GIUSTIZIA ITALIANA, TUTTE LE VERITA’ NASCOSTE

di JAMES CONDOR

E’ passato alla Camera, a scrutinio segreto, un emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati. Proposto dal leghista Gianluca Pini (nella foto), ha avuto 264 voti favorevoli e 211 contrari: una maggioranza larghissima. Il testo recita: «Chi ha subìto un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale. Costituisce dolo il carattere intenzionale della violazione del diritto».

Dunque se il cittadino ha subito un danno da un magistrato, può rifarsi direttamente su di lui. Naturalmente deve ancora passare al Senato. Ma subito gli strali sono partiti. Antonio Di Pietro, riporta Corriere.it, afferma: «Dietro il voto segreto una maggioranza oscura ha compiuto un atto da P2 parlamentare».

Ilfattoquotidiano.it addirittura titola: “Casta, intimidazione ai magistrati” e riporta le dichiarazioni di Giuseppe Cascini, segretario dell’Anm. «E’ una norma incostituzionale in contrasto con i principi piu’ volte affermati dalla Corte di Giustizia europea». Cascini che con Repubblica va oltre: «evidentemente il peso di alcune vicende giudiziare è ancora forte nelle aule della politica». E il procuratore aggiunto di Roma già leader di Md, Nello Rossi, ancora da Corriere.it, chiede «formalmente alla giunta dell’Anm di proclamare lo stato di agitazione e di procedere ad una convocazione straordinari del comitato direttivo centrale per sabato o domenica. Non ci si può limitare a sperare che il Senato corregga o che la Corte costituzionale dichiari in un lontano futuro l’illegittimità della norma oggi approvata dalla Camera. Occorre che la magistratura attraverso adeguate iniziative – inclusa la proclamazione di uno sciopero immediato – faccia comprendere anche ai più sordi l’entità della posta in gioco».

IL DOCUMENTO

L’Indipendenza vi mostra però un documento, come molti altri sconosciuti dai media quando si tratta di giustizia, che fa riflettere molto. Si tratta di una sentenza del 24 novembre 2011 della Corte di Giustizia del Lussemburgo, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Un piccolo riassunto: nel 2009 la Commissione Europea aveva inviato una lettera in cui faceva presente all’Italia la violazione del diritto comunitario, già segnalata nel lontanissimo 2006. La violazione consisteva proprio nella nostra struttura della legge 117/88 sulla responsabilità dei magistrati. Ma l’Italia, che se non si tratta di anatemi della Bce sul debito pubblico se ne frega altamente, non aveva mai risposto. Sicchè la Commissione Europea ci ha portato davanti alla Corte. Ed è in questa sede che l’Italia si è difesa sostenendo che l’art. 2 della legge 117/88 non escludeva la responsabilità dei magistrati, ma la limitava soltanto nell’interpretazione di norme, fatti e prove. Mentre per dolo e colpa grave, questa responsabilità veniva riconosciuta. Già, e quando? Secondo la Corte «lo Stato membro convenuto (l’Italia ndr) non ha fornito alcun elemento in grado di dimostrare validamente che, nell’ipotesi di violazione del diritto dell’Unione da parte di uno dei propri organi giurisdizionali di ultimo grado, tale disposizione venga interpretata dalla giurisprudenza quale semplice limite posto alla sua responsabilità qualora la violazione risulti dall’interpretazione delle norme di diritto o dalla valutazione dei fatti e delle prove effettuate dall’organo giurisdizionale medesimo, e non quale esclusione di responsabilità». Mentre quanto alle ipotesi di responsabilità per dolo o colpa grave: «la Repubblica italiana non ha confutato in termini sufficientemente sostanziali e dettagliati l’addebito contestatole dalla Commissione, secondo cui la normativa italiana limita, in casi diversi dall’interpretazione di norme di diritto o dalla valutazione dei fatti e delle prove, la responsabilità dello Stato italiano per violazione del diritto dell’Unione da parte di uno dei propri organi giurisdizionali di ultimo grado in modo non conforme ai principi elaborati dalla giurisprudenza della Corte».

E infatti, ecco la sentenza della Corte di Giustizia (corte di giustizia responsabilità dei magistrati):

1)      La Repubblica italiana,

–        escludendo qualsiasi responsabilità dello Stato italiano per i danni arrecati ai singoli a seguito di una violazione del diritto dell’Unione imputabile a un organo giurisdizionale nazionale di ultimo grado, qualora tale violazione risulti da interpretazione di norme di diritto o da valutazione di fatti e prove effettuate dall’organo giurisdizionale medesimo, e

–        limitando tale responsabilità ai soli casi di dolo o colpa grave,

ai sensi dell’art. 2, commi 1 e 2, della legge 13 aprile 1988, n. 117, sul risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e sulla responsabilità civile dei magistrati, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza del principio generale di responsabilità degli Stati membri per violazione del diritto dell’Unione da parte di uno dei propri organi giurisdizionali di ultimo grado.

2)     La Repubblica italiana è condannata alle spese.

L’emendamento Pini non fa dunque che adeguarsi alla sentenza europea. E oltre ad eliminare il riferimento “all’interpretazione” e ad aggiungere la “violazione manifesta del diritto vigente”, aggiunge la possibilità di un’azione diretta nei confronti del magistrato.

Detto questo, c’è molto altro che in Italia si ignora. Già nel 2005 un’altra Corte, quella per i diritti dell’Uomo di Strasburgo, che va oltre l’Ue e si allarga al Consiglio d’Europa, nel giudicare il caso di un uomo ingiustamente detenuto dall’Italia e per cui l’Italia era stata condannata, e cioè il caso di Bartolomeo Picaro, se la prendeva con la nostra legge 117/88. Per Strasburgo, Picaro avrebbe anche eventualmente potuto fare un’azione contro i magistrati che lo avevano incarcerato solo se fosse riuscito a dimostrarne il dolo o la colpa grave, ma il Governo italiano « non ha prodotto alcun esempio che dimostri che una tale azione sia stata tentata con successo in circostanze simili» a quelle del suo caso (AFFAIRE PICARO contro ITALIE).

I DATI REALI DELLA GIUSTIZIA

Il senso dell’emendamento risponde dunque ad un dato di fatto: che i magistrati non pagano quasi mai, qualsiasi sia il motivo del loro operare errato. O almeno lo Stato non è stato in grado di dimostrarlo alla Corte Europea. In ogni caso per gli errori ha finora sempre pagato lo Stato – e cioè il cittadino -, che poi, eventualmente, in linea molto ma molto teorica, si poteva rifare sul magistrato.

Ma i magistrati non pagano mai nemmeno in sede disciplinare, che dovrebbe regolare al Csm quantomeno le infrazioni deontologiche. In “La legge siamo noi” (Piemme, 2009), Stefano Zurlo analizzava infatti storie di toghe finite sotto procedimento disciplinare e trattate coi guanti o addirittura assolte per le vicende più disparate (o mai espulse nemmeno quando avevano chiesto nientemeno che l’aiuto di un boss). Riprendendo poi i dati emersi in Ordinamento Giudiziario (Cedam) di Daniela Cavallini, rivelava che tra il 1999 e il 2006, su ben 1010 procedimenti disciplinari, addirittura 812 erano finiti con l’assoluzione o il proscioglimento. E 126 con l’ammonimento, poco più di un buffetto. Trentotto erano le censure. E soltanto 22 volte c’era invece stato un vero provvedimento minimo come il rallentamento di carriera. E appena 6 volte l’espulsione. Un totale di ventotto provvedimenti concreti su 1010. Percentuali non esattamente incoraggianti.

Eppure gli “errori” nel giudizio formulato dai magistrati che hanno causato danni al cittadino sono tantissimi, e hanno causato enormi risarcimenti da versare da parte dello Stato, così tanti che lo scorso anno l’Italia non riusciva a pagare ancora 36,5 milioni di euro di indennizzi già esecutivi.

Nell’articolo “Italia, culla del diritto negato” vi avevamo già dimostrato come l’Italia non risultasse soltanto di gran lunga la più condannata a Strasburgo per le lentezze processuali (vedi foto a lato, clicca per ingrandire) dal 1959 al 2010, e questo nonostante l’Italia vanti il maggior numero di magistrati dell’Ue (1,39 contro una media di 0,91 ogni diecimila abitanti, più ulteriori 966 rincalzi previsti dal 2009!), ma che vantasse ben altri record. Come l’intrusione nella vita privata delle famiglie, 131 condanne, l’unico Paese con numeri a tre cifre, numeri spaventosi anche se confrontati con Turchia, Russia, Romania, Polonia, con plurime sentenze per sottrazione di minori da parte dello Stato, giudicata illecita da Strasburgo.

Chi ha mai pagato per questo? Dei responsabili nessuno, proprio perché la legge li tutela. Eppure un referendum radicale del 1987, dopo lo scandaloso caso di Enzo Tortora, aveva di fatto introdotto la responsabilità civile dei giudici, ma è rimasto, come molti altri referendum, inascoltato. (QUI LA TABLEU DE VIOLATION COMPLETA)

E le cose sono andate via via peggiorando. Basti pensare allo storico Rapporto Italia del 1996 dell’Eurispes, che raccontava come, fra il 1980 e il 1994, le percentuale di persone prosciolte da un processo era del 43,94%, e fra il 1989 e il 1995 ben 1671 persone furono vittime di ingiusta detenzione. Sette anni più tardi, nel “Rapporto Italia 2003”, l’Eurispes sostenne che dalla Costituzione della Repubblica ad allora oltre di quattro milioni di italiani risultavano essere state vittime senza colpa di azioni giudiziarie.

Non si tratta esattamente di bazzecole, si tratta del tema più importante in uno Stato civile.

E non tanto perchè secondo il ministro della giustizia Paola Severino l’inefficienza della giustizia ci costi l’1% del Pil o perché secondo la relazione del precedente Governo il rimedio della legge Pinto  «non si è dimostrato neppure idoneo a fronteggiare efficacemente eventuali condotte negligenti di singoli magistrati, causative dell’irragionevole ritardo processuale, ovvero a vigilare sull’obbligo dei dirigenti degli uffici giudiziari di realizzare un’efficiente organizzazione del lavoro giudiziario». Ma perché assai prima del denaro la giustizia riguarda una questione di princìpi, riguarda la libertà della gente. E non è ammissibile che si possa indagare e poi giudicare con la certezza di operare senza farsi carico di questa responsabilità. Perché altrimenti il rischio di errori anche per la superficialità nell’interpretare norme, nazionali e comunitarie, diventa molto alto.

E infatti quale è oggi la condizione della nostra giustizia? I soliti dati ignorati dai media, seguitano ad aggravarsi. Nel precedente articolo vi avevamo rivelato che al 30 novembre 2011 le cause pendenti all Corte di Strasburgo contro l’Italia erano 13400, l’8,8% della torta delle cause, ben 3200 in più rispetto alle 10200 del 31 dicembre 2010, quando ne avevamo il 7,5%. Oggi, è bastato un solo mese di rilevazioni in più, e al 31 dicembre 2011 le cause sono diventate 13750, il 9,1%, 350 ricorsi in più! (vedi foto a lato, clicca per ingrandire)

Una corsa al massacro. Del diritto.

SOLUZIONI

Ora naturalmente, con il passaggio dell’emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati alla Camera, c’è il solito sbandierare di vessilli che inneggiano all’indipendenza della magistratura. E al timore che, condizionata, non operi più nella serenità con la spada di Damocle del risarcimento sulla testa. Ma ovviamente si tratta di un falso problema. Non può esistere una categoria di lavoratori che non è civilmente responsabile di ciò che fa. Ed è assurdo sentire, come è capitato, che quando un magistrato sbaglia, questi risponda al giornalista che bisognerebbe sottolineare anche le volte che le sue indagini si sono rivelate giuste. Sarebbe come dire che un medico sbaglia un’operazione e si difenda dicendo che gli altri pazienti però li ha guariti. O che un giornalista che ha diffamato qualcuno protesti dicendo che in altri articoli non lo aveva fatto.

La vera indipendenza della magistratura può essere difesa solo se chi giudica i magistrati, in sede almeno disciplinare, sia un organismo terzo (da politica e magistratura) e non un collega.

Quanto al risarcimento civile, lo Stato può sempre andar loro incontro istituendo l’obbligo di un’assicurazione, come per i medici. Si può star tranquilli che, a quel punto le cose migliorerebbero sensibilmente. Perché, come capita agli automobilisti e agli stessi medici, l’assicurazione risponde. All’errore corrisponde l’aumento del premio da pagare. Ma quando gli errori diventano troppi, l’assicurazione non risponde più. La scrematura tra le toghe in gamba e quelle che non lo sono avverrebbe così come per qualsiasi altra categoria: in base al merito. Chi non sbaglia va avanti, chi sbaglia cambia lavoro. In fondo, sostiene Monti, il posto fisso è monotono.

 

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8 Comments

  1. Zione says:

    Il senatore Lusi, abbandonato dai suoi compagni della Margherita è ancora ai topi.
    Nel Pubblico LADROCINIO, ai danni del Popolo Italiano, fu arrestato per Associazione a delinquere Lusi del Partito della Margherita e la moglie; perbacco, come mai in questa laida magagna di Ruberie ai danni del sempre offeso Popolo Italiano, ci sono stati solo due arresti, con un’accusa che di solito comprende Soci e Complici; e come mai che qualche Giudicione si ostina a tenerlo dentro, malgrado i pareri diversi della Suprema Corte di CASSAZIONE e di un altro Autorevole MAGISTRATO che si è espresso dopo ? — Ma come è possibile che i suoi degni COMPARI di Partito ignorassero tutti, il suo strano comportamento e le tante clamorose “manovre finanziarie” che costui, indefesso faceva; ma ancora peggio, avvenivano con sommo spregio dei poveri Cristi che umilmente soffrono in ristrettezze già da lungo tempo, mentre l’allegra Brigata (di Briganti ?) si divertiva con disgustanti sprechi, colle palanche dell’Erario dello Stato (SOLDI NOSTRI); se per assurdo questa asserita Follia venisse veramente dimostrata, comunque questi forti Mangioni andrebbero lo stesso Scacciati Solennemente a calci, dalla scena Politica, per conclamata Asinità dovuta a dimostrata e COLPEVOLE Negligenza, ad essere buoni; considerato che non avrebbero mai usato neanche un minimo di Doverosa vigilanza sul ricco Malloppo.
    ——–
    Queste FARAONICHE Spese che Lusi faceva alla Luce del Giorno e che venivano riportate dai Giornali, se non ci fosse stata la segnalazione (Obbligatoria), della BANCA d’ITALIA alla Magistratura, il suo triste andazzo sarebbe continuato Impunito, fino all’ultima Goccia di Sangue, succhiata avidamente alla POVERA GENTE; da questa grandiosa Manica di Disonesti e Fetenti, verso i quali non si può neanche escludere la persistenza di uno “stato crepuscolare orientato” che fu accertato dalla famigerata e sciagurata “Scuola Torinese” con abusive “PERIZIE” e contro la sua Volontà, a favore di Mamma FRANZONI; pur rappresentando ciò un’attenuante per l’Imputata, tale conclusione di Periti (di una precedente Corte) non fu considerata dalla cassazione, perché altrimenti non si sarebbe potuto continuare a CROCIFIGGERE con turpitudine, questa Sventurata (e la sua Famiglia); cosa di cui questi dormienti sembra non debbano preoccuparsi perché forse erano “in SONNO” di provvidenziale Catalessi, o perché contano su qualche potente e infame Maniglia del Giudiciume, sempre pronta a Felloneggiare, come infingardamente è stato ricordato anche a Montecarlo.

    Nel mentre apprezzo i pochi Fortunati della Maraja, che pur non disponendo di firmati costumi o altri costosi “Uarnimijent n’cuoll” (finimenti per quadrupedi) per ogni stagione e di ricche Case al mare con Berlusconeide Barche (da nababbi) di cui stranamente abbondano anche molte nostre mezze calzette della Politica, i miei modesti e onesti Colleghi del Popolino, beati loro che benchè sofferenti a vario titolo (anche per Montani ed Equitalici interventi), almeno possono permettersi un distensivo bagno in un popolare Lido Mappatelle, come sembra che cominceranno a fare presto, grazie alla loro sentita solidarietà col bisognoso Prossimo, con un’imminente e sostanziosa Autoriduzione delle loro grasse Prebende Governative pure i nobili Fini, Di Pietro e D’Alema; pertanto suggerisco a tutti un’amena lettura sotto l’ombrellone, di una solita Barbarie dell’Italica Vergogna sui tanti “Omicidi Statali e affini”, che ancora funestano a lutto la nostra infelice Nazione: http://www.ilgiornale.it/news/interni/nome-popolo-italiano-826309.html Nel mentre saluto tutti con affetto, escluso gli scellerati Infamoni, Carognoni et similia. Cheerio Boys; Asibiri Compai; Cerea nhè, arrevezze dal Vesevo — ruotologiu@libero.it

  2. Zione says:

    Giustizia a Torino; quante Infamie, si commisero nel suo usurpato nome, da parte di ignobili Cialtroni con Usurpata toga !!!

    A proposito della curiosa notizia dell’apertura di un MUSEO di falli (umani, al di fuori dei campi di Calcio) http://blog.libero.it/torineggiando/ va anche detto che a San Pietroburgo, l’ex capitale degli Zar di Russia, c’è ed è molto ammirato in un museo erotico, pure il Ciclopico membro del diabolico monaco Rasputin che viene venerato come un “Oggetto unico e prezioso”; ma si auspica e si prevede che quando sarà il suo momento (e sempre quando vorrà il Signore …) sarà devotamente onorato anche il gagliardo Piciu di ferro, del pugnace Berlusconi, capace di alcune decine di battaglie al giorno, a dire di certi pruriginosi e sporcaccioni Spioni; Maledetti loro, chi li manda e quei Cornuti che li vestono ogni mattina.

    Certamente, che in considerazione dei suoi alti meriti da illuminato Statista, gli si troverà un degna sistemazione in un grandioso Museo, che sicuramente avrà grande affluenza da parte dei Posteri; ma già fra i primi visitatori ci sarà senz’altro qualche viscido intrallazzatore Politico dall’Anima nera, ben apparigliato con qualche lurido FELLONE Giudiziario (chissà se ci sarà ancora il SUINO, quel celebre IGNORANTE dall’eccelse, riverite e ricche Carriere, già P.M. in ottima compagnia nella Fogna di Torino; ma ora ancora e sempre, Calunniatore e Mariuolo della Dignità e della Vita di probi Cittadini, resta sempre un temuto Capozona anche in questo triste miscuglio dell’Antimafia, composto dall’accozzaglia di qualche infido magistrato e falsi Pentiti (di cui i primi sono i generosi Benefattori dei secondi, a spese della Società) e di altri Magistrati che per quanto capaci e coscienziosi, purtroppo non riescono a distinguere chi realmente manovra in certi strani accadimenti.

    Un ributtante BANDITO da strada, che con una semplice frase di genuino gergo dell’Antica CAMORRA, suggerita come lasciapassare ad un suo Lacchè e riferita poi, da questo figlio di valorosa Baldracca al Miserabile responsabile preposto all’accettazione: “Mi manda Picone” (una volta dicevano … zi Peppe, che era Garibaldi, per passare il Dazio senza formalità …) riesce a far entrare nel Carcere, senza nessun DOCUMENTO, il che equivale a SEQUESTRO di PERSONA, in combutta con un altro VERME che giustifica, contro la logica l’Etica e la Morale tale Scellerato “ordine verbale” e che poi ad una precisa DENUNZIA (in questo caso, giocoforza Verbale, di un’abnorme Cacata sui Codici della Legge, fatta da quell’Ignorante e Stronzo PM, dice di essere a posto, perché le cose per lui sono in regola, giacchè il “Dannato” gli è stato consegnato dai Carabinieri, per cui per qualsiasi richiesta per avvisare a CASA, di parlare al Direttore, all’Avvocato o al Previ (o Prevet) o al Padreterno, bisogna far fare una domanda scritta, all’indomani dallo Scrivano (altro Detenuto) ed attendere almeno una settimana: praticamente anche in caso di consegna di un Morto, per quel Farabutto, ultimo anello di una catena di merda, sarebbe stato tutto “Regolare”.

    Governo, prendi nota che questa incommensurabile, incontrovertibile (e solamente Italica) VERGOGNA, di far SCOMPARIRE per giorni delle persone nelle Caserme e nelle Galere, in balia di ambiziosi e sadici Macellai agli ordini di Pusillanimi e Infingardi “Magistrati” Traditori, con un semplice e facile Comando a voce da perfetto Mafioso, da parte di questi grandissimi Scornacchiati che non hanno niente da perdere perché sono sotto il manto protettivo e onnipotente (ma solo in questo Paese e ancora per poco, a Dio piacendo) di una temeraria Gang di Fuorilegge, dove si ingrassano impunemente tutti insieme quelli della loro “Famiglia”, DEVE essere debellata e certe Nefandezze pregresse vanno accertate e CASTIGATE nella giusta misura; questo Devi fare, se vuoi darci un futuro di tranquillità e vuoi lavorare per alleviare questa difficile situazione di inflazione e di Miseria che sta sommergendo l’Umanità, e se vuoi lasciare un grato ricordo nei Tuoi Cittadini afflitti e Macellati, a buona parte dei quali è stata tolta la serenità e la fiducia nell’Avvenire, dal feroce e famelico branco dei moderni BOJA.

    Costoro, sono i falsi e Impuri esseri, che anche alla puzza del cadavere del loro peggior nemico, sono i primi ad accorrere, sempre pronti ad inondare la sala con false lacrime, in un copioso pianto da Maddalena pentita, ed a magnificare l’illustre Defunto con sublimi parole (di chiara provenienza furtiva, considerata la loro Somma Ignoranza); questo di solito, dopo aver propinato Veleni ed avere inferto Pugnalate alle spalle. Chiarissimo CAVALIERE, Lei che ben conosce Briganti e Malfattori e considerando che l’esimio Governo del professor Monti, malgrado la buona volontà finora dimostrata non riesce ancora a districarsi al meglio, nelle Piaghe del Paese e a decollare, si riprenda il suo legittimo posto di Capo del Governo ELETTO e continui Lei a tagliare i rami secchi, a cominciare ovviamente da quelli dell’infingarda magistratura Deviata che più emanano il tanfo della Putrefazione; Presidente per amor del Cielo, non commetta quest’Empietà, non ci abbandoni nelle sporche e Assassine mani di Cialtroni e FELLONI; lo faccia almeno per Carità Cristiana; non lasci il suo sgomento gregge; ignori lo stupido Popolaccio Bue, che parla solo perché tiene un buco in bocca.

    Lasci perdere i Cialtronacci del GIORNALUME; tanto quelli al pari dei loro abbietti colleghi, quei sacrileghi Gaglioffi del GIUDICIUME, sono destinati quanto prima ad essere subissati dall’oceanica ondata di Sdegno che suscitano in tutte le persone Morigerate e Laboriose (a cominciare dai Giornalisti seri e dai Magistrati onesti), che sono la stragrande maggioranza del POPOLO Italiano e che non ce la fanno più a digerire le tante Asinate che ci rifilano scribacchini e Pennivendoli che valgono giusto un Pitale di cacca; ma tenga pure presente che se è vero che i poveri Cristi sono molto preoccupati per il vile SACCHEGGIO a mano bassa dell’Erario dello STATO che viene fatto di continuo per scellerate Spese di Giustizia, essi lo sono ancor di più per il domani dell’indifesa e innocente INFANZIA, a causa della traballante Pace Sociale della Nazione, che è seriamente minacciata delle Carognate di questi Legulei della Mafia Giudiziaria, turpi fomentatori d’Odio, che presero l’abbrivio col pretesto dell’emergenza a causa del Terrorismo, poi scatenarono il loro livore distruggendo Imprenditori e Socialisti e col retaggio di allora, questo triste canagliume, continua tuttora ad IMPESTARE spavaldamente,Tribunali e Istituzioni.

    Vade retro, feroce e vile Terrorismo di Stato, dei Gaglioffi Inquisitori tribunalizi, che molto infestarono la Società Civile e assassinarono i Tribunali del Piemonte, a cominciare dalla buffonata (e successive Tragedie) montata a danno di Mario Longobardi di Orbassano, Socialista e Meridionale (su istigazione o Ordine delle Femministe ?), compiendo diaboliche Barbarie su tanti Innocenti. Si osa far notare con angoscia e con rispetto a chi di Dovere, che purtroppo e da lungo tempo, la moderna CARESTIA si è trasferita dai campi e dal mare nelle case dei nuovi POVERI, che sono sopratutto le sfortunate, laboriose e Morigerate Famiglie; ciò è successo per vari motivi, il maggiore dei quali va ricercato nel perenne DISSANGUAMENTO che subisce il martoriato Popolo Italiano, da parte di emeriti Cialtroni e Corna-Copia della magistratura Politica, che oltre a suscitare malessere e Sdegno per i suoi Mafiosi comportamenti, deturpa l’animo e rovina la vita a tanti poveri figli di Mamma di questa disgraziata Gioventù dei nuovi tempi Bui.

    Sfortunati GIOVANI e Sventurate le loro Famiglie, quelli a cui capita di avere a che fare con questi Briganti del triste Giudiciume e dei loro abbietti Compari, quei feroci Sgherri dal vile istinto criminale ed altri Associati Manutengoli, da sempre affezionati al gratuito Santantonio (alias o Paliaton, le Sevizie; con successivo certificato di Buona salute del “Paziente” visitato); questo lo fanno non perché essi sono del Cattivoni, ma solo per divertirsi un poco e tanto mantenersi in forma; ma il GOVERNO non lo capisce che continuando con questo infame andazzo, si ripiantano pure i velenosi semi dell’Odio, che germinando spontaneamente, possono nuovamente dare vita ad un nefasto “Terrorismo di reazione” peggio di quello passato, perché adesso e per tanti ovvi motivi non ci saranno più molte persone a rischiare su vari fronti in nome della Pace Sociale, per parlare ai “Compagni che sbagliano” e togliendo così anche le castagne dal fuoco a questa manica di Fetenti.

    Questi pezzi di Scellerati, dopo aver innescato la miccia e provocato una folle Ecatombe Sociale, alla fine hanno carpito pure l’altrui merito, arrogandosi il titolo di Vincitori, in una Tragedia in cui sono stati innanzitutto i Lavoratori delle Officine, delle Fabbriche e del Sindacato (onesto) oltre a tanta brava Gente comune, che col loro senso di responsabilità hanno evitato che la Rivolta di intellettuali e “Gruppettari” vari trascendesse ulteriormente, si trasformasse in una insurrezione e novella Rivoluzione di Popolo, avrebbe affogato l’Italia in un mare di sangue; perché allora si pensava che la situazione non fosse così gravemente Liberticida come si affermava con forza, da parte di chi aveva toccato con mano questa Cancrena e non veniva ascoltato, perché in buona fede (ed erroneamente …) si riteneva il Tribunale un luogo di Garanzia della Libertà, giammai immaginando che era stato trasformato in una Mortale CLOACA, per tante infelici Persone che Fiduciose vi caddero dentro, e lì invece furono TRADITE, Macellate e Sommerse.

    Giacchè questi efferati individui dilapidano Scelleratamente le CASSE dello STATO, pur continuando, ingordi Suini, ad ingrassarsi avidamente nel loro esclusivo e Privilegiato TRUOGOLO, si invita il (fu ?) Compagno Napolitano, Presidente anche del CSM ad aprire gli occhi sulle turpitudini della famigerata Banda dei FELLONI togati e di intervenire colla fiamma ossidrica, per cercare di cauterizzare questa bubbonica e Purulenta PIAGA, prima che si rinnovino inconsulti atti da parte di chi per grave Offesa ricevuta, ritiene che al Tradimento del Popolo da parte di una Pubblica Istituzione appropriata dai BARBARI, l’unica alternativa possibile, doverosa e Sacra, sia quella di rispondere colle Picche (le ALABARDE …), anche di fronte ad un sicuro Capestro.

    Letto e approvato da Zione dell’ A. V. G. (Associazione Vittime della “Giustizia”) che augura a tutti i Bambini del Mondo un felice futuro senza Giudicioni sudicioni, e per i Nonni in sofferenza e tutti i poveri Cristi crocifissi da Scellerata mano, almeno un poco di sereno avvenire; si saluta pure la normale Gente; Vermi, Miserabili e CAROGNONI esclusi. Così gridò un paziente e pensieroso Tapino; in nome della Libertà, da questa valorosa BARRICATA dove si difende con coraggio la Dignità, l’Onore e la PACE di questa Oltraggiata Nazione. ruotologiu@libero.it

  3. Aldus says:

    Aldus

    è incredibile l’energia con cui questi magistrati resistono all’ammodernamento del Paese!
    Lo dico anche in qualità di ex-dirigente pubblico, anche i magistrati devono DEVONO fare come fanno tutti a questo mondo e sottoscrivere normalissime polizze di assicurazione. Il massimo sarebbe se osassero pure minacciare scioperi!

  4. nerone says:

    al leghista pini vorrei dare un consiglio ,intanto di guardare in casa leghista ,… dove sono tutti i soldi fatti sparire? … eih patano quelli sono soldi sotratti al popolo italiano con contributi elettorali da molti anni negati con referendum ,.. tutti gli artefici dovrebbero andare in galera ,e poi e ora di finirla con il chiedere al parlamento (detto porcile) se i giudici possono portarvi in giudizio o no, voi dovete presentarvi a tutte le ore in giudizio ,prima di tutte le persone che vivono in questo paese, sei anche tu uguale se non peggio dei tuoi colleghi…. un friulano onesto!!!!

  5. Albert says:

    Che vergogna!

    • Pravin says:

      Leggere questo evcoativo racconto africano’ sul display di uno smarthphone, per di pif9 sotto un ombrellone, sembra incredibile ed e8 anche alquanto destabilizzante . Mi ha lasciato addosso una sensazione stranissima .

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