza di moneta spicciola. Un altro miracolo italico che fece stupire più di uno straniero pure avvezzo alle nostre geniali capacità.

  8. Marco Mercanzin says:

    Ora abbiamo capito che Romiti ritiene lo speaker di Confindustria uno in buonafede e dispensatore di saggezza macroeconomica…..
    Tutto pur di non ammettere una verità semplicissima : la moneta non è una merce, e non è finita.
    E che essa deve essere proporzionata alla sua economia : ne hai di più ? Inflazione. E hai meno ? Deflazione.
    Di una semplicità disarmante, ma per Romiti e’ di una difficoltà pari alla fisica quantistica, o alla pietra filosofale appunto……
    Sopratutto dopo le esternazioni di Barisoni, tipo che la benzina costerà 10 volte tanto, se si svaluta del 40%…… azzo, nemmeno la matematica di base, altro che economia….
    Tristissimo terrorismo luogocomunista, la prossima volta paventeranno le cavallette, il buio per un anno, e la morte dei primogeniti, oltre allo ius primae noctis in favore dei “Mercati”.

    • Leonardo says:

      Che bello veder l’Argentina fallire nuovamente, quella che stampa moneta…

      • Marco Mercanzin says:

        Si certo certo, da quando si si o staccati dal dollaro, crescono del 10% annuo.
        Lo si che sperate voi austriacanti che L’Argentina fallisca.
        Ma d’altra parte stiamo ancora aspettando da 50 anni l’iperinflazione paventata da Hayek e soci…….

        • eridanio says:

          inutile spiegartelo
          Vacci in Argentina poi mi saprai dire.
          Io ho clienti che per uscire da quel paese per venire in Italia hanno dovuto lasciare una cauzione e firmare cose innominabili alle autorità valutarie e doganali sotto la verga di sanzioni penali.

          • Marco Mercanzin says:

            Certo, dopo anni di massacro grazie all’aggancio col dollaro, ora si stanno riprendendo. Ripeto, crescita del 10% annuo. E l’Argentina nn la conosce solo lei.

    • Gabriele says:

      Qua qualcuno deve ritornare a studiare… “E che essa deve essere proporzionata alla sua economia”…. .. ……. Dio perdonali perchè non sanno quel che dicono xd

    • meno stato per tutti says:

      Mi pare che Claudio, abbia fatto una semplice equazione:
      barisoni è un idiota economico conclamato.
      la MMT è talmente una stronzata che anche contrapposta alle puttanate che dice barisoni, fa apparire quest’ultimo un genio dell’economia.
      quindi, non capisco come tu possa dire a Claudio che lo ritiene un “dispensatore di saggezza macroeconomica”.

      inoltre, prima di scrivere fregnacce tipo: “la moneta non è una merce, e non è finita”, studia un pelino di teoria monetaria. anzi, fai di piu, comincia a mangiare insalata di banconote condita con banconote e una bella cotoletta di banconote. forse comincierai a capire che la moneta è eccome una merce, e l’averla di fatto svincolata dalla tangibilità del fisico, è stata la piu grande cazzata fatta dall’umanità sin dai tempi dei mammuth.

      a meno che non scopriremo che tra qualche anno si potrà vivere di bit ovvero la forma del 97% delle monete attualmente in circolazione, anche se i bit sono fatti di energia elettrica.. ed alla fine.. bisogna farla in qualche modo sta energia… e… temo non sia infinita…

      ciauz

      • Marco Mercanzin says:

        La merce, per definizione, e’ un bene materiale con una determinata scarsità temporale, che unitamente alle sue qualità ne determina il prezzo.
        Mi dice da cosa sarebbe dettata la scarsità di moneta? Manca la cellulosa o i bit ?
        Ergo se non ha scarsità , mi dice come fa ad avere un prezzo, se non per il collaterali che rappresenta in seguito ad una convenzione ???
        Manco le basi sapete, e vi permettete di dileggiare.

        • Leonardo says:

          La moneta è una merce come le altre, e il suo valore dipende dalla domanda e dall’offerta.

          • Marco Mercanzin says:

            Lo dimostri Facco , intanto mi metto comodo e prendo i pop corn. 🙂

          • L'incensurato says:

            Dire che la moneta è una merce e quindi il suo valore è dettato dal mercato è come dire che il nome “computer” dell’oggetto che sto usando non è dovuto ad una convenzione tra le parti ma è INTRINSECO all’oggetto in se. I cognitivisti direbbero “è innato” rispetto all’oggetto medesimo (non avrebbe potuto essere chiamato altro che “computer”). Nemmeno Boldrin arriverebbe a tali livelli di spudoratezza… Padania Libera
            (&matita blu)

        • L'incensurato says:

          Questi negano persino che il denaro sia una convenzione tra bipedi. Tra un po’ diranno che il suo valore viene stabilito sul monte Sinai e tramandato oralmente: sono i cugini dei cervelloni dei subprime: money makes money, col denaro (che è una merce lo dicono tutti i Chicago Bulls,pardon:boys quindi è così) si compra altro denaro che è altra merce. In un delizioso crescendo di onnipotenza: Parola di Dio (Denaro).
          Chiamateci quando uscirete dalle vostre banche e dai vostri sogni sulla 6th Avenue.
          Con una scatola di cartone.

          • Marco Mercanzin says:

            Giuro che nn l’avrei detto meglio.

          • eridanio says:

            senti Incensurato, per me possiamo anche convenire di chiamare merda il danaro questo non sposta il fatto che per comprare il tuo computer tu abbia dovuto in qualche modo portare merda al negozio(merda che ti sei procurato e non sapiamo cosa tu abbia dato in cambio). Non sposta il fatto che il negoziante abbia attribuito alla merda che gli hai portato più valore che al computer che ti ha ceduto in cambio, se no mica se ne sarebbe privato.

            La merda è una merce e per il negoziante è la più commerciabile dato che gli consentirà, cedendola, di riassortire il magazzino.

            Tutto è convenzione, anche la arbitraria ed opinabile classificazione dei cialtroni monetari con buona pace dei cognitivisti.

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